LaTeX e pdf protetti

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  • #49336
    nicfab
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      Vorrei sapere se con LaTeX è possibile ottenere in output un pdf protetto, anche con password, per evitare che altri possano utilizzarlo.

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      • #49337
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        Vorrei sapere se con LaTeX è possibile ottenere in output un pdf protetto, anche con password, per evitare che altri possano utilizzarlo.

        non lo so, quello che conosco bene è che ogni tentativo di inibire modifiche con qualsiasi mezzo, è inefficace, esiste sempre il modo di sproteggere i pdf, e sottolineo: sempre

        ammetto però che potrebbe scoraggiare inizialmente i windowsisti che però arriverebbero, dove i linuxisti arrivano con la loro testa, con uno delle decine di programmi che si vendono per recuperare le password di apertura e/o modifica dei file pdf

        ha molto più valore una clausola di redistribuzione che quella sì tutela da utilizzi indesiderati

      • #49338
        nicfab
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          Vorrei sapere se con LaTeX è possibile ottenere in output un pdf protetto, anche con password, per evitare che altri possano utilizzarlo.

          non lo so, quello che conosco bene è che ogni tentativo di inibire modifiche con qualsiasi mezzo, è inefficace, esiste sempre il modo di sproteggere i pdf, e sottolineo: sempre

          ammetto però che potrebbe scoraggiare inizialmente i windowsisti che però arriverebbero, dove i linuxisti arrivano con la loro testa, con uno delle decine di programmi che si vendono per recuperare le password di apertura e/o modifica dei file pdf

          ha molto più valore una clausola di redistribuzione che quella sì tutela da utilizzi indesiderati

          Dingo condivido perfettamente la tua posizione che, poi, coincide con la mia. Ovviamente in informatica “tutto è possibile”.
          Tuttavia, mi è stato chiesto un pdf protetto per evitare che dopo la prima copia si riproduca indecorosamente (come spesso avviene).
          Saluti,

          Nicola

        • #49339
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          Vorrei sapere se con LaTeX è possibile ottenere in output un pdf protetto, anche con password, per evitare che altri possano utilizzarlo.

          Non direttamente. Per “proteggere” un pdf hai bisogno di un programma a parte, per esempio pdftk.

          Ciao
          Enrico

        • #49340
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          Spesso viene citato il programma pdftk per «proteggere» i file PDF. Proteggere può voler dire tante cose, tra le quali inibire la copia del testo in esso contenuto così come richiedere una password all’apertura dello stesso, come desideri tu. Un esempio per proteggere il file «documento.pdf» è il seguente:

          `pdftk documento.pdf output documento_cifrato.pdf user_pw mia_password
          `
          In questo modo la persona che riceverà il file «documento_cifrato.pdf» dovrà inserire la password «mia_password» per poterlo aprire (si può usare la chiave PROMPT in luogo di «mia_password» oppure realizzare uno script di shell apposito in modo che la password non passi in chiaro sul terminale). Il livello di cifratura corrisponde a 128-bit RC4, quindi eventualmente potresti considerare la possibilità di cifrare successivamente il file con un algoritmo forte, come uno di quelli messi a disposizione da TrueCrypt, prima di trasmetterlo al destinatario.

          Mi associo a quanto già detto: la sicurezza assoluta non esiste, ed è solo questione di tempo prima che una difesa venga dichiarata inefficace (ma probabilmente per quella volta ci sarà già un’altra forma di protezione maggiormente affidabile), quindi è bene aggiornarsi continuamente sulla materia.

          Sempre parlando di pdftk, se invece di richiedere una password all’apertura desideri che il lettore sia limitato in alcune delle azioni possibili (ad esempio non vuoi permettergli di copiare il testo), puoi usare la chiave «owner_pw» in luogo di «user_pw». Tuttavia, anche questa possibilità va presa con le pinze: giurerei di aver letto (senza aver fatto alcuna prova) su un numero di Linux Pro di qualche mese fa che pur non essendo possibile copiare il testo di un PDF protetto in questo modo con Acrobat e simili (perché la voce «Copia» non compare più nel menu), sembra che con pdftotext sia comunque possibile fare un dump di questo contenuto in un file testuale, bypassando la protezione…

          A presto!

