- Questo topic ha 24 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni, 4 mesi fa da
OldClaudio.
-
CreatoreTopic
-
11 Aprile 2012 alle 8:49 #72189::
Buongiorno a tutti,vi sottopongo un problema che riscontro nell’utilizzare GNUPLOT in combinazione con PSFRAG.
Di seguito la descrizione dell’ambiente di compilazione LaTeX:Windows 7 x64 Professional
MiKTeX 2.9
Texmaker v3.3.1
PSfrag 3.04
GNUPlot 4.6Descrizione del problema:
quando inserisco in LaTeX un’immagine generata con GNUPlot modificando le labels con PSfrag, questo modifica i nomi degli assi e della legenda, ma non i numeri sugli assi… Inoltre, con il pdf-viewer integrato di Texmaker, i numeri proprio non compaiono… anche se non uso PSfrag… mentre sono visibili nel PDF se aperto con un altro visualizzatore (Reader X, per esempio).Di seguito un esempio di codice “non funzionante”:
Codice grafico di esempio in GNUPlot
`
cd 'C:\Users\Marco\Documents\Ph.D. Thesis\LaTeX\Figures\Prova_11'
set terminal wxt
set xlabel 'x'
set ylabel 'y'
set grid
plot 'gnuplot.dat' using 4
set terminal postscript enhanced epsf color
set output 'gnuplot.eps'
plot 'gnuplot.dat' using 4
set output
`in allegato il PNG salvato dal terminale wxt (via clipboard -> paint) e l’eps risultante dal terminale postscript (errata corrige: ho caricato uno zip, causa impossibilità di caricare un eps).
Codice PSfrag/LaTeX
`
\begin{figure}[!ht]
\centering
\footnotesize
\psfrag{0}{zero}
\psfrag{x}[c]{Temperatura [\si{\celsius}]}
\psfrag{y}[c][c]{Pressione [\si{\bar}]}
\includegraphics[width=10cm]{./Figures/Prova_11/gnuplot.eps}
\captionof{figure}[Prova Gnuplot]
{Prova Gnuplot.}
\label{fig:P11_gnuplot}
\end{figure}
`in allegato il pdf risultante (compilato con LaTeX + dvips + ps2pdf).
Come vedete dal pdf i numeri non sono stati sostituiti!Spero che qualcuno possa aiutarmi a sbrolgiare questo dilemma.
Grazie.Marco
Attachments:
You must be logged in to view attached files. -
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
11 Aprile 2012 alle 9:05 #72190::
Se fossi in te lascerei perdere questo metodo. 🙂Dal tuo messaggio pare di capire che stai usando file .dat per i grafici; io per la mia tesi, anzichè fare il grafico in gnuplot, esportarlo ecc.., uso il pacchetto pgfplots (texdoc pgfplots da terminale/prompt dei comandi). Ti riporto un esempio:
`
\begin{figure}[ht]
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
grid=major,
xticklabel={},
ylabel=Number of trips,
xlabel=RouteId ]
\addplot[Eored,only marks]
file{../../Simulator/initialization/trip_per_route.dat};\end{axis}
\end{tikzpicture}
\caption{number of trips in each route}
\label{fig:tripsperroute}
\end{figure}
`
Il risultato è decisamente migliore e molto più veloce. Se la tua versione di MikTeX non è completa lo dovrai installare e richimare nel preambolo con:`\usepackage{pgfplots}`
Ciao
Claudio
-
11 Aprile 2012 alle 9:56 #72191::
Non so che cosa dirti sull’uso di gnuplot e di psfrag (quest’ultimo mi pare che sia abbastanza obsoleto, ma, onestamante, non lo so; lo dico soltato perché sarà una decina d’annni che non sento nessuno che lo sua…)Però ti posso dire con assoluta certezza che le unità di misura a fianco delle grandezze che etichettano gli assi (e in qualunque altra situazione, per la verità) non vanno fra parentesi quadre.
Lo dicono le norme italiane CNR UNI, lo dicono le norme ISO, Lo dicono le guide (certamente non ufficiali quanto le norme che ho citato) che si trovano qui sopra nella documentazione.
