::
Non c’è dubbio che xypic sia stato creato apposta per disegnare diagrammi di vario genere, compresi i diagrammi commutativi.
L’interfaccia, cioè il linguaggio per disegnare tutto quanto si può disegnare con quel macro-pacchetto è pensato avendo in mente la stenografia; cioè, una scrittura di codice di difficile decifrazione, per cui se rileggi il tuo codice a distanza di una settimana tu stesso no ci capisci più niente.
Con questo non voglio dire che non vada bene.
Agli inizi degli anni ’90 ho disegnato un diagrama commutativo “tridimensionale” usando solo l’ambiente nativo di LaTeX picture. Quindi non è che per disegnare diagrammi commutativi ci vogliano cose strepitose; però si faticava; oggi si potrebbe faticare di meno, certo non con xypic, proprio a causa del suo linguaggio criptico.
Poi non mi sono più occuapto di diagrami commutativi, quindi oggi non so che cosa ci sia di un po’ più avanzato di xypic.
Ritengo però che l’uso di TikZ sia una strada da prendere in considerazione; ci si può disegnare di tutto, anche se la documentazione non mostra nulla che possa sembrare un diagramma commutativo; siccome si possono disegnare cose molto più complicate, non ho dubbi sul fato che TikZ possa disegnare anche diagrammi commutativi.
In ogni caso non installare mai una versione di base o comunque incompleta del sistema TeX; quindi o installi MikTeX completa, o installi TeXLive completa (l’installazione di TL è completa per impostazione predefinita, ma è possibile configurare l’installatore in modo da non installare alcuni “Super-Macro-Pacchetti” in cui è suddiviso; nessuno che io conosca, si prende la briga di instalalre TL prendendosi la briga e la responsabilità di scegliere che cosa installare e che cosa lasciare al suo destino).
Poi ricordati che comuque sia con TL sia con MikTeX puoi leggere la documentazione che accompagna ogni macro-pacchetto semplicemente dando il comando texdoc pacchetto in una finestra comandi. Con MikTeX devi sempre aggiornare il database dei nomi dei file; quindi è opportuno che tu non installi mai a mano, ma ti serva sempre del Package Wizard; Con TeXLive sei obbligato a usare il TeX Live Manger (tlmgr.exe) ma se vuoi installare qualcosa a mano lo puoi fare solo nel tuo albero personale, per il quale non sei tenuto a gestire il suo database dei nomi dei file (ovviamante devi sapere che cosa stai facendo,perché non conviene mai installare nell’albero personale cose che hanno gli stessi nomi dei file “ufficiali” [modifiche, personalizzazioni, e altre cose del genere]).
Certo se ti accingi a lavorare con XYpic, devi conoscere bene la programmazione; quindi non ti sto a raccomandare nulla in merito; Con il sistema TeX, però, ti raccomando di leggere sempre la documentazione dei pacchetti che usi; è importatissimo, anche per conoscere gli eventuali limiti e le idiosincrasie dei vari pacchetti, che talvolta vanno installati con una sequenza particolare. Oppure vanno configurati con opzioni particolari. Esempio: circa 30 anni fa ho creato il pacchetto italian.ldf per lavorare in italiano gestendo la lingua con il pacchetto babel; come mi sono iscritto a questo gruppo, ho subito trovato un commento di una persona che si era già iscritta prima di me: dava dell’imbecille a quello scemo che aveva creato il modulo per l’italiano perché non gli permetteva, guarda caso, di usare xypic. Mi sono affrettato a togliere quella funzionalità per evitare incompatibilità, ridefinendola come facoltativa e impostandola con opportuni comandi per attivarla o deattivarla. Quindi per accontentare un utente, ne ho scontentati migliaia. Ma non me ne pento: infatti chi non legge la documentazione, si arrangi e affronti da solo le incompatibilità; Ora non dovrebbero essercene più con il modulo per l’italiano, ma se ne scoprono ad ogni piè sospinto con altri pacchetti e bisogna essere in grado di arrangiarsi da soli.