Metodologie di riempimento pagina

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  • #73635
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    Eii ciao a tutti ! volevo chiedervi se ci sono trucchi e\o pacchetti per ottimizzare la disposizione del testo delle tabelle e figure nelle pagine. A me per esempio rimangono sempre spazi bianchi inutili e antiestetici e devo passare un bel pò di tempo per pensare a come disporre il tutto in modo da riempire le pagine in modo omogeneo.. grazie !

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    • #73636
      OldClaudio
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        La cosa migliore è lasciarle galleggiara sul testo fino al punto che a LaTeX pare il migliore — si chiamano “floating objects apposta); Per LaTeX “migliore” significa una posizione che rispetti i vincoli e renda minimo il valore della “bruttezza” della pagina.

        Togli i vari parametri di posizione del tipo [H], oppure {!h} o simili; e riferisciti alle figure e alle tabelle con il metodo della cross reference: \label, \ref, \pageref\ \vref,…

        Vedi: chiedevi chi usa queste cose; chiunque voglia avere un buon riempimento delle pagine, oltre a non dover rinumerare a mano gli oggetti numerabili quando ne aggiungi (o ne togli) uno.:smile:

      • #73637
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        repez” post=72770Eii ciao a tutti ! volevo chiedervi se ci sono trucchi e\o pacchetti per ottimizzare la disposizione del testo delle tabelle e figure nelle pagine. A me per esempio rimangono sempre spazi bianchi inutili e antiestetici e devo passare un bel pò di tempo per pensare a come disporre il tutto in modo da riempire le pagine in modo omogeneo.. grazie !

        Ammesso che non è chiaro il problema, se la questione è il riempimento della pagina
        i trucchi sono grosso modo questi:

        1) Usare
        `\looseness=-1`
        o
        `\looseness=1`
        all’inizio del paragrafo che si vuole, rispettivamente, accorciare o allungare di una riga.
        2) Usare
        `\enlargethispage{x\baselineskip}`
        per allargare la pagina mal riempita x volte l’avanzamento di riga. La regola è che in questo caso
        si devono allargare sempre due pagine affiancate per volta per evitare l’effetto poco gradevole di due pagine con
        gabbia di diversa altezza. Si consiglia poi di usare come x un numero naturale. In realtà, in alcuni casi per ottenere
        un buon riempimento tornano utili anche i valori decimali. Se è sufficiente 0.5\baselineskip, la differenza di altezza si nota a fatica.
        3) Riformulare uno o più periodi in modo da guadagnare o perdere una riga.
        È la stessa cosa che dovrebbe fare \looseness, che non sempre ci riesce.
        4) A volte basta diminuire di poco lo spazio tra figura/tabella e didascalia e si guadagna una riga 😉
        Se l’oggetto è solitario l’occhio non se ne accorge. Se ci sono due oggetti di altezza uguale su due pagine affiancate
        e nella stessa posizione è bene intervenire su entrambi per allineare le didascalie.

        Questi aggiustamenti vanno fatti sempre alla fine del lavoro e seguendo l’ordine delle pagine.
        Considera che la soluzione 3 è quasi sempre possibile.

        Ciao
        Ivan

      • #73638
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        OldClaudio” post=72772La cosa migliore è lasciarle galleggiara sul testo fino al punto che a LaTeX pare il migliore — si chiamano “floating objects apposta); Per LaTeX “migliore” significa una posizione che rispetti i vincoli e renda minimo il valore della “bruttezza” della pagina.

        Togli i vari parametri di posizione del tipo [H], oppure {!h} o simili; e riferisciti alle figure e alle tabelle con il metodo della cross reference: \label, \ref, \pageref\ \vref,…

        Vedi: chiedevi chi usa queste cose; chiunque voglia avere un buon riempimento delle pagine, oltre a non dover rinumerare a mano gli oggetti numerabili quando ne aggiungi (o ne togli) uno.:smile:

        ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?

      • #73639
        OldClaudio
        Partecipante
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          ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?

