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OldClaudio.
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17 Agosto 2011 alle 15:19 #62647::
Ciao a tutti da Londra (resposabile indiretta degli accenti sbagliati di questo mio intervento).Quello che credo di aver capito:
a) Gli oggetti mobili sono uno dei punti di forza di LaTeX. Se si inseriscono quelli grandi con [p] e quelli piccoli con [tb] tutto fila liscio, praticamente sempre: gli oggetti grandi vengono messi in una pagina a se’, quelli piccoli quasi sempre in cima alla pagina. Un po’ di lavoro finale puo’ essere necessario, ma la situazione e’ ottimale.
b) I pricipianti si lamentano spesso che LaTeX mette gli oggetti mobili (un po’) lontano dal punto di inserimento: ovviamente, l’obiezione non ha senso. LaTeX sposta gli oggetti dove stanno meglio. Potersene fregare del posizionamento degli oggetti e’ un vantaggio, non un limite.
Ci sono pero’ cose che non ho capito. Vorrei risposte precise dagli esperti del forum.
1. Nell’Arte diciamo che se si inserisce un oggetto con [tb] LaTeX puo’ mettere l’oggetto prima del punto di inclusione, mentre se lo si mette con [ht] questo non e’ possibile. Perche’?
2. Nell’Arte diciamo che un oggetto grande inserito con [p] viene stampato subito, in una pagina a se’, mentre se lo si inserisce con [tbp] questo non e’ possibile, e l’oggetto viene stampato alla fine del capitolo (o del documento). Perche’? Non dovrebbe pensarci LaTeX in automatico, a stampare subito, in una pagina a se’, un grosso oggetto mobile?
3. C’e’ differenza tra scrivere [tb] e [tbp]?
4. C’e’ differenza tra scrivere [th] r [ht]? In generale, l’ordine con cui sono scritte le preferenze conta o e’ irrilevante?
5. Ci sono ragioni per cui l’utente non dovrebbe usare l’opzione [h], da sola o assieme ad altre? Se si’, quali?
6. Ci sono ragioni per LaTeX non dovrebbe piazzare un (piccolo) oggetto “li’”, al centro della pagina? Lo chiedo perche’, in base alla mia esperienza, sono veramente poche le volte in cui LaTeX lo fa.
7. Nella guida di Claudio c’e’ scritto che h nelle opzioni di collocazione ha sempre la precedenza su t. Che vuol dire? Che [tbh] viene trasformato in [htb]?
8. Sempre nella guida di Claudio, si dice che LaTeX colloca gli oggetti solo nella posizione specificata nell’argomento […]. Non e’ falsa, questa affermazione? Voglio dire, se un oggetto e’ introdotto poniamo con [h] e LaTeX non puo’ metterlo “li’”, LaTeX fara’ un’altra cosa (alla disperata, lo mettera’ alla fine del capitolo). Sbaglio?
9. Che succede, in gnerale, se si da’ una sola opzione di collocazione, diciamo ? E’ vero che equivale a [bp]?
Ok, questi sono alcuni dubbi. Dopo quasi cinquemila messaggi, vorrei cercare di capirci un po’ di piu’, su questi oggetti mobili…
Meglio tardi che mai, vero? 😉
Grazie anticipate,
Lorenzo
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17 Agosto 2011 alle 16:50 #62648::
Ciao Lorenzo;
le cose che ho scritto “traducendo”, o meglio, interpretando l’Handbook di Lamport sono lì nell’appendice; non mi sono inventato niente. Ho letto un po’ il codice della routine di output per capire meglio e ho avuto conferma che è giusto quello che scrive Lamport, il quale non le scrive sempre assolutamente giuste, ma qualche piccola “white lie” qualche bugiolina, qua e là, ce la mette.1) l’opzione tb può mettere l’oggetto in testa alla pagina del punto dove compare il codice per la figura, quindi in effetti un po’ prima del punto in cui si parla della figura; Lamport infatti afferma che nessun oggetto flottante viene messo in una “pagina” precedente al punto in cui il codice è inserito. Con ht la cosa non può succedere, perché h ha la precedenza.
