- Questo topic ha 18 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 4 mesi fa da
Lorloz.
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CreatoreTopic
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25 Gennaio 2015 alle 9:57 #99869::
Buongiorno a tutti,ho bisogno di formattare le note a piè di pagina come segue:
a) nel corpo del testo il numero della nota in apice
b) nel piè di pagina il numero di riferimento della nota deve essere della stessa dimensione del carattere della nota, seguito da un punto e da uno spazio.Finché ho impiegato il pacchetto footmisc me la sono cavata adattando il comando che ho trovato in una vecchia discussione (qui: http://guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6123).
Ora però, ho dovuto abbandonare footmisc e passare al pacchetto manyfoot (il solo che permette di usare il comando \SplitNote, di cui ho assoluto bisogno), e quel codice non funziona più.
Ho tentato una soluzione molto rozza dando il comando:\makeatletter
\def\@makefnmark{{{\normalfont\@thefnmark}.\ }}
\makeatotherMa il risultato non è quello sperato, perché in questo modo ridefinisco anche il numero di nota nel corpo del testo.
Qualcuno saprebbe aiutarmi?
Grazie in anticipo
Lorenzo
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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25 Gennaio 2015 alle 18:35 #99870::
Lorloz” post=99537Buongiorno a tutti,
ho bisogno di formattare le note a piè di pagina come segue:
a) nel corpo del testo il numero della nota in apice
b) nel piè di pagina il numero di riferimento della nota deve essere della stessa dimensione del carattere della nota, seguito da un punto e da uno spazio.Finché ho impiegato il pacchetto footmisc me la sono cavata adattando il comando che ho trovato in una vecchia discussione (qui: http://guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6123).
Ora però, ho dovuto abbandonare footmisc e passare al pacchetto manyfoot (il solo che permette di usare il comando \SplitNote, di cui ho assoluto bisogno), e quel codice non funziona più.
Ho tentato una soluzione molto rozza dando il comando:\makeatletter
\def\@makefnmark{{{\normalfont\@thefnmark}.\ }}
\makeatotherMa il risultato non è quello sperato, perché in questo modo ridefinisco anche il numero di nota nel corpo del testo.
Qualcuno saprebbe aiutarmi?
Grazie in anticipo
Lorenzo`\renewcommand\@makefntext{\@thefnmark.\hskip.5em}`
Ciao
Ivan
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26 Gennaio 2015 alle 8:01 #99871::
Caro Ivan, intanto grazie per l’aiuto.
Purtroppo ora sorge un altro problema che non so risolvere, ma spero proprio che mi saprai aiutare anche questa volta…sto cercando di spezzare una nota a cavallo di due pagine con il comando \Splitnote seguendo le istruzioni che si trovano qui: http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/macros/latex/contrib/ncctools/doc/manyfoot.pdf – paragrafo 6.
Applicando immediatamente il comando \splitnote la nota si distribuisce correttamente sulle due pagine, ma si crea un altro problema: la seconda parte della nota è preceduta a sua volta dal numero, cosa che non dovrebbe accadere, poiché non si tratta di una nota autonoma, ma della continuazione di una nota già numerata alla pagina precedente.
Così non può andare…Ho pensato, allora, che per usare il comando \splitnote, sia prima necessario creare un altro livello di note, con il comando
\DeclareNewFootnote[para]{A}Ma ovviamente in questo caso le note \footnote e \footnoteA si dispongono su due fasce diverse: e nemmeno questo va bene…
Ho pensato infine che per risolvere il problema tutte le note dovessero essere dichiarate con il comando \footnoteA, in modo da comparire su uno stesso livello…finalmente funziona, ma ora mi ritrovo di nuovo i numeri di riferimento nelle note a piè di pagina soprascritti!!!
Come fare?Ti includo un esempio minimo
\documentclass[a5paper]{book}
\usepackage{geometry}
\usepackage[no-sscript]{xltxtra}
\setmainfont [Ligatures=TeX, Numbers=OldStyle]{EB Garamond}\usepackage[para,perpage]{manyfoot}
\DeclareNewFootnote[para]{A}
%\let\Footnotetext\FootnotetextA
%\let\footnote\footnoteA
\usepackage[para, norule]{footmisc}\makeatletter
\renewcommand\@makefntext{\@thefnmark.\hskip.5em}
\makeatother\begin{document}
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non può che trovarsi nella dimora di chi l’ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a piú riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell’intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non può sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.\footnote{La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non può che trovarsi nella dimora di chi l’ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a piú riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell’intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non può sfuggire loro < > della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.
Al termine dell’incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo scandaglio della casa del ministro. Passato qualche tempo senza alcun progresso nell’indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un \textit{secrétaire} del suo studiostrumenti tanto sofisticati che non può sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.