Ti suggerisco l’ottimo documento gratuito (visto che l’acquisto delle norme comporta prezzi esorbitanti) sp811.pdf Lo scarichi facilmente scrivendo il nome del file nella campo Cerca del tuo browser. È scritto epr gli americani, quindi alcune cosine relative al separatore decimale e ai plurali delle unità di misura sono valevoli solo per loro, ma è un documento validissimo emesso dal National Institute for Science and Technology ( una volta era il National Bureau of Standards degli USA). Vale la pena averlo, anche perché ci sono le tabelle di conversione da e per le unità SI di unità di misura stranissime e mai sentite nominare, che però di tanto in tanto saltano fuori.
Quel documento non solo è conforme alle norme ISO, ma da anche utili consigli per scrivere correttamente i documenti che devono uscire dall’Istituto e devono essere ineccepibili. quindi…
-
11 Aprile 2012 alle 10:31 #72192::
Ciao Caludio,in effetti in questi giorni di ricerche su google mi sono più volte imbattuto in PGFPLOTS… ma speravo di trovare una soluzione con GNUPLOT e PSFRAG; il motivo? devo operare su una mole elvata di dati sperimentali, per cui ho predisposto uno script che elabora tali dati, e GNUPLOT mi risulta comodo perchè posso generare automaticamente tutti i grafici necessari passando tutti i dati/parametri dall’output dello script al codice GNUPLOT. Inoltre, con tutte le cose che ho da fare, ed il capo che pressa per il risultati, preferirei evitare di dover imparare nuovo codice solo per fare dei grafici… anche se devo ammettere che i risultati che si possono ottenere con PGFPLOTS sono veramente di classe superiore…
Grazie mille del consiglio.
Marco
-
11 Aprile 2012 alle 10:38 #72193::
Non so che cosa dirti sull’uso di gnuplot e di psfrag (quest’ultimo mi pare che sia abbastanza obsoleto, ma, onestamante, non lo so; lo dico soltato perché sarà una decina d’annni che non sento nessuno che lo sua…)
Su questo non saprei dirti… nel mio ufficio è molto utilizzato… probabilmente dovremmo aggiornarci 🙂
Però ti posso dire con assoluta certezza che le unità di misura a fianco delle grandezze che etichettano gli assi (e in qualunque altra situazione, per la verità) non vanno fra parentesi quadre.
Lo dicono le norme italiane CNR UNI, lo dicono le norme ISO, Lo dicono le guide (certamente non ufficiali quanto le norme che ho citato) che si trovano qui sopra nella documentazione.
Ti suggerisco l’ottimo documento gratuito (visto che l’acquisto delle norme comporta prezzi esorbitanti) sp811.pdf Lo scarichi facilmente scrivendo il nome del file nella campo Cerca del tuo browser. È scritto epr gli americani, quindi alcune cosine relative al separatore decimale e ai plurali delle unità di misura sono valevoli solo per loro, ma è un documento validissimo emesso dal National Institute for Science and Technology ( una volta era il National Bureau of Standards degli USA). Vale la pena averlo, anche perché ci sono le tabelle di conversione da e per le unità SI di unità di misura stranissime e mai sentite nominare, che però di tanto in tanto saltano fuori.
Quel documento non solo è conforme alle norme ISO, ma da anche utili consigli per scrivere correttamente i documenti che devono uscire dall’Istituto e devono essere ineccepibili. quindi…
Caspita! Mi hai beccato proprio in fallo!
Mea culpa… ammetto la mancanza di preparazione… GRAVE! Prometto di rimediare!
Grazie per l’osservazione,Marco
-
11 Aprile 2012 alle 10:38 #72194::
Io ti consiglio di usare direttamente Gnuplot con terminale lua tikz o, ma io trovo più comodo il primo metodo, con terminale epslatex: il primo ti genera direttamente un file .tex con codice tikz, mentre il secondo ti crea un file eps con la parte grafica ed un file .tex con la parte testuale (etichette, numeri).
-
11 Aprile 2012 alle 18:49 #72195::
peppo” post=71364Io ti consiglio di usare direttamente Gnuplot con terminale lua tikz o, ma io trovo più comodo il primo metodo, con terminale epslatex: il primo ti genera direttamente un file .tex con codice tikz, mentre il secondo ti crea un file eps con la parte grafica ed un file .tex con la parte testuale (etichette, numeri).
Grazie per il consiglio.