2) essendo stato specificato tbp, t e b hanno la precedenza; se con t o con b non va, non va né qui né nella pagina successiva, ma a fine capitolo quando c’è un \clearpage implicito e tutti i codici vengono trattati come se fossero p.
3) sì c’è differenza tra tb e tbp, ma poca, molto poca.
4) l’ordine in cui sono messe le opzioni è irrilevante per quel che riguarda h, perché ha sempre la precedenza, anche se è inserito per ultimo.
5) h pretenderebbe che l’oggetto mobile vada solo lì, non in una pagina successiva, quindi il solo h bloccherebbe la coda se lì non ci può stare.
6) be’ come al solito dipende dai vari parametri numerici e dimensionali che regolano il deflusso dalle loro code degli oggetti flottanti; tieni presente che lo spazio in mezzo al testo che può accettare un oggetto mobile ammonta, se ricordo bene, al 20% dell’altezza della griglia; quel 20% include anche la didascalia e lo spazio di separazione fra la didascalia e l’oggetto; in una pagina di 40 righe, occorrono 8 righe per inserire un oggetto mobile proprio lì e non deve superare le 8 righe; una riga di didascalia e una riga di spazio bianco fra didascalia e oggetto, fanno 6 righe per l’oggetto; componendo a 10 punti con un avanzamento di 12 punti si ha uno spazio di 72 punti in verticale per l’oggetto, vale a dire 25 mm; piccolo in questo caso vuol dire veramente “piccolo”.
7) Sì. O per lo meno viene trattato come se fosse htb. Lamport dixit.
8 ) come ho detto nella Guida, o meglio come ha detto Lamport, se specifichi solo h e lì l’oggetto non ci può stare, esso blocca tutta la coda e viene sputato fuori a fine capitolo quando il \clearpage implicito cambia l’operato di funzionamento della routine di uscita e obbliga lo svuotamento delle code indipendentemente dalle opzioni specificate fa parentesi quadre; l’unica cosa che viene conservata è l’ordine di entrata nella coda, quindi la coda è del tipo FIFO (first in, first out) e il numero di oggetti che vengono messi in una pagina di soli oggetti mobili dipende dalle loro dimensioni e dallo spazio minimo che esse devono occupare (tranne l’ultima pagina del capitolo dove anche lo spazio minimo non viene rispettato).
9) dando solo t oppure solo b quella posizione viene provata di nuovo ad ogni pagina, solo h viene provata solo nella prima pagina dove compare il segnaposto dove c’era il codice dell’oggetto. Poi a fine capitolo tutte le opzioni di posizione vengono ignorate e la coda vien svuotata di forza.Non te la prendere; il collocamento degli oggetti flottanti è delicato; qualche rara volta si può sbloccare la situazione aggiungendo un punto esclamativo, ma di solito i risultati non sono belli, perché vengono rilasciate un po’, non completamente, le condizioni di uscita dalla coda per gli oggetti flottanti. La classe che ho scritto per la cooperativa libraria dove pubblicavo i miei testi ha delle percentuali di pagina stranissime, diverse da quelle della classe book, e talvolta rimango stupito anch’io per la disinvoltura con cui scarica gli oggetti flottanti con le opzioni di default della classe, che sono htb. Nonostante questo in più di una circostanza mi è capitato di non riuscire a gestire le code appropriatamente nemmeno a mano. Dipende anche da che cosa c’è in coda; dipende anche dalle code degli altri oggetti (e qui, nonostante abbia letto il codice della routine di uscita, non ho capito veramente se le 18 scatole che servono per conservare gli oggetti in coda siano 18 in tutto o se ce ne sono 18 per le figure, 18 per le tabelle, 18 per le note marginali, 18 per…)
Ciao
Claudio
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17 Agosto 2011 alle 17:16 #62649::
OldClaudio” post=616151) l’opzione tb può mettere l’oggetto in testa alla pagina del punto dove compare il codice per la figura, quindi in effetti un po’ prima del punto in cui si parla della figura; Lamport infatti afferma che nessun oggetto flottante viene messo in una “pagina” precedente al punto in cui il codice è inserito. Con ht la cosa non può succedere, perché h ha la precedenza.
