- Questo topic ha 13 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 11 mesi fa da
OldClaudio.
-
CreatoreTopic
-
13 Settembre 2016 alle 14:58 #107831::
Salve, mi sono appena iscritto e mi chiamo Andrea: come molti ho iniziato a scrivere la tesi in LaTeX, e mio malgrado smanettando un po’ ho iniziato a prenderci un po’ la mano.Vi scrivo però in quanto ieri (penso, non oggi) mi è successa una cosa alquanto strana: ho compilato il mio bel file .tex, con i suoi capitoli messi tramite \input, e…. un capitolo è diventato bianco. Se apro il file Cap2.tex, questo risulta fatto di caratteri bianchi. Non ho avuto alcun crash, o altro: semplicemente si è cancellato da solo. Il file comunque NON è vuoto, in quanto occupa ben 47 kb. Purtroppo, aprendo il file .tex principale oggi (ignaro di quanto fosse successo) l’ho compilato subito e questo mi ha fatto perdere pure il .pdf che avevo, e solo lì mi sono accorto di quanto era successo… Ho perso perciò sia il .tex sia il .pdf. E tutto questo solo per aver compilato!!!
Mi spiegate com’è possibile che LaTeX mi faccia uno scherzetto del genere? Io proprio non capisco, avessi avuto un crash o altro…
Purtroppo ho la copia di backup (scemo io, di solito lavoro in cloud ma ho dovuto disattivare onedrive su cui lavoravo di solito perché mi hanno diminuito lo spazio improvvisamente…) di qualche settimana fa, ma vorrei recuperare se possibile il file! Potreste aiutarmi? Ho trovato solo questa discussione, ma direi che non sembrava molto utile… Inoltre, vorrei sapere anche PERCHE’ è successo! Non mi sembra sia una cosa normale!!! Non voglio vivere nell’ansia di compilare, mi sembra giusto no?
Sperando di esser stato abbastanza esauriente nell’esporre il problema, vi chiedo una mano, davvero… Ho allegato il file .tex che è “bianco”.
Attachments:
You must be logged in to view attached files. -
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
13 Settembre 2016 alle 15:30 #107832
-
13 Settembre 2016 alle 15:31 #107833::
Ciao Jager,ho provato a scaricare e aprire il file che hai allegato con il mio editor (TeXworks) e purtroppo ci sono solo righe bianche.
Tra l’altro, provando a scrivere qualcosa, il pc andava in errore e si chiudeva l’editor.
Ho provato ad aprirlo con Notepa++ e l’unica cosa che vedo è una seri infinita di NUL.
Temo che, non so come, il tuo file si sia danneggiato e in questa discussione dicono non sia possibile recuperare il file perso.
Io è un anno abbondante che uso LaTeX e TeXworks e non mi è mai capitato.
L’unica cosa che posso suggerirti è di salvare una copia di backup dopo aver finito il lavoro della giornata.
-
13 Settembre 2016 alle 16:18 #107834::
Ciao.
Ho aperto anch’io il file che hai allegato.
Il file è una sequenza di 47989 byte di valore 0, il carattere ASCII NUL.I programmi di composizione del sistema TeX aprono il sorgente in sola lettura e non lo modificano. L’editor lo può fare, come pure un altro programma con diritti di scrittura su di esso.
Non è quindi LaTeX il problema, peraltro noto per l’affidabilità.Devo informarti che quindi il file non contiene più nessuna informazione utile o recuperabile.
Una sequenza di zeri di questo tipo mi da l’idea di un segmento di memoria allocato e poi scritto sul file. Potrebbe essere un bug dell’editor verificatosi al momento del salvataggio, che però non mi è mai successo perciò mi risulta improbabile.
Qualcosa di più si può forse dire conoscendo il sistema operativo e l’editor, ovvero l’ambiente in cui si è verificato l’inconveniente.
Validissimo è il consiglio di Marluxia di fare copie di backup. Ci sono vari modi.