Al termine dell’incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo scandaglio della casa del ministro. Passato qual-\linebreak\SplitNote}
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non può che trovarsi nella dimora di chi l’ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a piú riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell’intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non può sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova. Al termine dell’incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo scandaglio della casa del ministro. Passato qualche tempo senza alcun progresso nell’indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un \textit{secrétaire} del suo studio.
\Footnotetext{}{che tempo senza alcun progresso nell’indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un \textit{secrétaire} del suo studio.}
Poi qui ci va un’altra nota\footnote{La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non può che trovarsi nella dimora di chi l’ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a piú riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell’intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non può sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.}
\end{document}Un grazie in anticipo
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26 Gennaio 2015 alle 10:18 #99872::
Non saprei proprio come risolvere il problema. Mi pare comunque una forzatura dover spezzare manualmente una nota. È proprio necessario?
Io, di solito, di fronte a simili situazioni mi arrendo. Nel senso che c’è un limite, secondo me, a quello che si può fare con un compositore come LaTeX.
Teoricamente si può fare tutto, ma di fatto è sensato usarlo per quello che riesce a far molto bene.
Le note sono un problema che non necessariamente merita di essere risolto. E infatti i pacchetti disponibili sono vecchi e spesso mal documentati (come manyfoot o, peggio ancora, bigfoot). Il bello, o il brutto, è che esistono infinite soluzioni, molto semplici da implementare, per evitare i problemi con le note. Ma noi umanisti (presumo che anche tu lo sia) ci siamo intestarditi che l’unico modo politicamente corretto di comporre un testo preveda l’uso massiccio di note a piè di pagina. Quindi non dobbiamo cercare delle soluzioni a questi problemi. Dobbiamo semplicemente eliminarli.
Le soluzioni semplici a cui mi riferivo sono, per esempio:
– Mettere l’apparato “notesco” in fondo (note finali)
– Usare delle schede interne al testo, magari composte in corpo minore e, volendo, riquadrate, dove inserire i riferimenti “noteschi”.
– Non mettere note 🙂
– Se si tratta di edizione critica, o testo similare, mi arrendo. Gli strumenti ci sono e li ho visti usare in maniera egregia. Ma io non ne sono all’altezza.A proposito…dalla doc di manyfoot:
“The footmisc package also provides the para option. You cannot use this option with footmisc if you plan to use it (or para*) with manyfoot.”Mi dispiace non esserti stato d’aiuto. Magari riguardo il codice con calma.
Ciao
Ivan
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26 Gennaio 2015 alle 11:47 #99873::
Caro Ivan,grazie per la risposta.
Quello che dici di latex è vero, e forse è proprio perché si ha la percezione che questo compositore sia in grado di fare qualsiasi cosa, alle volte ci si intestardisce sui problemi che non si riesce a risolvere.
Io poi, purtroppo, non ho le competenze per risolvere autonomamente problemi complessi con questo programma…quindi devo affidarmi al buon cuore di qualcuno che si interessi alle mie questioni!Sul problema dell’eccessiva estensione delle note in testi umanistici penso la vediamo allo stesso modo: riempire un saggio di note non lo rende di certo né più “scientifico” né più acuto, anzi.
Le soluzioni che proponi (snellire quanto più possibile il paratesto, o giocare con i rientri e con le dimensioni del corpo: le note finali no: le trovo scomodissime) cerco di metterle in pratica, quando mi capita di scrivere qualcosa.Alcune volte però, pur mettendo in pratica tutti i dovuti accorgimenti, anche una nota non particolarmente lunga può determinare il problema per il quale ho chiesto aiuto, e se si devono rispettare delle norme di impaginazione prefissate ci si trova nei guai… : )
Tornando al problema, non mi ero accorto dell’incompatibilità tra i due pacchetti (anche se non sono sicuro che l’opzione para* sia del tutto analoga all’opzione para). Di sicuro qualche problema c’è…
Nella mia ingenuità pensavo che applicare un comando analogo a quello che mi hai fornito anche alle note di livello A (\footnoteA) avrebbe risolto il problema…ma non saprei come fare. A te pare una soluzione sensata?
Grazie ancora per l’aiuto e l’attenzione,
Lorenzo
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26 Gennaio 2015 alle 12:22 #99874::
Lorloz” post=99563Caro Ivan,
grazie per la risposta.
Quello che dici di latex è vero, e forse è proprio perché si ha la percezione che questo compositore sia in grado di fare qualsiasi cosa, alle volte ci si intestardisce sui problemi che non si riesce a risolvere.
Io poi, purtroppo, non ho le competenze per risolvere autonomamente problemi complessi con questo programma…quindi devo affidarmi al buon cuore di qualcuno che si interessi alle mie questioni!Sul problema dell’eccessiva estensione delle note in testi umanistici penso la vediamo allo stesso modo: riempire un saggio di note non lo rende di certo né più “scientifico” né più acuto, anzi.
