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OldClaudio.
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22 Febbraio 2018 alle 12:39 #112415::
Ciao a tutti 🙂sto scrivendo la mia Tesi di Dottorato in LATEX e vorrei riprodurre il modello di frontespizio che la mia Universitá chiede di utilizzare (rigorosamente senza apportare alcuna modifica).
Questo é il link per vedere tale frontespizio: http://www.unive.it/pag/7767/.
Secondo voi é possibile ottenere il frontespizio esattamente uguale a quel modello, in LATEX? Sto provando e riprovando, ma mi risulta difficile… Allora mi sono decisa ad iscrivermi a questo forum e a chiedere il vostro aiuto e qualche consiglio 🙂
Grazie a tutti 🙂
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AutoreRisposte
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22 Febbraio 2018 alle 14:11 #112416::
Ciao Sarilla,benvenuta nel forum 🙂
Per fare quello che chiedi ci sono tre modi secondo me:
1) molto veloce, salvi il file word come pdf e lo importi nella tesi (personalmente te lo sconsiglio perché è il metodo più semplice ma il risultato non è il massimo)
2) usi titlepage (miei colleghi di università lo usano e dicono sia semplicissimo ma io non ho mai capito come si usi 🙄 )
3) modifichi il pacchetto frontespizio adattandolo alle tue esigenze (questo metodo è piuttosto complicato)Spero di esserti stato utile
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22 Febbraio 2018 alle 15:28 #112417::
Sarilla” post=112735Ciao a tutti 🙂
sto scrivendo la mia Tesi di Dottorato in LATEX e vorrei riprodurre il modello di frontespizio che la mia Universitá chiede di utilizzare (rigorosamente senza apportare alcuna modifica).
Questo é il link per vedere tale frontespizio: http://www.unive.it/pag/7767/.
Secondo voi é possibile ottenere il frontespizio esattamente uguale a quel modello, in LATEX? Sto provando e riprovando, ma mi risulta difficile… Allora mi sono decisa ad iscrivermi a questo forum e a chiedere il vostro aiuto e qualche consiglio 🙂
Grazie a tutti 🙂
Ciao e benvenuta sul forum.
Ho scaricato il frontespizio in formato odt.
Lo riprodurrei con LaTeX usando i comandi e gli ambienti standard perché non è un frontespizio “difficile”.
L’unico dubbio è il font perché a mio modesto parere per il frontespizio dovresti usare il font del documento che potrebbero essere diversi da quello inserito nel modello odt che è Arial.Per quanto riguarda il logo, segui questi passi:
1 – scompatta con zip il file odt
2 – nella cartella media, trovi il file image1.emf, aprila con LibreOffice Draw
3 – esporta il risultato in pdf/A
4 – scontorna l’immagine pdf con l’utilility pdfcrop (è in TeX Live non devi installare nulla)
5 – inserisci il risultato con il pacchetto graphicxSi tratta del massimo risultato con il minimo sforzo perché in 30 secondi hai il logo nel formato vettoriale pronto per il frontespizio.
Potrei allegarti il file qui ma non vorrei incorrere in problemi di copyright.Non ho mai usato il pacchetto frontespizio, ma a naso quello che hai da fare è talmente semplice che non conviene crearsi problemi.
Buon lavoro!
R.
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22 Febbraio 2018 alle 15:55 #112418::
Sarilla” post=112735Ciao a tutti 🙂
sto scrivendo la mia Tesi di Dottorato in LATEX e vorrei riprodurre il modello di frontespizio che la mia Universitá chiede di utilizzare (rigorosamente senza apportare alcuna modifica).
Questo é il link per vedere tale frontespizio: http://www.unive.it/pag/7767/.
Secondo voi é possibile ottenere il frontespizio esattamente uguale a quel modello, in LATEX? Sto provando e riprovando, ma mi risulta difficile… Allora mi sono decisa ad iscrivermi a questo forum e a chiedere il vostro aiuto e qualche consiglio 🙂
Grazie a tutti 🙂
Benvenuta nel forum.
Ho letto le istruzioni nel link che hai indicato nel tuo messaggio e avrei un certo numero di osservazioni da fare, ma non sul frontespizio.