        • #49341
          nicfab
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            Grazie rodimus.
            Davvero utile il tuo contributo. Ribadisco le mie personali convinzioni sul fatto che nulla è sicuro e definitivo. Tuttavia, in alcune circostanze potrebbe essere utile utilizzare un deterrente per dissuadere quelli più “furbi” (?).

            Peraltro, ho scaricato pdftk per mac e da terminale va alla grande.
            Non è questa la sede per disquisire della questione dell’accessibilità della conoscenza a chiunque, anche se in linea di principio non sono del tutto contrario.
            Saluti,

          • #49342
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            Grazie rodimus.
            Davvero utile il tuo contributo. Ribadisco le mie personali convinzioni sul fatto che nulla è sicuro e definitivo. Tuttavia, in alcune circostanze potrebbe essere utile utilizzare un deterrente per dissuadere quelli più “furbi” (?).

            Peraltro, ho scaricato pdftk per mac e da terminale va alla grande.
            Non è questa la sede per disquisire della questione dell’accessibilità della conoscenza a chiunque, anche se in linea di principio non sono del tutto contrario.
            Saluti,

            Dobbiamo sempre considerare che se riesco a vedere un pdf su video
            allora riesco ad avere una copia stampata di bassa qualità semplicemente
            partendo dagli screen shot di ciascuna pagina.
            Inoltre, con gli ebook e simili, avere un pdf su video è sempre più
            come averlo stampato

            Chi protegge il documento per evitare, mettiamo, la stampa rende manifesta
            una volontà, un desiderio, con la speranza che l’utente si adegui.
            Una passoword rinforza questa speranza (e più la passowrd è complicata meglio è)
            ed in ogni caso se un utente stampa il documento compie un atto contrario alla volontà di chi ha protetto il documento di cui non può non essere pienamente consapevole.

            Lavorando in una printing house, lo scenario più concreto è quello in cui ho un pdf “preview” o bozza
            che distribuisco a più revisori e di cui inibisco la stampa con password per essere relativamente certo che per errore non venga ordinato alla printing house.
            Purtroppo accade anche che il pdf “preview” vada bene così com’è,
            e passi alla printing house con la sua bella protezione ancora presente
            mentre quello che ha settato la password in quel momento è , chissa perché (Murphy ?), sempre in vacanza…

          • #49343
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            Bisogna sempre considerare il meccanismo delle restrizioni

            che sono speciali istruzioni le quali possono essere o no, ottemperate dai visualizzatori pdf

            non è un caso se epdfview, xpdf (modificabile per non ottemperarle) in ambiente Linux, hanno scelto di non onorare queste restrizioni (e dunque aprendolo semplicemente col primo visualizzatore – col secondo bisogna compilarne una versione modificata) e ristampandolo su driver postscript per riottenerne un pdf esente da estrizioni (altro che le schermate a video di chi non conosce il formato pdf)

          • #49344
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            Bisogna sempre considerare il meccanismo delle restrizioni

            che sono speciali istruzioni le quali possono essere o no, ottemperate dai visualizzatori pdf

            non è un caso se epdfview, xpdf (modificabile per non ottemperarle) in ambiente Linux, hanno scelto di non onorare queste restrizioni (e dunque aprendolo semplicemente col primo visualizzatore – col secondo bisogna compilarne una versione modificata) e ristampandolo su driver postscript per riottenerne un pdf esente da estrizioni (altro che le schermate a video di chi non conosce il formato pdf)

            Forse non mi sono spiegato: se vedi a video puoi stampare in bassa qualità (ma se sei bravo anche di qualità accettabile).
            Questa è una regola generale: quindi se vuoi impedire la stampa di un documento visibile a video caschi male.

