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Ciao a tutti.A volte bisogna inserire del testo come pedice di una lettera che rappresenta una grandezza fisica. Per denotare il “potenziale efficace” per esempio, si scrive “V” con “eff” al piede. Come farlo con LaTeX? Nell’Arte consigliamo \textup:
`
$V_\textup{eff}$
`
preferendolo a \mathrm
`
$V_\mathrm{eff}$
`
L’origine di questo consiglio viene da un’osservazione fatta da Enrico in persona:Secondo Lars Madsen è meglio \textup, per vari motivi: è testo, non simboli matematici; con \mathrm non vengono mantenuti gli spazi; con \mathrm non è possibile usare gli accenti; con \textup si usa la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) in forma diritta e, in contesto “nero”, viene usato il nero.
OldClaudio, però, ci fa notare come l’uso di \textup non sia raccomandabile:
C’è un motivo per il quale avete usato \textup invece di \mathrm? Qualunque sia l’insieme di font usati, \mathrm corrisponde sempre al font con il quale si scrivono sin, cos, erf, eccetera e rispetta le convenzioni matematiche per i corpi dei simboli principali, per i pedici/apici del primo ordine e per i pedici/apici di secondo ordine. Invece i comandi \text
(\textup, \textrm, eccetera), benché usabili in ambiente matematico, non rispetto le convenzioni dei corpi e quindi non dovrebbero mai essere usati in matematica. Fa eccezione il comando \text{…} di amsmath che serve per scrivere un breve testo in una formula, per esempio la parole di connessione ad una condizione. Si noti che la definizione di default di \textup equivale esattamente a \textrm; in ogni caso anche se è possibile usare \textxx in matematica, non lo si può fare a livello di pedici e di apici, né di primo é di secondo livello. Talvolta si può usare \text , ma sempre \mathrm; io però non metterei mai a pedice o a esponente una locuzione di diverse parole del tipo \Psi_{\text{incidente mortale}}. Del resto l’esempio che portate subito dopo mostra che l’effetto di includere una formula in linea dentro il comando testuale \textit oppure \textbf, fa si che i pedici introdotti con \textxx rispondono al font testuale di default, mentre \mathrm specifica chiaramente che si deve usare il tondo del testo ma con le prerogative di corpo della matematica. Non so se sia merito o colpa degli Euler, ma se ripetete tutti quegli esempi con i font di default (CM, LM, EC, TX, PX, eccetera) il pedice scritto con \mathrm ha davvero il corpo dei pedici, mentre i pedici scritti con \textxx hanno il corpo del testo.
Come si può osservare, a differenza di quanto accade per \text , le sequenze nell’argomento di \textup vengono sempre composte in tondo e non con il font in vigore fuori dalla formula. Inoltre, contrariamente a \mathrm , \textup gestisce spazi e accenti, impiega la famiglia di font corrente (anche diversa da quella scelta da \mathrm ) e accorda il proprio risultato con il contesto.
Questa spiegazione è particolarmente mal riuscita perché a causa dell’errore di principio, date delle spiegazioni che si arrampicano sui vetri scambiando la causa con l’effetto; l’unica cosa vera è che dentro \mathrm non si possono usare né gli accenti, né le lettere accentate di tastiera, né gli spazi; si possono però usare gli accenti matematici e gli spazi espliciti; cosa che uno non farebbe mai nei pedici o apici. Inoltre nessuno metterebbe una locuzione di più parole a pedice, come ho già detto. \textup sceglie la forma diritta del font testuale; \mathrm sceglie il font per gli operatori, che in genere è la forma diritta del font testuale, ma in effetti potrebbe essere un altro font. \ap e \ped usano \mathrm al loro interno quando operano in ambiente matematico, mentre in modo testo usano il font testuale nella forma e nella serie corrente. Certamante \textup NON “accorda il proprio risultato con il contesto” [dei pedici].
Una buona lettura e comprensione della fntguide.pdf in /doc/latex/base/ dovrebbe chiarire le idee e mostrare dove sono gli errori di principio. All’occorrenza sono sempre disponibile ad approfondire l’argomento; credo che anche Enrico Gregorio sarebbe fortemente critico su questo punto, sia come matematico, sia come purista di LaTeX, sia come la persona più esperta di tutto il GuIT.
Questa parte, forse era presente anche nelle versioni precedenti dell’Arte, ma non me ne ero accorto; però è particolarmente difettosa, sia da un punto di vista di principio, sia nei risultati effettivi.
Ora che guardo esamino meglio la faccenda, trovo che la critica di OldClaudio sia fondata. Quello che non va in \textup è che il corpo del font è troppo grande, e non si accorda con gli altri pedici.
`\documentclass{article}
\usepackage[applemac]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
$V_\textup{eff}$ $V\ped{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{i}$ \\
\end{document}
`È vero che con \mathrm:
a) non si possono usare spazi non espliciti;
b) non si possono usare gli accenti da tastiera;
c) il font di \mathrm non segue quello del testo principale:
`\documentclass{article}
\usepackage[applemac]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
$V_\textup{eff}$ $V\ped{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{i}$ \\
$V_\textup{foo bar}$ $V_\mathrm{foo bar}$ \\
$V_\textup{città}$ $V_\mathrm{città}$ \\
\textbf{$V_\textup{eff}$ $V_\mathrm{eff}$}
\end{document}
`
ma come Claudio osserva i punti a) e b) non sono in realtà gravi lacune (capita raramente di doverli usare e, se proprio si deve, si possono usare gli spazi espliciti e gli accenti con gli appositi comandi), mentre c) è forse anche meglio che sia reso così come fa \mathrm.Insomma, la mia idea (Enrico e Tommaso permettendo) è di tornare a consigliare \mathrm (o \ped) per i pedici testuali.
Ciao,
L.
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