Mi permetto di suggerirti il pacchetto per redigere tesi che vanno dalla tesina di maturità alla dissertazione di dottorato che si chiama TOPtesi e fa parte di ogni distribuzione aggiornata e completa del sistema TeX. L’ultima versione è la 6.1.12 ed è modulare; se non riesci a comporre una tesi con quella classe, è perché le specifiche sono molto particolari e nessuno me le ha mai fatte conoscere (ho scritto al prima versione di quel pacchetto più di 20 anni fa e l’ultimo aggiornamento è di un mese fa… credo che questo al dica lunga sul tempo che ho dedicato alla composizione tipografica delle tesi)
Contiene due file di documentazione toptesi.pdf in inglese e toptesi-it.pdf quasi tutto in italiano. Li leggi dando da terminale i comandi texdoc toptesi e texdoc toptesi-it.
Il primo documento descrive il codice, ma prima descrive perché ho fatto quello che ho fatto e perché. Direi che dovrebbe essere, in caso di necessità, una seonda lettura. Il secondo documento è un manuale d’uso, quindi sarebbe consigliato come prima lettura. È un po’ lunghetto, eprché oltre a dire come si usa spiega perché ci sono e a che cosa servono certe sturutture e spiegano più che altro che cosa NON fare quando si compone una tesi o una dissertazione; importantissimo per te è anche sapre come si crea il file finale e completo in formato PDF/A. (Questo aspetto va approfondito più sotto).
Il secondo documento spiega anche i 9 modi diversi per costruire il frontespizio; uno di questi modi si chiama “custom” e visto che UniVE dà delle specifiche particolari per i contenuti, che non per l’aspetto (piuttosto modesto) direi che l’opzione custom è quella che fa per te. Questa opzione viene esemplificata con un frontespizio in ladscape, per una tesi di carattere grafico/artistico composta ad album invece che a libro (ovviamente nomi, università eccetera sono tutti di fantasia). Tuttavia quello che ho esemplificato in quella descrizione in landscape, ti può servire da modello per il tuo frontespizio.
Nel modello in formato rtf che l’università di propone ci sono alcune cose d’altri tempi, tipo il “ch. prof.”; il “ch.” è medievale (come lo sono le toghe altri simili orpelli accademici — sono stato per 50 anni all’università e non parlo per sentito dire). Il rettore è “magnifico” perché fa “grandi cose”; il preside è “amplissimo” perché ha “ampi poteri”; il docente è “chiarissimo” perché il suo eloquio e “molto chiaro”. Ti rendi conto che simili appellativi oltre ad essere completamente desueti non corrispondono a nessuna realtà odierna; Il rettore non può più fare grandi cose, ma ha fortissimi limiti a partire dai finanziamenti insufficienti; non paliamo degli ampi poteri dei presidi, che, avendo eliminato el facoltà dall’ordinamento moderno, non esistono nemmeno più; per la chiarezza dell’eloquio io stesso non sono sicuro di essere stato così chiaro, ma ricordo colleghi che sapevano aprire incisi che non chiudevano mai…
A parte le ironie, Non vedo nel frontesipzio di UniVe nessuna posto per il logo dell’università; strano, molto strano, anche se è eprfettamante lecito; il logo dell’ateno è il simbolo stesso dell’ateneo, quindi è logico che lo si possa usare solo per i documenti emessi dall’ateneo. Le tesi nonfanno parte di questa categoria, quindi il logo, se presente, potrebbe far passare la tesi come un documento ufficiele dell’ateneo. Tuttavia non ho mai visto tesi senza il logo dell’ateneo. in tiptesi-it.pdf si parla anche di questo fatto e anche come inserire, eventualmente, più loghi quando le tesi sono in cotutela.
Nell’elenco dei relatori/co-relatori/supervisori/tutori. eccetera compare sempre la sigla “ch. prof.” ma non è detto che gli alti docenti so supervisori, dopo di “relatore” ufficiale dell’ateneo, siano dei professori; specialmente se sono rappresentanti di altri enti con i quali viene condotta la cotutela. Spero che qui due appellativi non siano obbligatori come tali, ma che possano essere sotituiti dagli appellativi veri di quelle persone.
PDF/A — per fortuna il documento toptesi-it.pdf spiega come creare un documento PDF/A per che nelle istruzioni della UniVE ci sono informazioni errate.
è vero che se Adobe Reader iX non indica in testa quel warning su sfondo celeste in cui si afferma che il documento “claims to be PDF/A compliant”, il documento certamente non lo è; ma è anche vero che “claims to be” non vuol dire “is”.Gli strumenti per verificare e certificare che un documento è per davvero PDF/A compliant sono pochi e quasi tutti costosi (non qualche decina di euro). Mi stupisco che l’Università stessa, nel momento in cui richiede l’osservanza di una rigorosa di una norma ISO, non metta a disposizione gli strumenti per eseguire questa verifica.