Non capisco. Supponiamo che abbia introdotto un oggetto con [ht] e che la possibilita’ di metterlo “li’” (h) sia esclusa (per esempio, perche’ l’oggetto e’ troppo grande). Non si dovrebbe allora passare alla seconda opzione, t, che cerca di mettere l’oggetto in cima alla pagina (a quella pagina)?
OldClaudio” post=616152) essendo stato specificato tbp, t e b hanno la precedenza; se con t o con b non va, non va né qui né nella pagina successiva, ma a fine capitolo quando c’è un \clearpage implicito e tutti i codici vengono trattati come se fossero p.
Continuo a non capire. Per come la vedo, se introduco un oggetto mobile con [tbp] e se con t e b non va, dorvebbe essere il turno di p, che e’ l’ultima opzione rimasta, e quindi l’oggetto dovrebbe essere stampato nella pagina successiva, in una pagina a se’. Ma questo, tu mi dici, non accade. Dove sbaglio?
OldClaudio” post=616153) sì c’è differenza tra tb e tbp, ma poca, molto poca.
Secondo la mia logica, [tb] dovrebbe dire: “mettilo in alto: se non ci riesci, in basso: in una pagina a se’ non lo voglio”. Mentre [tbp] dorebbe dire: “mettilo in alto: se non ci riesci, in basso: se neanche cosi’ ce la fai, mettilo in una pagina a se’”. Ma la mia logica non e’ quella di LaTeX. Dove sbaglio?
OldClaudio” post=616154) l’ordine in cui sono messe le opzioni è irrilevante per quel che riguarda h, perché ha sempre la precedenza, anche se è inserito per ultimo.
Bene.
OldClaudio” post=616155) h pretenderebbe che l’oggetto mobile vada solo lì, non in una pagina successiva, quindi il solo h bloccherebbe la coda se lì non ci può stare.
Quindi se introduco un oggetto con [h] i casi sono due: o sta li’ (il che, come hai detto, non accade quasi mai), oppure va in fondo al capitolo. Ho capito bene?
OldClaudio” post=616156) be’ come al solito dipende dai vari parametri numerici e dimensionali che regolano il deflusso dalle loro code degli oggetti flottanti […].
Capito. LaTeX e’ programmato in modo tale da non mettere “li’” un oggetto praticamente mai. Perche’ questa restrizione? Perche’ LaTeX (meglio, le classi standard di LaTeX) mette un oggetto al centro pagina solo se piccolissimo?
OldClaudio” post=616157) Sì. O per lo meno viene trattato come se fosse htb. Lamport dixit.
h ha la precedenza. Va bene.
OldClaudio” post=616158 ) come ho detto nella Guida, o meglio come ha detto Lamport, se specifichi solo h e lì l’oggetto non ci può stare, esso blocca tutta la coda e viene sputato fuori a fine capitolo […].
Questa e’ un’ottima ragione per non introdurre mai un oggetto con [h], direi.
OldClaudio” post=616159) dando solo t oppure solo b quella posizione viene provata di nuovo ad ogni pagina, solo h viene provata solo nella prima pagina dove compare il segnaposto dove c’era il codice dell’oggetto. Poi a fine capitolo tutte le opzioni di posizione vengono ignorate e la coda vien svuotata di forza.
Bene, chiaro. Invece se introduco l’oggetto come [tb], a ogni pagina LaTeX prova a metterlo o in cima o in fondo. Giusto?
OldClaudio” post=61615Non te la prendere; il collocamento degli oggetti flottanti è delicato; […]
Non me la prendo.
