Inserire una conversazione in un testo

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  • #114961
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    Ciao,

    devo inserire una conversazione tra due persone in un documento che sto scrivendo; mi chiedevo quale fosse il modo piu’ elegante. Ho fatto cosi’, che dite?
    `
    \usepackage{framed} %serve per shaded
    \definecolor{shadecolor}{gray}{0.80}

    \begin{document}
    Interessante questo dialogo tra la ragazza e il ragazzo professore:
    begin{shaded}
    \begin{quoting}
    <>

    <>

    <>
    \end{quoting}
    \end{shaded}
    \end{document}
    `
    Altre opzioni?

    Saluti

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    • #114962
      OldClaudio
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        I dialoghi si inseriscono solo con le virgolette, senza sfondi grigi, al massimo se è un dialogo citato, lo puoi mettere dentro quote o quotation ma shaded, secondo me, non c’entra niente.

        Ovviamente parlo per mio personale senso della tipografia, quindi tu fai come credi meglio.

      • #114963
        samiel
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          guarda un libro ben stampato, ad es un romanzo della vecchia Einaudi
          (quando c’era Giulio…) e vedrai.
          Sposo ovviamente la tesi di OldClaudio: sfondi grigi zero!!!
          Dove mai li hai visti in un libro non dico tipograficamente bello, ma semplicemente normale?

          m

        • #114964
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          Mi associo alle osservazioni qui sopra. Per delimitare le battute di dialogo vanno benissimo le virgolette caporali («queste», per intenderci) oppure le lineette (che si ottengono battendo tre volte di seguito il trattino, [tt]—[/tt]). La differenza è che le prime delimitano la battuta a entrambi i lati, mentre le seconde solo all’inizio.

          Il tutto, poi, può essere messo in un ambiente per il testo in display (quote o quotation), ma non di più.

          Ciao
          Tommaso

        • #114965
          Heinrich Fleck
          Partecipante
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            Nell’associarmi anch’io alle osservazioni di sopra (oldClaudio e Linguista) vorrei sottoporre ad entrambi una questione che talvolta mi si è presentata per un vostro parere.

            In alcuni passi dei miei racconti mi è capitato, non di rado, di riportare dopo un dialogo, più o meno o lungo, un pensiero del protagonista che, secondo l’esempio che posto, io vado da anni esprimendo in questo modo:

            Personaggio in dialogo: ”…. gli spiegò ancora che una volta al mese quel luogo si animava di scambi perché lì convenivano e sostavano, prima di dirigersi in città per i loro scambi, carovane di commercianti…”

            Pensiero del protagonista: «Così non sono del tutto isolato», pensò, «e se non avrò contatti almeno potrò vedere gente.».

            La domanda è questa: cosa ne pensate di riportare fra le virgolette caporali, volgarmente dette uninate, i pensieri del protagonista come distinti dal dialogo?

            Cordiali saluti, Enrico M.

          • #114966
            OldClaudio
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              Nella guida tematica “ComporreItaliano” (Sezione Documentazione di questo sito) c’è il paragrafo 3.6, pagina 48, sui dialoghi e l’oso delle virgolette in casi complessi come quello descritto da @heinrich. Non è la legge, ma è un esempio di che cosa si può fare alternando le virgolette alte inglesi sempli e doppie con quelle caporali semplici e doppie. In italiano si usano preferibilmente i caporali per i dialoghi e le virgolette alte per le frasi pensate o riportate. Tuttavia non esiste una regola assoluta; l’importante è che ci sia uno schema gerarchico di frasi virgolettate e annidate uniforme in tutto il testo, in modo che il lettore abbia una chiave di lettura e di interpretazione unica.

            • #114967
              Heinrich Fleck
              Partecipante
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                Grazie Claudio,

                concordo ovviamente con te sulla necessità di una gerarchia stilistica, perché, come sempre, electa una via non datur recursus ad alteram.

                Saluti, Enrico

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