LX fonts in LuaLaTeX

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  • #121784
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    Devo preparare alcune slide in italiano, con alcuni termini in inglese, che contengano elementi matematici (equazioni e grafici) e snippet di codice. Ho, quindi, deciso di utilizzare la classe beamer, poiché la conoscevo solo di nome ne ho approfittato per leggere la sua documentazione. Gli autori nel paragrafo sulle famiglie di font riportano che tra i migliori font c’è Futura. Tuttavia io so che questo font è a pagamento, mentre non conosco gli altri font, quindi ho preferito continuare a cercare. Mi sono imbattuto in un articolo, non tanto vecchio (2019), dell’ArsTeXnica, che tratta proprio questa classe, in cui gli autori suggeriscono di usare LX fonts di Claudio Beccari e ho deciso di utilizzarlo per due motivi:

    • l’effetto che conferisce alle slide è apprezzabile e
    • ho composto molti documenti con TOPtesi e il consiglio del suo autore per i font è molto azzeccato, perciò lo ritengo una fonte affidabile.

    Per provare il font su LuaLaTeX ho deciso di modificare e ricompilare la demo fornita con esso. Ho effettuato le seguenti modifiche:

    • ho commentato la riga [font=”monospace”]\usepackage[latin1]{inputenc}[/font];
    • rimosso [font=”monospace”]\usepackage[polutonikogreek,english]{babel}[/font] in favore di polyglossia, ma ho dovuto anche caricare fontspec e ho rimosso dalla slide 19 il testo in greco perché altrimenti avrei dovuto specificare, con [font=”monospace”]\newfontfamily\greekfontsf{…}[/font], un sans serif OTF per comporre l’ambiente che lo conteneva;
    • infine ho cambiato il contenuto della slide 19 per fare alcuni esperimenti con TikZ.

    Al termine delle modifiche ho compilato il risultato, con:
    `
    latexmk -interaction=nonstopmode -synctex=1 -lualatex ./LXfonts-demo.tex
    `Mi rendo conto che questo font non è il massimo perché è Type 1, quindi sono qua a chiedervi un consiglio. Ho valutato diverse alternative.

      [*]Mantenere questo font nella speranza che in futuro non ci siano problemi nella composizione. Tuttavia nella slide 19 per indicare i vettori u e v ho usato il boldface, come suggerito dalla AMS, anche se non sono molto convinto del risultato. Inoltre sembra che ci siano alcuni problemi con la forma monospaced. Infatti, confrontando il PDF presente su CTAN e quello ottenuto da me si notano almeno due differenze.Sono sicuro che il font sia diverso perché ho controllato con `pdffonts -f 12 -l 12 ./LXfonts-demo.pdf`
      [*]Trasformarlo in OTF come suggerisce Enrico Gregorio.
      [*]Utilizzare un vero e proprio OTF, che magari potete suggerirmi.

    Grazie in anticipo per tutto l’aiuto, che mi fornirete.

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    • #121785
      OldClaudio
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        Infatti i font per slide LX possono essereusati, in sostanza solo con pdfLATeX perché sono font Type 1. Non è vietato usarli con LuaLaTeX, sullla base chese un file sorgente è compilabile con pdfLaTeX, lo è anche con LuaLaTeX. Non vale il viceversa, perché LuaLaTeX può gestire anche i font OpenType, mentre pdfLATeX può gestire solo gli opentupe
        La piccola differenza che trovi nelle sigle cerchiate di rosso dipende al fatto che non hai specificato bene i font da usare, ovvero le impostazioni da fare alla chiamata di fontspec. Io lascerei perdere la chiamata a font spec, e tolierei del tutto la specific dell’inpute encodig pari a latin1; evidentemente la documentazione drelativa a quei font è vecchia, perché da alcuni anni la codifica di default per i file sorgente è la codifica utf8. Invece è da lasciare la specifica T1, per il file di uscita.
        LLavorando con LuaLaTeX puoi conservare il paccheto babel, specificando altre lingue, evidentemente in modo diverso da polyglossia, ma il tutto funziona bene sia con polyglossia sia con babel.
        Non ho idea del perché le parentesi tonde chiuse delle matrici siano leggermente a distanze diverse.
        Tuttavia ti consiglio di compilare con pdfLaTeC, visto che quei font sono stati creati apposta per lavorare con pdfLaTeX.

