Lo strano caso di \textup e \mathrm

  • Creatore
    Topic
  • #48230
    lorenzo.pantieri
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Ciao a tutti.

      A volte bisogna inserire del testo come pedice di una lettera che rappresenta una grandezza fisica. Per denotare il “potenziale efficace” per esempio, si scrive “V” con “eff” al piede. Come farlo con LaTeX? Nell’Arte consigliamo \textup:
      `
      $V_\textup{eff}$
      `
      preferendolo a \mathrm
      `
      $V_\mathrm{eff}$
      `
      L’origine di questo consiglio viene da un’osservazione fatta da Enrico in persona:

      Secondo Lars Madsen è meglio \textup, per vari motivi: è testo, non simboli matematici; con \mathrm non vengono mantenuti gli spazi; con \mathrm non è possibile usare gli accenti; con \textup si usa la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) in forma diritta e, in contesto “nero”, viene usato il nero.

      OldClaudio, però, ci fa notare come l’uso di \textup non sia raccomandabile:

      C’è un motivo per il quale avete usato \textup invece di \mathrm? Qualunque sia l’insieme di font usati, \mathrm corrisponde sempre al font con il quale si scrivono sin, cos, erf, eccetera e rispetta le convenzioni matematiche per i corpi dei simboli principali, per i pedici/apici del primo ordine e per i pedici/apici di secondo ordine. Invece i comandi \text (\textup, \textrm, eccetera), benché usabili in ambiente matematico, non rispetto le convenzioni dei corpi e quindi non dovrebbero mai essere usati in matematica. Fa eccezione il comando \text{…} di amsmath che serve per scrivere un breve testo in una formula, per esempio la parole di connessione ad una condizione.

      Si noti che la definizione di default di \textup equivale esattamente a \textrm; in ogni caso anche se è possibile usare \textxx in matematica, non lo si può fare a livello di pedici e di apici, né di primo é di secondo livello. Talvolta si può usare \text , ma sempre \mathrm; io però non metterei mai a pedice o a esponente una locuzione di diverse parole del tipo \Psi_{\text{incidente mortale}}. Del resto l’esempio che portate subito dopo mostra che l’effetto di includere una formula in linea dentro il comando testuale \textit oppure \textbf, fa si che i pedici introdotti con \textxx rispondono al font testuale di default, mentre \mathrm specifica chiaramente che si deve usare il tondo del testo ma con le prerogative di corpo della matematica. Non so se sia merito o colpa degli Euler, ma se ripetete tutti quegli esempi con i font di default (CM, LM, EC, TX, PX, eccetera) il pedice scritto con \mathrm ha davvero il corpo dei pedici, mentre i pedici scritti con \textxx hanno il corpo del testo.

      Come si può osservare, a differenza di quanto accade per \text , le sequenze nell’argomento di \textup vengono sempre composte in tondo e non con il font in vigore fuori dalla formula. Inoltre, contrariamente a \mathrm , \textup gestisce spazi e accenti, impiega la famiglia di font corrente (anche diversa da quella scelta da \mathrm ) e accorda il proprio risultato con il contesto.

      Questa spiegazione è particolarmente mal riuscita perché a causa dell’errore di principio, date delle spiegazioni che si arrampicano sui vetri scambiando la causa con l’effetto; l’unica cosa vera è che dentro \mathrm non si possono usare né gli accenti, né le lettere accentate di tastiera, né gli spazi; si possono però usare gli accenti matematici e gli spazi espliciti; cosa che uno non farebbe mai nei pedici o apici. Inoltre nessuno metterebbe una locuzione di più parole a pedice, come ho già detto. \textup sceglie la forma diritta del font testuale; \mathrm sceglie il font per gli operatori, che in genere è la forma diritta del font testuale, ma in effetti potrebbe essere un altro font. \ap e \ped usano \mathrm al loro interno quando operano in ambiente matematico, mentre in modo testo usano il font testuale nella forma e nella serie corrente. Certamante \textup NON “accorda il proprio risultato con il contesto” [dei pedici].

