emptypage

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  • #81614
    OldClaudio
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      Vorrei ricollegarmi al filone aperto da Lorenzo sul fatto che le tabelle mobili a una o a due colonne , componendo a due colonno, possono apparire sulle pagine in ordine sbagliato. Si è parlato di un bug o di una feature, e Lorenzo ha inserito fra questo generi di bug o feature anche la pagina vuota (competamente vuota) che si “cura” usando il pacchetto emptypage.

      Io non l’ho mai usato e non sapevo nemmeno che esistesse, prima di qualche anno fa: leggendo il forum ho scoperto che veniva consigliato molto spesso e io mi domandavo perché mai lo fosse.

      Io, per esempio, non userei mai una pagina completamente vuota a sinistra se un capitolo deve cominciare a destra e non c’è abbastanza materiale nel capitolo precedente per arrivare a scrivere almeno quattro righe nella pagina precedente il capitolo successivo.

      Sono d’accodo con Lorenzo che continuare a usare la testatina di sinistra in testa ad una pagina che non contiene nient’altro, sia una cosa non tanto elegante e tipograficamente corretta. Tuttavia, tolte alcune pagine iniziali, come quella del titolo, che vanno numerato ma che NON devono avere il numero della pagina scritto da nessuna parte, la altre pagine interne vadano sempre numerate; preferisco, quindi per queste pagine di riempimento fra un capitolo e il successivo lo stile plain rispetto allo stile empty.

      Come molti lettori sanno, io ho il vizietto di usare pochi pacchetti e di configurami da solo i comandi che mi servono; in un documento a una colonna stampato fronte e retro io preferisco ridefinirmi il comando \cleardoublepage (invocato dal comando \chapter quando si cominicia un nuovo capitolo) così:`\makeatletter\renewcommand\cleardoublepage[1][plain]{\clearpage\if@twoside\ifodd\value{page}\else
      \null\thispagestyle{#1}\clearpage\fi\fi}`
      In questo modo la pagina vuota non sarà vuota del tutto perché contiene il numero della pagina nel piedino, nello stesso tempo se in un dato passaggio, specialmente nelle pagine iniziali, voglio la pagina completamente vuota, posso sempre usare[tt]\cleardoublepage[empty][/tt] molto più semplice e versatile di quello che si può ottenere con il pacchetto emptypage.

      Lorenzo ha perfettamente ragione quando vorrebbe evitare di indicare all’utente novizio l’uso di \newcommand o \renewcommand; lo fa, ma per cose molto più semplici; Lorenzo vorrebbe che il sftware di LaTeX facesse tutto da solo, senza bisogno di intervenire con altri pacchetti per ovviare a delle cose che per lui sono ovvie, come per esempio emptypage.

      Io invece sarei del parere che, senza spaventare l’utente alle prime armi, venissero indicati semplici nuovi comandi o semplici modifiche di comandi esistenti, perché è così facendo che il novizio smette di essere novizio e finisce per imparare a districarsi anche quando non trova il pacchetto giusto; nella fattispecie a me non sembra che emptypage sia il pacchetto giusto, e non lo sarebbe nemmeno, se esistesse, plainpage; ma penso che la soluzione corretta, semplice, efficace e versatile sia quella che ho indicato sopra (naturalmente la si potrebbe migliorare ed estendere per gestire \clreadoublepage anche in documenti composti a due colonne).

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      • #81615
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        Potrebbe essere un’idea per un nuovo pacchetto che permetta di scegliere, con un’opportuna opzione plain, come trattare le pagine vuote.
        Potrebbe benissimo essere un’integrazione di emptypage.
        Personalmente carico sempre emptypage, ma sono consapevole che è una questione di abitudine.
        Prima d’ora non ci avevo mai pensato.

        Ciao
        Ivan

      • #81616
        OldClaudio
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          ivan” post=80869Potrebbe essere un’idea per un nuovo pacchetto che permetta di scegliere, con un’opportuna opzione plain, come trattare le pagine vuote.
          Potrebbe benissimo essere un’integrazione di emptypage.
          Personalmente carico sempre emptypage, ma sono consapevole che è una questione di abitudine.
          Prima d’ora non ci avevo mai pensato.