Le soluzioni che proponi (snellire quanto più possibile il paratesto, o giocare con i rientri e con le dimensioni del corpo: le note finali no: le trovo scomodissime) cerco di metterle in pratica, quando mi capita di scrivere qualcosa.Alcune volte però, pur mettendo in pratica tutti i dovuti accorgimenti, anche una nota non particolarmente lunga può determinare il problema per il quale ho chiesto aiuto, e se si devono rispettare delle norme di impaginazione prefissate ci si trova nei guai… : )
Tornando al problema, non mi ero accorto dell’incompatibilità tra i due pacchetti (anche se non sono sicuro che l’opzione para* sia del tutto analoga all’opzione para). Di sicuro qualche problema c’è…
Nella mia ingenuità pensavo che applicare un comando analogo a quello che mi hai fornito anche alle note di livello A (\footnoteA) avrebbe risolto il problema…ma non saprei come fare. A te pare una soluzione sensata?
Grazie ancora per l’aiuto e l’attenzione,
LorenzoDa quando ho risposto ho continuato a cercare una soluzione, senza venirne a capo. Sicuramente si possono modificare anche i numeri delle note A ma temo si debba leggere direttamente il codice dei pacchetti. A questo punto, però, cercherei di usare bigfoot, che già carica manyfoot. Il problema è che con bigfoot l’opzione para e para* non funzionano 🙁
Un’altra soluzione potrebbe essere questa. Usare io comando \xfootnote[]{…qui continua la nota} di suftesi. Con quel comando componi una nota senza indice, quindi lo puoi usare per spezzare manualmente una nota. Purtroppo non funziona se si mette anche il codice per modificare l’indice di nota. Cerco ancora.Ciao
Ivan
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26 Gennaio 2015 alle 14:07 #99875
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2 Aprile 2015 alle 17:09 #99876::
Sto continuando a curiosare fra i vecchi articoli del forum, e ogni tanto trovo qualcosa che attira la mia attenzione. Spero che nessuno se l’abbia a male se riesumo argomenti di discussione vecchi di alcuni mesi. 🙂Lorloz” post=99551[…] sto cercando di spezzare una nota a cavallo di due pagine con il comando \Splitnote seguendo le istruzioni che si trovano qui: http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/macros/latex/contrib/ncctools/doc/manyfoot.pdf – paragrafo 6.
Applicando immediatamente il comando \splitnote la nota si distribuisce correttamente sulle due pagine, ma si crea un altro problema: la seconda parte della nota è preceduta a sua volta dal numero, cosa che non dovrebbe accadere, poiché non si tratta di una nota autonoma, ma della continuazione di una nota già numerata alla pagina precedente.
Così non può andare… […]A parte il fatto che leggendo attentamente la documentazione si capisce come eliminare il numero spurio, mi sembra ci sia un equivoco: “\SplitNote” serve per spezzare una nota in stile paragraph, cioè quella classe di note che il pacchetto manyfoot mette a disposizione e che vengono impaginate raggruppandole in un unico blocco, composto come un capoverso (paragraph, appunto) e collocato in fondo alla pagina. Si tratta di un problema preso in considerazione nell’appendice D del TeXbook. Per questa classe di note, spezzarne una fra due pagine è un problema che TeX non riesce a risolvere automaticamente, e proprio per questo A. I. Rozhenko, l’autore del pacchetto, ha pensato di fornire il comando “\SplitNote”.
Ma se si tratta di spezzare automaticamente, ma in un punto prefissato, una nota a piè di pagina “ordinaria”, la soluzione è banale: basta scrivere`\vadjust{\vskip\maxdimen}`in un punto qualsiasi della nota, ed essa verrà spezzata subito dopo la riga in cui va a cadere quel punto dopo che è avvenuta la suddivisione in righe della nota stessa. Il motivo per cui questo funziona è evidente a chiunque conosca l’algoritmo con cui il TeX “di livello macchina” gestisce gli inserti, algoritmo che è spiegato in dettaglio nel capitolo 15 (del TeXbook, naturalmente! :smile:).
Esempio compilabile:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[pass]{geometry} % imposta \pdfpagewidth and \pdfpageheight
\usepackage{lipsum}\title{Note spezzate\\(poema sinfonico)}
\author{A.~R.~Tista\thanks{Conservatorio di Paperopoli.}}\hfuzz = 0pt
\vfuzz = 0pt\begin{document}
\maketitle
Mettiamo subito una nota a pi\`{e} di pagina.\footnote{La
nota\vadjust{\vskip\maxdimen} dovr\`{a} essere abbastanza lunga, se deve essere
spezzata fra due pagine: bisogner\`{a} che, come minimo, sia lunga due righe!}
\lipsum[1-16]\end{document}
`
(Ricordate: includere sempre un esempio minimo compilabile… :smile:)Ciao.