          Certo dei scrivere il testo riferendoti all’immagine con il suo numero, eventualmente con la sua pagina; non devi mai scrivere “..la figura seguente mostra che…”, ma devi scrivere la figura ~\ref{fig:pippo} mostra che…” avendo assegnato con \label l’etichetta fig:pippo alla tua figura; dovunque essa vada a finire, il suo numero rimane lo stesso; e se inserissi latre figure o ne togliessi, il numero della figura fig:pippo può cambiare, ma la sua etichetta rimane sempre quella e quando vi fai riferimento con \ref citi la figura giusta, con \pageref fai riferimento alla pagina giusta e con \vref (con il pacchetto varioref) metti LaTeX nella condizione di citare il numero giusto e la pagina giusta con locuzioni non ripetitive e che fanno riferimento per le pagine anche a frasi tipo pagina precedente, prossima pagina,, pagina a fronte, perché con le etichette LaTeX sa sempre che numero ha e in che pagina si trova l’oggetto a cui ti riferisci.

          Lasciando libero LaTeX di mettere le figure dove stanno meglio tipograficamente e usando la fraseologia giusta e le etichette, non sono le figure o le tabelle che ti impediscono di avere un buon riempimento della pagina. Sono piuttosto le equazioni, o meglio i sistemi di equazioni che possono dare dei problemi, perché le equazioni non possono essere lasciate flottare, esse sono davvero parte del discorso; le figure e le tabelle non lo sono in senso stretto.

        • #73640
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          OldClaudio” post=73028

          ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?

          Certo dei scrivere il testo riferendoti all’immagine con il suo numero, eventualmente con la sua pagina; non devi mai scrivere “..la figura seguente mostra che…”, ma devi scrivere la figura ~\ref{fig:pippo} mostra che…” avendo assegnato con \label l’etichetta fig:pippo alla tua figura; dovunque essa vada a finire, il suo numero rimane lo stesso; e se inserissi latre figure o ne togliessi, il numero della figura fig:pippo può cambiare, ma la sua etichetta rimane sempre quella e quando vi fai riferimento con \ref citi la figura giusta, con \pageref fai riferimento alla pagina giusta e con \vref (con il pacchetto varioref) metti LaTeX nella condizione di citare il numero giusto e la pagina giusta con locuzioni non ripetitive e che fanno riferimento per le pagine anche a frasi tipo pagina precedente, prossima pagina,, pagina a fronte, perché con le etichette LaTeX sa sempre che numero ha e in che pagina si trova l’oggetto a cui ti riferisci.

          Lasciando libero LaTeX di mettere le figure dove stanno meglio tipograficamente e usando la fraseologia giusta e le etichette, non sono le figure o le tabelle che ti impediscono di avere un buon riempimento della pagina. Sono piuttosto le equazioni, o meglio i sistemi di equazioni che possono dare dei problemi, perché le equazioni non possono essere lasciate flottare, esse sono davvero parte del discorso; le figure e le tabelle non lo sono in senso stretto.

          ho capito finalmente a cosa serve sto label grazie ! quindi tu dici fa niente se un immagine non è fisicamente sotto al discorso che la descrive, ovunque si trovi nel documento citandola correttamente vi si rimanda il lettore a visualizzarla e intanto si lascia libero latex di posizionare gli oggetti flottanti dove crede che tipograficamente stiano meglio !

        • #73641
          lorenzo.pantieri
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            repez” post=73215ho capito finalmente a cosa serve sto label grazie ! quindi tu dici fa niente se un immagine non è fisicamente sotto al discorso che la descrive, ovunque si trovi nel documento citandola correttamente vi si rimanda il lettore a visualizzarla e intanto si lascia libero latex di posizionare gli oggetti flottanti dove crede che tipograficamente stiano meglio !

            Ti consiglio di studiarti per bene la faccenda (trattata più e più volte sul forum) nell’Arte di scrivere con LaTeX: troverai utili indicazioni.

          • #73642
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            ho letto l’ arte… ma non capisco cosa fa \clearpage e il suo fratello \cleardoublepage ! nell’ immagine ho messo \pagebreak per cambiare pagina e guardate l’ elenco puntato come lo a stiracchiato… è accettabile secondo voi?? in questi casi è meglio mettere \newpage o no?

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          • #73643
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            repez” post=74085ho letto l’ arte… ma non capisco cosa fa \clearpage e il suo fratello \cleardoublepage ! nell’ immagine ho messo \pagebreak per cambiare pagina e guardate l’ elenco puntato come lo a stiracchiato… è accettabile secondo voi?? in questi casi è meglio mettere \newpage o no?