          Ciao
          Ivan

          Vedi Ivan: questa, la tua, è la tipica situazione dove la definizione di un comando può dare funzionalità maggiore ad una classe; la classe suftesi potrebbe giovarsene.
          Caricare emptypage va bene, ma non caricarlo, secondo me, s’intende, va ancora meglio e nella classe ci sta bene un \cleardoublepage sia con empty predefinito, sia con plain predefinito. Addirittura potresti pensare ad una opzione avanzata grazie al fatto che già stai usando xkvalue.

        • #81617
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          OldClaudio” post=80868Vorrei ricollegarmi al filone aperto da Lorenzo sul fatto che le tabelle mobili a una o a due colonne , componendo a due colonno, possono apparire sulle pagine in ordine sbagliato. Si è parlato di un bug o di una feature, e Lorenzo ha inserito fra questo generi di bug o feature anche la pagina vuota (competamente vuota) che si “cura” usando il pacchetto emptypage.

          Io non l’ho mai usato e non sapevo nemmeno che esistesse, prima di qualche anno fa: leggendo il forum ho scoperto che veniva consigliato molto spesso e io mi domandavo perché mai lo fosse.

          Io, per esempio, non userei mai una pagina completamente vuota a sinistra se un capitolo deve cominciare a destra e non c’è abbastanza materiale nel capitolo precedente per arrivare a scrivere almeno quattro righe nella pagina precedente il capitolo successivo.

          Sono d’accodo con Lorenzo che continuare a usare la testatina di sinistra in testa ad una pagina che non contiene nient’altro, sia una cosa non tanto elegante e tipograficamente corretta. Tuttavia, tolte alcune pagine iniziali, come quella del titolo, che vanno numerato ma che NON devono avere il numero della pagina scritto da nessuna parte, la altre pagine interne vadano sempre numerate; preferisco, quindi per queste pagine di riempimento fra un capitolo e il successivo lo stile plain rispetto allo stile empty.

          Come molti lettori sanno, io ho il vizietto di usare pochi pacchetti e di configurami da solo i comandi che mi servono; in un documento a una colonna stampato fronte e retro io preferisco ridefinirmi il comando \cleardoublepage (invocato dal comando \chapter quando si cominicia un nuovo capitolo) così:`\makeatletter\renewcommand\cleardoublepage[1][plain]{\clearpage\if@twoside\ifodd\value{page}\else
          \null\thispagestyle{#1}\clearpage\fi\fi}`
          In questo modo la pagina vuota non sarà vuota del tutto perché contiene il numero della pagina nel piedino, nello stesso tempo se in un dato passaggio, specialmente nelle pagine iniziali, voglio la pagina completamente vuota, posso sempre usare[tt]\cleardoublepage[empty][/tt] molto più semplice e versatile di quello che si può ottenere con il pacchetto emptypage.

          Lorenzo ha perfettamente ragione quando vorrebbe evitare di indicare all’utente novizio l’uso di \newcommand o \renewcommand; lo fa, ma per cose molto più semplici; Lorenzo vorrebbe che il sftware di LaTeX facesse tutto da solo, senza bisogno di intervenire con altri pacchetti per ovviare a delle cose che per lui sono ovvie, come per esempio emptypage.

          Io invece sarei del parere che, senza spaventare l’utente alle prime armi, venissero indicati semplici nuovi comandi o semplici modifiche di comandi esistenti, perché è così facendo che il novizio smette di essere novizio e finisce per imparare a districarsi anche quando non trova il pacchetto giusto; nella fattispecie a me non sembra che emptypage sia il pacchetto giusto, e non lo sarebbe nemmeno, se esistesse, plainpage; ma penso che la soluzione corretta, semplice, efficace e versatile sia quella che ho indicato sopra (naturalmente la si potrebbe migliorare ed estendere per gestire \clreadoublepage anche in documenti composti a due colonne).