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Gustavo
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2 Aprile 2015 alle 18:30 #99877::
Ho letto meglio le varie risposte e controrisposte (avrei dovuto farlo prima, scusate), e mi è venuto il dubbio che il problema non sia tanto spezzare una nota in un punto prefissato, cosa che infatti non si capisce bene che motivazione abbia, quanto piuttosto rispettare delle prescrizioni, per esempio, sulla massima porzione di testo dedicata alle note.Lorloz” post=99563[…] Alcune volte però, pur mettendo in pratica tutti i dovuti accorgimenti, anche una nota non particolarmente lunga può determinare il problema per il quale ho chiesto aiuto, e se si devono rispettare delle norme di impaginazione prefissate ci si trova nei guai… : )
[…]Se il problema è questo, esso è già preso in considerazione, e risolto, dal TeX “di livello macchina”. La lunghezza (rigida) di basso livello nominabile come “\dimen\footins” contiene l’altezza massima che le note a piè di pagina possono occupare; quindi, se, per esempio, si deve rispettare una prescrizione che obblighi a non avere più di metà pagina occupata dalle note, basta dire`\setlength{\dimen\footins}{.5\textheight}`nel preambolo.
In realtà, questa dichiarazione si può dare anche a documento iniziato, come faccio nel seguente esempio compilabile per illustrare la differenza tra l’impostazione predefinita e quella personalizzata.
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[pass]{geometry} % imposta \pdfpagewidth and \pdfpageheight
\usepackage{lipsum}\title{Note spezzate\\(poema sinfonico)}
\author{A.~R.~Tista\thanks{Conservatorio di Paperopoli.}}\hfuzz = 0pt
\vfuzz = 0pt\begin{document}
\maketitle
Mettiamo subito una nota a pi\`{e} di pagina.\footnote{\lipsum[1-4]} La nota
appena inserita dovrebbe trovar posto per intero in questa stessa pagina.
Aggiungiamo un po' di <> per riempire almeno un paio di pagine, al
termine del quale daremo un \verb|\clearpage|.\lipsum[1-8]
\clearpage
Ora impostiamo il valore di \verb|\dimen\footins| impartendo la dichiarazione
\begin{verbatim}
\setlength{\dimen\footins}{.25\textheight}
\end{verbatim}
in modo da limitare lo spazio disponibile per le note a pi\`{e} di pagina a un
quarto (diciamo) dell'altezza del testo, e ripetiamo il tutto.\setlength{\dimen\footins}{.25\textheight}
Metto qui la stessa nota di prima.\footnote{\lipsum[1-4]} Stavolta essa viene
automaticamente spezzata per rispettare la nuova impostazione di
\verb|\dimen\footins|. Anche qui, aggiungiamo <> quanto basta. \lipsum[1-8]
\end{document}
`
Semplice, no? 🙂Ciao.
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Gustavo
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12 Aprile 2015 alle 12:22 #99878::
Caro Gustavo, ho letto oggi i tuoi interventi e ti rispondo al volo: il problema che intendevo risolvere è esclusivamente relativo alle note in stile “para”, come mi sembra tu abbia giustamente notato. La soluzione che proponi non mi pare efficace in questo caso…purtroppo!
Grazie comunque di aver risposto al mio quesito che, allo stato attuale, rimane ancora aperto!
ciao
Lorenzo
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13 Aprile 2015 alle 11:20 #99879::
Lorloz” post=100937Caro Gustavo, ho letto oggi i tuoi interventi e ti rispondo al volo: il problema che intendevo risolvere è esclusivamente relativo alle note in stile “para”, come mi sembra tu abbia giustamente notato. La soluzione che proponi non mi pare efficace in questo caso…purtroppo!
No, per le note in stile «para» non può funzionare, perché, per questo tipo di note, il comando “\vadjust” viene praticamente ignorato.
Colgo l’occasione per “salire in cattedra” (vi prego, non me ne vogliate! 🙂 ) e dare un chiarimento TeXnico a proposito. Il pacchetto manyfoot usa, per le note in stile «para», una versione modificata dell’algoritmo che Knuth presenta nell’appendice D del TeXbook (pag. 398-400); in questo algoritmo, le note vengono salvate ciascuna in una scatola orizzontale, nel caso specifico “\@tempboxa”, che diventa poi l’unico elemento della lista verticale che forma il contenuto del comando “\insert”. Questo significa che anche il nodo derivante da “\vadjust” viene salvato innanzitutto in “\@tempboxa”; si potrebbe pensare, allora, che quando la scatola viene aggiunta alla lista verticale che forma il contenuto di “\insert”, il contenuto del nodo “\vadjust” debba migrare in tale lista verticale (subito sotto la scatola appena aggiunta); tuttavia questo non succede, e il contenuto del nodo “\vadjust” viene perso: perché questo?