            Certo che fa così. Perché insisti a volere le tabelle e le figure dove non possono stare?

            \pagebreak stira le righe in modo che la pagina sia riempita; \newpage tronca. Entrambi i sistemi sono evidentemente inadatti alla tua esigenza. Ma è l’esigenza che è sbagliata. 🙂

            Ciao
            Enrico

          • #73644
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            ma più che lasciare tutto senza gli [htbp] e varie non so cosa fare per lasciare latex più libero… :S 🙁
            in questa pagina per esempio cosa intende dicendo “esegue un salto pagina, assicurando che vengano inseriti gli oggetti fluttuanti che non hanno ancora trovato posto nella composizione” riferito a \clearpage

          • #73645
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            repez” post=74098ma più che lasciare tutto senza gli [htbp] e varie non so cosa fare per lasciare latex più libero… :S 🙁
            in questa pagina per esempio cosa intende dicendo “esegue un salto pagina, assicurando che vengano inseriti gli oggetti fluttuanti che non hanno ancora trovato posto nella composizione” riferito a \clearpage

            Evidentemente non hai ancora letto il capitolo 10 dell’Arte di scrivere con LaTeX. Naturalmente non è oro colato, ma credo che contenga alcune informazioni utili al tuo caso. E credo anche che contenga informazioni utili in generale, se Enrico o Claudio non gli hanno ancora mosso critiche (potrebbero non averlo letto nemmeno loro, tuttavia! 😀 ).

            In quel capitolo si spiegano i comandi che cominciano una pagina nuova. Pensa: c’è anche la spiegazione di che fanno [tt]\clearpage[/tt] e il suo compare [tt]\cleardoublepage[/tt], i quali dicono a LaTeX di cominciare una pagina nuova nel punto in cui vengono dati e contemporaneamente di stampare tutte le figure che hai messo dentro un ambiente [tt]figure[/tt] e tutte le tabelle che hai messo dentro un ambiente [tt]table[/tt], se ce ne sono, prima di cominciare la pagina nuova. Con qualche piccola differenza che potrai leggere.

            Metti sempre tutte le figure e tutte le tabelle galleggianti senza preferenze di collocamento sulla pagina. Poi, se il risultato non ti soddisfa, prova a mettere qualche lettera. Ma leggiti prima una guida. LaTeX richiede un po’ di studio iniziale.

            Ah: la tabella che hai messo come esempio è un orrore. 🙂 Fidati, si può fare di meglio.

            Ciao
            Tommaso

          • #73646
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            repez” post=74098ma più che lasciare tutto senza gli [htbp] e varie non so cosa fare per lasciare latex più libero… :S 🙁
            in questa pagina per esempio cosa intende dicendo “esegue un salto pagina, assicurando che vengano inseriti gli oggetti fluttuanti che non hanno ancora trovato posto nella composizione” riferito a \clearpage

            Evidentemente non hai ancora letto il capitolo 10 dell’Arte di scrivere con LaTeX. Naturalmente non è oro colato, ma credo che contenga alcune informazioni utili al tuo caso. E credo anche che contenga informazioni utili in generale, se Enrico o Claudio non gli hanno ancora mosso critiche (potrebbero non averlo letto nemmeno loro, tuttavia! 😀 ).

            In quel capitolo si spiegano i comandi che cominciano una pagina nuova. Pensa: c’è anche la spiegazione di che fanno [tt]\clearpage[/tt] e il suo compare [tt]\cleardoublepage[/tt], i quali dicono a LaTeX di cominciare una pagina nuova nel punto in cui vengono dati e contemporaneamente di stampare tutte le figure che hai messo dentro un ambiente [tt]figure[/tt] e tutte le tabelle che hai messo dentro un ambiente [tt]table[/tt], se ce ne sono, prima di cominciare la pagina nuova. Con qualche piccola differenza che potrai leggere.

            Metti sempre tutte le figure e tutte le tabelle galleggianti senza preferenze di collocamento sulla pagina. Poi, se il risultato non ti soddisfa, prova a mettere qualche lettera. Ma leggiti prima una guida. LaTeX richiede un po’ di studio iniziale.

            Ah: la tabella che hai messo come esempio è un orrore 🙂 Fidati, si può fare molto meglio. Non si capisce a cosa serva.

