Interlinea

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  • #69808
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    E’ possibile in un ambiente citazione dare un’interlinea differente rispetto al preambolo?
    Io ho impostato un’interlinea 1.5 per il testo, mi servirebbe portarla a 1 per la citazione, ma solo per quella prescelta, non per tutte.

    Grazie

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    • #69809
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      Drughen” post=68981E’ possibile in un ambiente citazione dare un’interlinea differente rispetto al preambolo?
      Io ho impostato un’interlinea 1.5 per il testo, mi servirebbe portarla a 1 per la citazione, ma solo per quella prescelta, non per tutte.

      Puoi, per favore, mostrare come stai inserendo la citazione?

      Ciao
      Enrico

    • #69810
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      Questo è il preambolo:

      `\documentclass[12pt]{suftesi}

      \linespread{1.5}

      \makeatletter
      \renewcommand{\footnoterule}{\kern-3\p@ \hrule \@width 2in \kern 2.6\p@}
      \makeatother

      \usepackage{setspace}

      \usepackage{geometry}
      \geometry{a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3.0cm,right=3.0cm,%
      heightrounded,bindingoffset=5mm}

      \setlength{\skip\footins}{20ex plus 4pt minus 2pt}

      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[utf8]{inputenc}% Pay attention to the input encoding!
      \usepackage[polutonikogreek,german,english,italian]{babel}
      \usepackage{graphicx}
      \graphicspath{{Immagini/}}
      \usepackage{booktabs}
      \usepackage[italian]{varioref}
      \usepackage{lipsum}
      % index
      \usepackage{makeidx}
      \addto\captionsitalian{\renewcommand{\indexname}{Indice dei nomi}}
      \makeindex
      % bibliography
      \usepackage[italian=guillemets]{csquotes}
      \usepackage[
      style=philosophy-classic,%philosophy-modern, philosophy-verbose
      ]{biblatex}
      \bibliography{bibliografia}

      % the frontispiece
      \usepackage[suftesi]{frontespizio}%
      % Cross refereces
      \usepackage{hyperref}% needed to use the \chapterintro command
      \hypersetup{colorlinks=true,citecolor=blue,draft=true}

      \author{The author}
      \title{The title}

      \newenvironment{citazione}
      {\begin{quotation}\footnotesize}
      {\end{quotation}}

      `


      Questa la situazione attuale per quel pezzo che vorrei modificare:

      `\begin{figure}[p]
      \begin{citazione}

      xxx\footcite{y}
      \end{citazione}
      \end{figure}

      \clearpage`

      Situazione alla quale vorrei arrivare:

      `\begin{citazione}

      xxx\footcite{y}
      \end{citazione}
      \clearpage`

      Purtroppo il testo se tolto dall’ambiente figure, che mantiene l’interlinea 1, non ci sta in una sola pagina.

      Grazie!

    • #69811
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      Non ha senso usare l’ambiente figure per una citazione, tanto meno se deve avere una nota al piede. Ma ovviamente \linespread{1} all’inizio del testo della citazione fa quello che vuoi.

      Ho come l’impressione che il risultato di quel preambolo, da un punto di vista tipografico, sia bruttino. Non ha alcun senso usare geometry con suftesi. E \skip\footins impostato a 20ex è un abominio. 🙂

      Ciao
      Enrico

    • #69812
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      egreg9″ post=68991

      Ho come l’impressione che il risultato di quel preambolo, da un punto di vista tipografico, sia bruttino. Non ha alcun senso usare geometry con suftesi. E \skip\footins impostato a 20ex è un abominio. 🙂

      Purtroppo le richieste accademiche sono di “wordizzare” il risultato tipografico di latex. La prima bozza che ho sottoposto al relatore era compilata con una impostazione “normale”, seguendo le impostazioni di un modello di tesi di quelli che si trovano sul web, mi è stata respinta. Volevano un’interlinea 1.5, un carattere 12, e soprattutto la gabbia del testo doveva essere molto più grande, proprio stile word.

      Personalmente è la prima volta che uso Latex, non ne ho la più pallida idea di come impostare il tutto in maniera omogenea, ho dovuto fare un collage da più guide, per tentare di arrivare al prodotto gradito.