      Una buona lettura e comprensione della fntguide.pdf in /doc/latex/base/ dovrebbe chiarire le idee e mostrare dove sono gli errori di principio. All’occorrenza sono sempre disponibile ad approfondire l’argomento; credo che anche Enrico Gregorio sarebbe fortemente critico su questo punto, sia come matematico, sia come purista di LaTeX, sia come la persona più esperta di tutto il GuIT.

      Questa parte, forse era presente anche nelle versioni precedenti dell’Arte, ma non me ne ero accorto; però è particolarmente difettosa, sia da un punto di vista di principio, sia nei risultati effettivi.

      Ora che guardo esamino meglio la faccenda, trovo che la critica di OldClaudio sia fondata. Quello che non va in \textup è che il corpo del font è troppo grande, e non si accorda con gli altri pedici.

      `\documentclass{article}
      \usepackage[applemac]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \begin{document}
      $V_\textup{eff}$ $V\ped{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{i}$ \\
      \end{document}
      `

      È vero che con \mathrm:
      a) non si possono usare spazi non espliciti;
      b) non si possono usare gli accenti da tastiera;
      c) il font di \mathrm non segue quello del testo principale:
      `\documentclass{article}
      \usepackage[applemac]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \begin{document}
      $V_\textup{eff}$ $V\ped{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{i}$ \\
      $V_\textup{foo bar}$ $V_\mathrm{foo bar}$ \\
      $V_\textup{città}$ $V_\mathrm{città}$ \\
      \textbf{$V_\textup{eff}$ $V_\mathrm{eff}$}
      \end{document}
      `
      ma come Claudio osserva i punti a) e b) non sono in realtà gravi lacune (capita raramente di doverli usare e, se proprio si deve, si possono usare gli spazi espliciti e gli accenti con gli appositi comandi), mentre c) è forse anche meglio che sia reso così come fa \mathrm.

      Insomma, la mia idea (Enrico e Tommaso permettendo) è di tornare a consigliare \mathrm (o \ped) per i pedici testuali.

      Ciao,
      L.

    Visualizzazione 12 filoni di risposte
    • Autore
      Risposte
      • #48231
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Ho fatto anch’io degli esperimenti e ho scoperto di avere valutato male certe cose:

          1) ho scritto che \textrm e \textup corrispondono alla stessa definizione; avevo torto; \textrm cambia la famiglia di font in quella proporzionale con grazie, mentre \textup imposta solo la forma diritta all’interno della famiglia di font testuali in uso. Perciò, se per caso una formula come $V_\textup{eff}$ fosse inserita all’interno di un contesto testuale senza grazie, il pedice verrebbe scritto diritto ma con il font senza grazie, non con il font tondo con grazie.
          2) ho valutato male la grandezza dei pedici quali risultano con \textup o con \mathrm; con i font euler, che usa abitualmente Lorenzo, non notavo differenze di corpo, e mi sembrava che i pedici scritti con \textup avessero lo stesso corpo del testo normale, mentre quelli scritti con \mathrm avessero il corpo dei pedici. Rifacendo i test con i font Latin Modern, ho constatato che i pedici scritti con \textup sono esattamente dello stesso copro di quelli scritti con \mathrm.
          3) è vero che se la stessa formula $V_\textup{eff}$ viene inserita all’interno di testo scritto in tondo medio, in tondo nero, in sanserif medio, in sanserif nero, il pedice cambia aspetto usando sempre il font del contesto testuale esterno alla formula, pur rispettando il corpo giusto per i pedici.
          4) siccome però la stessa formula non può cambiare aspetto a seconda del contesto testuale entro il quale viene composta, ritengo che \mathrm sia la soluzione giusta, sempre. Un pedice o un apice, anche se rappresenta una apposizione testuale di una variabile, è sempre un elemento di una formula matematica e tale deve restare.

          Io forse userei, invece, \textup quando volessi scrivere una breve frase ma non volessi caricare il pacchetto amsmath al fine di disporre del comando \text.Mi pare comunque che anche il comando \text specifichi il tondo con grazie medio, e non si affidi alle impostazioni testuali del testo circostante; non ho verificato, ma mi pare proprio che sia così.