La cosa piu’ importante che devo capire e’ perche’ dando [p] l’oggetto viene stampato subito in una pagina a se’, mentre dando [tbp] l’oggetto non viene stampato nella pagina successiva (qualora non fossero possibili le prime due opzioni).
Grazie mille,
Lorenzo[OT]
P.S. Per Tommaso. Il modo in cui LaTeX gestisce gli oggetti mobili e’ veramente un casino, per me. Oddio, gli insegnamenti che diamo sono verosimilmente corretti ([p] per gli oggetti grossi, [tb] per quelli piccoli: evitare il posizionamento [h]), ma e’ inutile spiegarne in dettaglio le ragioni al nostro lettore, visto che la routine con cui LaTeX gestisce gli oggetti e’ davvero complessa. Diamo al lettore la versione corta, insomma, senza scendere nei particolari.
[/OT]
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17 Agosto 2011 alle 17:51 #62650::
Ragazzi, ho letto il codice della routine di uscita diversi anni fa; non vorrei rileggerla, perché non è una esperienza divertente. Tuttavia le disuguaglianze che la routine verifica sono sequenziali, e non ha importanza quale incontra prima; anch’io direi che almeno in una sequenza fissa, ma non chiara all’esterno, le varie possibilità sono sempre controllate e la prima che soddisfa a tutte le condizioni viene eseguita, ma per qualche motivo che mi sfugge p è diversa; se è da sola funziona, se è in compagnia funziona di meno (secondo la mia esperienza e secondo quel che dice Lamport) non funziona affatto, ma è un dato empirico, non è una dimostrazione rigorosa.La routine di ptput definisce due comandi per vedere cosa succede quado ci sono degli oggetti mobili da controllare: \trecefloats e \tracefloatvals il primo dovrebbe mostrare sul file log tutto quello che succede e il secondo dovrebbe mostrare via via i parametri dimensionali o numerici quando cambiano. La brutta notizia è che non sono attivi se il formato non è stato compilato con l’opzione trace, come infatti succede normalmente.
Quello che ho potuto constatare rileggendo molto rapidamente e superficialmente il file /texmf-dist/source/latex/base/ltoutput.dtx, è che h viene gestito prima e per conto suo, poi vengono gestiti t e b passando dall’uno all’altro a secondo che l’inserimento t abbia avuto o non abbia avuto successo, poi viene gestito p; quando una cosa non ha successo, il fluat viene messo nella \@deferlist per essere riesaminato per l’output della pagina successiva. le 18 scatole servono per tutti gli oggetti mobili, tranne le note marginali, da quel che ho capito, e sono gestiti mediante il concetto primitivo di insert. ogni lista contiene un numero che nei 5 bit meno significativi (dalla posizione 0 alla posizione 4) contiene i bit impostati a 1 se la posizione –nell’ordine– h, t, b, p ! è stata specificata; il bit 6 serve per le figure, il bit 7 per le tabelle, i bit successivi sono destinati all’identificazione di altri oggetti mobili da definire per esempio con il pacchetto float. Ne segue, certamente, che l’ordine con il quale vengono specificate le opzioni di posizione è irrilevante e che l’unica cosa che conta è l’ordine con cui sono gestite le code iniziali e le code differite.
Molto difficile da leggere, più difficile di come lo ricordavo. Speriamo che Enrico possa illuminarci meglio.
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18 Agosto 2011 alle 10:00 #62651
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18 Agosto 2011 alle 10:30 #62652::
lorenzo.pantieri” post=61641Bene. Avrei ancora una domanda.
Se insierisco un oggetto con [tb], LaTeX puo’ metterlo anche prima del punto di inclusione, sulla stessa pagina e in alto. Se invece uso la sequenza [htp] (oppure qualsiasi altra con dentro h) questo non e’ piu’ possibile.
Ho capito bene?
Grazie mille,
L.Non sono certo un esperto, ma provo a ragionare. Ho una spiegazione parziale per questo, insieme a una domanda.
