Gestione puntatori elenchi annidati

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  • #114785
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    Salve a tutti, sto usando gli elenchi annidati, ossia 3 itemize, uno dentro l’altro.
    Il primo viene visualizzato con il classico pallino nero, il secondo con un trattino orizzontale e il terzo con un asterisco.

    Normalmente questa “scelta grafica” mi andrebbe bene. ma nel caso di questo attuale documento nel testo vengono usati “*” come notazioni.

    Rivedere questa scelta è una fase successiva, in una revisione secondaria.

    Attualmente, quindi, si confondono note con elenco annidato di terzo livello.

    Ci sono, per caso, regole che impongono alcune scelte, piuttosto che altre, negli elenchi annidati? E come modificare questa impostazione di default (per tutto il documento si intende). Magari impostando pallino nero – pallino bianco – triangolo?? 😀

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    • #114786
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      Prima soluzione: usare il pacchetto enumitem, dopo averne letta la documentazione.

      Seconda soluzione: fin dalle origini, Leslie Lamport rese personalizzabile i comandi che producono le etichette degli elenchi puntati; nel tuo caso, puoi aggiungere
      `
      \renewcommand*\labelitemiii{$\triangleright$}
      `
      al preambolo.

      Ciao.


      Gustavo

    • #114787
      OldClaudio
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        A parte la tiratina di Gustavo e la sua descrizione di come usare il pacchetto mwe e le sue funzionalità per mostrarti come fare per configurare le liste semplici, ti suggerisco di leggere l’articolo sulle liste semplici, sule enumerazioni e sulle descrizioni pubblicato o in Ars 23 o in Arse 21. L’autroe è uno scrittore tecnico e descrive al differenza sostanziale fra i tra tipi di liste.
        Scoprirai che le liste semplici come le tue non formano capoversi ma parti di un unico capoverso. Di conseguenza di solito un elenco luntato (lista semplice) non deve contenere altre liste se non puntate; che il capoverso che contengoa due liste seplici annidate, è difficile da capire e una lista semplice che ne contenga un’altra la quale ne contiene un’altra ancora (quindi fino al terzo livello) è illeggibile e incomprensibile.
        La scusa che devi rendere in LaTeX un manuale esistente, non è una buona scusa; Se il mauale iniziale era stato composto da una persona che non conosce le regole di scrittura delle liste tecniche, e aveva già composto liste incomprensibili e/o tecnicamente errate, non è un buon motivo per perseverare nell’errore.
        Ciò detto, fai come ti pare; ma uomo avvisato, mezzo salvato.

      • #114788
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        Purtroppo non è una scusa, ci sono tre livelli di itemize ed è stato (purtroppo) fatto così.

        So che esteticamente , ma anche stilisticamente, non è il massimo, ma questa è la prima fase, la “conversione” in LaTeX.
        Sicuramente dopo questa fase ci sarà , spero, quella della revisione.

        Più che altro, oltre questi “tre” livelli, il problema è anche l’aggiustare le note, perchè è l’asterisco delle note che crea problemi …

      • #114789
        OldClaudio
        Partecipante
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          Quando parlo di “scusa” mi riferisco al fatto che stai traducendo un manuale esistente in una forma tipografica partendo da una versione precedente composta con un software che non ha la necessaria qualità tipografica. Secondo me, nell’eseguire questa traduzione tu dovresti avere la forza di interloquire con la direzione o comunque con chi supervisiona questo tuo lavoro, segnalando gli errori tipografici della precedente versione e proponendo le varianti.

          Allora il conflitto degli asterischi delle note e quelli delle elencazioni è un conflitto che generava o poteva generare confusioni nei lettori anche nella versione precedente. La buona tipografia prevede che si possa usare un simbolo per le note, quando queste siano pochissime e decisamante locali e alle quali non si debba fare riferimento con il meccanismo di cross reference. Il meccanismo \footnotemark[] e \footnotetext[]{} ti permette di scegliere qualuque simbolo analfabetico, comprreso l’asterisco, ma da prendere da liste di simboli diversi dal triangolino, a quadratini di diverse dimensioni, a disegnini come \dagger e \ddagger, eccetera. Se appunto le note sono rare e da non gestire con la cross reference, questo meccanismo risolve il conflitto degli asterischi. Altrimenti le note vanno numerate ed eventualmente citate anche col meccanismo della cross reference (sia per il numero della nota, sia per la pagina in cui cade la nota).

          Lo stesso si può fare con i simboli delle elencazioni sia usando il pacchetto enumitem, sia usando il semplice comando che ti ha suggerito Gustavo. Va da se che elle voci di una elencazione semplice NON si può fare riferimento con il meccanismo della cross reference; solo le enumerazioni possono essere gestite in questo modo; le enumerazioni possono essere annidate fino ala quarto livello e ogni voce elencata a qualunque livello può essere citata con il meccanismo della cross reference, proprio perché ogni voce ha un identificatore diverso.

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