Giustificazione in tipografia e nel web

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    • #116002
      OldClaudio
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        Il designer Tufte, compone i suoi bellissimi libri in bandiera; Brignhurst li compone giustificati.

        Ma il problema della tipografia e quella del web sono cose diverse, anche se è possibile gistificare anche nel web.

        L’importante è disporre di algoritmidi cesura in fin di riga efficai ed efficienti; il sistema TeX ce li ha. Inoltre il sistema dispone anche di microtype, usando il quale con \pdfLaTeX e LuaLaTe si dispone sia della protrusione sia dell’espansione; con XeLaTeX si dispone solo della protrusione; in ogni caso con tutti e tre i programmi le pagine composte hanno spazi interparola molto omogenei e “giusti”, né troppo stretti, né troppo larghi. Componendo testi di vario genere ci sono pagine intere che non contengono nemmeno una cesura, e molte altre che ne contengono una sola.

        Invece con i word processor la giustificazione è un problema perché non dispongono di algoritmi validi e giustificano riga epr riga, non capoverso per capoverso come fa il sistema TeX. Ecco, quindi, che anche componendo con i Word procesor, sarebbe meglio comporre in bandiera.

        Ovviamante questo sono pareri personali,ma l’argomento ha a che fare con l’estetica, non con la matematica, quindi sono possibili pareri diversi e anche opposti; vedi Tufte e Bringhurst.

      • #116003
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        Non credo sia solo un problema estetico. Cosa pensi della facilità di lettura e di comprensione nei due casi?

      • #116004
        OldClaudio
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          L’unica cosa che disturba la lettura potrebbe essere la cesura in fin di riga. A un buon lettore non dà nessun fastidio; nello stesso tempo con microtype le cesure in una pagina sono talmente poche che la cosa non dà nessun disturbo.

          D’altra parte la composizione in bandiera richiede comunque la cesura quando le parole della lingua in uso sono molte; nota che le discussioni a questo proposito fatte in siti di lingua inglese non prendono in considerazione lingue diverse dall’inglese, dove le parole sono mediamente corte e spesso monosillabiche; nelle lingue neolatine le parole sono mediamente più lunghe; nel tedesco possono essere lunghissime. Quindi nel leggere quei siti devi sempre considerare una tara per avere il netto; sono focalizzate sull’inglese.

          Aggiungi questo fatto; l’algoritmo per la cesura lavora benissimo lavorando con le regole che si riferiscono ai grafemi (vale a dire se due parole si scrivono nello stesso modo si dividono in fin di riga nello stesso modo), mentre gli algoritmi che si basano sui fonemi (vale a dire su come si pronunciano le parole e non come si scrivono) sono piuttosto evanescenti: in inglese analyses (nome; le analisi) e analyses (verbo; egli analizza), tanto epr fare un esempio, si dividono in modo diverso: anal-ises contro ana-lyses; è ovvio che questo fatto pone difficoltà nella tipografia, mentre in italiano non ci sarebbe nessuna difficoltà.

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