          Non sono d’accordo. Una pagina senza testo non fa parte di quelle dove si cerca qualcosa. E di fronte ha sempre una pagina con il numero, quindi non è necessario che ci sia il numero nemmeno al piede. Poi ognuno ha le sue preferenze e su questo è proprio questione di opinioni.

          Eccezione: la pagina che contiene una dedica o il frontespizio interno non ha numero anche se nemmeno quella a fronte ce l’ha. Ma nessuno si pone il problema di cercare queste pagine durante la consultazione.

          Ciao
          Enrico

        • #81618
          OldClaudio
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            Infatti, è una questione di gusti e di opinioni. Al punto che la classe per i testi della Compomat della collana texnologie non hanno il “folio” nemmeno nelle pagine iniziali dei capitoli; così mi è stato chiesto di fare e così ho fatto. Ma secondo il mio parere il “folio” non serve solo per cercare qualche cosa, specialmente in un testo stampato su carta. Per altro è anche vero che prima o poi si trova una pagina numerata, quindi anche quelle bianche senza numero finiscono con l’essere trovate, come anche quelle scritte ma senza il loro numero. Ci si potrebbe domandare: perché non numeriamo le pagine una ogni dieci? tanto si trovano lo stesso. È chiaro che questa è una esagerazione messa lì apposta per pensare all’utilità del numero di pagina.

            Il testo di Wilson (tipografo) nella pagina 18 è esplicito sul fatto che le pagine della main matter siano tutte numerate, eccetto, volendo, ma non obbligatoriamente, le pagine iniziali dei capitoli e l’eventuale pagina bianca che li precede; quindi il disegno eseguito per la collana texnologie risponde a questo dettato. Tuttavia Wilson non dice che devono essere senza folio, ma che possono essere senza. Ecco dove secondo me la scelta del pacchetto emptypage. sia pure caricabile a scelta, è rigido e non consente alternative; ed ecco perché preferisco la mia macro, cosicché posso scegliere io che cosa fare. È solo, appunto, una questione di gusti.

          • #81619
            lorenzo.pantieri
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              egreg9″ post=80876Una pagina senza testo non fa parte di quelle dove si cerca qualcosa. E di fronte ha sempre una pagina con il numero, quindi non è necessario che ci sia il numero nemmeno al piede. Poi ognuno ha le sue preferenze e su questo è proprio questione di opinioni.

              Non avrei saputo dirlo meglio.

              `\documentclass{book}
              \usepackage{lipsum}
              \begin{document}
              \chapter{Magritte}
              \lipsum[1-2]
              \section{Boh}
              \lipsum
              \chapter{Bah}
              \lipsum
              \end{document}`

              A che serve quella “testatina sul nulla” a pagina 4? Non solo non serve a nulla (e questo è un fatto, non un’opinione), ma è anche tipograficamente orrida (e questa è un’opinione, non un fatto).

              Riguardo alla cura, caricare emptypage va abbastanza bene: si dice all’utente che c’è un piccolo difetto nelle classi standard, e gli si dice come curarlo. (Ovviamente, altre classi non hanno questo difetto: amsbook, per esempio.)

              La mia posizione è nota: vorrei che queste cose venissero messe dentro la pancia delle classi standard (stesso discorso di fixltx2e). Ma se il prezzo da pagare è la mancanza di compatibilità all’indietro del proprio codice, allora direi che il caricamento di quelle toppe è un ragionevole compromesso.

              Un’altra idea potrebbe essere quella di non consigliare all’utente generico le classi standard, ma di indirizzarlo verso altre classi, più “rifinite”. Tommaso, che dici?