1) gnuplot + terminale lua tikz: oggi ho provato rapidamente, ma non conoscendo i comandi di tikz ho incontrato problemi; mi genera errori nel compilare il tex perchè non carico i pacchetti opportuni… ma sinceramente non so proprio che pacchetti caricare, oltre a tikz…
2) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori); PSFRAG è molto comodo per questo, perchè mi permette di adottare con poco sforzo la dimensione di testo ed il font adatto in funzione della specifica circostanza.Grazie,
Marco
-
11 Aprile 2012 alle 19:37 #72196::
marcopx” post=713882) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori)
In che modo ridimensioni il grafico? Non ho mai avuto problemi di etichette e sballate usando questo terminale (che è quello che suggerisco anche io se si vuole usare gnuplot per disegnare i grafici)
-
12 Aprile 2012 alle 7:29 #72197::
Elrond” post=71389
2) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori)
In che modo ridimensioni il grafico? Non ho mai avuto problemi di etichette e sballate usando questo terminale (che è quello che suggerisco anche io se si vuole usare gnuplot per disegnare i grafici)
Per ridimensionare il grafico vado a specificare la dimensione in \includegraphics[dimensione]{nomefile}.
In questo modo modifichi la dimensione dell’eps, ma la posizione delle etichette rimane invariata, ovvero legata alla dimensione originale dell’eps… quindi… vai a “sballare” tutto.
Non so se esista una soluzione alternativa…MP
-
12 Aprile 2012 alle 7:33 #72198::
marcopx” post=71398
[quote=”marcopx” post=71388]2) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori)
In che modo ridimensioni il grafico? Non ho mai avuto problemi di etichette e sballate usando questo terminale (che è quello che suggerisco anche io se si vuole usare gnuplot per disegnare i grafici)
Per ridimensionare il grafico vado a specificare la dimensione in \includegraphics[dimensione]{nomefile}.
In questo modo modifichi la dimensione dell’eps, ma la posizione delle etichette rimane invariata, ovvero legata alla dimensione originale dell’eps… quindi… vai a “sballare” tutto.
Non so se esista una soluzione alternativa…MP[/quote]
Scalando in quel modo fai fatica. Cosa diversa se ottieni il codice tikz o usi direttamente pgfplots. In entrambi i casi puoi semplicemente dire:`
\pgfplotsset{width=11cm}
`
evitando tutti i tuoi problemi attuali.Ciao
Claudio
-
12 Aprile 2012 alle 13:07 #72199::
cfiandra” post=71399
[quote=”Elrond” post=71389][quote=”marcopx” post=71388]2) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori)
In che modo ridimensioni il grafico? Non ho mai avuto problemi di etichette e sballate usando questo terminale (che è quello che suggerisco anche io se si vuole usare gnuplot per disegnare i grafici)
Per ridimensionare il grafico vado a specificare la dimensione in \includegraphics[dimensione]{nomefile}.
In questo modo modifichi la dimensione dell’eps, ma la posizione delle etichette rimane invariata, ovvero legata alla dimensione originale dell’eps… quindi… vai a “sballare” tutto.
Non so se esista una soluzione alternativa…MP[/quote]
Scalando in quel modo fai fatica. Cosa diversa se ottieni il codice tikz o usi direttamente pgfplots. In entrambi i casi puoi semplicemente dire:`
\pgfplotsset{width=11cm}
`
evitando tutti i tuoi problemi attuali.Ciao
Claudio[/quote]Ciao Claudio,
oggi ho pasticciato un po’ con PgfPlots…. SPA ZIA LE !! !!
Ci ho tenuto un poco a prenderci confidenza, ma le sue capacità sono praticamente TOTALI!