            Ciao
            Tommaso

          • #73647
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            Non ho letto tutto il capitolo 10 ma la parte che spiega quei comandi ovvero “Interrompere la pagina corrente” si e non capivo lo stesso, comunque io metto sempre tutte le figure e tutte le tabelle dentro ambienti figure e table quindi non ha effetti nel mio caso? la tabella dici che non va bene per il modo nel quale è strutturata?

          • #73648
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            repez” post=74103Non ho letto tutto il capitolo 10 ma la parte che spiega quei comandi ovvero “Interrompere la pagina corrente” si e non capivo lo stesso, comunque io metto sempre tutte le figure e tutte le tabelle dentro ambienti figure e table quindi non ha effetti nel mio caso? la tabella dici che non va bene per il modo nel quale è strutturata?

            Prova così:

            `
            % nel preambolo:
            % \usepackage{booktabs,caption}
            % \usepackage[outup-decimal-marker={,}]{siunitx}

            \begin{table}
            \caption{Distanze focali.}
            \label{tab:distanzefocali}
            \centering
            \begin{tabular}{*{4}{S}}
            \toprule
            {Distanza} & {$p$-$q$} & {$f$} & {$f$} \\
            {(mm)} & {(mm)} & {(mm)} & {(\%)} \\
            \midrule
            200 & 100 & 193,5 & 96,7 \\
            & 660 & 197,0 & 98,0 \\
            & 592 & 195,3 & 97,7 \\
            \cmidrule(rl){1-4}
            150 & 320 & 144 & 96 \\
            & 424 & 147 & 98 \\
            & 150 & 144 & 96 \\
            \cmidrule(rl){1-4}
            100 & 940 & 100 & 100,0 \\
            & 884 & 974 & 97,4 \\
            & 292 & 955 & 95,5 \\
            \bottomrule
            \end{tabular}
            \end{table}
            `

            Ciao
            Tommaso

          • #73649
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            addirittura il codice ! troppo gentile ! grazie ! appena ho tempo provo e ti faccio sapere !

          • #73650
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            `\begin{table}
            \centering
            \caption{Distanze focali.}
            \label{tab:Distanze_focali}
            \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
            \toprule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
            66 cm & 197 mm & 98 \% \\
            59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
            \midrule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            32 cm & 144 mm & 96 \% \\
            42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
            15 cm & 144 mm & 96 \% \\
            \midrule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            94 cm & 100 mm & 100 \% \\
            88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
            29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
            \bottomrule
            \end{tabularx}
            \end{table}`

            io la avevo fatta cosi…

          • #73651
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            repez” post=74112`\begin{table}
            \centering
            \caption{Distanze focali.}
            \label{tab:Distanze_focali}
            \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
            \toprule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
            66 cm & 197 mm & 98 \% \\
            59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
            \midrule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            32 cm & 144 mm & 96 \% \\
            42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
            15 cm & 144 mm & 96 \% \\
            \midrule
            \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
            \midrule
            \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
            \midrule
            94 cm & 100 mm & 100 \% \\
            88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
            29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
            \bottomrule
            \end{tabularx}
            \end{table}`

            io la avevo fatta cosi…

            Nella tua tabella ci sono moltissimi errori. Nessun problema, naturalmente, essendo alle prime armi. Ma ancora una volta in una guida che, come vedi. ti si consiglia a ogni tua richiesta c’è scritto come comporre decentemente una tabella e quali sono gli errori da evitare.

            Ovviamente anche la mia conterrà errori: in particolare, sono sempre in imbarazzo quando ho colonne di numeri con e senza parte decimale. Mi chiedo: devo mettere un

            `,0`

            dopo i numeri interi, per rendere la colonna omogenea? Se lo levi dove l’ho messo nel codice che ti ho proposto, vedrai che il numero intero non è perfettamente incolonnato a quello precedente. Come mai?

            Ciao
            Tommaso

          • #73652
            OldClaudio
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              Probabilmente se ci metti una specificazione del tipo [tt]S[table-format = 3.1][/tt], siunitx assume che anche se manca il punto/virgola decimale tutti i numeri siano da trattare come se avessero almeno 3 cifre nella parte intera e almeno una cifra nella parte fratta.
              Siunttx fa molte bellissime cose, come tu e Lorenzo avete sempre sostenuto, ed è vero, solo che a distanza di qualche mese uno non si ricorda più la sintassi dei comandi o delle specificazioni e deve riaprire il manuale per rinfrescarsi la memoria, a meno che non usi quelle cose tutti i giorni.