      • #121786
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        Grazie Claudio della risposta.

        Ho eliminato la riga [font=”monospace”]\usepackage[latin1]{inputenc}[/font] e provato a ricompilare la demo originale, quindi contenente il testo greco nella slide 19, con `latexmk -interaction=nonstopmode -synctex=1 -pdflatex ./LXfonts-demo.tex` Tuttavia il risultato non cambia (visualizzatore Adobe Reader)

        Per completezza ti riporto l’output di [font=”monospace”]pdffont[/font] per la pagina/slide 12:

        • per il PDF prodotto da me`name type encoding emb sub uni object ID
          ———————————— —————– —————- — — — ———
          LRFRIT+leclq8 Type 1 Builtin yes yes yes 68 0
          FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes yes 172 0
          FPMTXL+LMMono10-Regular Type 1 Custom yes yes yes 403 0
          QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes yes 139 0
          BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes yes 370 0
          TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes yes 337 0
          HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes yes 269 0
          KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes yes 435 0
          YUXNBB+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes yes 338 0
          MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes yes 436 0
          `
        • mentre per il PDF prodotto nel 2013`name type encoding emb sub uni object ID
          ———————————— —————– —————- — — — ———
          FERQHL+leclq8 Type 1 Builtin yes yes no 43 0
          FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes no 134 0
          DYNBVR+SFLTT8 Type 1 Custom yes yes no 339 0
          QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes no 106 0
          BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes no 311 0
          TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes no 282 0
          HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes no 221 0
          KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes no 367 0
          WEWYJI+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes no 283 0
          MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes no 368 0`

        Sembra che la principale differenza siano i font [font=”monospace”]SFLTT8[/font] e [font=”monospace”]LMMono10-Regular[/font]. Il primo risulta essere un font del pacchetto CM-super.

        Magari potresti provare tu: per verificare se anche a te viene prodotto lo stesso risultato.

        P.S.: ho aggiornato tutti i pacchetti di TeXLive2023, che ho scaricato e installato su ArchLinux, da TUG.

      • #121787
        OldClaudio
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          Evidentemente noi non abbiamo la stessa collezione di font; io dispongo di una versione con beamer creata nel; 2008 e modificata nel 2020; ottengo gli stessi fomnt che tu ottinei compilando la versione del 2013. Mi pare strano che nel tuo elenco non compaiano i font matematici CM, perché in almeno una slide viene usato anche un font testuale che i font LX non contengono.
          Oggi otglierei alcune righe di codice; da circa tre anni la codifica utf8 è standard anche prt i filer .tex da compilarecon pdfLaTeX; inoltre i font Tect Companion non avrebbero bisogno di essere caricat con l’apposito pacchetto, perché le loroo definizioni e i comandi per produrli sono già contenuti nel nuclro di LaTeX.

          Non so per quele motivo vuoi preparare le tue slide con i font LX; certamante io da più di una decina di anni uso solo quei font per le mie presentazioni; Ho dovuto ricorrere ai normali font OpenTYpe per una presentazione nella quale presentavo i metorfi che LaTeX usa per scrivere con alfabeti diversi da quello latino; col greco e il cirlicco non ci sono grandi problemi, a con le lingue che si basano sulla scrittura araba o su altre scritture alfabetiche, come il Devangari, o le collezioni di alfabeti sillabili o ideogrammatici, che spessissimo compongono anche in verticale, non ho potuto usare i font LX, perché non sono OpenTYpe m contengono appena il latino, il greco e la matematica. Chiunque veda le mie slide con in font LX elogia sempre la loro leggibilità. Quindi se ti piace comporre slide con gli LX, fai benissimo, e spero che su una piattaforma Linux tu non incontri problemi di sorta, visto che io uso Mac e non ho nemmeno una macchina vistuale basata su una qualche forma di Linux.