        • #48232
          lorenzo.pantieri
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::

            2) ho valutato male la grandezza dei pedici quali risultano con \textup o con \mathrm; con i font euler, che usa abitualmente Lorenzo, non notavo differenze di corpo, e mi sembrava che i pedici scritti con \textup avessero lo stesso corpo del testo normale, mentre quelli scritti con \mathrm avessero il corpo dei pedici. Rifacendo i test con i font Latin Modern, ho constatato che i pedici scritti con \textup sono esattamente dello stesso copro di quelli scritti con \mathrm.

            Caro Claudio, la trama si infittisce… 😉

            Se compilo il seguente
            `\documentclass{article}
            %\usepackage{amsmath}
            \begin{document}
            $V_\textup{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{eff}$ \\
            \end{document}
            `
            il risultato prodotto da \textup è disastroso: il corpo con cui viene scritto il pedice è, semplicemente, enorme. Se però decommento la chiamata ad amsmath, ecco che i due risultati (quello con \textup e quello con \mathrm) sono uguali.

            Insomma, pare che amsmath abbia un effetto terapeutico sul comportamento di \textup, altrimenti inaccettabile.

            Il risultato di \textup (con amsmath), però, non sempre viene uguale a quello di \mathrm:
            `\documentclass{article}
            \usepackage{amsmath}
            \usepackage{utopia}
            \begin{document}
            $V_\textup{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{eff}$ $V_\text{eff}$ \\
            \end{document}`
            Come si vede, con utopia il risultato di \textup è uguale a quello di \text, ma non di \mathrm.

            Prima conclusione: se uno vuole usare \textup, caricare amsmath è obbligatorio.

            Resta però da vedere quale sia meglio… ❓

            Grazie e a presto,
            L.

          • #48233
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Correzione della correzione.

              Quando avevo fatto le prove di cui parlavo nel precedente messaggio, avevo aggiunto le tue formule in calce ad un test di prova dove avevo un mucchio di esempi disparati di cose eterogenne; nell’aggiungere in coda, non mi ero accorto che in testa avevo chiamato amsmath.

              Conclusione \textup a padice produce un pedice in carattere testuale diritto con il corpo dei pedici se e solo se è stato caricato amsmath.

              Ma l’esempio con utopia conferma le mie altre analisi; i file pdf prodotto con pdflatex e analizzato con Acrobat Reader, permette di scoprire che solo il testo è composto in utopia, mentre la matematica è composta con cmr10, cmr7, e cmmi10; è ovvio quindi che i 7 pt dell’utopia (utopia a 10 pt ridotto a 7 pt) stona con il \mathrm, perché l’occhio dell’utopia è significativamente più grande a pari corpo dell’occhio del cmr10 e del cmr7.

              Questi esperimenti, assieme alla considerazione che un formula non deve cambiare a seconda del contesto in cui è scritta, mi convincono sempre di più che si debba usare solo \mathrm; lasciando la libertà di usare \text di amsmath o \textup per scrivere brevissimi enunciati esplicativi di certe espressioni, per esempio per le condizioni di una espressione; per esempio:

              [code]
              \documentclass[article]
              \usepackage{utopia}
              \begin{document}
              \[
              \sin x = 0 \qquad\textup{per tutti i valori } x=n\pi \textup{ con } n=0, \pm1, \pm2,\dots
              \]

              Certo che cambiaresolo il font testuale senza cambiare anche i font matematici che vadano d’accordo con i font testuali produce un vero obbrobrio.
              \end{document}

            • #48234
              lorenzo.pantieri
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::

                Ma l’esempio con utopia conferma le mie altre analisi; i file pdf prodotto con pdflatex e analizzato con Acrobat Reader, permette di scoprire che solo il testo è composto in utopia, mentre la matematica è composta con cmr10, cmr7, e cmmi10; è ovvio quindi che i 7 pt dell’utopia (utopia a 10 pt ridotto a 7 pt) stona con il \mathrm, perché l’occhio dell’utopia è significativamente più grande a pari corpo dell’occhio del cmr10 e del cmr7.