      Le modifiche alle note a pié pagina miravano a separarle dalla gabbia del testo, se no venivano tutte attaccate.

      Se hai consigli per migliorare il prodotto, sono ben disposto a rivalutare l’intero preambolo!

      Ciao!

    • #69813
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      egreg9″ post=68991 \linespread{1} all’inizio del testo della citazione fa quello che vuoi.

      Bene, sono riuscito, io avevo provato a metterlo dentro all’ambiente, per quello non riuscivo a farlo funzionare.

      Ora mi si pone un altro problema, il testo, visto che in un caso è molto breve, mi appare troppo in alto rispetto alla pagina, che per il resto rimane bianca.
      Come posso spostare il testo più a centro pagina?
      Ho provato sia \centering sia \begin{center}, ma entrambi mi vanno a modificare l’ordine del testo facendolo tutto centrale, non so come spiegare, insomma non si limitano a trasferire il testo più in basso.

    • #69814
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      egreg9″ post=68991. Ma ovviamente \linespread{1} all’inizio del testo della citazione fa quello che vuoi.

      Bene, sono riuscito. Avevo provato a metterlo dentro all’ambiente, per quello non riuscivo a farlo funzionare.

      Ora mi si pone un altro problema.
      Il testo, visto che in un caso è molto breve, mi appare troppo in alto rispetto alla pagina, che per il resto rimane bianca. Come posso spostarlo più a centro pagina?
      Ho provato sia \centering sia \begin{center}, ma entrambi mi vanno a modificare l’ordine del testo facendolo tutto centrale, non so come spiegare, insomma non si limitano a trasferire il testo più in basso.

    • #69815
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      Drughen” post=68998

      . Ma ovviamente \linespread{1} all’inizio del testo della citazione fa quello che vuoi.

      Bene, sono riuscito. Avevo provato a metterlo dentro all’ambiente, per quello non riuscivo a farlo funzionare.

      Ora mi si pone un altro problema.
      Il testo, visto che in un caso è molto breve, mi appare troppo in alto rispetto alla pagina, che per il resto rimane bianca. Come posso spostarlo più a centro pagina?
      Ho provato sia \centering sia \begin{center}, ma entrambi mi vanno a modificare l’ordine del testo facendolo tutto centrale, non so come spiegare, insomma non si limitano a trasferire il testo più in basso.

      Attento che NON puoi utilizzare suftesi se vuoi modificare il layout.
      Tantomeno potrai mettere alcun riferimento a suftesi nel caso tu voglia disattendere questa richiesta. Leggi bene la documentazione.
      Non ho nessuna intenzione di accettare che si stampi qualcosa con suftesi con interlinea 1.5, oltre a modificare la gabbia con geometry.

      Usa per favore un’altra classe!

      Ciao
      Ivan

    • #69816
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      ivan” post=68999 Leggi bene la documentazione.

      Pensavo ti riferissi al fatto di non andare a modificare il sorgente, di solito si intende quello.

      ivan” post=68999
      Usa per favore un’altra classe!

      Come vuoi, considerala tolta.

    • #69817
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      ivan” post=68999

      Usa per favore un’altra classe!

      Ciao
      Ivan

      `\documentclass[12pt,a4paper,twoside,openright]{book}`

    • #69818
      Ugo
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        Ho una domanda non troppo ineerente, ma non vorrei aprire un altro topic. Per l’interlinea di 1,5 linee va usato

        `\linespread{1.5}`

        ?

      • #69819
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        stealth” post=69035Ho una domanda non troppo ineerente, ma non vorrei aprire un altro topic. Per l’interlinea di 1,5 linee va usato

        `\linespread{1.5}`

        ?

        Prima di cominciare a scrivere con LaTeX è un’ottima idea leggere una guida di base. La tua domanda trova risposta nella sezione 3.6.2 dell’Arte di scrivere con LaTeX che ti puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum. 😉

        Ciao
        Tommaso

      • #69820
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        stealth” post=69035Ho una domanda non troppo ineerente, ma non vorrei aprire un altro topic. Per l’interlinea di 1,5 linee va usato

        `\linespread{1.5}`

        ?