            Se dopo per il pdf esistono i vari xpdf poppler mupdf gs pdflib podofo gnupdf, etc etc più o meno completi questo è un’altro discorso — le specifiche del pdf
            sono pubbliche ed uno può eventualmente, costruirsi il suo reader —
            così come è un altro discorso l’uso di questi programmi.
            L’idea di impedire la stampa di un documento non è sbagliata di per se,
            come ho scritto sopra, ma non sempre è soddisfacente.
            Un problema analogo esiste per i fonts: mi capita spesso che fonts
            di bassa qualità siano completamente protetti, per cui il pdf relativo
            non è editabile in nessun modo. Per chi lavora in prestampa è un dramma.

          • #49345
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            se vedi a video

            senza dover immettere una password, significa che il documento, se ha restrizioni, queste non sono subordinate all’immissione della stessa e dunque, per settarle a zero:

            pdftk restricted.pdf output unrestricted.pdf

            L’idea di impedire la stampa di un documento non è sbagliata di per sé

            è pretenziosa, infatti, poiché tali limitazioni aggiurabili sempre e comunque, vengono poi usate per perpetrare soprusi (del tipo: io acquisto e per molti danari, un pdf e poi mi ritrovo con restrizioni di stampa, copia ecc…)

            Un problema analogo esiste per i fonts: mi capita spesso che fonts di bassa qualità siano completamente protetti, per cui il pdf relativo non è editabile in nessun modo. Per chi lavora in prestampa è un dramma.

            questi problemi derivano dall’incorporazione dei caratteri come sottoinsieme (subset) e non hanno nulla a che vedere con restrizioni o protezioni (non si proteggono i font se non dall’incorporazione, ma anche in questo caso è possibile forzarne l’incorporazione, tutto si può fare sapendolo fare)

          • #49346
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            questi problemi derivano dall’incorporazione dei caratteri come sottoinsieme (subset) e non hanno nulla a che vedere con restrizioni o protezioni (non si proteggono i font se non dall’incorporazione, ma anche in questo caso è possibile forzarne l’incorporazione, tutto si può fare sapendolo fare)

            Il pdf prevede 3 modi per utilizzare un font: il riferimento esterno,
            l’inclusione parziale (subsetting), l’inclusione totale; pdftex usa normalmente il subsetting per i fonts Type1 e per TrueType
            (similmente xetex che gestisce anche gli OpenType)

            Con il riferimento esterno il font non è incluso: dentro il pdf viene scritto un identificativo per permettere al viewer
            di ottenere il font dall’ambiente in cui è; il vantaggio è che il peso del pdf è, parità di altre condizioni, il più piccolo possibile, ed anche la generazione del pdf è la più veloce.
            Ovviamente se il sistema non ha il font, il viewer si deve arrangiare in qualche modo — magari non mostra niente, magari mostra un font sostitutivo. Quindi il riferimento esterno
            è indicato nella faso di produzione del documento
            ma oggi praticamente nessuna usa questo sistema perché alla fin fine il gioco non vale la candela.

            Con il subsetting dentro il pdf vengono inclusi solo i glifi usati dal documento: in questo modo, diritti vari a parte,
            il pdf si può vedere e stampare correttamente, e si può anche editare
            solo però nel sottoinsieme di caratteri inclusi: per editarlo completamente
            bisogna ovviamente avere il font installa a sistema. Questo non è una grossa limitazione visto che nella maggior parte dei casi il pdf è la forma finale (ovvero l’autore modifica un documento sorgente come nel latex, ad esempio) mentre la modifica del pdf vero e proprio è riservata a personale competente.Inoltre si sposa bene con il copyright del font

            Con l’inclusione totale tutto il font è dentro il pdf e per font grossi (come arial sans unicode) per i quali si usano pochi caratteri si ha un pdf grosso per niente; inoltre si sposa male con il copyright del font.

            In sostanza si preferisce il subsetting.

            Alcuni tipi di font possono poi specificare delle restrizioni sull’utilizzo del documento che contiene il font stesso. Il formato OpenType, ormai il tipo di font di riferimento, lo permette, e credo anche il Type1;
            non sono sicuro del Type3.