                Questi esperimenti, assieme alla considerazione che un formula non deve cambiare a seconda del contesto in cui è scritta, mi convincono sempre di più che si debba usare solo \mathrm […].

                Un momento. Ho provato a compilare questo sorgente:
                `\documentclass{article}
                \usepackage{utopia}
                \usepackage{amsmath}
                \begin{document}
                efficace \\
                $V_\textup{efficace}$ \\
                $V_\mathrm{efficace}$
                \end{document}`
                Non ho installato Adobe Reader sul mio Mac, ma mi pare evidente che \textup produca “font Utopia”, mentre \mathrm no (Computer Modern?).

                Allora, qual è il font più “logico” per scrivere un pedice testuale in una formula matematica?

                a) Quello che si usa per il testo del documento (Utopia, in questo caso)?
                b) O quello “tondo matematico” (Computer Modern, qui, sempre se prima ho detto giusto).

                Se la risposta è a) va usato \textup (con amsmath, naturalmente). Se è b) va usato \mathrm.

                Che dici?

                Grazie,
                L.

                P.S. Non c’entra, ma l’ultima formula che hai proposto la scriverei così:
                `\[
                \sin x = 0 \qquad \text{per tutti i valori $x=n\pi$ con $n=0$, $\pm 1$, $\pm 2$, eccetera.}
                \]
                `

              • #48235
                Up
                0
                Down
                ::


                Non sono un esperto di tipografia, per cui il mio commento potrà sembrare ingenuo (e in controtendenza), ma per quanto mi riguarda io eviterei l’uso di apici in tondo, mantenendo il font matematico. Il motivo è che l’apice è parte di un simbolo, e come simbolo va trattato. Trovo antiestetico avere il simbolo principale in carattere diverso da quello del suo apice.

                Probabilmente è anche antiestetico avere una parola lunga resa in caratteri matematici, come
                `
                V_{efficace}
                `
                ma questa per me è una motivazione per evitare apici così lunghi.

                Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
                `
                \prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
                `
                In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.

              • #48236
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  Non sono un esperto di tipografia, per cui il mio commento potrà sembrare ingenuo (e in controtendenza), ma per quanto mi riguarda io eviterei l’uso di apici in tondo, mantenendo il font matematico. Il motivo è che l’apice è parte di un simbolo, e come simbolo va trattato. Trovo antiestetico avere il simbolo principale in carattere diverso da quello del suo apice.

                  Ti sbagli. Bisogna poter distinguere, poniamo, l’i-esima tensione dalla tensione in ingresso. La prima si indica con
                  `
                  $V_i$
                  `
                  mentre la seconda con
                  `
                  $V_\mathrm{i}$
                  `
                  o
                  `
                  $V_\textup{i}$
                  `
                  (e resta da capire quale delle ultime due è l’alternativa migliore).

                  Probabilmente è anche antiestetico avere una parola lunga resa in caratteri matematici, come
                  `
                  V_{efficace}
                  `
                  ma questa per me è una motivazione per evitare apici così lunghi.

                  Quella formula non è (solo) antiestetica: è un orrore. Come ribadito nell’Arte, LaTeX interpreta tutte quelle lettere al pedice come variabili da moltiplicare, e le spazia di conseguenza: tutto sbagliato!

                  Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
                  `
                  \prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
                  `
                  In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.

                  No, \text non va bene. Per esempio, guarda qui:

                  \emph{$V_\text{eff}$}

                  Il pedice viene scritto in corsivo: non va bene. \text si usa per brevi testi all’interno di formule in display, non per pedici testuali.

                  Sia chiaro, non sto dicendo di aver capito tutto, e un confronto serrato tra \textup, \text e \mathrm è roba da TeXnici. Di sicuro, $\V_{eff}$ è un orrrore.

                  Ciao,
                  L.