Per esempio, puoi copiare l’intera cartella dove tieni tutto il materiale per la tesi su un dispositivo di memoria diciamo a fine giornata. Il nome di questa cartella può essere “tesi-2016-09-13” così ottieni una cronologia.
Tante copie del progetto mano a mano che evolve.Si tratta del modo più semplice, quello più complesso è usare git, un programma di controllo delle revisioni assieme a un repository remoto. Guida tematica sull’argomento: /wp-content/uploads/joomla-images/doc/GuideGuIT/guidagit.pdf
Buon lavoro!.
R.
-
13 Settembre 2016 alle 17:39 #107835::
Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
-
13 Settembre 2016 alle 18:59 #107836::
Jager” post=107946Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…
Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
A parte il fatto che con TeX Studio puoi compilare (lanciare la compilazione) senza che poi venga aperto il pdf, io ho la tua stessa configurazione: TeXStudio in win10 o in Linux. Non mi ricordo alcun crash da parte dell’editor.
Prova a cambiare editor. Non si devo assolutamente soffrire di questi problemi.
TeX works per esempio, dovrebbe essere già installato se hai TeX Live.
Altra domanda: usi le righe magiche? Tipo:
`% !TeX program = pdflatex`Puoi postare le prime righe del sorgente?
E magari anche l’elenco dei pacchetti che usi?
R.
-
14 Settembre 2016 alle 16:14 #107837::
Non entro nel problema della sparizione perché non saprei dire nulla e prima di me ti hanno risposto altri più competenti.Premesso che non uso windows ho provato a cercare velocemente sul web un’alternativa per windows a Time Machine che sul mac è in dotazione e consente di predisporre una copia delle versioni dei files e dei folders che ti interessano; ad es. la cartella documenti dove salvi i tuoi lavorl
Questo ti consente di ritornare “indietro nel tempo£ fino alla versione antecedente al verificarsi del problema; evitando di perdere il lavoro.Se non ti piace l’idea, che presuppone l’acquisto o l’uso di un disco esterno, in alternativa ci sarebbe l’utilizzo di sistemi di versioning quali ad esempio:
Leggendo questa guida, anche se non recente, si impara assai:
-
20 Settembre 2016 alle 7:34 #107838::
robitex” post=107947
Uso TexStudio, aggiornato se non sbaglio settimana scorsa, sotto Windows 10…
Purtroppo mi sono trovato con TexStudio a dover risolvere alcune grane proprio per la gestione dei file: ad esempio, se compilo tutto il documento e mi viene visualizzata l’anteprima del pdf, per ricompilare devo chiuderer l’anteprima perché sennò crasha… Lo fa penso per le dimensioni del pdf, causate dalle numerose immagini (già scalate e ridotte una a una). In questo senso il comando \input è fondamentale, in quanto così quando lavoro su un pezzo, escludo gli altri e poi li reincludo riscrivendo \input e così il problema non si pone.
Questo è il primo problema assoluto che ho con LaTeX, che di solito anche crashando non mi dava alcun problema ai sorgente. Che sia sparito tutto, senza nemmeno segnalarmelo, è una cosa che proprio non riesco a capire…
Inizierò subito a lavorare di nuovo in cloud (ho l’abitudine, ma per pigrizia nell’ultimo mese non l’ho fatto, in quanto dovevo spostare tutto)… Con dropbox che mi mantiene anche le versioni precedenti dei file. E ogni tanto mi invierò i .tex per email a me stesso.
A parte il fatto che con TeX Studio puoi compilare (lanciare la compilazione) senza che poi venga aperto il pdf, io ho la tua stessa configurazione: TeXStudio in win10 o in Linux. Non mi ricordo alcun crash da parte dell’editor.
Prova a cambiare editor. Non si devo assolutamente soffrire di questi problemi.
TeX works per esempio, dovrebbe essere già installato se hai TeX Live.
Altra domanda: usi le righe magiche? Tipo:
`% !TeX program = pdflatex`Puoi postare le prime righe del sorgente?
