Evidenziare parte equazione

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  • #58753
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    Giorno, titolo orrendo ma oggi la vena poetica è poca. Comunque, vorrei evidenziare la parte di un’equazione

    `\begin{equation}\label{eq:Pres5}
    \text{Power lost} =
    \underbrace{3.58 \cdot 10^{-4} \cdot \frac{T_{1}}{\eta_{c} \cdot \eta_{m}} \cdot \left( \left( \frac{P_{2}}{P_{1}} \right)^{0.286} – 1 \right) \cdot \lambda}_{\text{Voltage}} \cdot I \cdot n \qquad \text{(W)}
    \end{equation}`

    al momento uso il comando \underbrace, ma preferirei magari racchiudere in un rettangolo la parte di equazione che mi interessa evidenziare e poi magari farne la descrizione nel testo successivo.
    Voi cosa ne dite?

    Grazie

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    • #58754
      OldClaudio
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        `
        \begin{equation}\label{eq:Pres5}
        \text{Power lost} =\boxed{%
        \underbrace{3.58 \cdot 10^{-4} \cdot \frac{T_{1}}{\eta_{c} \cdot \eta_{m}} \cdot \left( \left( \frac{P_{2}}{P_{1}} \right)^{0.286} – 1 \right) \cdot \lambda}_{\text{Voltage}}} \cdot I \cdot n \qquad \text{(W)}
        \end{equation}
        `

        Però io non scriverei mai in un qualsiasi rapporto tecnico o una tesi, o una perizia, o quel che è una formula fra misure; io scriverei solo formula fra grandezze; questo implica che non si scrive (W) alla fine della formula.

        Ma per scrivere bene un testo tecnico, lo dico sempre, bisogna seguire le norme ISO, che non ammettono in nessuna espressione matematica (sia pure scritta per una scienza applicata) termini lessicali come Power lost; né ammettono forme miste di parti di equazione scritte fra misure e parti scritte fra grandezze.

        Prima di pensare a come riquadrare parte della formula (come vedi è una banalità con il comando \boxed fornito dal pacchetto amsmath), vedi di ripensare la formula come si deve.

        Giusto per non sembrare troppo spocchioso, ti suggerisco di definire la tensione (voltage con l’iniziale minuscola) prima dell’espressione della potenza dissipata (indicata con un simbolo tipo P_{\textup{lost}} e non con una locuzione); fornendo anche le debite informazioni sulle grandezze in gioco, se si tratti di misure o di grandezze, sul fatto che, se si tratta di una equazione fra misure, P_2/P_1 sia un rapporto fra potenze misurate con la stessa unità di misura, eccetera.

        Ti ricordo che puoi rendere più compatta l’espressione fra misure se ogni grandezza la dividi espressamente per la sua unità di misura, del tipo relativo, per esempio, a una potenza: P/W e distinguendo bene le grandezze in corsivo matematico dalle unità in tondo. sono sicuro che anche la “costante” 3.58\cdot10^{-4} ha le sue unità di misura da indicare espressamente.

        Insomma puoi completamente aggiustare tutto quanto affinché tu possa scrivere solo equazioni fra grandezze.

      • #58755
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        Grazie per la risposta.
        Per quanto riguarda la struttura dell’equazione l’ho presa pari pari da un libro di testo, detto questo non mi è molto chiaro cosa intendi per grandezze o misure?
        Giusto per capirci:
        – l’unità di misura è tra parentesi perchè l’ho trovata scritta così, pure a me non convinceva e aspettavo di parlarne con il relatore, ma direi che si può togliere già adesso
        – Ora che posso evidenziare con il rettangolo non occorre scrivere voltage
        -Sono d’accordo che il pedice utilizzato così sia sbagliato, mi era sfuggito dall’Arte, ma non capisco cosa non và nella restante forma…
        – Non capisco cosa non torna per le pressioni, mi spiego è ovvio che l’unità di misura deve essere la stessa altrimenti non si ottiene il risultato corretto
        – quest’ultima parte proprio non riesco a capirla, potresti mica riportare un esempio

        Scusa il papiro e grazie per le osservazioni 😉

      • #58756
        OldClaudio
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          Capisco i tuoi problemi, quando prendi una formula da un libro di testo americano; questi libri di testo raramente osservano le norme ISO,e anche se il libro è valido, le sue formule sono sempre da rivedere.

          Ora visto che scrivi di tensioni, correnti, pressini, potenze e simili, stai scrivendo della fisica matematica dove le relazioni fra le grandezze implicano le loro unità di misura coerenti; Quando scrivi V per indicare una tensione, la variabile corsiva V è un simbolo che indica una coppia di entità: la misura della tesione, per esempio 220, e l’unità di misura per esempio V (non corsivo); allora i valori specifici delle grandezze come 220V devono sempre essere indicati con l’unità di misura esplicitamente; i simboli delle grandezze, come V implicano la coppia di entità. Se la formula è coerente il risultato dell’espressione, indicato con una simbolo letterale ha la sua parte numerica che deriva dai calcoli sulle parti numeriche del secondo membro (riferite a unità coerenti) e la parte della Unità di misura deriva dalle operazioni lecite che si possono fare sulle unità di misura del secondo membro dell’equazione.
          Se nel secondo membro si scrivono solo i valori numerici (o simboli che rappresentano il valori numerici delle grandezze fisiche) il secondo membro è una espressione fra misure e da solo non ha nessun significato in fisica matematica, in ingegneria, in ogni scienza applicata. Deve essere accompagnato da espressioni verbali dove si dice che A rappresenta l’area del filo conduttore espressa in circular mills, che g rappresenta la gauge del filo espressa in numero di fili al circular inch, e simili cose che sono del tutto estranee alla fisica e all’ingegneria moderne, ma che sopravvivono negli usa dove continuano ad essere usate unità di misura cervellotiche che richiedono equazioni fra misure.

          Il resto delle mie osservazioni discende da queste premesse. E visto che la parte di formula riquadrata dovrebbe rappresentare una tensione, quel contenuto del riquadro sembra proprio una espressione fra misure; sono un ingegnere elettrico/elettronico, ma non riconosco nessuna grandezza nota in quella parte di espressione e non so come da quella espressione vengano fuori dei volt; ecco perché temo che si tratti di una equazione fra misure.

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