Ho deciso che manterrò PSfrag solo per editare alcuni EPS specifici, tipo le tavole di disegni CAD dove devo solo editare le quote nominali del disegno.Di seguito un esempio di grafico che ho fatto oggi con PgfPlots:
`\begin{figure}[!ht]
\centering
\footnotesize
\pgfplotsset{width=11cm,height=8cm,compat=1.5.1}
\begin{tikzpicture}
\begin{semilogyaxis}[
legend style={draw=none}, legend pos=north west, legend cell align=left,
log ticks with fixed point,
xmin=-10,xmax=130,
ymin=0.01,ymax=10,
xlabel={Temperatura, $T$ (\si{\celsius})},
ylabel={Pressione, $p$ (\si{\bar})}]
\addplot[only marks,mark size=1.4,error bars/.cd,x dir=both,x explicit,y dir=both,y explicit]
table[header=false,x index=0,y index=3,x error index=5,y error index=6]
{./Figures/Prova_11/experimental_data.dat};
\addlegendentry{\scriptsize{Dati sperimentali (valori medi)}}
\addplot[no marks,domain=-20:140]{exp(12.2491-4534.3285/(x+273.15)};
\addlegendentry{\scriptsize{Interpolazione Clausius-Clapeyron}}
\end{semilogyaxis}
\end{tikzpicture}
\captionof{figure}[Prova PgfPlots]
{Prova PgfPlots. Tensione di vapore della miscela MDM ed acqua al \SI{2}{\percent} in volume. Misure sperimentali ed interpolazione della legge di Clausius-Clapeyron mediante il metodo dei minimi quadrati.}
\label{fig:P11_PgfPlots}
\end{figure}`in allegato il risultato comparativo fra Excel+PSfrag (con gnuplot non riesco a visualizzare i numeri se creo l’EPS!!!) e PgfPlots.
Powero Excel… nonstante il grafico riportato abbia ancora margini di miglioramento, il confronto con PgfPlots è disarmante.
E vi assicuro che è disarmante anche il confronto con Tecplot… nel senso che PgfPlots è sicuramente meglio… l’unico che regge il confronto è GNUPLOT.Ulteriore domanda: e per la grafica in genetale, tipo schematic layouts? cosa mi consigliate? Esiste un modo “comodo” per inserire grafica creata con inkscape in LaTeX (che non sia esportando epslatex, che, come detto sopra, ha dei limiti?)
Grazie,
MP
PS: x OldClaudio, come si presenta ora il grafico dal punto di vista della correttezza espositiva?
Attachments:
You must be logged in to view attached files. -
12 Aprile 2012 alle 13:13 #72200
-
12 Aprile 2012 alle 13:19 #72201
-
12 Aprile 2012 alle 13:34 #72202
-
12 Aprile 2012 alle 16:11 #72203::
OK, il bar non è SI, ma è accettabile anche dal CIPM (Comitato Internazionale dei pesi e delle Misure), ma leggi attentamente quello che c’è scritto nel § 5.2 del documento che ti ho indicato. Poi esamina attentamante se il tuo cmapo è di quelli dove il bar si usa abitualmente, ed è tollerato dall’SI, e in ogni caso se hai espresso il valore in SI, mettendo quello in bar fra parentesi 🙁Ora con gnuplot puoi fare poco, ma con pgfplot puoi cambiare molto facilmente i valori sull’asse delle oridnate che invece di partire da 0,01 bar partono da 1kPa e poi crescono di decade in decade a 10, 100 e 1000.
Questo per raggiungere la perfezione; altrimenti lascia in bar, ma poi ti tocca mettere nella legenda delle ordinate “Pressione $p$ in bar (1 bar = 100 kPa)” per ottemperare alle norme.
-
12 Aprile 2012 alle 18:51 #72204::
marcopx” post=71412Esiste un modo “comodo” per inserire grafica creata con inkscape in LaTeX (che non sia esportando epslatex, che, come detto sopra, ha dei limiti?)
Io per disegni complessi e di tipo descrittivo creo il file con Inkscape, esporto in pdf e commento con tikz, si nuovamente tikz, come vedi imparare un po’ di questo codice può essere un buon investimento.
-
13 Aprile 2012 alle 6:28 #72205::
OldClaudio” post=71423OK, il bar non è SI, ma è accettabile anche dal CIPM (Comitato Internazionale dei pesi e delle Misure), ma leggi attentamente quello che c’è scritto nel § 5.2 del documento che ti ho indicato. Poi esamina attentamante se il tuo cmapo è di quelli dove il bar si usa abitualmente, ed è tollerato dall’SI, e in ogni caso se hai espresso il valore in SI, mettendo quello in bar fra parentesi 🙁
Ora con gnuplot puoi fare poco, ma con pgfplot puoi cambiare molto facilmente i valori sull’asse delle oridnate che invece di partire da 0,01 bar partono da 1kPa e poi crescono di decade in decade a 10, 100 e 1000.