Perché, ovviamente, la scatola collegata al nome “\@tempboxa” viene aggiunta alla lista verticale di “\insert” dicendo `\setbox\@tempboxa=\hbox{…}
\box\@tempboxa`Si veda ora pagina 282, verso l’inizio, dove viene specificato il trattamento che riceve un comando: viene precisato che, terminata la costruzione della scatola, essa viene accodata alla lista verticale corrente, seguita dal materiale che migra fuori dalla scatola, ma solo se il comando è una “\hbox”. Questo significa che`\hbox{Abc\vadjust{\vskip\baselineskip}xyz}`accoda alla lista verticale una scatola seguita da uno spazio verticale pari a “\baselineskip”, mentre`\setbox0=\hbox{Abc\vadjust{\vskip\baselineskip}xyz}
\box0`accoda solo la scatola, ma non lo spazio verticale, che viene cestinato: provare (con “\showlists”) per credere. Quest’ultima eventualità è proprio quella che si verifica con le note in stile «para».D’altra parte, sarebbe peggio se il contenuto di “\vadjust” sapravvivesse, perché manderebbe a pallino l’algoritmo che, successivamente, cioè durante l’output routine (!), deve comporre le note in un unico capoverso.
Lorloz” post=100937Grazie comunque di aver risposto al mio quesito che, allo stato attuale, rimane ancora aperto!
ciao
LorenzoIn realtà, temo di non aver capito esattamente quale sia il problema e che risultato tu voglia ottenere. Forse, se provi a rispiegarmelo, riesco a darti qualche consiglio (ripeto: forse).
Ciao.
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Gustavo
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14 Aprile 2015 alle 19:00 #99880::
Mi sono accorto che, nel corso della “dotta disquisizione” condotta nel mio precedente messaggio, ho commesso un errore 😳 (e facevo pure il saputello! 🙁 ): non è infatti corretto dire che con il codice`\setbox0=\hbox{Abc\vadjust{\vskip\baselineskip}xyz}
\box0`lo spazio verticale venga «cestinato»; piuttosto, il nodo “\vadjust” resta “dormiente”, appunto come tale, nella scatola orizzontale aggiunta alla lista verticale corrente. Quindi, se da un lato resta vero che il trucco di`\vadjust{\vskip\maxdimen}`non funziona per le note in stile «para», dall’altro il motivo per cui esso non funziona è diverso, e più profondo.Ora, però, mi fermo qui: ho scritto questo messaggio perché gli errori vanno corretti, ma probabilmente (e giustamente! 🙂 ) di tutta questa faccenda non importa un fico secco a nessuno, e io sto parlando da solo. Se, al contrario, qualcuno fosse interessato a ulteriori chiarimenti, lo chieda espressamente.
Ciao.
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Gustavo
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14 Aprile 2015 alle 19:46 #99881::
Gustavo,
\vadjust è uno strumento che può essere facile da usare o difficile, molto difficile. Ne hai scoperto un caso.
Nel prossimo numero di ArsTeXnica ci sarà un mio articolo sull’uso (facile) di \vadjust. Io l’o uso abbastanza spesso, ma solo in applicazioni sempici, altrimenti secondo me o ti chiami Knuth, o non serve.Claudio
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16 Aprile 2015 alle 20:42 #99882::
Caro Gustavo,
ho letto i tuoi post e li ho trovati, per quello che ho potuto capirne, molto interessanti. Nella mia abissale (e colpevole) ignoranza, sono un utente che si limita ad usare latex come uno strumento di composizione tipografica molto versatile: non ho competenze specifiche e spesso mi mancano le basi per capire le ragioni che determinano certi situazioni.
Sempre nella mia beata ingenuità, quindi, mi stupivo che una nota “para” avesse un comportamento diverso rispetto a una nota standard e, in particolare, del fatto che latex non distribuisse il testo di una nota “para” di grande lunghezza a cavallo tra due pagine contigue (iniziando quindi la nota nella pagina dove si trova il riferimento e proseguendo poi nella pagina successiva) mantenendo una corretta distribuzione del testo nel corpo della pagina.
Mi pare di aver capito, correggimi se sbaglio, che spezzare una nota “para” automaticamente sia un’operazione pressoché impossibile.Il comando \splitnote del pacchetto manyfoot giunge in soccorso di chi si trova in una situazione come quella in cui mi trovo io, quella di una nota troppo lunga per essere contenuta in una sola pagina.
L’impiego di questo comando non comporta in sé grosse difficoltà: sorgono però problemi di natura diversa.