        Si, è uno dei metodi possibili. L’altro è caricare il pacchetto setspace e impostare \onehalfspacing (con questo pacchetto le distanze disponibili sono tre : \singlespacing;
        \onehalfspacing; \doublespacing ).

      • #69821
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        In realtà `\linespread{1.5}` non imposta l’interlinea a 1.5, ma a 1.8. A esser precisi dipende dal font che usi. Per giunta, bisognerebbe capire che si intende per “interlinea a 1.5” (a me non è chiaro).

        Dato che con \linespread è facile sbagliarsi, meglio usare i comandi di setspace.

        Ciao,
        Antonio

      • #69822
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        antonio.macrì” post=69043In realtà `\linespread{1.5}` non imposta l’interlinea a 1.5, ma a 1.8. A esser precisi dipende dal font che usi. Per giunta, bisognerebbe capire che si intende per “interlinea a 1.5” (a me non è chiaro).

        Dato che con \linespread è facile sbagliarsi, meglio usare i comandi di setspace.

        Ciao,
        Antonio

        Ora mi è chiaro il motivo per cui mi sembrava che \lineaspread{1.5} e \onehalfspacing dessero risultati differenti!

        Grazie per la rapida, ma efficace spiegazione!

      • #69823
        Ugo
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          antonio.macrì” post=69043In realtà `\linespread{1.5}` non imposta l’interlinea a 1.5, ma a 1.8. A esser precisi dipende dal font che usi. Per giunta, bisognerebbe capire che si intende per “interlinea a 1.5” (a me non è chiaro).

          Dato che con \linespread è facile sbagliarsi, meglio usare i comandi di setspace.

          Ciao,
          Antonio

          Grazie mille, quindi da ora in poi userò \onehalfspacing di setspace per l’intelinea 1,5.

          Comunque ti cito dalla guida per la compilazione della tesi della mia università

          Formato della pagina: dimensioni foglio: A 4; margine superiore: 3 cm; margine inferiore 3 cm; margine interno o sinistro: 3,5 cm; margine esterno o destro; 3 cm; interlinea 1,5 linee

          Per i margini va bene

          `\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3.5cm,right=3cm,heightrounded,bindingoffset=5mm]{geometry}`

          ?

        • #69824
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          stealth” post=69049

          In realtà `\linespread{1.5}` non imposta l’interlinea a 1.5, ma a 1.8. A esser precisi dipende dal font che usi. Per giunta, bisognerebbe capire che si intende per “interlinea a 1.5” (a me non è chiaro).

          Dato che con \linespread è facile sbagliarsi, meglio usare i comandi di setspace.

          Ciao,
          Antonio

          Grazie mille, quindi da ora in poi userò \onehalfspacing di setspace per l’intelinea 1,5.

          Comunque ti cito dalla guida per la compilazione della tesi della mia università

          Formato della pagina: dimensioni foglio: A 4; margine superiore: 3 cm; margine inferiore 3 cm; margine interno o sinistro: 3,5 cm; margine esterno o destro; 3 cm; interlinea 1,5 linee

          Per i margini va bene

          `\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=3.5cm,right=3cm,heightrounded,bindingoffset=5mm]{geometry}`

          ?

          Meglio così, stando alle richieste:
          `\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,inner=3.5cm,outer=3cm,heightrounded,bindingoffset=5mm]{geometry}`

          Mi spiace che la tua università ti imponga di seguire direttive senza alcun fondamento,
          scritte probabilmente da un cyborg con qualche circuito arrugginito.
          Per la mia esperienza ti posso dire che spesso simili direttive sono solo di massima.
          Anche nella mia facoltà ci sono, ma ai miei laureandi impartisco l’ordine di ignorarle. Finora è sempre andata bene.
          Hanno consegnato la tesi addirittura in formato compact.

          Però, credimi, ti capisco. Se quelle direttive sono rigide, e nelle tue segreterie c’è qualche burocrate
          che sfoga la sua frustrazione obbligando la gente a fare cose orribili, non ti rimane che adattarti.
          Gente del genere è pericolosa anche disarmata 😀

          Ciao
          Ivan

        • #69825
          OldClaudio
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            ::


            Non è chiaro dalle prescrizioni della tua università se chi le ha scritte ha riletto quanto ha scritto e se capisce quello che ha scritto.: interlinea 1,5 linee è mbiguo; perché inrerlinea in dattiloscrittura vuol dire dove mettere la levetta che contralla la rotazione del carrello portacarta. In tipografia in senso stretto sarebbe lo spazio fra le lighe, non la distanza fra le righe di base di due righe successive; Oggi però generalmente per interlinea si intende questa seconda accezione, che richiama più la dattilografia che la tipografia; nella Guida GuIt ho dovuto inventare “interlineatura” per distingue l’altro significato.