        • #121788
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          Non so per quele motivo vuoi preparare le tue slide con i font LX

          Beh, il motivo è presto detto: diciamo che

          anch’io elogio la loro leggibilità

        • #121789
          OldClaudio
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            Non c’è dubbio che siano leggibili, ma sono tutt’altro che perfetti. Però per preparare slide, presentazioni da proiettare vanno benissimo; non li userei per un testo da stampare; forse li userei per testi per dislessici; ad un convegno del GuIT ho sentito una presentazione di un esperto di BES (bisogni educativi speciali, quelli da destinare ai bambini con problemi) un font studiato per dislessici che io, che non sono dislessico, facevo fatica a leggere. Mah. forse sono io che sbaglio…

          • #121790
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            Ho parzialmente risolto il problema aggiungendo nel preambolo`\DeclareTextFontCommand{\texttt}{\usefont{OT1}{llcmtt}{m}{n}}`ottengo lo stesso effetto qualora modifico le opzioni di fontenc in questo modo`\usepackage[OT1]{fontenc}`e l’output di `$ pdffonts -f 12 -l 12 ./LXfonts-demo.pdf

            name type encoding emb sub uni object ID
            ———————————— —————– —————- — — — ———
            LRFRIT+leclq8 Type 1 Builtin yes yes yes 68 0
            FWEKPM+lcmsy8 Type 1 Builtin yes yes yes 172 0
            WYZNVD+CMTT8 Type 1 Builtin yes yes yes 403 0
            QHHCYM+lecli8 Type 1 Builtin yes yes yes 139 0
            BYLFFR+lmsbm8 Type 1 Builtin yes yes yes 370 0
            TMKLUD+lcmmi8 Type 1 Builtin yes yes yes 337 0
            HRJVTG+llcmss8 Type 1 Builtin yes yes yes 269 0
            KDKSEC+lcmmib8 Type 1 Builtin yes yes yes 435 0
            YUXNBB+lcmex8 Type 1 Builtin yes yes yes 338 0
            MKZSBK+lmsam8 Type 1 Builtin yes yes yes 436 0
            `Ora viene usato il font [font=”monospace”]CMTT[/font].

            Ad ogni modo per ottenere l’effetto precedente basta modificare leggermente il [font=”monospace”]\DeclareTextFontCommand[/font]:`\DeclareTextFontCommand{\texttt}{\usefont{T1}{llcmtt}{m}{n}}`Anche se il problema sembra risolto rimane ancora la slide 6che non so come risolvere.

            Infine ho provato a compilare la demo originale con TeXLive2014 e pdfLaTeX su Overleaf e ci sono gli stessi identici problemi.

          • #121791
            OldClaudio
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              Io non uso Overleaf, ma sono stupito che con Overleaf tu possa usare il TeXLive2014, vecchio di 9 anni.
              Non escludo che ,manchi dei font LX bold italics, che nella slide di sinistra sono presenti, mentre a destra ci sono i CM normal italics.

              Per favore copiami il codice della tua slide 6. Grazie

            • #121792
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              Il codice della slide 6 è`\begin{frame}\frametitle{Comparison between the sanserif fonts}
              If you compare at the same font size this new font with the ordinary sanserif font of the CM/EC collections (the fonts that are used by default, for example, by \textsl{beamer}) you notice a remarkable difference in legibility and this explains the initial choice made by Lamport.
              \begin{center}
              \def\S{\rule{0pt}{2.2ex}}\def\D{\rule[-1ex]{0pt}{0pt}}
              \begin{tabular*}{\linewidth}{r@{\extracolsep{\fill}}l}\hline
              \footnotesize\texttt{\itshape OT1/cmss}\S & \cmssx abcdefghijklmnopqrstuvwxyz\\
              \footnotesize\texttt{\itshape OT1/llcmss}\D& abcdefghijklmnopqrstuvwxyz\\\hline
              \end{tabular*}
              \end{center}
              \end{frame}` identico a quello scritto da Lei. L’unica modifica che ho fatto nella demo è stata aggiungere quella riga nel preambolo, che risolve solo parzialmente il problema: ovvero solo per la slide 19.