1) Il secondo troncone della nota “spezzata” in due è anticipato dal “marker” con il numero di riferimento della nota (non so come sopprimerlo, l’opzione para* non risolve il problema e, pur leggendo il manuale del pacchetto, non ho trovato il sistema per eliminare quel numerino)
2) La nota successiva a quella “spezzata” non si dispone (come dovrebbe, vista la natura dell’opzione “para”) sulla stessa riga in cui finisce la precedente, ma comincia dopo un “a capo”.La mia soluzione (molto empirica), ha consistito nell’impiegare contemporaneamente al pacchetto manyfoot anche il pacchetto footmisc, il che almeno ha risolto il problema (2) resta la presenza di quel “marker” spurio che si trova prima della seconda parte della nota “spezzata”, nella pagina successiva a quella in cui la nota era iniziata.
È questo il problema che segnalavo originariamente e che non ho ancora capito come risolvere! Hai qualche consiglio da darmi, o puoi rinviarmi a qualche pagina del manuale che mi è sfuggita?
Grazie dell’attenzione, intanto!
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17 Aprile 2015 alle 15:55 #99883::
Lorloz” post=100981Caro Gustavo,
ho letto i tuoi post e li ho trovati, per quello che ho potuto capirne, molto interessanti.Grazie, sei molto gentile a dirlo! 😀
Lorloz” post=100981[…]
Mi pare di aver capito, correggimi se sbaglio, che spezzare una nota “para” automaticamente sia un’operazione pressoché impossibile.Impossibile è una parola grossa: dammi tempo fino alla fine delle prossime vacanze estive per pensarci… 😉
Lorloz” post=100981Il comando \splitnote […]
Attento: “\SplitNote”, non “\splitnote”.
Lorloz” post=100981Sorgono però problemi di natura diversa.
1) Il secondo troncone della nota “spezzata” in due è anticipato dal “marker” con il numero di riferimento della nota (non so come sopprimerlo, l’opzione para* non risolve il problema e, pur leggendo il manuale del pacchetto, non ho trovato il sistema per eliminare quel numerino)
2) La nota successiva a quella “spezzata” non si dispone (come dovrebbe, vista la natura dell’opzione “para”) sulla stessa riga in cui finisce la precedente, ma comincia dopo un “a capo”.
[…]
Hai qualche consiglio da darmi, o puoi rinviarmi a qualche pagina del manuale che mi è sfuggita? […]A me, il codice seguente non dà alcuno dei due problemi che menzioni:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}
\usepackage[para]{manyfoot}\title{Note spezzate\\(poema sinfonico)}
\author{A.~R.~Tista\thanks{Conservatorio <> di Paperopoli.}} \DeclareNewFootnote[para]{A}[alph] % Numero le note in stile “para” con
% lettere, così sono immediatamente
% distinguibili da quelle “normali”;
% lo faccio anche per evidenziare un
% minuscolo bug del pacchetto manyfoot.% \showboxbreadth = 10000
% \showboxdepth = 1
%
% \tracingpages = 1\begin{document}
\maketitle
\lipsum[1-2]
Questo <
>\footnoteA{Se cos\`{\i} si pu\`{o} chiamare.} ha come
caratteristica paratematica\footnoteA{Cio\`{e}, come tema a livello
paralinguistico.} dominante lo spezzamento\footnoteA{Dei valori di durata?
Ritmico?} non solo delle note, ma anche\footnoteA{Si pu\`{o} anche dire
<>.} degli intervalli\footnoteA{E degli accordi.} tra\footnoteA{Si pu\`{o}
anche dire <>.} le stesse.\footnoteA{Ovviamente, non dovete badare al senso
di ci\`{o} che viene detto, n\'{e} nel testo principale, n\'{e} nelle note: sto
solo cercando di riempire queste ultime di un numero sufficiente di parole.
\lipsum[3-4]\SplitNote} % Ecco il comando chiave!
% \showlists
\lipsum[6]Altro testo con nota fittizia,\FootnotetextA{}{\lipsum[5]} che continua la nota
precedente.\footnoteA{Con un'altra nota che risulta anch'essa in stile
\texttt{para} e integrata nello stesso capoverso nel quale continua quella
spezzata.}
\lipsum[17]Si noti il minuscolo \emph{bug} del pacchetto \textsf{manyfoot} che,
casualmente, ci siamo trovati a evidenziare: la spaziatura non uniforme fra le
linee delle note, dovuta probabilmente alla collisione tra gli apici
inusualmente alti e i puntelli che esso inserisce nelle note stesse.\end{document}
`
Non so cosa succeda a te, perché tu, il tuo codice, non lo mostri… 🙁Ciao.
—
Gustavo
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17 Aprile 2015 alle 20:16 #99884::
Caro Gustavo,
grazie dell’attenzione: un esempio minimo del mio problema, a dire il vero, lo avevo dato proprio all’inizio di questo topic, nel terzo post… : )Ho visto il tuo esempio: sì, funziona. Ma appena cerco di adattarlo alle mie esigenze (non voglio creare un livello di note “para” ad hoc da tenere distinto dalle note “normali”, né voglio lettere dell’alfabeto come apici; anzi: ho addirittura bisogno che il “marker” nel piè di pagina sia della stessa dimensione del carattere della nota, seguito da un punto e da uno spazio)… ecco quando cerco di arrivare a questo risultato (e nell’esempio si vede il modo empirico in cui tento di farlo) si scombina tutto!!