            Inoltre linea non è una precisa entità tipografica; intipografia solitamente in Italia si chiama “riga” la distanza fra le linee di base, che normalmente, componendo a 10pt, è una altezza di 12pt, cioè usando i punti didot, un cicero.

            Non vorrei che nella tua università vogliano uno spazio tra le righe, una interlineatura, di 1,5 righe, il che sarebbe una bestemmia nel senso stretto della parola.

            Ora veniamo alla differenza fra \linespread e i comandi definiti dal pacchetto setspace. La differenza è sostanzialmante al seguente; \linespread serve per moltiplcare (per scalare) il valore di baselineskip corrispondente al termine tipografico di avanzamento di riga, cioè la distanza fra le righe di base di due righe consecutive; componendo a 10pt, il valore di baselineskip è di 12pt e se lo moltiplichi per 1.5, avendo impostato il valore di \linespread a 1.5, diventa un avanzamento di riga di 18.pt.

            Con setspaces, se vai a vedere dentro al file .sty la definizione di \onehalfspacing, pone indirettamente il valore di \linespread a 1.25; per cui l’avanzamento di riga diventa 12pt per 1.25 = 15pt =1.5 per il corpo. Ecco quindi la differenza. Il pacchetto setspace cerca di commisurare l’avanzamento di riga al corpo del carattere e non all’avanzamento di riga corrente. o di default.

            In sostanza, setspace avrebbe potuto riferirsi a \linespread (cosa che in effetti fa ma attraverso successive trasformazioni e impostazioni predefintie), ma tiene conto che in effetti l’avanzamanto di riga di default è gia proporzionale al copro ma è più grande del 20%, quidi i suoi valori sono tutti il valore impostato diviso per 1,2 e questo valore è preimpostato.

            Il merito di setspace è che così facendo l’avanzamento di riga rimane comunque un po’ più contenuto e l’estetica della tipografia non ne è danneggiata troppo.

            Per capire bene che cosa voglia la facoltà o la segreteria della tua università componi due pagine con il testo fittizio del pacchetto lipsum; una pagina componila impostando \onehalfspacing e la secondo componila con \setspace{2.5} (così l’avanzamento di riga corrisponde a quello di una interlineatura di 1.5 linee); poi mostrale in segreteria; specificando che la prima è composta con un “avanzamento di riga” pari a 1.5 volte il corpo del font usato, e la seconda con una “interlinea di 1,5 linee” di testo. Usa proprio quelle parole, non forme equivalenti.

            Vediamo quale scelgono come conforme alle prescrizioni.

            Faccelo spare poi 😎 😉 😆

          • #69826
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            OldClaudio” post=69053[…] poi mostrale in segreteria; specificando che la prima è composta con un “avanzamento di riga” pari a 1.5 volte il corpo del font usato, e la seconda con una “interlinea di 1,5 linee” di testo. Usa proprio quelle parole, non forme equivalenti.

            Vediamo quale scelgono come conforme alle prescrizioni.

            Secondo me gli rispondono:

            …corpo?! Corpo di chi? 😕

            Si scherza ovviamente 🙂 …ma non troppo.

            Astuto setspace. 8)

          • #69827
            Ugo
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              ::

              OldClaudio” post=69053Non è chiaro dalle prescrizioni della tua università se chi le ha scritte ha riletto quanto ha scritto e se capisce quello che ha scritto.: interlinea 1,5 linee è mbiguo; perché inrerlinea in dattiloscrittura vuol dire dove mettere la levetta che contralla la rotazione del carrello portacarta. In tipografia in senso stretto sarebbe lo spazio fra le lighe, non la distanza fra le righe di base di due righe successive; Oggi però generalmente per interlinea si intende questa seconda accezione, che richiama più la dattilografia che la tipografia; nella Guida GuIt ho dovuto inventare “interlineatura” per distingue l’altro significato.