            Una di queste restrizione è che il documento
            che contiene il font si può stampare & vedere, ma non modificare nelle parti che contiene il font stesso; l’utente può comunque decidere la politica di inclusione (perlomeno l’utente pdftex avanzato è in grado di farlo)

            Oppure il font può impedire del tutto l’incorporazione: per il pdf questo significa usare necessariamente il riferimento esterno, mentre non è detto che altri formati di documento gestiscano questa proprietà del font
            (e per questo motivo questa proprietà è usata molto raramente).

            L’analogia a cui facevo riferimento è proteggere un pdf dalla modifica
            intervenendo non sui diritti del pdf ma su quelle del font, contando sul fatto che modificare le proprietà di un font opentype sia difficile ad un utente medio. Ancora, lo scenario è quello in cui vorrei avere un certa garanzia contro modifiche accidentali di parti sensibili, per cui andrebbe associato ad una password del documento;
            come nel caso precedente la cosa ha senso all’interno di una organizzazione , dove è possibile imporre un viewer unico che gestisca queste proprietà.

            Infine, dato che le specifiche del pdf ed opentype sono disponibili pubblicamente, è possibile costruire un programma che bypassi
            o modifichi tutti questi diritti.

          • #49347
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            l’unica restrizione applicabile sui caratteri è quella che ne impedisce l’incorporazione nel pdf generato (con appositi segnalini nel font stesso, impostate dal creatore del font)

            ciò nelle versioni dimostrative o non complete o beta dei set di caratteri

            naturalmente, esistono molti programmi per creare e modificare font e dunque…

            nessun documento pdf è immodificabile, persino convertendo i font in tracciati, lo si può pur sempre editare (cancellandone o aggiungendo parti con lo stesso font, avendolo sul proprio sistema)

            queste cose possono sembrare oziose, ma fanno parte della libertà personale, poiché, nessuno altererebbe un documento senza una buona ragione, né, dovendolo fare, e potendo avere il sorgente, si metterebbe a modificarlo dalla sua versione pdf

            se nessuno credesse di poter bloccare un pdf, nessuno lo sproteggerebbe, ma sono pensieri troppo filosofici per la maggior parte dell’umanità

          • #49348
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            l’unica restrizione applicabile sui caratteri è quella che ne impedisce l’incorporazione nel pdf generato (con appositi segnalini nel font stesso, impostate dal creatore del font)

            ciò nelle versioni dimostrative o non complete o beta dei set di caratteri

            naturalmente, esistono molti programmi per creare e modificare font e dunque…

            nessun documento pdf è immodificabile, persino convertendo i font in tracciati, lo si può pur sempre editare (cancellandone o aggiungendo parti con lo stesso font, avendolo sul proprio sistema)

            queste cose possono sembrare oziose, ma fanno parte della libertà personale, poiché, nessuno altererebbe un documento senza una buona ragione, né, dovendolo fare, e potendo avere il sorgente, si metterebbe a modificarlo dalla sua versione pdf

            se nessuno credesse di poter bloccare un pdf, nessuno lo sproteggerebbe, ma sono pensieri troppo filosofici per la maggior parte dell’umanità

            La politica di gestione dei fonts opentype è descritta in
            http://www.adobe.com/devnet/acrobat/pdfs/FontPolicies.pdf
            e impedire l’incorporazione è una delle 4 possibilità.
            Il motivo per applicare le restrizioni è il più vario, certamente quello che hai scritto è un motivo ragionevole.
            Non esistono invece così tanti programmi fonteditor, almeno in paragone ad altri programmi/librerie analoghe per i pdf, e questo rafforza la confidenza che in media modificare le proprietà di un font sia più difficile.
            Gli scenari che io ho tratteggiato riguardano la prevenzione di errori accidentali e questo ha può aver senso in un ambiente di tipo produttivo dove si deve garantire la correttezza del dato tecnico stampato.

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