Spero l’esempio ti possa aiutare a capire il problema di cui mi lamento! grazie intanto del sostegno!!
Lorenzo
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17 Aprile 2015 alle 22:23 #99885::
Lorloz” post=100986Caro Gustavo,
grazie dell’attenzione: un esempio minimo del mio problema, a dire il vero, lo avevo dato proprio all’inizio di questo topic, nel terzo post… : )Ah, certo, quello di Dupin. Scusami, l’avevo anche letto, ma credevo d’aver capito che eravate già andati oltre.
Ma se tu mi riporti a quell’esempio, temo che we have come full circle in the conversation: quelle che tu usi lì non sono le note in stile «para», ma le normali note del LaTeX, che vengono normalmente spezzate fra le pagine in modo automatico, quindi (a) non si capisce perché le vuoi spezzare manualmente e (b) se davvero lo vuoi fare, per esse il trucco di inserire`\vadjust{\vskip\maxdimen}`nel punto dove vuoi che si spezzino funziona.
Ho paura, quindi, di non avere ancora capito. 🙁 Provo a indovinare: è questo quel che vuoi? (Ho semplificato l’esempio per renderlo compilabile con pdfTeX.)
`
\documentclass[a5paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[para,perpage]{manyfoot}\DeclareNewFootnote[para]{A}
\makeatletter
\renewcommand\@makefnmark{\@thefnmark.\hskip.5em}
\makeatother\begin{document}
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che
trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le
frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma
senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni
minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto}
con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.\footnoteA % <=== N.B. la "A"! {La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova. Al termine dell'incontro, dopo averlo
attentamente ascoltato, Auguste Dupin non fa altro che consigliare al suo
demoralizzato interlocutore di proseguire con lo scandaglio della casa del
ministro. Passato qualche tempo senza alcun progresso nell'indagine, il
prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo
aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la
sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al
prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola
da un \textit{secr\'{e}taire} del suo studiostrumenti tanto sofisticati che non
pu\`{o} sfuggire loro <>
della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.
Al termine dell'incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non
fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo
scandaglio della casa del ministro. Passato qual-\linebreak\SplitNote}
%% Decommenta le seguenti 5 linee che cominciano con un solo carattere “%” se
%% vuoi verificare la natura dell'inserto (“\insert”) che hai appena aggiunto
%% alla lista corrente (e se sai leggere il transcript risultante,
%% naturalmente! 😉
% \begingroup
% \showboxbreadth = 1000
% \showboxdepth = 3
% \showlists
% \endgroup
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che
trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le
frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma
senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni
minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto}
con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.Al termine dell'incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non
fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo
scandaglio della casa del ministro. Passato qualche tempo senza alcun progresso
nell'indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere
nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di
cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che
voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli
consegna la lettera, estraendola da un \textit{secr\'{e}taire} del suo studio.
\FootnotetextA % <=== N.B. la "A"! {}{che tempo senza alcun progresso nell'indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un \textit{secr\'{e}taire} del suo studio.} Poi qui ci va un'altra nota\footnoteA % <=== N.B. la "A"! {La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.}\end{document}
`Dimmi intanto se siamo sulla strada giusta: se sì, poi sistemiamo il problema del riferimento alla nota nel testo, che immagino vorrai in apice… 🙂 Adesso, però, è ora di andare a dormire!
Ciao.
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Gustavo
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18 Aprile 2015 alle 8:47 #99886::
Eccomi qua di nuovo. 🙂 Una volta accettata l’ipotesi che si vogliano usare note in stile «para» (ma è l’ipotesi giusta?), possiamo tornare al punto di partenza di una questione che, in effetti, era già precisamente statuita fin dal messaggio di apertura della discussione:Lorloz” post=99537Buongiorno a tutti,
ho bisogno di formattare le note a piè di pagina come segue:
a) nel corpo del testo il numero della nota in apice
b) nel piè di pagina il numero di riferimento della nota deve essere della stessa dimensione del carattere della nota, seguito da un punto e da uno spazio.[…]
Del pari enunciati con chiarezza erano il tentativo di soluzione e il problema che rimaneva da risolvere:
Lorloz” post=99537Ho tentato una soluzione molto rozza dando il comando:
\makeatletter
\def\@makefnmark{{{\normalfont\@thefnmark}.\ }}
\makeatotherMa il risultato non è quello sperato, perché in questo modo ridefinisco anche il numero di nota nel corpo del testo.