Se l’oggetto non può essere messo in un punto (h), allora ciò può essere dovuto al fatto che l’oggetto ha altezza maggiore dello spazio verticale (diciamo x) che va da quel punto fino al fondo della pagina. Se venisse messo in cima alla pagina, allora sposterebbe il punto di inclusione alla pagina successiva, violando la regola che una figura non finisce mai in una pagina precedente a quella del suo punto di inclusione.
Mi rimane però un dubbio: una figura inserita con h potrebbe essere spostata (non solo perché troppo grande, ma) anche perché magari capita appena dopo un’intestazione di sezione (tipograficamente disdicevole). In questo caso non potrebbe essere spostata in alto alla pagina? Oppure questo caso me lo son sognato? 🙂
Ciao e grazie,
Antonio
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18 Agosto 2011 alle 12:34 #62653::
lorenzo.pantieri” post=61641Bene. Avrei ancora una domanda.
Se insierisco un oggetto con [tb], LaTeX puo’ metterlo anche prima del punto di inclusione, sulla stessa pagina e in alto. Se invece uso la sequenza [htp] (oppure qualsiasi altra con dentro h) questo non e’ piu’ possibile.
Ho capito bene?
Grazie mille,
L.Questo è quello che ho capito anch’io a cause del diverso trattamento che riceve il codice h rispetto agli altri codici.
D’altra parte, anche in relazione alla domanda di @antonio.macrì, basta scegliere una figurina piccola piccola e provare a metterla dentro un ambiente figure da ripetere diverse volte e con diversi valori dei codici di posizionamento e sperimentare; per evitare ogni dubbio la figurina deve essere al massimo di un paio di righe.
Dopo in comando di sezionamento sarebbe particolarmente sconveniente, non solo nei confronti della buona tipografia, ma anche perché il comando di sezionamento contiene delle penalità che impediscono la presenza del titolino a fondo pagina con il primo capoverso della sezione che comincia nella pagina successiva; credo che gli spazi e, più che altro, le penalità positive o negative possano inficiare questa regola tipografica importantissima.
Ora purtroppo ho altre priorità e non ho tempo di sperimentare, ma con una “campagna di sperimentazione” sufficientemente ricca si potrebbero esaminare tutte le eventualità.
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18 Agosto 2011 alle 19:25 #62654::
OldClaudio” post=61618Molto difficile da leggere, più difficile di come lo ricordavo. Speriamo che Enrico possa illuminarci meglio.
Non ho la minima intenzione di studiarmi la parte relativa ai float, che è molto complicata. E non è perfetta, anzi in certi punti è discutibile (sebbene non sia facile migliorarla); per esempio, “p” non viene ubbidita fino a un \clearpage; la soluzione per avere oggetti mobili prima della fine del capitolo è
`\afterpage{\clearpage}`
caricando il pacchetto afterpage.Ciao
Enrico
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19 Agosto 2011 alle 5:14 #62655::
Ancora un paio di domande e ho finito.OldClaudio” post=61615tieni presente che lo spazio in mezzo al testo che può accettare un oggetto mobile ammonta, se ricordo bene, al 20% dell’altezza della griglia; quel 20% include anche la didascalia e lo spazio di separazione fra la didascalia e l’oggetto; in una pagina di 40 righe, occorrono 8 righe per inserire un oggetto mobile proprio lì e non deve superare le 8 righe; una riga di didascalia e una riga di spazio bianco fra didascalia e oggetto, fanno 6 righe per l’oggetto; componendo a 10 punti con un avanzamento di 12 punti si ha uno spazio di 72 punti in verticale per l’oggetto, vale a dire 25 mm; piccolo in questo caso vuol dire veramente “piccolo”.
Altrove ho letto che LaTeX puo’ mettere “li’” un oggetto solo se la sua altezza non supera i 2/3 di quella della gabbia. Qui Claudio parla del 20%. Visto che tra il 20% e il 67% c’e’ una bella differenza, vorrei sapere come stanno precisamente le cose.