E magari anche l’elenco dei pacchetti che usi?
R.Purtroppo è stata una cosa improvvisa, ci penserò a cambiare editor: nei prossimi giorni esplorerò un po’ TexWorks che sì, è già installato.
Come si può compilare senza aprire il pdf? Anzi, a proposito: alle volte cliccando sulla tastiera per sbaglio, è successo come se TeXstudio mi visualizzasse (compilata) la parte su cui stavo lavorando, vedendo immediatamente l’effetto grafico. C’è un comando apposta? In quanto non riesco a rifarlo, se non per puro caso appunto…
Non uso le righe magiche…. Anzi ammetto la mia ignoranza, non le avevo proprio mai sentite!
Ecco le prime righe del sorgente, con i pacchetti (non so come postarle meglio, tipo in un riquadro…)
`
\documentclass[11pt, a4paper, twoside, openright,]{book}\usepackage{geometry}
\usepackage{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lettrine}
\usepackage{titlesec, blindtext, color}
\usepackage{microtype}
\usepackage{placeins}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage{guit}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage{amsmath,varwidth}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{colortbl}
\usepackage{siunitx}
\usepackage[errorshow]{longtable}
\usepackage{ltxtable}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{epstopdf}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{tikz}
\usepackage{emptypage}
\usepackage{pgfmath}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage{setspace}
\usepackage{epigraph}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage[nottoc]{tocbibind}
\usepackage{chngcntr}
\usepackage{caption}
\usepackage{subfig}
\usepackage{float}
\usepackage{multirow}
\usepackage{rotating}
\usepackage{array}
\usepackage[backend=biber]{biblatex}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{footnote}`frix” post=107976Non entro nel problema della sparizione perché non saprei dire nulla e prima di me ti hanno risposto altri più competenti.
Premesso che non uso windows ho provato a cercare velocemente sul web un’alternativa per windows a Time Machine che sul mac è in dotazione e consente di predisporre una copia delle versioni dei files e dei folders che ti interessano; ad es. la cartella documenti dove salvi i tuoi lavorl
Questo ti consente di ritornare “indietro nel tempo£ fino alla versione antecedente al verificarsi del problema; evitando di perdere il lavoro.Se non ti piace l’idea, che presuppone l’acquisto o l’uso di un disco esterno, in alternativa ci sarebbe l’utilizzo di sistemi di versioning quali ad esempio:
Leggendo questa guida, anche se non recente, si impara assai:
Grazie mille! Approfondirò questo materiale, ma devo anche vedere come funziona il versioning di DropBox 🙂
-
20 Settembre 2016 alle 9:37 #107839::
@Jager, purtroppo se un file sparice dal disco o viene corrotto per qualche motivo che non si riesce a capire, non c’è altro da fare se non riscrivere l’intero capitolo che hai perso.
Anch’io ho provato ad aprire i file che avevi allegato e che ammontava a circa 50 KiB e conteneva solo degli zeri.Non so come Win10 salvi i file su disco, ma una volta mi era successo di perdere dei file e di recuperarli, perché erano ancora sul disco ma li avevo stati cancellati per sbaglio. Allora c’era NTFS che permetteva una certa dose di recupero della versione precedente mediante i soliti word processor, prima ancore c’erano la FAT16 e la FAT32 che invece di cancellare mettevano un punto interrogativo al posto della prima lettera del nome del file; non erano proprio cancellati, ma non erano più accessibili e diventavano spazio disco utilizzabile per altri scopi; allora di tanto in tanto era anche necessario compattare il disco in modo da diminuire il frazionamento dei fai in settori discontinui del disco. Con i dischetti di Norton Doctor era possibile leggere i dischi settore per settore ef eventualmente si riuscivano a ritrovare i settori di quei file “cancellati”; rimettendo la lettera iniziale al suo valore nel nome del file, il file risultava completamente recuperato, sempre che nel frattempo i suoi settori non fossero stati nel frattempo occupati da altro materiale, magari a causa di una deframmentazione eseguita sul disco.