[…]Con il codice seguente dovremmo finalmente esserci:
`
\documentclass[a5paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[para,perpage]{manyfoot}\DeclareNewFootnote[para]{A}
\makeatletter
\newcommand*{\myfn}[1]{%
\footnotemarkA
\begingroup
\def\@makefnmark{\@thefnmark.\hskip.5em}%
%
% Oppure:
% \def\@makefnmark{\@thefnmark.\kern.5em}%
%
% Oppure:
% \def\@makefnmark{\@thefnmark.\ }%
%
\footnotetextA{#1}%
\endgroup
}\makeatother
\begin{document}
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che
trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le
frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma
senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni
minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto}
con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.\myfn{La lettera, stando alle
informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che trovarsi nella dimora di
chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze
del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma senza risultati, dagli
investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze
dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto
sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la
lettera non si trova. Al termine dell'incontro, dopo averlo attentamente
ascoltato, Auguste Dupin non fa altro che consigliare al suo demoralizzato
interlocutore di proseguire con lo scandaglio della casa del ministro. Passato
qualche tempo senza alcun progresso nell'indagine, il prefetto torna a far
visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta
proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione.
Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per
la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un
\textit{secr\'{e}taire} del suo studiostrumenti tanto sofisticati che non
pu\`{o} sfuggire loro <>
della superficie di cui bisogna rendere conto. Eppure la lettera non si trova.
Al termine dell'incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non
fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo
scandaglio della casa del ministro. Passato qual-\linebreak\SplitNote}
%% Decommenta le seguenti 5 linee che cominciano con un solo carattere “%” se
%% vuoi verificare la natura dell'inserto (“\insert”) che hai appena aggiunto
%% alla lista corrente (e se sai leggere il transcript risultante,
%% naturalmente! 😉
% \begingroup
% \showboxbreadth = 1000
% \showboxdepth = 3
% \showlists
% \endgroup
La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che
trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le
frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma
senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni
minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto}
con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.Al termine dell'incontro, dopo averlo attentamente ascoltato, Auguste Dupin non
fa altro che consigliare al suo demoralizzato interlocutore di proseguire con lo
scandaglio della casa del ministro. Passato qualche tempo senza alcun progresso
nell'indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere
nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di
cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che
voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli
consegna la lettera, estraendola da un \textit{secr\'{e}taire} del suo studio.
\FootnotetextA % <=== N.B. la "A"! {}{che tempo senza alcun progresso nell'indagine, il prefetto torna a far visita al \textit{detective} per chiedere nuovamente il suo aiuto, questa volta proponendogli una ricompensa di cinquantamila franchi per la sua collaborazione. Ottenuto finalmente quel che voleva, Dupin fa firmare al prefetto un assegno per la somma pattuita e gli consegna la lettera, estraendola da un \textit{secr\'{e}taire} del suo studio.} Poi qui ci va un'altra nota.\myfn{La lettera, stando alle informazioni in possesso del prefetto, non pu\`{o} che trovarsi nella dimora di chi l'ha rubata: dimora che, nottetempo, e complici le frequentissime assenze del proprietario, viene setacciata a pi\'{u} riprese, ma senza risultati, dagli investigatori. Questi procedono a perquisizioni minuziosissime nelle stanze dell'intero palazzo, cercando \textit{dappertutto} con strumenti tanto sofisticati che non pu\`{o} sfuggire loro <> della superficie di cui bisogna rendere
conto. Eppure la lettera non si trova.}\end{document}
`Ora, però, come ho già detto in altri casi, io ti ho prodotto la stampa che chiedevi, ma sia chiaro che non accetto di essere incolpato per la qualità tipografica del risultato! 😛 A me sembra infatti che usare per il riferimento alla nota simboli composti in modo diverso a seconda che esso si trovi nel testo o nella nota sia una pessima idea; è ben per questo che siamo costretti a una (piccola) acrobazia per riuscire a farlo. Chi scrive macro cerca, al contrario, di assicurare che il codice che stampa il riferimento sia racchiuso in una subroutine comune proprio per evitare il rischio di avere riferimenti stampati in modo difforme.
Nota che il pacchetto manyfoot non usa il comando “\@makefntext” nella sua macro “\MFL@fnotepara”, che è quella che inserisce una nota in stile «para»: ecco perché ridefinire “\@makefntext”, purtroppo, non serve. 🙁
Ciao.
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Gustavo
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18 Aprile 2015 alle 15:54 #99887::
Caro Gustavo, la tua soluzione funziona perfettamente!!…grazie mille di avermi aiutato, a maggior ragione perché hai deciso di darmi una mano nonostante tu non condivida la soluzione tipografica che cercavo di ottenere : ))non sarai incolpato del risultato, ma accetta un “grazie” sentitissimo
Lorenzo
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AutoreRisposte
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