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Sì è brutto.
Siccomeè difficile avere in automatico conle classi stadard alcuni capoversi rientrati ed altri non rientrati, bisogna operare a mano, o definirsi un’apposita macro.
Per fare a mano si può lasciare la solita riga vuota e poi comiciare la riga del dialogo con \noindent, oppure
non si lascia nessuna riga vuota,ma si va a capo con \\
Per fare in automatico si defisce una macro corta e comoda da scrivere, ma non coincidente con qualche alrra macro che faccia una delel due cose suddette. È chiaro che la soluzione più veloce è la seocnda che ti ho indicato: niente riga vuota e a capo con \\
Io però avrei qualche dubbio su un dialogo che precede un capoverso facendone parte ma riempiendo completamente la sua riga. e ne segue un altro, se non si sta attenti alla punteggiatura e alle maiuscole.Credo che con un po’ di accortezza sia possibilissimo farlo.
Nella guida tematica sulla composizione in italiano (Vedi la sezione documentazione); si parla dei dialoghi e si propongono alcune soluzioni; direi che seguirei comunque i consigli di quella guida: usare la linea lunga per introdurre e terminare il dialogo solo se questo è all’interno di un capoverso; se è l’ultima cosa del capoverso, il punto fermo e l’a-capo rientrato del capoverso successivo indicano chiaramente che il capoverso precedente è terminato. Non esistono però delle regole precise, se non quelle editoriali; ogni casa editrice ha piacere che queste cose, che non sono standardizzate, formino lo stile editoriale.
Non ho mai scritto romanzi; né drammi; nè copioni di cose teatrali; tuttavia mi piace molto lo stile editoriale dei libri di Camilleri, e della casa editrice con cui li pubblicava ().che non cito ma che tutti conoscono); le rare volte che devo riportare o citare un dialogo, cerco di seguire quello stile.