Oggi i sistemi operativi provvedono alla garbage collection in modo autonomo, per cui quando un file vien cancellato, è sostanzialmente perso perché il suo spazio viene occupato da altro materiale.
Piuttosto nel tuo ultimo messaggio sono rimasto colpito dal numero di pacchetti che carici. Parto dal presupposto che tu sappia che cosa fa ciscun pacchetto e che quindi tu l’abba caricato a ragion veduta; comunque ci sono alcuni errori, alcuni grossolani, come per esempio quello di NON caricare hyperref per ultimo, perché caricato a metà può succedere che gli hyperlink non funzionino. Ma ci sono altri pacchetti che vengono sconsigliati vivamente in tutte le guide disponibili, per esempio type1ec; ce ne sono altri che sono già caricati da altri pacchetti (amsfonts è già caricato da amssymb), eccetera. Evidentemente al lettura della documentazione non è il tuo forte, oppure ti sfuggono delle raccomandazioni molto importanti.
Non dico che la perdita del file dipenda dai pacchetti inutili o sbagliati, ma quando si vede un preambolo di quel genere vengono dei sospetti.
Coraggio, non perderti d’animo.
-
20 Settembre 2016 alle 12:07 #107840::
OldClaudio” post=108066 @Jager, purtroppo se un file sparice dal disco o viene corrotto per qualche motivo che non si riesce a capire, non c’è altro da fare se non riscrivere l’intero capitolo che hai perso.
Anch’io ho provato ad aprire i file che avevi allegato e che ammontava a circa 50 KiB e conteneva solo degli zeri.Non so come Win10 salvi i file su disco, ma una volta mi era successo di perdere dei file e di recuperarli, perché erano ancora sul disco ma li avevo stati cancellati per sbaglio. Allora c’era NTFS che permetteva una certa dose di recupero della versione precedente mediante i soliti word processor, prima ancore c’erano la FAT16 e la FAT32 che invece di cancellare mettevano un punto interrogativo al posto della prima lettera del nome del file; non erano proprio cancellati, ma non erano più accessibili e diventavano spazio disco utilizzabile per altri scopi; allora di tanto in tanto era anche necessario compattare il disco in modo da diminuire il frazionamento dei fai in settori discontinui del disco. Con i dischetti di Norton Doctor era possibile leggere i dischi settore per settore ef eventualmente si riuscivano a ritrovare i settori di quei file “cancellati”; rimettendo la lettera iniziale al suo valore nel nome del file, il file risultava completamente recuperato, sempre che nel frattempo i suoi settori non fossero stati nel frattempo occupati da altro materiale, magari a causa di una deframmentazione eseguita sul disco.
Oggi i sistemi operativi provvedono alla garbage collection in modo autonomo, per cui quando un file vien cancellato, è sostanzialmente perso perché il suo spazio viene occupato da altro materiale.
Piuttosto nel tuo ultimo messaggio sono rimasto colpito dal numero di pacchetti che carici. Parto dal presupposto che tu sappia che cosa fa ciscun pacchetto e che quindi tu l’abba caricato a ragion veduta; comunque ci sono alcuni errori, alcuni grossolani, come per esempio quello di NON caricare hyperref per ultimo, perché caricato a metà può succedere che gli hyperlink non funzionino. Ma ci sono altri pacchetti che vengono sconsigliati vivamente in tutte le guide disponibili, per esempio type1ec; ce ne sono altri che sono già caricati da altri pacchetti (amsfonts è già caricato da amssymb), eccetera. Evidentemente al lettura della documentazione non è il tuo forte, oppure ti sfuggono delle raccomandazioni molto importanti.
Non dico che la perdita del file dipenda dai pacchetti inutili o sbagliati, ma quando si vede un preambolo di quel genere vengono dei sospetti.
Coraggio, non perderti d’animo.