              Inoltre la slide di sinistra è quella presa dalla demo compilata nel 2013 e caricata su CTAN.

              Infine Overleaf permette di usare una vecchia versione di TeXLive. Ho testato quella del 2014 perché magari poteva esserci qualche problema con la nuova versione.

            • #121793
              OldClaudio
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                Appunto; il problema sembra essere di Overleaf, perché io ottengo il risultato giusto usando MacTeX 2023 completo e aggiornato partendo dallo stesso codice;.
                MacTeX e TeX Live sono la stessa cosa, tranne gli esegubili visto che questi sono legati al sistema operativo. Ma, appunto, la mia versione è completa e aggiornata. Benche Overleaf permetta di usare versini d’epoca, non so come venga aggiornato e non si quanto le varie versioni siano complete.

              • #121794
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                Per adattare la demo bisogna eseguire un po’ di cambiamenti.

                [font=”monospace”]2008 versus 2013[/font]

                Il motivo per cui le parentesi in modalità matematica e il testo a spaziatura fissa è diverso tra il PDF caricato su CTAN e quello da me prodotto è dovuto al fatto che la versione di LX fonts usata per produrre il file nel 2013 utilizza probabilmente la vecchia versione di LX fonts. Confrontando [font=”monospace”]lxfonts.sty[/font] da TeXLive 2012 e [font=”monospace”]omxllcmex.fd[/font] da TeXLive 2024 troviamo
                `\DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> lcmex8}{}`
                mentre nel secondo
                `\DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> sfixed* lcmex8}{}`
                Invece, confrontando [font=”monospace”]lxfonts.sty[/font] da TeXLive 2012 e [font=”monospace”]omxllcmex.fd[/font] da TeXLive 2024 troviamo
                `\DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> [1.25]ecltt8}{}
                \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> [1.25]ecit0800}{}`
                mentre nel secondo
                `\DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> ec-lmtt10}{}
                \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> ec-lmtti10}{}`

                Aggiungiamo al preambolo il seguente codice per risolvere il problema
                `\makeatletter
                \input{t1llcmtt.fd} % loads T1/llcmtt
                \input{omxllcmex.fd} % loads OMX/llcmex
                \makeatother
                \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{n}{<-> [1.25]ecltt8}{}
                \DeclareFontShape{T1}{llcmtt}{m}{it}{<-> [1.25]ecit0800}{}
                \DeclareFontShape{OMX}{llcmex}{m}{n}{<-> lcmex8}{}`

                [font=”monospace”]textcomp[/font]

                Nel febbraio 2020 le funzionalità del pacchetto [font=”monospace”]textcomp[/font] sono state incorporate nel LaTeX kernel, quindi possiamo commentare [font=”monospace”]\usepackage{textcomp}[/font].

                La codifica TS1 per questioni di compatibilità è stata divisa in 10 sotto-codifiche. All’interno del kernel sono stati definiti i sottoinsiemi per un buon numero di font. Tuttavia per quei font, come gli LX fonts, che non sono stati dichiarati è stato usato l’approccio più conservativo assumendo che a parte i glifi disponibili in tutte le sotto-codifiche gli altri non sono disponibili oppure è presente il tofu char. Fortunatamente gli LX fonts supportano tutti i glifi previsti dalla specifica TS1, ho effettuato sia un controllo manuale sia automatico usando il seguente comando
                `echo 'llcmss' | lualatex checkencodingsubset.tex`
                Procedere manualmente è importante perché il controllo automatico si limita a verificare se il glifo esiste oppure no, non distingue un glifo legittimo da un tofu.
                Quindi possiamo aggiungere al preambolo del documento
                `\DeclareEncodingSubset{TS1}{llcmss}{0}`
                Una soluzione migliore sarebbe un aggiornamento di [font=”monospace”]ts1llcmss.fd[/font] aggiungendo la dichiarazione precedente, questo è anche richiesto espressamente dai manutentori del kernel

                Maintainers of font bundles that include [font=”monospace”]TS1[/font] encoded font files should add an appropriate declaration into the corresponding [font=”monospace”]ts1[/font]family[font=”monospace”].fd[/font] file, because otherwise the default subencoding is assumed, which is probably disabling too many glyphs that are actually available in the font.

