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Certo, ma se avessi letto un minimo di documentazione (ce n’è in abbondanza liberamente scaricabile nella sezione Documentazione di questo sito), hai le opzioni twocolumn e landscape per replicare quegli appunti manoscritti; hai il pacchetto geometry per impostare i margini (leggi la documentazione con un comando da terminale texdoc geometry); volendo hai anche il pacchetto \wrapfig (leggine la documentazione con texdoc wrapfig) per avere anche lo spzio per inserire le figure come nei tuoi appunti. Naturalmente per inserire figure devi usare il pacchetto graphicx (texdoc graphicx) che ti permette di immettere figure (già scontornate) nei formati pdf, png, jpg, eps, scalandole adeguatamente e operandovi sopra anche altre semplici trasformazioni.
Puoi anche pensare di comporre in formato A5, senza usare le opzioni landscape e twocolumn, e di assemblare le pagine in segnature, con i pacchetti pdfpages o booklet; funzionano benissimo per formare dei “quaderni” semplicemente stampando fronte-retro dei fogli A4, a gruppi di N fogli; Se N non supera circa 15 (quindi contenenti circa 60 facciate), li pieghi a metà e li pinzi con una adeguata pinzatrice (col braccio lungo, oppure col braccio a gomito). Inutile ripetere che devi leggere la documentazione dei due pacchetti; io preferisco pdfpages, ma è solo una questione di gusti.
Ma la soluzione vera dei tuoi problemi, visto che “LaTeX non è Word” (frase citata da L’Arte di scrivere con LaTeX), è quella di leggere la documentazione in generale; nella sezione Documentazione hai link per scaricare LaTeX per l’impaziente, L’Arte di scrivere con LaTeX, Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, LaTeXpedia, più tutta una sere di guide tematiche riguardanti problemi particolari. Non hai che l’imbarazzo della scelta. Ma il tempo che usi per documentarti è tempo risparmiato quando vuoi usare questo software di tipocomposizione.