Concordo, oramai mi sono rassegnato a riscrivere il capitolo…
Per quanto riguarda i pacchetti, specie l’ordinamento: è frutto di una stratificazione delle mie conoscenze di LaTeX! Ora mi sono abituato a leggere la documentazione direttamente su CTAN (alle volte mastodontica, mi ricordo pgfplots per ottenere il grafico come volevo io l’ho dovuto spulciare bene), ma non ho sempre fatto così: alle volte, affascinato magari da cose grafiche mi sono lasciato prendere la mano (es: type1ec) e ho banalmente copiato/incollato l’uso di alcuni pacchetti, senza capirli veramente (vedi amsfonts e amssymb). Ora è un po’ diverso, e sto capendo di più i singoli pacchetti, ma non ho mai fatto una grande pulizia a dir la verità, e infatti agli occhi di qualcuno esperto penso faccia un po’ rabbrividire… Comunque che la maggior parte dei pacchetti la uso in maniera abbastanza estesa, in quanto essendo una tesi di ingegneria ho molta varietà in quello che devo riportare…. Anche se rileggendo bene, ad esempio ltxtable era frutto di un esperimento fallito (tabella su due colonne che continua per più pagine), risolto organizzando in maniera diversa i dati.
-
22 Settembre 2016 alle 13:26 #107841::
Per quanto riguarda la compilazione parziale, mi sono risposto da solo: non si tratta di compilazione parziale ma di far rivedere velocemente il punto in cui stiamo scrivendo com’era l’ultima volta che lo abbiamo compilato, e si fa con Ctrl + click (anche quando si è chiuso il viewer di anteprima)
-
22 Settembre 2016 alle 20:21 #107842::
@Jager, ho rivistoil messaggio dove diccevi che cliccando inavvertitamente la tastiera si ripresentava la schermata PDF, ecc,ecc.La sincronizzazione del file sorgente con il file composto quando si compila con pdflatex, ottenendo in uscita un file PDF, era recente una decina di anni fa. Ora gli shell editor moderni PDF. Ma che sia il visualizzatore integrato all’editor (come nel tuo TeXstudio) non c’è mai bisogno di chiudere la schermata PDF.
ALmeno non c’è questa necessità se la macchina su cui si lavora ha abbastanza RAM; di solito oggi tutti i PC di ogni marca vengono venduto con na RAM di almeno 4GiB; in offerte stracciate è possibile che vengano venduti apparecchi riciclati con RAm molto più modeste, assolutamente insufficienti per lavorare in modo conveniente con i sistemi operativi moderni.
Se questo è il tuo caso, cerca di rivolgerti a chi può metterci le mani dentro ed installa altri moduli di memoria. Io lavoro con 16GiB e non ho problemi. Probabilmente anche 8GiB sono sufficienti. Comunque più RAM hai, meno problemi hai.Le righe magiche; dài, ogni guida presente in questo sito ne parla. Che io sappia i più diffusi Editor che sanno interpretarle sono TeXShop (solo per Mac; questo programma le ha inventate per primo); TeXworks e TeXstudio, forse anche Teamaker (ma non lo uso, quindi sono male informato); un paio di shell editor per Mac, poco diffusi. Anche l’onnipotente emacs con il plugin auctex ne può usare, ma con una sintassi diversa.
Nella guida tematica sulle codifiche presente nella sezione Documentazione/Guide tematiche di questo sito, se ne parla diffusamente perché sono essenziali per un buon funzionamento dello shell editor.
Esiste anche uno script arara, facente parte almeno della distribuzione TeX Live, che usa altre sue righe magiche nel preambolo del documento, righe magiche che permettono di fare ben di più di semplici auto configurazioni dell’editor, ma anche di svolgere sequenze di operazioni che interessano la compilazione stessa. Ci sono persone che non potrebbero vivere senza le funzionalità di arara.