Ancora, qual e’ il parametro interno di LaTeX che stabilisce questa percentuale? E’ possibile modificarlo? Come?
Un’ultima cosa. L’ordine con cui sono espresse le preferenze in generale conta, vero? Per esempio [tb] e’ diverso da [bt]. Dico bene?
Grazie,
L.
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19 Agosto 2011 alle 7:49 #62656::
Ho citato il 20% a memoria, ma ricordavo bene: confronta con tabella G.3 dell’ Introduzione; poi cerca il valore di \textfraction nelle classi che usi. O semplicemente inserisci dopo \begin{document}
`
\meaning\textfraction
`
e ti viene stampato il valore nel file logCome ti ho già detto nel momento in cui specifichi i parametri di posizionamento con l’apertura dell’ambiente, vengono impostati i 5 bit meno significativi di un certo contatore, e la routine di output esamina quei 5 bit nel suo ordine predefinito. Non ha nessuna importanza, (dovrei forse scrivere “non dovrebbe avere”, perché la routine di output è cosi complicata, piena di commenti di dubbio espressi dei vari che ci hanno messo le mani sopra che io non me la sento di essere categorico) l’ordine con cui si specificano quelle lettere magiche.
Io sarei sempre per il metodo sperimentale 🙂
Ciao
Claudio
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19 Agosto 2011 alle 11:49 #62657::
lorenzo.pantieri” post=61665Ancora un paio di domande e ho finito.
tieni presente che lo spazio in mezzo al testo che può accettare un oggetto mobile ammonta, se ricordo bene, al 20% dell’altezza della griglia; quel 20% include anche la didascalia e lo spazio di separazione fra la didascalia e l’oggetto; in una pagina di 40 righe, occorrono 8 righe per inserire un oggetto mobile proprio lì e non deve superare le 8 righe; una riga di didascalia e una riga di spazio bianco fra didascalia e oggetto, fanno 6 righe per l’oggetto; componendo a 10 punti con un avanzamento di 12 punti si ha uno spazio di 72 punti in verticale per l’oggetto, vale a dire 25 mm; piccolo in questo caso vuol dire veramente “piccolo”.
Altrove ho letto che LaTeX puo’ mettere “li’” un oggetto solo se la sua altezza non supera i 2/3 di quella della gabbia. Qui Claudio parla del 20%. Visto che tra il 20% e il 67% c’e’ una bella differenza, vorrei sapere come stanno precisamente le cose.
Ancora, qual e’ il parametro interno di LaTeX che stabilisce questa percentuale? E’ possibile modificarlo? Come?
Un’ultima cosa. L’ordine con cui sono espresse le preferenze in generale conta, vero? Per esempio [tb] e’ diverso da [bt]. Dico bene?
Grazie,
L.Vediamo la classe book, lasciando perdere i parametri che riguardano la composizione a doppia colonna:
`\setcounter{topnumber}{2} % numero massimo dei “topfloats”
\renewcommand\topfraction{.7} % massima parte della pagina riservata a “topfloats”
\setcounter{bottomnumber}{1} % numero massimo dei “bottomfloats”
\renewcommand\bottomfraction{.3} % massima parte della pagina riservata ai “bottomfloats”
\setcounter{totalnumber}{3} % massimo numero di “floats” per pagina
\renewcommand\textfraction{.2} % minima parte di pagina che deve contenere testo
\renewcommand\floatpagefraction{.5} % minima frazione di pagina perché esca una “page of floats”`
LaTeX non compone una “page of floats” finché non ne ha \floatpagefraction di pagina a disposizione; in pagine normali non metterà mai meno di \textfraction di pagina con testo (valore normale 20%), né più di \topfraction di pagina fatto di “topfloats” o più di \bottomfraction fatto di “bottomfloats”.Un “float” di tipo “h” può occupare al massimo, se questi sono i valori, 8/10 di pagina (comprese didascalia e spaziature). Un \clearpage azzera tutte le code. Non c’è alcuna differenza fra “tb” e “bt”, perché ciascun carattere attiva la possibilità di inserire il “float” nel modo specificato; è la routine di output che poi decide se c’è spazio per il primo oggetto mobile in una delle code.