            • #73653
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              illinguista1972″ post=74137

              `\begin{table}
              \centering
              \caption{Distanze focali.}
              \label{tab:Distanze_focali}
              \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
              \toprule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
              66 cm & 197 mm & 98 \% \\
              59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
              \midrule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              32 cm & 144 mm & 96 \% \\
              42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
              15 cm & 144 mm & 96 \% \\
              \midrule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              94 cm & 100 mm & 100 \% \\
              88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
              29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
              \bottomrule
              \end{tabularx}
              \end{table}`

              io la avevo fatta cosi…

              Nella tua tabella ci sono moltissimi errori. Nessun problema, naturalmente, essendo alle prime armi. Ma ancora una volta in una guida che, come vedi. ti si consiglia a ogni tua richiesta c’è scritto come comporre decentemente una tabella e quali sono gli errori da evitare.

              Ovviamente anche la mia conterrà errori: in particolare, sono sempre in imbarazzo quando ho colonne di numeri con e senza parte decimale. Mi chiedo: devo mettere un

              `,0`

              dopo i numeri interi, per rendere la colonna omogenea? Se lo levi dove l’ho messo nel codice che ti ho proposto, vedrai che il numero intero non è perfettamente incolonnato a quello precedente. Come mai?

              Ciao
              Tommaso

              Ma io li zeri li inserivo perchè sono cifre significative ovvero la misura è certa fino a quel punto esempio in 147,0 mm sono sicuro che la prima cifra decimale è uno zero perchè è stato misurato è come dire 3600 s = 1h siamo sicuri che i 2 zeri di 3600 sono significativi perchè è stabilito che un ora sono 3600 secondi esatti !

              o sbaglio?

              e comunque in questo post, dopo aver letto la definizione data sull’ arte, chiedevo, se possibile, un maggiore chiarimento del funzionamento dei comandi, \cleardoublepage e \clearpage onde risolvere quel problema di riempimento pagina, del quale ho postato lo screen. Enrico gentilmente mi ha risposto dicendo che mi ostino a volere tabelle e figure dove non possono stare, ma non capisco perchè se ho lasciato LaTeX libero di sceglierne il posizionamento più idoneo omettendo a tal fine le dichiarazioni [htbp] come si evince dal codice relativo alla tabella che ho postato

            • #73654
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              ::

              repez” post=74149

              [quote=”repez” post=74112]`\begin{table}
              \centering
              \caption{Distanze focali.}
              \label{tab:Distanze_focali}
              \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
              \toprule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
              66 cm & 197 mm & 98 \% \\
              59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
              \midrule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              32 cm & 144 mm & 96 \% \\
              42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
              15 cm & 144 mm & 96 \% \\
              \midrule
              \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
              \midrule
              \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
              \midrule
              94 cm & 100 mm & 100 \% \\
              88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
              29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
              \bottomrule
              \end{tabularx}
              \end{table}`

              io la avevo fatta cosi…

              Nella tua tabella ci sono moltissimi errori. Nessun problema, naturalmente, essendo alle prime armi. Ma ancora una volta in una guida che, come vedi. ti si consiglia a ogni tua richiesta c’è scritto come comporre decentemente una tabella e quali sono gli errori da evitare.

              Ovviamente anche la mia conterrà errori: in particolare, sono sempre in imbarazzo quando ho colonne di numeri con e senza parte decimale. Mi chiedo: devo mettere un

              `,0`

              dopo i numeri interi, per rendere la colonna omogenea? Se lo levi dove l’ho messo nel codice che ti ho proposto, vedrai che il numero intero non è perfettamente incolonnato a quello precedente. Come mai?

