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@sirvietta, per darti una risposta bisogna sapere: 1) che sistema operativo stai usando (win???, Linux???, MacOSX), che font monotype stai usando o vorresti usare (OpenType, Type 1, TryeType a 256 caratteri, TrueType con codifica UNicode,…). Eventualmente il sito da dove hai scaricato sotto licenza i fot che non risci a vedere.
Certamente con qualunque sistema operativo puoi scoprire dove sono in file nascosti aprendo un terminale e usando la funzionalità “Cerca” specificando un nome di file di quei font.
[OffTopic 1] Il genere grammaticale della parola font di solito non è specificato perché in molte lingue straniere esso e neutor, e in italiano il genere neutor non esiste. In francese è femminile, perché si riferisce ai caratteri metallici che erano ottenuti per fusione e in francese “la fonte” indica la fusione grezza, e di fatto quella forma di ferro carbonioso che in italiano si chiama ghisa. L’inglese prende il nome dal francese, ma l’inglese dispone del neutro. In italiano il nome font è entrato nell’uso da pochi decenni; prima si chiamavano caratteri, typi, e in altri simili modi, tutti grammaticalmente maschili. Chi comprava un set di caratteri dalle fonderie specializzate, comprava una “polizza”, cioè stipulava un contratto (polizza) di fornitura che comprendeva quantità ben specificate di ciascun carattere. Io propendo per il maschile quando font indica il singolo carattere, ma per metafora conserverei il maschile anche quando indica l’insieme dei caratteri di una “alfabeto” in senso lato (lettere, numeri segni di intepunzione, altri segni analfabetici). Oggi “la font” è sempre più desueto in italiano; non dico che sia sbagliato, ma l’uso moderno sta volgendo al maschile.
[OffTopic-2] LuaLaTeX fa più o meno le stesse cose di XeLaTeX; dire che in generale un file .tex che può essere compilato con XeLaTeX si compila “quasi” nello stesso modo se lo si compila con LuaLaTeX; i cui quel “quasi” diventa un “non”, sono rarissimi; quelli che a noi utenti dei programmi del sistema TeX può capitare più sovente sono le minime variazioni che derivano dal fatto che LuaLaTeX fruisce di tutte le funzionalità del pacchetto microtype, mentre XeLaTeX usa solo la protrusione e non l’espansione dei caratteri.
In compenso LuaLaTeX si costruisce da solo la cache dei font, quindi “di solito” se un font è sul disco dell’utente, LuaLaTeX lo trova e lo usa. Prova a compilare con LuaLaTeX per vedere che cosa succede con i tuoi nuovi font Monotype.