Questo è tutto.
Ciao
Enrico
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19 Agosto 2011 alle 12:10 #62658::
egreg9″ post=61687Un “float” di tipo “h” può occupare al massimo, se questi sono i valori, 8/10 di pagina (comprese didascalia e spaziature).
Addirittura: un float h puo’ (potrebbe) occupare l’80% di una pagina!
In base alla mia esperienza, pero’, LaTeX tende a non mettere mai “li’” un oggetto, a meno che non sia davvero piccolissimo. Insomma, OldClaudio dice che un oggetto puo’ essere messo “li’” solo se la sua altezza non supera il 20% dell’altezza della gabbia. Qui egreg9 dice che, almeno in teoria, LaTeX puo’ mettere “li’” un oggetto alto l’80% della pagina. Bah. Questa cosa mi sembra molto aleatoria. Forse e’ meglio strare sul vago e parlare di oggetti “piccoli”… vero Tommaso? 😉
Grazie mille,
L.
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19 Agosto 2011 alle 12:58 #62659
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19 Agosto 2011 alle 13:26 #62660
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20 Agosto 2011 alle 14:20 #62661::
Scusate se continuo questo thread; questa volta spero di non confondere le cose con cose ricordate male o scambiate.Stavo leggendo la documentazione del pacchetto ccaptions di Peter Wilson (ora il pacchetto è mantenuto da Will Robertson); Peter Wilsono è l’autore, fra l’altro, della classe memoir; a me piace non solo per quello che fa ma anche per come lo documenta.
Dunque lo scopo principale di ccapitons è quello di personalizzare completamente il modo di comporre le didascalie, ma in realtà fa molto di più, in particolare la documentazione descrive anche il modo di gestire vecchi e nuovi float. Bene, il paragrafo 4.2 descrive dettagliatamente come LaTeX colloca gli oggetti mobili: significativamente il titolo è Where LaTeX puts floats.
Lì sono descritti in dettaglio i cinque caratteri di posizionamento: h, t, b, p, ! e il loro funzionamento, ed è descritto in dettaglio a che cosa serve ogni parametro, che cosa succede se si specifica una sola lettera, che cosa fa l’algoritmo di controllo servendosi de parametri percentuali di testo e di float, che cosa non deve superare la percentuale dl 100% e che cosa invece può superarla; suggerisce anche come modificare il parametri percentuali per avere un deflusso delle code un po’ più snello, ma contemporaneamente corretto dal punto di vista tipografico (lui, Wilson, è un tipografo che compone a mano e stampa con un torchio a mano…; usa anche una platina azionata da un motore elttrico, ma preferisce stampare col torchio a mano!).
In parte ho riportato il Lamport-pensiero sull’ Introduzione, forse mettendoci del mio non del tutto corretto o non del tutto sbagliato; ma mi piace la descrizione che fa Wilson che di fronte ad una situazione così complessa riesce ad essere stringato, ma nello stesso tempo chiaro. Ne suggerisco la lettura attenta.
Ciao
ClaudioPS: Mi permetto anche di segnalare il pacchetto dblfloatfix che quando si compone a due colonne aggiusta la posizione degli inserti a piena pagina per emetterli in output in ordine con quelli larghi una colonna e permette anche di usare il posizionatore b (insieme ai soliti t e p di default) cosicché le figure a piena larghezza possono apparire anche in basso e non solo in alto o in una pagina di soli oggetti mobili. Forse questo non interessa quando si scrivono libri, ma può interessare epr quando si scrivono contributi per riviste, generalmente composte a due colonne, per esempio per ArsTeXnica:smile:
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