              Ciao
              Tommaso

              Ma io li zeri li inserivo perchè sono cifre significative ovvero la misura è certa fino a quel punto esempio in 147,0 mm sono sicuro che la prima cifra decimale è uno zero perchè è stato misurato è come dire 3600 s = 1h siamo sicuri che i 2 zeri di 3600 sono significativi perchè è stabilito che un ora sono 3600 secondi esatti !

              o sbaglio?

              e comunque in questo post, dopo aver letto la definizione data sull’ arte, chiedevo, se possibile, un maggiore chiarimento del funzionamento dei comandi, \cleardoublepage e \clearpage onde risolvere quel problema di riempimento pagina, del quale ho postato lo screen. Enrico gentilmente mi ha risposto dicendo che mi ostino a volere tabelle e figure dove non possono stare, ma non capisco perchè se ho lasciato LaTeX libero di sceglierne il posizionamento più idoneo omettendo a tal fine le dichiarazioni [htbp] come si evince dal codice relativo alla tabella che ho postato[/quote]

              repez, tu stai chiedendo chiarimenti sul funzionamento di due comandi che non hai dato in quella pagina che hai allegato per evidenziare il tuo problema: tu stesso hai detto di aver ottenuto quella pagina perché hai dato [tt]\pagebreak[/tt]. O sbaglio?

              Perché hai quella pagina con tutti quegli spazi bianchi? Proprio perché dopo il terzo pallino dell’elenco hai dato un [tt]\pagebreak[/tt]: quando lo incontra, il programma interrompe la pagina e comincia una pagina nuova, che comincia a riempire con il materiale successivo a quel terzo pallino. Inoltre, riempie tutta la pagina corrente (quella in cui hai dato il comando) con quello che ha: nel tuo caso, la tabella e il piccolo elenco. Siccome riempie tutta la pagina, se ha poco materiale, come nel tuo caso, lo allarga per garantire di riempire tutta la gabbia del testo. Se ci fosse più materiale, allora gli spazi bianchi sarebbero meno ampi.

              Cosa fanno i comandi di cui tu chiedi i chiarimenti? Intanto, entrambi dicono a LaTeX di cominciare un pagina nuova nel punto in cui vengono dati. Poi, prima di permettere al programma di cominciare a riempire la nuova pagina con il materiale successivo al punto in cui li dai, ordinano a LaTeX di stampare tutti gli oggetti galleggianti che hai messo nel codice sorgente fino al punto in cui dai quei comandi. Ovviamente, se non ne hai messi altri, non ne vedrai di nuovi.

              Per esempio, mettiamo caso che pochissimo dopo aver dato [tt]\pagebreak[/tt] tu avessi definito un’altra tabella nel sorgente. Che fa LaTeX? Cerca di riempire le pagine al meglio, il che vuol dire che mette un oggetto per pagina, tendenzialmente in alto. Ora, la tua seconda tabella verrebbe messa in cima alla pagina seguente, nonostante il tuo [tt]\pagebreak[/tt]. Provare per credere.

              Se invece dai uno dei due comandi [tt]\clear…[/tt] ti vedrai sulla pagina le tue due tabelle una dopo l’altra. E poi leggerai il materiale successivo al punto in cui hai dato il comando.

              [tt]\clearpage[/tt] si usa per i documenti solo fronte. [tt]\cleardoublepage[/tt] si usa per i documenti fronte/retro. In questi ultimi documenti, se necessario per esigenze tipografiche, se dai il secondo comando ti vedrai una pagina bianca prima di leggere il resto. Per capirci, la classe book serve per scrivere libri, che sono impaginati per essere stampati in fronte/retro. Siccome un capitolo deve cominciare in una pagina dispari (quella a destra a libro aperto), se il tuo capitolo terminasse a metà di una pagina dispari dovresti dare [tt]\cleardoublepage[/tt] prima di cominciare il capitolo nuovo: vedresti bianca la metà inferiore della pagina in cui termina il capitolo e tutta quella successiva. Ma siccome il comando [tt]\chapter[/tt] contiene già un [tt]\cleardoublepage[/tt] nella sua definizione, non ci devi nemmeno pensare.

              Hai provato a dare [tt]\pagebreak[/tt] dopo il punto in cui l’hai messo?

              Ciao
              Tommaso

            • #73655
              OldClaudio
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                ::


                \pagebreak, \clearpage, \cleardoublepage, sono comandi che non fanno solo quello che il loro nome implica, perché LaTeX (come gli altri programmi del sistema TeX) ha un metodo asincrono per comporre capoversi e pagine; per inserire la matematica in display, o per inserire gli inserti mobili; per inserire le note a piè di pagina e quelle che trovano posto nel margine del testo.
                La spiegazione di che cosa succede con questo metodo è spiegato un poco nella Guida GuidaGuIT (nella sezione Documentazione qui sopra); la spiegazione può essere più o meno chiara o più o meno facile/difficile da capire, ma è sicuramente un riassunto (e come tale contiene molto meno informazione) di un certo numero di capitoli del TeXbook scritto dal padre di TeX, Donald E. Knuth.
                Se non ti va leggere la GuidaGuIT oppure il TeXbook, lo cpaisco benissimo; ma in questo caso devi accontentarti di quello che trovi scritto nell’Arte e di quello che altri hanno cercato di spiegarti qui sul forum.