Questo per raggiungere la perfezione; altrimenti lascia in bar, ma poi ti tocca mettere nella legenda delle ordinate “Pressione $p$ in bar (1 bar = 100 kPa)” per ottemperare alle norme.
Grazie per la precisazione.
Confesso che non ho ancora letto la documentazione indicata; con tutte le cose da fare mi risulta attualmente poco fattibile… ma lo farò sicuramente quanto prima.Capisco il tuo punto di vista sulla questione delle unità di misura SI/SI accepted: in linea di massima concordo perfettamente. Tuttavia, spesso, quando il report prodotto è destinato a soggetti non accademici, risulta molto difficile “comunicare” in termini rigorosi. Ovvero: già ho faticato a far accettare i grafici semilogartimici (nel caso della tensione di vapore)… figuriamoci se esprimessi la pressione in kPa invece che in bar! Se certe persone non capiscono che il grafico semilogartmico ha un senso “fisico” e non “descrittivo”, prova a pensare la fatica a far loro accettare certe regole sulle unità di misura; tra l’altro, se volessi mettere tale tipo di grafico in un journal paper, sicuramente andrei ad esprimere la temperatura in Kelvin… mentre potrei lasciare la pressione in bar, dato che, tipicamente, l’espressione della legge di Clausius-Clapeyron (lnp=A-B/T) comporta la pressione in bar e la temperatura in Kelvin.
Concordo con te: dipende dal campo e, aggiungo, dal destinatario; in campo scientifico/accademico sicuramente l’ottemperanza alle norme da te citate è d’obbligo.
Grazie. Ciao,Marco
-
13 Aprile 2012 alle 7:38 #72206::
Concordo con te; il mio è solo un ennesimo tentativo di convincere a scrivere anche in modo che il “layman” si abitui a usare e a scrivere le unità di misura corrette;Alla FIAT che usano ancora i CV e su molti tachimetri scrivano ancora Km/h, mi hanno risposto che i CV sono commercialmente più validi perché la misura della potenza è espressa con un numero maggiore; che il K invece del k è voluto per sottolineare con una lettera maiuscola quello che indica il tachimetro (solitamente starato per indicare almeno 5 km/h in più del reale).
Dire al fruttivendolo che il prezzo di esprime in €/kg e non €/Kg vuol dire farsi guardare come un rompiballe che parla a vanvera.
Dire che le distanze stradali devono venire espresse con il numero giusto di cifre significative, vuol dire parlare al muro.
Spiegare che i nomi delle unità di misura si scrivono con l’iniziale minuscola anche se il loro nome deriva da quello di uno scienziato (per esempio kelvin e non Kelvin 😛 ) riuscivo ad ottenerlo solo dai miei allievi a cui toglievo punti nella valutazione degli scritti d’esame se non lo facevano.
Spiegare che gli herz hanno il simbolo Hz anque quando si parla dei clock dei PC o che le capacità delle memorie o le velocità di trasmissione si indicano usando i kibi, mibi, gibi, tebi, eccetera e non i kilo, mega, giga, tera, vuol dire farsi commiserare dai colleghi professori nel corso di laurea di ingegneria informatica.
Dire ai colleghi civili ed edili degli omonimi corsi di laurea che le misure lineari, di superficie e di volume si indicano con m, m2 e m3 e non in ml., mq. e mc. vuol dire sentirsi rispondere che i capimastri in cantiere non capirebbero quello che c’è scritto nei disegni.
Ma questo continuerà a succedere se chi sa continua ad livellarsi in basso invece di educare al livello superiore.
E qui, dopo questo lungo sproloquio, rientra la tipografia LaTeXiana di cui ci occupiamo in questo forum, dove bisogna sempre richiamare molti, non tutti, alla corretta ortografia metrologica, altrimenti non si producono bei testi se tipograficamente sono belli, ma semanticamente sono brutti 😉
-
13 Aprile 2012 alle 13:42 #72207::
OldClaudio” post=71452Spiegare che i nomi delle unità di misura si scrivono con l’iniziale minuscola anche se il loro nome deriva da quello di uno scienziato (per esempio kelvin e non Kelvin 😛 ) riuscivo ad ottenerlo solo dai miei allievi a cui toglievo punti nella valutazione degli scritti d’esame se non lo facevano.