                • #48237
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  Ti sbagli. Bisogna poter distinguere, poniamo, l’i-esima tensione dalla tensione in ingresso. La prima si indica con
                  `
                  $V_i$
                  `
                  mentre la seconda con
                  `
                  $V_\mathrm{i}$
                  `

                  Stai veramente dicendo che useresti una notazione che differisce soltanto per l’inclinazione di una lettera in un apice? Spero che un eventuale lettore abbia la vista buona…

                  Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
                  `
                  \prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
                  `
                  In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.

                  No, \text non va bene. Per esempio, guarda qui:

                  \emph{$V_\text{eff}$}

                  Il pedice viene scritto in corsivo: non va bene.

                  Infatti l’esempio che facevo io usava text in una frase, non come pedice. Come ho detto, secondo me nel pedice non ci va nulla.

                  Ciao,
                  Andrea

                • #48238
                  lorenzo.pantieri
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::

                    Stai veramente dicendo che useresti una notazione che differisce soltanto per l’inclinazione di una lettera in un apice? Spero che un eventuale lettore abbia la vista buona…

                    Era solo un esempio per rimarcare la differenza che intercorre tra un pedice testuale e un pedice simbolico.

                    Di sicuro, per indicare il potenziale efficace non si scrive
                    `$V_{eff}$`
                    ma una delle seguenti
                    `$V_\textup{eff}$ \\ % ci vuole amsmtah
                    $V_\mathrm{eff}$ \\
                    $V\ped{eff}$ \\ % occorre babel con italian
                    $V_\text{eff}$ % richiede amsmath
                    `
                    Le ultime 4 scritture non sono equivalenti, anche se probabilmente sono tutte (più o meno) accettabili: si tratta di capire qual è la migliore.

                    Infatti l’esempio che facevo io usava text in una frase, non come pedice. Come ho detto, secondo me nel pedice non ci va nulla.

                    Nei testi di fisica e di ingegneria i pedici testuali si usano, però.

                    Ciao,
                    L.

                  • #48239
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Ciao a tutti,

                    la mia opinione, che vale davvero poco a confronto con quella di Lorenzo o Claudio che ne sanno molto più di me, è che, se quando si è in ambiente matematico LaTeX usa un font differente da quello testuale, lo fa sulla base di valide ragione tipografiche. A partire da ciò, mi pare che sia più coerente CONTINUARE a separare i font, anche nel caso dei pedici e degli apici.

                    \ap e \ped usano \mathrm al loro interno quando operano in ambiente matematico, mentre in modo testo usano il font testuale nella forma e nella serie corrente.

                    Sulla base dell’opinione che ho espresso sopra, mi sembra sia più consigliabile utilizzare \mathrm. Dalla citazione che ho riportato mi pare poi di capire che \ped (e anche \ap) sia un comando eclettico, un po’ come il comando \emph. Non sarebbe meglio, allora, usare sempre \ped (o \ap), di modo che a seconda dell’ambiente dove ci si trovi venga usato il font corretto?

                    Grazie.

                    Ciao,
                    Marco.

                  • #48240
                    Up
                    0
                    Down
                    ::

                    Ma l’esempio con utopia conferma le mie altre analisi; i file pdf prodotto con pdflatex e analizzato con Acrobat Reader, permette di scoprire che solo il testo è composto in utopia, mentre la matematica è composta con cmr10, cmr7, e cmmi10; è ovvio quindi che i 7 pt dell’utopia (utopia a 10 pt ridotto a 7 pt) stona con il \mathrm, perché l’occhio dell’utopia è significativamente più grande a pari corpo dell’occhio del cmr10 e del cmr7.

                    Questi esperimenti, assieme alla considerazione che un formula non deve cambiare a seconda del contesto in cui è scritta, mi convincono sempre di più che si debba usare solo \mathrm […].

                    Un momento. Ho provato a compilare questo sorgente:
                    `\documentclass{article}
                    \usepackage{utopia}
                    \usepackage{amsmath}
                    \begin{document}
                    efficace \\
                    $V_\textup{efficace}$ \\
                    $V_\mathrm{efficace}$
                    \end{document}`
                    Non ho installato Adobe Reader sul mio Mac, ma mi pare evidente che \textup produca “font Utopia”, mentre \mathrm no (Computer Modern?).