                (tratto da [font=”monospace”]fntguide.pdf[/font] pag. 38)

                We have, therefore, again attempted to provide the (currently) correct declarations, but it is obvious that this is not a workable process. As we do not maintain the fonts we do not have the information that something has changed, and to regularly check the ever growing font support bundles is simply not possible. It is therefore very important that maintainers of font packages not only provide [font=”monospace”].fd[/font] files but also add such a declaration to every [font=”monospace”]TS1…fd[/font] font definition file that they distribute.

                (tratto da [font=”monospace”]ltnews.pdf[/font], Issue 39, pag. 101)

                Il greco

                Come ci ricorda Ulrike in questa risposta

                greek no longer loads LGR if it detects an unicode engine

                Perciò ho sostituito [font=”monospace”]\usepackage[T1]{fontenc}[/font] con [font=”monospace”]\usepackage[TS1,LGR,T1]{fontenc}[/font]. Inoltre ho aggiunto [font=”monospace”]\fontencoding{LGR}\selectfont[/font] prima del testo in greco.

                Per le slide che produrrò non mi serve il greco, ma per completezza anche questo contenuto è tipo-composto correttamente.

                Altre modifiche

                Queste sono modifiche minori, che sono ininfluenti per la corretta composizione, ma le riporto per completezza.

                [font=”monospace”]amssymb[/font]

                Può essere rimosso, viene caricato da [font=”monospace”]beamer[/font].

                [font=”monospace”]\diff[/font]

                Ho aggiornato la sua definizione con [font=”monospace”]\newcommand{\diff}{\mathop{}\!\mathrm{d}}[/font]

                Bold Italic

                Ho aggiunto parte della slide 63 della presentazione [font=”monospace”]ScuDoMeeting2019Beamer-Beccari.pdf[/font] per mostrare un testo in bold italic. Confermo che anche questa presentazione sembra essere composta con la versione del 2008 di LX fonts.

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              • #121795
                OldClaudio
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                  Ti ringrazio moltissimo dele tue osservazioni. Le condivido quasi completamente.

                  Il “quasi“ si riferisce ad alcuni dettagli che mi lasciano perplesso.

                  I font LX sino solo type1 e funzionano benissimo con pdfLaTeX. Io preparo le mie presentazioni con beamer cambiando theme, ma usando sempre i font LX, specificando a beamer che voglio usare dei professional fonts.

                  Perché allora voler compilare con LuaLaTex, e peggio ancora con latexmk?

                  Si può fare senza problemi, perché siena armamentare con fontspec e polyglossia oltre che a unicode-math, un file compilabile con pdfLaTeX è compilabile senza modifiche anche con LuaLaTeX e XeLaTeX, almeno nel 99% dei casi.

                  Una presentazione non è un testo da stampare; al massimo si stampano le slide da consegnare agli spettatori della conferenza e se le slide erano venute bene sullo schermo, vengono bene anche in stampa. Non solo, ma una presentazione da presentare deve essere succinta, non deve avere fronzoli che distraggano, non deve avere indici analitici, indici generali, non deve avere bibliografie, non deve avere glossari; queste cose con beamer o non si possono fare, o non si devono fare.

                  Non so quanto presentazioni ho fatto con beamere e non le ho mai fatte con LuaLaTeX, che è un programma formidabile, ma è perssino esagerato per una bella presentazione.