              Inoltre linea non è una precisa entità tipografica; intipografia solitamente in Italia si chiama “riga” la distanza fra le linee di base, che normalmente, componendo a 10pt, è una altezza di 12pt, cioè usando i punti didot, un cicero.

              Non vorrei che nella tua università vogliano uno spazio tra le righe, una interlineatura, di 1,5 righe, il che sarebbe una bestemmia nel senso stretto della parola.

              Ora veniamo alla differenza fra \linespread e i comandi definiti dal pacchetto setspace. La differenza è sostanzialmante al seguente; \linespread serve per moltiplcare (per scalare) il valore di baselineskip corrispondente al termine tipografico di avanzamento di riga, cioè la distanza fra le righe di base di due righe consecutive; componendo a 10pt, il valore di baselineskip è di 12pt e se lo moltiplichi per 1.5, avendo impostato il valore di \linespread a 1.5, diventa un avanzamento di riga di 18.pt.

              Con setspaces, se vai a vedere dentro al file .sty la definizione di \onehalfspacing, pone indirettamente il valore di \linespread a 1.25; per cui l’avanzamento di riga diventa 12pt per 1.25 = 15pt =1.5 per il corpo. Ecco quindi la differenza. Il pacchetto setspace cerca di commisurare l’avanzamento di riga al corpo del carattere e non all’avanzamento di riga corrente. o di default.

              In sostanza, setspace avrebbe potuto riferirsi a \linespread (cosa che in effetti fa ma attraverso successive trasformazioni e impostazioni predefintie), ma tiene conto che in effetti l’avanzamanto di riga di default è gia proporzionale al copro ma è più grande del 20%, quidi i suoi valori sono tutti il valore impostato diviso per 1,2 e questo valore è preimpostato.

              Il merito di setspace è che così facendo l’avanzamento di riga rimane comunque un po’ più contenuto e l’estetica della tipografia non ne è danneggiata troppo.

              Per capire bene che cosa voglia la facoltà o la segreteria della tua università componi due pagine con il testo fittizio del pacchetto lipsum; una pagina componila impostando \onehalfspacing e la secondo componila con \setspace{2.5} (così l’avanzamento di riga corrisponde a quello di una interlineatura di 1.5 linee); poi mostrale in segreteria; specificando che la prima è composta con un “avanzamento di riga” pari a 1.5 volte il corpo del font usato, e la seconda con una “interlinea di 1,5 linee” di testo. Usa proprio quelle parole, non forme equivalenti.

              Vediamo quale scelgono come conforme alle prescrizioni.

              Faccelo spare poi 😎 😉 😆

              Grazie mille per le delucidazioni.

              Io comunque credo che la segreteria intendesse quello che banalmente si ottiene con Microsoft Office Word impostando “Interlinea=1,5”.

              Questo lo ottengo attraverso \onehalfspacing giusto?

            • #69828
              OldClaudio
              Partecipante
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                È probabile, ma non ricordo quando è stata l’ultima volta che ho impostato una pagina con Word; forse 10 anni fa.
                Non è che non usi mai Word, ma lo uso solo per lettere di carattere burocratico e mi guardo bene dallo spendere un solo secondo per configurare la lettera. 😉

                Comunque se quello è ciò che dice Word, è meno ambiguo di quello che dice la segreteria.

                Che differenza rispetto al PoliTO, quando c’era una segreteria con un capo che capiva queste cose e dava indicazioni precise; lo stile toptesi prevede corpo 10, pagine di dimensioni bene precisate per la gabbia del testo e per i margini, e un numero preciso di righe nella gabbia, mi pare 48 righe; è impossibile equivocare sia con Word sia con toptesi.

                E vedi che anche in corpo 10 l’avanzamento di riga è minore di quello della classe book, non tanto, ma certamente non è allargato. Motivo? La Segreteria era stufa di archiviare tesi scritte con la macchina da scrivere e la levetta dell’interlinea posta in posizione 4.:evil:

                Tieni presente che toptesi è dell’inizio degli anni 90, mi pare ’91 la prima versione, ma girava da diversi anni e la griglia di stampa l’avevamo controllata assieme il direttore ed io verso l’85 o l’86. Dando disposizioni di quel genere si era riusciti a rendere obbligatorio l’uso del PC e per chi non l’aveva comodo a casa, c’erano delle ore dedicate ai laureandi nelle sale computer, perché potessero usare quei PC per scrivere la loro tesi. Le tesi dattiloscritte finirono immediatamente e dimezzarono di spessore, con grande piacere degli archivisti.

