- Questo topic ha 10 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni, 4 mesi fa da
OldClaudio.
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16 Aprile 2022 alle 5:59 #120938::
Avendo da poco un MacBook, vorrei installare la nuova MacTex 2022
in luogo di MacTex 2021, che avevo installato senza problemi a suo tempo.
Tuttavia, per non fare guai, domando:
una volta installato il pacchetto, devo modificare a mano i riferimenti ai PATH
come faccio su Linux in /etc/profile e ~/bashrc? E in caso dove?
O su Mac si arrangia il programma di installazione?
Grazie
m
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16 Aprile 2022 alle 14:57 #120939::
samiel” post=121457Avendo da poco un MacBook, vorrei installare la nuova MacTex 2022
in luogo di MacTex 2021, che avevo installato senza problemi a suo tempo.
Tuttavia, per non fare guai, domando:
una volta installato il pacchetto, devo modificare a mano i riferimenti ai PATH
come faccio su Linux in /etc/profile e ~/bashrc? E in caso dove?
O su Mac si arrangia il programma di installazione?
Grazie
mNo, non devi fare nulla: tutte le operazioni necessarie vengono fatte dall’installer.
Ciao
Tommaso
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16 Aprile 2022 alle 15:16 #120940::
samiel” post=121457Avendo da poco un MacBook, vorrei installare la nuova MacTex 2022
in luogo di MacTex 2021, che avevo installato senza problemi a suo tempo.
Tuttavia, per non fare guai, domando:
una volta installato il pacchetto, devo modificare a mano i riferimenti ai PATH
come faccio su Linux in /etc/profile e ~/bashrc? E in caso dove?
O su Mac si arrangia il programma di installazione?
Grazie
mAttento, però, perché l’installer non toglie la versione del 2021. Quindi è possibile che TeXLiveUtility.app continui a cercare di usare la vecchia versione, quindi devi configurare TeXLiveUtility in modo che abbia come working version la versione 2022. Si fa tutto dal meno di TLUtility. Verifica anche TeXShop che usi la nuova versione. Se hai poso spazio su disco, dopo aver verificato che la 2022 funziona sempre, puoi buttare nel cestino tutta la cartella 2021 radicata in …/texlive/. Per il resto Il Linguista 1972 ha detto giusto.
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16 Aprile 2022 alle 15:31 #120941
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16 Aprile 2022 alle 21:05 #120942
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16 Aprile 2022 alle 21:16 #120943
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17 Aprile 2022 alle 6:49 #120944::
Sì, restano dei file di configurazione in file nascosti della tua ~/Libreria/
Non c’è nessun bisogno di intervenire, perché contengono quasi esclusivamente di indirizzi del tuo texmf personale e del texmf-local che contiene le impostazioni e i file da non toccare da un aggiornamento all’altro.
Per rendere visibili i file nascosti bisogna dare dei comandi Bash (o simili) che io ho trovato in rete cercando con Google. funzionano benissimo,ma poi, se non si ha l’abitudine, quei file invisibili disturbano la lettura delle liste di file nella finestra del Finder. Io ci ho fatto l’abitudine e non mi da nessun fastidio.
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17 Aprile 2022 alle 22:04 #120945::
Scusate le domande banali… cmq: non trovo in TexShop come modificare il compilatore di default.
Ormai adopero (quasi) sempre Lualatex e invece di usare la riga magica
`% !TeX program = lualatex`
o
`% !TEX TS-program = LuaLaTeX`
— quale delle due? Le ho trovate entrambe cercando il rete 🙁 —
mi sarebbe più semplice, senza toccare tutti file che fra l’altro adopero a cavallo fra Mac e Linux,
modificare appunto stabilmente il compilatore nell’editor.
Si può fare?PS
Per il resto tutto è filato liscio e velocissimo,
Tx Live Utility si è aggiornata da sola al nuovo PATH
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18 Aprile 2022 alle 18:58 #120946::
TeXShop capisce solo la seconda, TeXstudio, TeXworks a altri le capiscono entrambe le scritture.
Nell’Help di TeXShop si parla delle righe magiche (in fondo le ha inventate il curatore di TeXShop) ma non è esplicitata la riga magica per scegliere la bibliografia`% !BIB TS-program = biber`Ho lasciato che il mio TeXShop di default usi BibTeX, e uso questa riga magica quando voglio usare biber; In questo modo evito sempre di comporre la bibliografia passando per la linea di comando.
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18 Aprile 2022 alle 20:51 #120947
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19 Aprile 2022 alle 5:12 #120948::
@samiel, la comodità degli editor dedicati è tale che anche su Linux puoi usare queste comodità. D’accordo quando uno si è abituato con la riga di comando e un editor testuale qualsiasi, ha la tendenza a restare legato alle sue abitudini. Ma, per esempio, se usi emacs con Linux, puoi usare Aquamacs su Mac. Configurarli per essere sincronizzati nei due sensi con un visualizzatore PDF è un po’ difficilotto, ma è fattibile; non interpretano le righe magiche di TeXShop, TeXstudio, TeXworks, eccetera, ma dispongono di comandi specifici da mettere in calce, non in testa, ai file .tex. Secondo me non sono comodi come gli editor dedicati, ma, visto che emacs può fare anche il caffè, secondo quanto si dice pur di disporre del collegamento wireless anche con la caffettiera, non escludo che abbia delle funzionalità inimmaginabili anche con i file del sistema TeX.
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