                  Meno che mai ho usato latexmk a cui sei affezionatissimo; anche questo script è utilissimo e anch’io lo uso per documenti da stampare, non per le slide che non hanno in generale nessun bisogno di essere ricompilati n volte per avere tutti i riferimenti incrociati e i vari elenchi composti con tutti i riferimenti esatti. Talvolta se non modifichi il file sorgente, ma modifichi un pacchetto personale con i tuoi comandi definiti ad hoc per il documento specifico, sei costretto a lon usare latexmk perché di darebbe solo un avviso che non hai bisogno di ricompilare. In questi casi devi forzare la composizione evitando di usare latexmk.

                  Ho verificato i glitch che lamenti e ripeto che il file lxfonts-demo che compare su CTAN è un po’ vecchitto, perché nel 2013 non esisteva ancora l’upgrade di tutti i programmai di composizone di lavorare su file sorgenti codificati in Unicode, grazie all’invenzione dei LICR (LaTeX Internal Character Representation). Quindi per aggiornare il file del 2013 basta togliere la riga che specifica l’encoding d’entrata latin1. Ho trovato quindi un glitch nella slide che indica come comprre il preambolo del file sorgente beamer, togliendo quella riga scritta nella slide; inoltre ho trovato un altro glitch nella formula che contiene un integrale al contorno di una superficie, perché il cerchietto con la freccia e l’integrale non sono collocati esattamente l’uno sull’altro; il comando \mkern-18.5 va cambiato in \mkern-21.5.

                  A parte questi due glitch non ho trovato nessun errore con nessuna delle numerose presentazioni che ho creato e ho provato a ricreare in questi giorni.

                  Ciaò non toglie nulla alle tue osservazioni e nuovamante ti ringrazio moltissime di averle fatte.

                • #121796
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                  Perché allora voler compilare con LuaLaTex?

                  Nel caso mi servisse il linguaggio Lua posso sfruttarlo.

                  Si può fare senza problemi, perché siena armamentare con fontspec e polyglossia oltre che a unicode-math, un file compilabile con pdfLaTeX è compilabile senza modifiche anche con LuaLaTeX e XeLaTeX, almeno nel 99% dei casi.

                  Condivido, infatti rispetto a quanto ho scritto nel primo messaggio di questo thread, oggi rinuncerei a questi tre pacchetti anche se uso LuaLaTeX. Innanzitutto, [font=”monospace”]unicode-math[/font] non avrebbe alcun senso con questo font, che non supporta tutti i 2312 glifi previsti dalla specifica Unicode 16.0. Ho fatto un tentativo con [font=”monospace”]fontspec[/font], infatti questo pacchetto può anche caricare i TeX Font Metric (TFM), questo perché al di sotto c’è [font=”monospace”]luaotfload[/font], e questo è un risultato molto parziale
                  `\documentclass{article}
                  \usepackage{fontspec}

                  \setmainfont{leclq8}[
                  Extension = .tfm,
                  BoldFont = leclb8,
                  ItalicFont = lecli8,
                  BoldItalicFont = leclo8,
                  UprightFont= *,
                  ]
                  \setsansfont{leclq8}[
                  Extension = .tfm,
                  BoldFont = leclb8,
                  ItalicFont = lecli8,
                  BoldItalicFont = leclo8,
                  UprightFont = *,
                  ]
                  \setmonofont{ecltt8}[
                  Extension = .tfm,
                  BoldFont = ecltt8,
                  ItalicFont = ecit0800,
                  BoldItalicFont = ecit0800,
                  UprightFont = *,
                  Scale = 1.25,
                  ]

                  \begin{document}

                  Hello world!

                  \textsf{An accented char è (\`E).}

                  \texttt{An accented char è (\`E).}

                  \(\sin x\)

                  \end{document}`non vado oltre perché non avrebbe molto senso, meglio usare direttamente il pacchetto [font=”monospace”]lxfonts[/font]. Infine, se non si vuole [font=”monospace”]fontspec[/font] non si può caricare [font=”monospace”]polyglossia[/font], che carica [font=”monospace”]fontspec[/font] implicitamente come dipendenza.

