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Comporre a due colonne un documento ricco di immagini e tabelle è difficile, molto difficile, per vari motivi. Tuttavia comincio da secondo quesiti.
1) \newpage componendo a due colonne può passare alla colonna successiva, non necessariamente alla pagina successiva; \clearppage invece passa certamente alla pagina successiva lasciando nella pagina precedente la colonna di destra vuota. Per usare l’uno o l’altro comando bisogna fare molta attenzione, ma con \newpage si riesce a terminare la colonna corrente ad un certo punto, per passare alla colonna successiva.
2) i grandi spazi: questa è una domanda ricorrente quando NON si usano gli ambienti mobili/flottanti; Lavorando a due colonne, le figure denro l’ambiente mobile figure e le tabelle dentro all’ambiente mobile table restano in colonna ma spesso vanno in testa alla colonna successiva, che sia quella di destra o quella di sinistra dellea pagina successiva, oppure, se la coda di quegli oggetti non è vuota, possono venire ritardati ancora di più. Se invece le mmagini e le tabelle sono messe dentro i debiti ambienti mobili asteriscati, vengo trattenuti in memoria fino all’inizio della pagina successiva o ancora più a lungo se la coda in memoria non è vuota.
Quello che ti succede dunque dipende dal fatto che usi il codice di posizione H del pacchetto float (cioè hai reso gli oggetti fissi, togliendo loro la mobilità) oppure hai messo quegli oggetti dentro ambienti fissi,come, per esempio, center. È ovvio che con simili impostazioni quel poveretto del tipografo, il signor LaTeX, è costretto a fare del suo meglio, ma questo meglio, con quegli ordini, è un po’ peggio.
Soluzioni?
1) la prima è quella di usare ambeinti mobili e solo ambienti mobili figure e figure*, table e table*, dando a ciascun oggetto una ddascalia e un numero; collegando qual numero a una etichetta col comando \label, e facendo riferimento a quel numero con il comando \ref e alla pagina dove è andato a finire l’oggetto con \pageref.
2) spostando il codice sorgente di uno di questi oggetti un capoverso prima o un capoverso dopo, spesso si ottiene qualche risultato.
3) ogni tanto, se le code diventano troppo lunghe, conviene inserire in posti critici il comando \afterpage{\cleapage) (è necessario caricare il pacchetto afterpage che definisce il comando \afterpage), ma il risultato è chead un cambio pagina naturale, si genera una nuova pagina di soli oggetti flottanti e si svuotano le code; quindi si toglie ogni problema ai successivi ambienti mobili, ma non siinseriscono nè pagine baianche né colonne mezzo vuote.