😳 proprio per questo uso il pacchetto siunitx, così evito tutti gli errori (sistematici o di distrazione) 😉
MP
-
14 Aprile 2012 alle 10:00 #72208::
marcopx” post=71412Esiste un modo “comodo” per inserire grafica creata con inkscape in LaTeX (che non sia esportando epslatex, che, come detto sopra, ha dei limiti?)
Ciao,
Si esiste. Esistono alcune estensioni che creano un file pdf partendo dal file di inkscape .svg convertendo il codice latex al suo interno. Una di queste estensioni è textext, che però ti sconsiglio, soprattuto se lavori in ambiente Windows: io ho sempre riscontrato problemi di compatibilità; inoltre non mi sembra che sia più supportata da inkscape.
Attualmente la soluzione che ritengo migliore è l’esportazione direttamente da inkscape (versioni 0.48 o superiori): salvando il file come .pdf è possibile attivare l’opzione PDF+LaTeX che genera due file: un pdf contende la parte “grafica” e un file di estensione .pdf_tex contente le parti scritte in codice latex.
Nel documento latex puoi inserire in un ambiente figure il codice
`
\def\svgwidth{\columnwidth}
\input{%.pdf_tex}
`
sotituendo a % il nome del file per ottenere sia la grafica che il testo.Puoi trovare maggiori dettagli qui
-
14 Aprile 2012 alle 12:40 #72209::
marcopx” post=71398
[quote=”marcopx” post=71388]2) epslatex: già provato; non va bene per me perchè quando devo ridimensionare il grafico è un casino… si sballano tutte le posizioni delle labels testuali. Purtroppo a priori non so quale dimensione dovrà avere il grafico nel documento (dipende da molti fattori)
In che modo ridimensioni il grafico? Non ho mai avuto problemi di etichette e sballate usando questo terminale (che è quello che suggerisco anche io se si vuole usare gnuplot per disegnare i grafici)
Per ridimensionare il grafico vado a specificare la dimensione in \includegraphics[dimensione]{nomefile}.
In questo modo modifichi la dimensione dell’eps, ma la posizione delle etichette rimane invariata, ovvero legata alla dimensione originale dell’eps… quindi… vai a “sballare” tutto.
Non so se esista una soluzione alternativa…MP[/quote]Certo che esiste, il file .tex prodotto da gnuplot non deve essere modificato. Le dimensioni della figura si cambiano nello script gnuplot così:
`set terminal epslatex size x,y`sostituendo a [tt]x[/tt] la dimensione della larghezza e a [tt]y[/tt] la dimensione dell’altezza (se non si specificano le unità di misura si usano i pollici). Per esempio, il valore predefinito è 5 pollici × 3.5 pollici, se vuoi, per esempio, un formato 6 × 3 devi scrivere
`set terminal epslatex size 6,3`
-
15 Aprile 2012 alle 9:10 #72210::
[OT]OldClaudio” post=71452Concordo con te; il mio è solo un ennesimo tentativo di convincere a scrivere anche in modo che il “layman” si abitui a usare e a scrivere le unità di misura corrette;
Alla FIAT che usano ancora i CV e su molti tachimetri scrivano ancora Km/h, mi hanno risposto che i CV sono commercialmente più validi perché la misura della potenza è espressa con un numero maggiore; che il K invece del k è voluto per sottolineare con una lettera maiuscola quello che indica il tachimetro (solitamente starato per indicare almeno 5 km/h in più del reale).
Dire al fruttivendolo che il prezzo di esprime in €/kg e non €/Kg vuol dire farsi guardare come un rompiballe che parla a vanvera.
Dire che le distanze stradali devono venire espresse con il numero giusto di cifre significative, vuol dire parlare al muro.
Spiegare che i nomi delle unità di misura si scrivono con l’iniziale minuscola anche se il loro nome deriva da quello di uno scienziato (per esempio kelvin e non Kelvin 😛 ) riuscivo ad ottenerlo solo dai miei allievi a cui toglievo punti nella valutazione degli scritti d’esame se non lo facevano.
Spiegare che gli herz hanno il simbolo Hz anque quando si parla dei clock dei PC o che le capacità delle memorie o le velocità di trasmissione si indicano usando i kibi, mibi, gibi, tebi, eccetera e non i kilo, mega, giga, tera, vuol dire farsi commiserare dai colleghi professori nel corso di laurea di ingegneria informatica.