                  Talvolta se non modifichi il file sorgente, ma modifichi un pacchetto personale con i tuoi comandi definiti ad hoc per il documento specifico, sei costretto a lon usare latexmk perché di darebbe solo un avviso che non hai bisogno di ricompilare. In questi casi devi forzare la composizione evitando di usare latexmk.

                  Questo è un comportamento desiderato, perché [font=”monospace”]latexmk[/font] trova la sua origine in [font=”monospace”]make[/font]. Qualora si dovesse compilare un progetto di grandi dimensioni non si vuole compilare nuovamente i file in C in file oggetto, che non hanno subito modifiche dall’ultima compilazione. Questo permette di risparmiare tempo; generalmente per forzare la compilazione io cancello il file PDF generato.

                  Perché allora voler compilare con latexmk?

                  Io uso [font=”monospace”]latexmk[/font] solo in due occasioni quando non ho voglia di aprire TeXStudio oppure con il CI/CD di GitLab o le GitHub Actions. Trovo che l’uso di questo script Perl insieme a un EMC fornisca a chi ti da supporto tutto ciò che serve per riprodurre il proprio workflow, compreso il motore tipo-composizionale ed eventuali opzioni passate all’engine tramite la CMD.

                  Quindi per aggiornare il file del 2013 basta togliere la riga che specifica l’encoding d’entrata latin1.

                  Non ho riportato questa modifica perché me l’avevi già suggerita a suo tempo quando avevo aperto il thread. Comunque l’ho fatto, come puoi vedere dall’allegato al precedente messaggio, anche perché LuaLaTeX non gradisce molto [font=”monospace”]inputenc[/font].
                  A ogni modo a parte le modifiche minori e quelle per il greco, le altre sono necessarie anche per pdfLaTeX.

                  pdfLaTeX 2012

                  Compilando una sola volta con
                  `/usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF equivalente a quello scaricabile da CTAN.

                  pdfLaTeX 2024

                  Compilando una sola volta con
                  `pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF che mostra alcune differenze (in verde) nell’immagine seguente
                  [attachment=2845]cmp_2025-01-31.jpg[/attachment]

                  Dopo le modifiche già suggerite

                  Compilando due volte il file [font=”monospace”].tex[/font] allegato con
                  `pdflatex –halt-on-error –file-line-error LXfonts-demo.tex` si ottiene un PDF quasi equivalente a quello scaricabile da CTAN. Le uniche differenze sono dovute alla seconda compilazione e sono state evidenziate nell’immagine seguente
                  [attachment=2846]cmp-1.jpg[/attachment]

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                • #121797
                  OldClaudio
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                    Perfetto! queste infatti sono cose che condivido. Io preferisco usare lo script lualatexmk sul mio Mac, e quando voglio forzare una compilazione cancello mk dalla riga magica e lo ripristino quando voglio risparmiare le compilazioni necessarie a completare gli indici, le bibliografie, i link ipertestuali, eccetera. Lavorando sul Mac e usando l’editor TeXShop ho queste comodità.

                    Siccome però quando creo un documento devo ricompilare millanta volte aggiungo mk al nome dello script nella riga magica solo quando ho finito e ho creato la bella copia finale da mandare in tipografia.
                    Recentemente ho scritto un libro scientifico di poco più di 800 pagine con circa 600 floating objects e circa 1000 formule numerate, ognuna bisognosa di link ipertestuali; 31 capitoli e forse un migliaio di paragrafi e sottoparagrafi; 150 riferimenti bibliografici. circa 2 anni di lavoro rileggendo millanta volte il tutto per correggere i refusi che mi scappano troppo di frequente sia digitando sulla tastiera sia per divagazioni mentali; in matematica i refusi non si correggono intuendo la cosa giusta dal contesto. Siccome questi refusi mi scappano anche quando uso beamer, anche una semplice presentazione di 30 schermate mi richiede un mucchio di compilazioni. Tanto che per mia comodità non metto più l’indice dei pochi sezionamenti della presentazione nella barra laterale.

                    Ti ringrazio ancora delle tue osservazioni e dei tuoi esempi di codice.

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