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Certo MAtlab è un gran programma molto in voga, ma usarlo bene per inserire i font voluti e ritagliare il risultato si fa na fatica non indifferente.
Vorrei osservare che parlo per sentito dire, perché non ho mai usato Matlab; uso gnuplot, decisamente più ruspante, ma più facilmente configurabile. Uso TikZ e il suo compagno pngplots, ma non così spesso; uso il “volgare” ambiente picture esteso con il pacchetto pict2e di cui si parla nel manuale di Lamport del 1994, e ci ho fatto cose inccredibili, forse con più fatica rispetto a quella che avrei fatto usando quei programmi e quei pacchetti, ma ho imparato anche moltissimo su come funziona LaTeX; in definitiva non è stato tempo perso.
Però ho un altro asso nela manica, particolarmente adatto al caso di @dearick; uso il programma gratuito inkscape: imposto il file PDF generato con altri programmi e lo salvo in formato eps, poi importo il file eps appena creato e lo salvo in formato pdf. Queste due operazioni servno a fare due cose:
1) nel salvare il file in formato eps, infont usati (embedded o non embedded) vengono trasformati nei loro didegni, quindi il file eps non contiene più nessun font.
2) il formato eps è molto verboso/prolisso, ma ha un certo vantaggio: oltre a non contenere più nessun font non contiene nemmeno nessuna trasparenza. Risaolvandolo convertito in formato pdf, questo è privo di font e privo di trasparenze; ovviamante il disegno iniziale continua ad avere le scritte che aveva inzialmente, ma sono ottenute da disegni, no fa font. Non contenendo trasparenze, il file è compatibile per l’inclusione in file pdf che soddisfino alle norme ISO sull’archiviabilità.
Insomma passando per inkscape prendo due piccioni con una fava.