              Nel mio Mac ho decine di documenti: la maggior parte (scritta mesi o anni fa) oggi non si compila più. Motivo: uso spesso ClassicThesis, e l’autore di quel pacchetto ha la brillante idea di renderlo incompatibile con le versioni precedenti ogni volta che lo aggiorna. Un disastro. Questo fatto mi ha fatto apprezzare i pro dell’atteggiamento abbastanza “conservatore” degli sviluppatori di LaTeX (nucleo e classi standard)… 😉

            • #81620
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              lorenzo.pantieri” post=80967Nel mio Mac ho decine di documenti: la maggior parte (scritta mesi o anni fa) oggi non si compila più. Motivo: uso spesso ClassicThesis, e l’autore di quel pacchetto ha la brillante idea di renderlo incompatibile con le versioni precedenti ogni volta che lo aggiorna. Un disastro. Questo fatto mi ha fatto apprezzare i pro dell’atteggiamento abbastanza “conservatore” degli sviluppatori di LaTeX (nucleo e classi standard)… 😉

              Ecco, questo è uno dei motivi per i quali le classi standard non vengono toccate. Può accadere che l’uso di pacchetti provochi errori di compilazione: si cerca, di solito, di mantenere la compatibilità all’indietro, ma non sempre è possibile.

              La risposta al problema della “testatina inutile” l’ho data altre volte: le classi standard sono solo scheletri di palazzi che vanno completati. Non sono mai state concepite come capolavori di tipografia da mettere in un museo. Può darsi che alcune scelte siano discutibili (per esempio l’uso scriteriato di [tt]\MakeUppercase[/tt]), ma almeno sono quelle e sono affidabili.

              Ciao
              Enrico

            • #81621
              OldClaudio
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                Che cosa ho scritto nel mio primo messaggio?

                Sono d’accodo con Lorenzo che continuare a usare la testatina di sinistra in testa ad una pagina che non contiene nient’altro, sia una cosa non tanto elegante e tipograficamente corretta. Tuttavia, tolte alcune pagine iniziali, come quella del titolo, che vanno numerato ma che NON devono avere il numero della pagina scritto da nessuna parte, la altre pagine interne vadano sempre numerate; preferisco, quindi per queste pagine di riempimento fra un capitolo e il successivo lo stile plain rispetto allo stile empty.

                Il mio intervento non era contro una correzione mediante emptypage, ma nel fatto che emptypage ridefinisse \cleardoublepage senza opzioni o alternative; per cui preferivo (ri)definirmi da solo \cleardoublepage.

                Non capisco questo rivangare la testatina inutile in una pagina bianca, quando fin dal principio questo filone è cominciato con una considerazione completamente negativa su questo difetto.

              • #81622
                lorenzo.pantieri
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                  egreg9″ post=80970
                  La risposta al problema della “testatina inutile” l’ho data altre volte: le classi standard sono solo scheletri di palazzi che vanno completati. Non sono mai state concepite come capolavori di tipografia da mettere in un museo. Può darsi che alcune scelte siano discutibili (per esempio l’uso scriteriato di [tt]\MakeUppercase[/tt]), ma almeno sono quelle e sono affidabili.

                  Innanzitutto chiedo scusa della risposta tardiva.

                  Allora, qui siamo di fronte a un dilemma. Da una parte le classi standard: solide, affidabili, garantiscono il massimo della retro-compatibilità ma sono anche un po’ limitate. Dall’altra parte le altre classi: più rifinite e belle (penso a ClassicThesis, i cui documenti in un museo di tipografia possono starci eccome, grazie a Bringhurst!), ma con problemi di retro-compatibilità anche gravi.

                  Stabilire quali classi usare e quali consigliare nell’Arte è un bel problema. L’Arte è abbastanza agnostica nei confronti delle classi, nel senso che la maggior parte delle cose che spiega vanno bene per tutte le classi. Però non nascondiamocelo: il lettore ideale dell’Arte usa proprio le classi standard. Probabilmente quello di adesso è un buon compromesso.

                  In ogni caso, questa cosa andrebbe spiegata meglio:

                  Caro utente, i comandi e gli ambienti che ti presentiamo sono standard (nel senso che dovrebbero andare bene per tutte le classi), ma quale classe usare dipende dalle tue esigenze; in ogni caso le classi standard non andrebbero usate mai, perché sono state concepite come base per altre classi e non per essere usate così come sono.

                  Questa avvertenza non mi pare che ora come ora nell’Arte sia ben chiara.

                  Grazie mille,
                  Lorenzo

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