Per fortuna la UE ha finanziato un progetto europeo per creare uno strumento gratuito per la verifica della conformità alla norma; se ne parla in toptesi-it.pdf.
La mia esperienza mi dice che:
1) Adobe Acrobato Pro XI (commerciale) e VERApdf (freeware) sono quasi sempre d’accordo nel certificare la conformità; quando non lo sono la diagnostica del perché e del percome è migliore quella di Acrobat. Per fortuna la Adobe ha un programma Education che eprmette agli studenti universitari di acquistare il prodotto ad un presso estremamente conveniente, diciamo “per tutte le tasche”, altrimenti costerebbe alcuni biglietti da 100€). Io ho sperimentato sia con Acrobat sia con VERApdf, e mi sono trovato bene con entrambi.
2) Word per Mac, fino a poco tempo fa poteva esportare i suoi documenti in formato PDF e offriva una scelta per salvare il documento in PDF semplice o PDF secondo diverse sotto specifiche della norma ISO; Lo stesso potevano fare i word provessor Writer di OpenOffice e di LibreOffice. Nessuno dei file che ho esportato inquesto modo ha mai passato il controllo di Acrobat.
3) In ogni caso né Word né le due versioni di Wrter hanno mai eseguito il controllo conformità di un file PDF, se non altro perché possono esportare in PDSma non possono aprire un file PDF. Quindi l’indicazione presente nelle istruzioni di UniVE è errata.
4) Esistono siti in rete che permettono di inviare un file PDF per ottenerne gratuitamente la dichiarazione di conformità, ma non mi è mai successo che nemmo i file conformi secndo Acrobat passassero quei controlli in rete. “Mi sono fatto persuaso”, come direbbe il commissario Montalbano, che quei servizi gratuiti in rete mettano a disposizione quel servizio gratuito ma abilmente taroccato, per convincere il povero “cliente” a comprare il prodotto (commerciale al prezzo di alcuni biglietti da 100€) di quell’azienda. Forse non è così, ma l’esperienza che ho raccolto con molti documenti mia ha convinto di quel che ho segnalato qui sopra.Comunque il problema è un altro. La norma ISO 19005 è molto difficile da rispettare, alche al livello più basso del PDF/A-1b. La documentazione toptesi-it.pdf spiega le cose a cui bisogna fare attenzione per rispettare la norma. Non è detto che ci si riesca, ma per ora a me è sempre riuscito.
a) ci vogliono i metadati; facile da rispettare perché seguendo quanto detto in toptesi-it.pdf si ha un modello da seguire.
b) ci vuole un modello di colore; anche questo è facile.
c) i font devono essere tutti embedded nel documento; non è epr niente facile; il sistema TeX include completamente i font OpenTypenecessari, ma se si importa qualche diagramma creato con altri programmi o scaricato dalla rete, non è detto che ci si riesca. Usando il programma Inkscape si iresce ad elaborare questi file inclusi in odo da non avere problemi con i font.
d) le immagini devono rispettare lo stesso modello di colore specificato fra i metadati del documento, ma non devono contenere trasparenze; bisogna stare attenti se si usa il pacchetto TikZ, perché usa le trasparenze; bisogna stare attenti ai file importati, perché possono contenere trasparenze. Con Inkskape c’è un modo di aggirare questo problema, cioè di eliminare le trasparenze, un po’ strano, ma funziona; vedere toptesi-it.pdf.
e) i font usati possono essere Type 1, TrueType e OpenType; pdfLaTeX può usare solo i font Type 1 (volendo si possono creare dei Type 1 virtuali che prelevano i caratteri da font TrueType e.o OpenType, ma è un’operazione che non vale lo sforzo). Con i font OpenType non si hanno problemi, quindi bisogna comporre il documento con LuaLaTeX, non con pdfLaTeX; vedere toptesi-it.pdf
f) Purtroppo alcuni font Type 1 usabili da pdfLaTeX per comporre la matematica contengono dei glifi che hanno larghezza “nulla”; tali glifi non sono accettabili dal formato PDF/A, e questo è un motivo er usare LuaLaTeX.Detto questo credo di averti sottoposta ad uno sforzo di lettura troppo pesante e mi fermo qui. Vedi il tutto spiegato meglio in toptesi-it.pdf
Concludendo: il frontespizio con la modalità custom e con il modello di toptesi-it. pdf è facile da comporre; comporre un file PDF con LuaLaTeX portaa più facilmente ad ottenere un file conforme alle norme ISO; di nuovo vedere tiptesi-it.pdf.
Buon lavoro
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