GitHub e Copyright

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  • #119659
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    Salve a tutti, sono iscritto da un pò sul forum ma questo è il mio primo messaggio, ho realizzato gli appunti di un corso che ho seguito all’università con LaTex,
    ho caricato tutto il codice su GitHub per avere una cronologia delle revisioni e modifiche, ora vorrei condividere il codice con i miei colleghi, così se qualcuno vuole migliorare il testo è libero di farlo ma vorrei assicurarmi che il file resti “gratuito” ossia non possa essere venduto (se dovevo lucrarci l’avrei fatto io).

    GitHub permette di aggiungere una licenza al codice in maniera molto semplice ma sono in genere riferite a “software” questo è un documento e non saprei inoltre se la licenza si può estendere
    automaticamente anche al file pdf compilato..

    Avete idee a riguardo?

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    • #119660
      OldClaudio
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        Benvenuto nel forum

        Le licenze della Creative Commons sono di diversi tipi; anno dei nomi standardizzati e delle icone che sostanzialmente le riprendono in modo chiaro e visibile; Cerca “Creative Commons” sul web e troverai un mucchio di cose. Github ti lascia mettere le licenze che vuoi, non solo, ma puoi limitare l’accesso a chi vuoi tu o subordinarlo alle persone che leggono un dato avviso e poi cliccano per accettazione.

        Personalmente io metto queste dichiarazioni su ciò che metto in rete, ma non sono sicuro che i miei scritti no vengano in qualche modo plagiati in tutto o in parte; i documenti elettronici non sono così protetti come si pensa. Oggigiorno nemmeno i testi stampati sono protetti, perché un mucchio di gente se ne fa delle fotocopie.

        Hai toccato un tasto dolente, ma forse qualcuno degli altri frequentatori del forum può darti informazioni più adatte alla tua situazione specifica.

      • #119661
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        Grazie per la risposta e il benvenuto!

        Cercherò questo genere di licenza in rete allora, non sapevo proprio su quale orientarmi se CC o MIT o Apache o GNU (credo siano le più famose)

        Non metto in dubbio che sia semplicissimo duplicare un documento, cartaceo figuriamoci digitale.. avendo una licenza però potrei comunque tutelare il lavoro ed avviare, o minacciare, un’azione legale
        nei confronti dell’attività che metterebbe in vendita gli appunti, sarebbero loro in torto per la violazione della licenza.

      • #119662
        OldClaudio
        Partecipante
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          Sì, certo, ma adire le vie legale costa molto di più di quello che ti possono avere eventualmente sottratto; Un’altra cosa che potresti fare sarebbe quella di depositare le 5 copie richiesta dalla legge da depositare nella prefettura da cui dipendi; questo rende legale il tuo copyright, sempre in vista di possibili azioni legali.
          Azioni che possono avere riscontri diversi;
          a) ho fatto parte di una commissione di ateneo per periziare una tesi che secondo la parte lesa era una copia della sua tesi depositata in rete; il giudice istruttore aveva chiesto la prizia in vista anche di un annullamento della tesi e di conseguenza del diploma di laurea. La commisione verifico che parte della tesi era la traduzione in italiano del manuale di isruzioni di uno strumento, ma che il copro delle due tesi erano originali entrambi e sufficientemente diversi tali da non giustificare l’annullamento del diploma di laurea. L’avvocato difensore ha invece consigliato il supposto plagiario di concordare; ha avuto due anni di sentenza penale con la condizionale, quindi con la fedina sporca; inoltre la sentenza lasciava aperto completamente il discorso civile per cui il plagiario credo che sia rimasto, come si suol dire, in braghe di tela. Questo è stato un caso in cui la giustizia è stata veloce e fin troppo severa.
          b) Il laureando in scienze umane, non specifico quali, perché la sua tesi era così insolita che si riconoscerebbe la vittima anche senza farne il nome, ha scritto una tesi magistrale molto bella su un argomento molto raro ed estremamente specialistico; su mio consiglio ha inserito la clausola di proprietà letteraria Creative Commons; Il relatore, che aveva evidentemente intenzione di pubblicare quella tesi a nome porprio, si è arrabbiato moltissimo per cui in seduta di laurea avrebbe voluto abbassare il voto di laurea rispetto ala media; epr fortuna gli altri commissari non gliel’hanno permesso, ma il relatore, vittima di questo insuccesso, ha fatto in modo tale che il neolaureato fosse escluso da qualunque concorso a cui avesse osato presentarsi; L’ultima volta che ho avuto notizie da questo laureato, faceva il muratore.
          c) Un luminare di un ateneo importante, opinion maker, collaboratore di un giornale nazionale, autore di molti articoli scientifici della sua disciplina e di molti libri pubblicati da una nota casa editrice, a un certo punto è morto. Evidentemente i giornali sono stati riempiti di articoli elogiativi verso questo grande Intellettuale; l’Ateneo di ha dedicato una delle aule magne delle sua varie sedi; insomma ti puoi immaginare. Ma un articolo conteneva i titoli dei suoi libri a stampa; mi sembrava un elenco troppo lungo per essere vero, anche perrché avevo letto una mezza dozzina di questi libri e sapevo che erano testi di 200-300 pagine, sugli argomenti più disparati e che avevano richiesto faticose ricerche di archivio negli anfratti più ignoti e meno visitati di questi archivi. Insomma in 50 anni (al massimo) di carriera universitaria aveva scritto, se ben ricordo, 510 libri a stampa, senza contare gli articoli per i giornali e gli articoli scientifici scritti nelle riviste specializzate del suo campo di studi. Ora 510 libri in 50 anni fanno qualcosa in più di 10 libri all’anno, cioè un libro ogni 5 settimane. Siccome ne ho scritti anch’io di libri e so che un testo universitario richiede, almeno a me, due anni circa per comporlo con tutte el ricerche bibliografiche necessarie, il controllo di quanto scritto, la verifica di ogni equazione, il tempo necessario per raccogliere le idee, eccetera, tempo da inserire in mezzo alle lezioni, agli esami, alla ricerca, alle attività accademiche, so che non è assolutamente possibile che quello stimatissimo professore avesse potuto scrivere tutto quello che aveva scritto; ho avuto occasione di incontrare un allievo del Nostro, la cui tesi era stata stampata col nome del Nostro e ho capito la Sua prolificità. In condizioni come queste copyright, Creative Comons, Deposito in Prefettura, e simili non valgono praticamente niente, anche perché costa troppo, e ti fai un nemico baronale che ti può mettere i bastoni fra le ruote come ha fatto per il muratore laureato di cui ho parlato sopra.

          Onestamente non so come come e cosa consigliare, se non di rassegnarsi a possibili violazioni dei propri diritti; ovviamente mi auguro che ciò non succeda.

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