                    Allora, qual è il font più “logico” per scrivere un pedice testuale in una formula matematica?

                    a) Quello che si usa per il testo del documento (Utopia, in questo caso)?
                    b) O quello “tondo matematico” (Computer Modern, qui, sempre se prima ho detto giusto).

                    Se la risposta è a) va usato \textup (con amsmath, naturalmente). Se è b) va usato \mathrm.

                    Che dici?

                    Grazie,
                    L.

                    P.S. Non c’entra, ma l’ultima formula che hai proposto la scriverei così:
                    `\[
                    \sin x = 0 \qquad \text{per tutti i valori $x=n\pi$ con $n=0$, $\pm 1$, $\pm 2$, eccetera.}
                    \]
                    `

                    rispondo b tutta la vita…
                    anche gli operatori (come sin e cos) vengono composti col carattere scelto per il font matematico e non col carattere del testo.

                  • #48241
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Ripeto quanto ho già detto: dopo numerosi esperimenti in matematica i pedici che rappresentano delle apposizioni (aggettivi) delle variabili vanno scritti in tondo e non in corsivo di nessun genere e ritengo che la strada giusta sia quella di usare \mathrm, oppure \ped e \ap (per i rarissimi apici matematici da scrivere in corsivo — non si incontrano quasi mai) che a loro volta in modo matematico usano \mathrm.

                      A Vasco che vorrebbe mantenere il corsivo anche nei pedici che rappresentano apposizioni ricordo che per la matematica dei fisici e dei tecnologi le norme ISO e UNI impongono di non usare font inclinati, ma font diritti. Bisogna poter distinguere fra $V_i$ e $V\ped{i}$ e non è necessario on occhio attento per distinguere fra la `i’ tonda con grazie rettilinee, dalla `i’ corsiva senza parti che possano essere considerate grazie.

                      I vari esempi e test sviluppati da Lorenzo (e da me) mi hanno permesso di constatare i limiti di \textup e le manchevolezze, e ne ho concluso che anche se i pedici appositivi sono brevi parole, eventualmente abbreviate, come in $V\ped{eff}, di tipo testuale, l”unica via praticabile sia quella di \mathrm, eventualemente nascosto dentro \ped o \ap. D’altra parte ho creato quei due comandi proprio per rispettare le norme ISO-UNI.

                    • #48242
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      A Vasco che vorrebbe mantenere il corsivo anche nei pedici che rappresentano apposizioni ricordo che per la matematica dei fisici e dei tecnologi le norme ISO e UNI impongono di non usare font inclinati, ma font diritti.

                      Se si tratta di una norma, non discuto.

                      Bisogna poter distinguere fra $V_i$ e $V\ped{i}$ e non è necessario on occhio attento per distinguere fra la `i’ tonda con grazie rettilinee, dalla `i’ corsiva senza parti che possano essere considerate grazie.

                      Sono d’accordo che è possibile distinguerle. Ma sono anche fermamente convinto che usare entrambe nello stesso testo sia inaccettabile. Per leggere testi tecnici ci vuole una certa concentrazione, non è il caso di utilizzare una notazione che possa essere causa di confusione. Per me usare entrambe le forme sarebbe un peccato molto più grave di avere caratteri spaziati in maniera non adeguata; lo paragonerei piuttosto a usare una numerazione manuale e sbagliare a citare il numero giusto.

                    • #48243
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Non so cosa dirti. Le norme ISO UNI impongono una certa scrittura; l’intelligenza di chi scrive sta nel non usare la `i’ tonda per `ingresso’ e la `i’ corsiva per un indice enumerativo nello stesso contesto.
                        Scrivo libri di testo di elettronica per i miei allievi da circa 20 anni e nessuno si è mai lamentato dei pedici tondi o corsivi, anzi li hanno apprezzati. È solo una questione di abitudine (oltre che di norme).

                    Visualizzazione 12 filoni di risposte
                    • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

                    Go to top