Infine, dici che hai analizzato al documentazione su CTAN. Perché? Tutti i documenti che trovi su CTAN sono già nel tuo disco fisso e non hai nessun bisogno di intasare la rete, rallentando la tua lettura, quando hai già tutto a bordo. Basta che tu apra un terminale e che ci scriva dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto che ti interessa, così che quando esegui il comando premendo il tasto invio, ti si pare una finestra nella quale leggi direttamente la documentazione anche quando non sei in rete.
-
23 Settembre 2016 alle 9:14 #107843::
OldClaudio” post=108124 @Jager, ho rivistoil messaggio dove diccevi che cliccando inavvertitamente la tastiera si ripresentava la schermata PDF, ecc,ecc.
La sincronizzazione del file sorgente con il file composto quando si compila con pdflatex, ottenendo in uscita un file PDF, era recente una decina di anni fa. Ora gli shell editor moderni PDF. Ma che sia il visualizzatore integrato all’editor (come nel tuo TeXstudio) non c’è mai bisogno di chiudere la schermata PDF.
ALmeno non c’è questa necessità se la macchina su cui si lavora ha abbastanza RAM; di solito oggi tutti i PC di ogni marca vengono venduto con na RAM di almeno 4GiB; in offerte stracciate è possibile che vengano venduti apparecchi riciclati con RAm molto più modeste, assolutamente insufficienti per lavorare in modo conveniente con i sistemi operativi moderni.
Se questo è il tuo caso, cerca di rivolgerti a chi può metterci le mani dentro ed installa altri moduli di memoria. Io lavoro con 16GiB e non ho problemi. Probabilmente anche 8GiB sono sufficienti. Comunque più RAM hai, meno problemi hai.Le righe magiche; dài, ogni guida presente in questo sito ne parla. Che io sappia i più diffusi Editor che sanno interpretarle sono TeXShop (solo per Mac; questo programma le ha inventate per primo); TeXworks e TeXstudio, forse anche Teamaker (ma non lo uso, quindi sono male informato); un paio di shell editor per Mac, poco diffusi. Anche l’onnipotente emacs con il plugin auctex ne può usare, ma con una sintassi diversa.
Nella guida tematica sulle codifiche presente nella sezione Documentazione/Guide tematiche di questo sito, se ne parla diffusamente perché sono essenziali per un buon funzionamento dello shell editor.
Esiste anche uno script arara, facente parte almeno della distribuzione TeX Live, che usa altre sue righe magiche nel preambolo del documento, righe magiche che permettono di fare ben di più di semplici auto configurazioni dell’editor, ma anche di svolgere sequenze di operazioni che interessano la compilazione stessa. Ci sono persone che non potrebbero vivere senza le funzionalità di arara.
Infine, dici che hai analizzato al documentazione su CTAN. Perché? Tutti i documenti che trovi su CTAN sono già nel tuo disco fisso e non hai nessun bisogno di intasare la rete, rallentando la tua lettura, quando hai già tutto a bordo. Basta che tu apra un terminale e che ci scriva dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto che ti interessa, così che quando esegui il comando premendo il tasto invio, ti si pare una finestra nella quale leggi direttamente la documentazione anche quando non sei in rete.
Il mio portatile ha ben 8gb e un i7 quadcore e di recente ho pure montato un ssd aggiuntivo rendendolo il principale tramite la clonazione del disco, quindi non penso che abbia problemi hardware di qualsiasi sorta (purtroppo mi tocca usare configurazioni hw abbastanza elevate per effettuare certe cose, non potendo utilizzare un fisso)… Io penso sia un problema del visualizzatore per il seguente motivo, e cioè se diminuisco il numero di immagini non ho alcun problema, ed inoltre se imposto la visualizzazione esterna e non embed non ho di nuovo alcun problema. Il file pdf per ora si aggira sui 74mb, tutto dovuto alle immagini raster che ho singolarmente scalato a dimensioni tipo 16x12cm a 300dpi su photoshop, ed ogni immagine occupa massimo 1-2 mb anziché i 4-6 originali (è documentazione fotografica del caso di studio).