              • #69829
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                stealth” post=69071Io comunque credo che la segreteria intendesse quello che banalmente si ottiene con Microsoft Office Word impostando “Interlinea=1,5”.

                Questo lo ottengo attraverso \onehalfspacing giusto?

                Ho provato a fare un confronto: risulta che Word per “interlinea a 1.5” intende una distanza tra le linee di base di due righe consecutive una volta e mezzo quella normale. Vale a dire che corrisponde al metodo di [tt]\linespread{1.5}[/tt]. I comandi di setspace producono righe meno distanziate, perché (come ha spiegato Claudio) riferiscono invece la distanza al corpo.

                Può darsi che quella guida che hai citato fornisca delle semplici indicazioni, piuttosto che prescrizioni inderogabili. Se vuoi un consiglio, non desistere subito: parlane col tuo relatore, in fondo è lui che deve leggere la tesi, e saprà anche quanto si può essere elastici. Se ti dà carta bianca, lascia interlinea normale o usa uno stile già predisposto. Altrimenti, fai un tentativo con [tt]\onehalfspacing[/tt] e solo dopo ripiega su [tt]\linespread{1.5}[/tt].

                Ovviamente può essere che il tuo relatore sia ben indottrinato, e lì c’è poco da fare. La facoltà di mia sorella (Giurisprudenza a Pisa) dava semplici indicazioni, ma alla relatrice piaceva vantare le cataste di tesi sulla scrivania… 🙁

              • #69830
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                Vi posso dare un consiglio, basato su un’esperienza recente?

                Fate due tesi. Una per la segreteria con le specifiche richieste, tanto andrà in archivio e NON verrà mai letta da nessuno! Classe book, geometry, font times new roman, interlinea 7.5, corpo 29, per ciechi profondi.

                Una, invece, fatta bene, per la gioia degli occhi vostri e della commissione. Nessuno dirà che è fatta male. Io ho fatto così e ho ricevuto i complimenti per “la ricerca tipografica” alla base del lavoro. 🙂 In sede di discussione potete consegnare il lavoro nella forma che volete.

                Ciao
                Tommaso

              • #69831
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                illinguista1972″ post=69104

                Una, invece, fatta bene, per la gioia degli occhi vostri e della commissione. Nessuno dirà che è fatta male. Io ho fatto così e ho ricevuto i complimenti per “la ricerca tipografica” alla base del lavoro. 🙂 In sede di discussione potete consegnare il lavoro nella forma che volete.

                La prima versione di prova che ho portato al mio relatore era fatta con il modello Pantieri, è stata rifiutata. Mi è stato detto che il testo e la sua gabbia erano troppo piccoli, quindi di difficile lettura perché stancante.
                Temo che la buona volontà tipografica non solo non viene sempre apprezzata, ma addiritura finisce per essere osteggiata.
                Il problema è sempre il solito, il modo Word, oramai imperante.

              • #69832
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                Drughen” post=69114
                Mi è stato detto che il testo e la sua gabbia erano troppo piccoli, quindi di difficile lettura perché stancante.

                Dunque, la gabbia piccola (immagino che intendesse stretta) ha come conseguenza una lettura difficile perché poche parole per riga stancano gli occhi?
                Chi ti ha detto queste cose (e so bene che tu non c’entri nulla) non capisce niente. 🙂
                Ad ogni modo, sai bene che con LaTeX puoi imitare benissimo Word: fallo supinamente, se questo è quello che vogliono. Poi magari la tesi bella la fai per te.

                Ciao
                Tommaso

              • #69833
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                illinguista1972″ post=69121
                Ad ogni modo, sai bene che con LaTeX puoi imitare benissimo Wored: fallo supinamente, se questo è quello che vogliono. Poi magari la tesi bella la fai per te.

                Esatto, farò proprio così!

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