Dire ai colleghi civili ed edili degli omonimi corsi di laurea che le misure lineari, di superficie e di volume si indicano con m, m2 e m3 e non in ml., mq. e mc. vuol dire sentirsi rispondere che i capimastri in cantiere non capirebbero quello che c’è scritto nei disegni.
Ma questo continuerà a succedere se chi sa continua ad livellarsi in basso invece di educare al livello superiore.
Caro Claudio (consentimi il caro), sperare nella diffusione totale degli standard è al momento un’utopia. Sono tanti i campi nei quali si utilizzano abitualmente convenzioni fuori dalla norma. Anche nel tuo campo, per esempio, per il simbolo di resistore si usa abitualmente la serpentina, sebbene la normativa CEI EN 60617-4 preveda l’utilizzo del rettangolo. Tu cosa usavi? Io in ambito universitario non ho mai visto usare il rettangolo a meno che non si volesse indicare un generico componente passivo. Il pacchetto [tt]circuitikz[/tt] segue qualche normativa? Credo di no (sul “manuale” non ci sono indicazioni). Eppure, iniziando da zero, si sarebbe potuto partire col piede giusto. Non ne parliamo delle unità di misura, delle quali tu hai fatto qualche esempio: ci sono degli ambiti nei quali, anche per comodità, le unità SI non vengono mai adoperate.
Va detto, d’altra parte, che alcune norme sono veramente brutte (vedi la d del differenziale). A me, per esempio (e qui so di essere in disaccordo con te), non piace proprio l’idea di scrivere le unità di misura delle grandezze nei grafici sotto il segno di frazione (t/s, V/V), perché
1) lo trovo poco chiaro
2) non sempre l’etichetta è una singola lettera, ma a volte è preferibile utilizzare una frase per chiarezza
3) se l’unità di misura è derivata si può ottenere un bel pastrocchio.
Preferisco usare le parentesi tonde 😮Ciao e buona domenica
-
15 Aprile 2012 alle 10:45 #72211::
Anche a me non piace l’indicazione V/V e non la uso quasi mai; nei miei testi per l’università hao sempre scritto “Tensione collettore -emettitore in volt”; ma anche questa scrittura diventa farraginosa quando si dovesse scrivere joule la kelvin e al metro quadro.Per le resistenze ho sempre usato la serpentina triangolare.
Circuitz usa più o meno gli standard europei o quelli americani che differiscono essenzialmente nei simboli dei generatori e dei condensatori.
Non ho sottomano la norma che citi, perché è un po’ di tempo che non riesco più ad accedere alle norme senza andare in banca a chiedere u mutuo :sad:, ma mi pare che quelle norme si riferiscano agli impianti industriali dove le resistenze sono dei rettangoli internamente vuoti e le induttanze dei rettangoli neri. Per fortuna quando si insegna non si disegnano impianti industriali.:wink:
Ciao
Claudio
-
15 Aprile 2012 alle 12:16 #72212::
[OT]OldClaudio” post=71542Circuitz usa più o meno gli standard europei o quelli americani che differiscono essenzialmente nei simboli dei generatori e dei condensatori.
A me sembra, solo per fare un esempio, che la distanza tra le armature del condensatore non corrisponda né alle specifiche della norma già citata (europea) – vedi immagine allegata -, né a quelle della norma IEEE Std 315 (americana).
OldClaudio” post=71542mi pare che quelle norme si riferiscano agli impianti industriali dove le resistenze sono dei rettangoli internamente vuoti e le induttanze dei rettangoli neri
Sei sicuro? Io leggo “IEC 60617 contains graphical symbols for use in electrotechnical diagrams.” e “La Pubblicazione IEC 617 contiene segni grafici impiegati negli schemi
elettrici.” Il simbolo dell’induttore è la consueta successione di 4 archi in linea.Ciao
[attachment=203]condensatore.png[/attachment]
P.S. Visto che siamo OT, i tuoi testi universitari si trovano in giro? Ho la sensazione che possano essere letture molto interessanti…
Attachments:
You must be logged in to view attached files. -
15 Aprile 2012 alle 13:03 #72213
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.