Per le righe magiche approfondirò sicuramente, ma mi sembra che siano cose simili alle opzioni di configurazione interne a TeXstudio, solo messe nel file di testo, ma devo studiare e capire! 🙂 Io ho iniziato studiando la bellissima guida di Pantieri, ma non mi sembra di averle trovate… ora prenderò anche le guide di qua 🙂
In generale approfondivo su CTAN (scaricandomi la documentazione per comodità) perché non sapevo, ma proprio in questi giorni ho visto che ho tutta la documentazione ce l’ho già di mio… eh!
-
23 Settembre 2016 alle 10:58 #107844::
Sì, quello che dici qui è sostanzialmente correttoPer le righe magiche approfondirò sicuramente, ma mi sembra che siano cose simili alle opzioni di configurazione interne a TeXstudio, solo messe nel file di testo, ma devo studiare e capire! Io ho iniziato studiando la bellissima guida di Pantieri, ma non mi sembra di averle trovate… ora prenderò anche le guide di qua
con una piccola differenza, ma estremamente importante.
Di solito TeXstudio nasce configurato epr salvare i file con al codifica UTF-8, credo che sia anche configurato per compilare di default con pdflatex, o meglio con latexmk (uno script che gestisce le varie compilazioni per completare un documento con le solite 4 o 5 compilazioni per avere tutto a posto, la bibliografia, gli indici analitici, i riferimenti incrociati, eccetera); nasce configurato per compilare la bibliografia con bitex, tanto che per fargli usare biber, bisogna cambiare le impostazioni di fabbrica, eccetera.
Con le righe magiche si ha un’autoconfigurazione specifica per un dato documento; volendo con una riga magica si può anche scegliere il corretotre ortografico di default, in modo che se uno specifico documento è scritto in italiano, usi il dizionario otografico per l’italiano, se è scritto in inglese usi il dizionario inglese. Sì, e sempre l’utente che lo dice, ma lo dice a livello di documento singolo.Utilissimo, specialmente per le codifiche, perché se ricevi un documento o scarichi un template codificato in applemac, basta che tu aggiunga la riga magica della codifica e il tuo documento viene compilato correttamente, senza bisogno di impostare a mano TeXstudio, e di reimpostarlo per riportalo alla situazione di default.
Sono impressionato con gli oltre 70 MiB del tuo documento; [OT: mb è sempre usato scorrettamente, perché non vuol dire niente; le norme ISO richiedono che le informazione in base binaria relative alle dimensioni dei file o alle capacità di memorizzazione dei dispositivi di memoria di massa, siano indicati in KiB, MiB, GiB, TiB, eccetera; si leggono rispettivamente chibibyte, mibibyte, gibibytem tibibyte,…; le differenza è minima quando pensi che 1kB sono 1000 byte, mentre 1KiB sono 1024 byte; in sostanza la sequenza de prefissi Ki, Mi, Gi, Ti, indica le successive terze potenze di 1024; quindi 10241, 10246, 10249, 102412 e la differenza i questa progressione geometrica aumenta progressivamente rispetto ai multipli indicati con k (minuscolo), M, G, T, eccetera.]
Capisco che le tue immagini siano ad alta definizione, ma per la lettura a schermo che ha un massimo di 100 pixel al pollice, le dimensioni naturali di 16cm per 12cm con 300 pixel al pollice sono decisamente troppi; per una stampa potrebbero anche andare bene, ma spesso 150 sono più che sufficienti anche a stampa. Tieni presente che il numero totale di byte occupati da un’immagine dipende quadraticamente dalla densità lineare dei pixel, e dipende fortemente se hai i colori codificati a 6bit al colore o con più bit. Se il tuo testo non è un libro d’arte di grandi dimensioni da stampare su carta patinata, la scelta di codificare i colori con un totale di 256 sfumature è più che sufficiente; Se leggi la documentazione del pacchetto xcolor, hai una prima parte che ti dice molto, se non tutto, sulla codifica dei colori.
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.