                È chiaro che qui sul forum e nell’Arte non si può scendere in troppi dettagli come nel TeXbook; comunque ricorda che:
                1) \newpage inserisce un fine pagina lasciando la pagina mozza (non giustificata in basso) e senza fare nienete sugli oggetti mobili (se ce ne sono) in attesa di essere inseriti in una pagina;
                2) \pagebreak inserisce un fine pagina mantenendo giustificato il fondo della pagina e, come \newpage, non si occupa degli oggetti mobili; per mantenere giustificato il fondo della pagina, TeX allarga lo spazio che esiste fra le righe, i capoversi, fra le figure e il testo, fra le equazioni fuori testo e il testo circostante, fra gli \item di una lista, eccetera;
                3) \clearpage agisce come \newpage, ma svuota anche le code degli oggetti mobili che contengano ancora degli oggetti che aspettano ancora di essere inseriti nelle pagine; per fare questo azzera tutti i vincoli che impedivano a LaTeX di svuotare le code spontaneamante e mette tutti gli oggetti, eventualmente, in pagine che non contengono testo, ma solo oggetti mobili; la composzione del testo ricomincia all’inzio di una pagina dopo che siano state svuotate le code.
                4) \cleardoublepage agisce come \clerapage, ma se necessario produce anche una pagina senza testo né oggetti mobili, al fine di riprendere la composizione su una pagina dispari.

                Come vedi, se ci si limita al risultato finale, la descrizione dei quattro comandi è semplice, ma se si vuole spiegare il perché, si sfora alla grande il limite concesso dal forum alla lunghezza dei messaggi. Per questo è giusto che nell’Arte non si scenda nei dettagli. ma sono sicuro che mettendo assieme quello che nell’Arte è spiegato in diversi punti non adiacenti, si ricavano le stesse informazioni che ho scritto sopra.

              • #73656
                OldClaudio
                Partecipante
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                  \pagebreak, \clearpage, \cleardoublepage, sono comandi che non fanno solo quello che il loro nome implica, perché LaTeX (come gli altri programmi del sistema TeX) ha un metodo asincrono per comporre capoversi e pagine; per inserire la matematica in display, o per inserire gli inserti mobili; per inserire le note a piè di pagina e quelle che trovano posto nel margine del testo.
                  La spiegazione di che cosa succede con questo metodo è spiegato un poco nella Guida GuidaGuIT (nella sezione Documentazione qui sopra); la spiegazione può essere più o meno chiara o più o meno facile/difficile da capire, ma è sicuramente un riassunto (e come tale contiene molto meno informazione) di un certo numero di capitoli del TeXbook scritto dal padre di TeX, Donald E. Knuth.
                  Se non ti va leggere la GuidaGuIT oppure il TeXbook, lo cpaisco benissimo; ma in questo caso devi accontentarti di quello che trovi scritto nell’Arte e di quello che altri hanno cercato di spiegarti qui sul forum.

                  È chiaro che qui sul forum e nell’Arte non si può scendere in troppi dettagli come nel TeXbook; comunque ricorda che:
                  1) \newpage inserisce un fine pagina lasciando la pagina mozza (non giustificata in basso) e senza fare niente sugli oggetti mobili (se ce ne sono) in attesa di essere inseriti in una pagina;
                  2) \pagebreak inserisce un fine pagina mantenendo giustificato il fondo della pagina e, come \newpage, non si occupa degli oggetti mobili; per mantenere giustificato il fondo della pagina, TeX allarga lo spazio che esiste fra le righe, i capoversi, fra le figure e il testo, fra le equazioni fuori testo e il testo circostante, fra gli \item di una lista, eccetera;
                  3) \clearpage agisce come \newpage, ma svuota anche le code degli oggetti mobili che contengano ancora degli oggetti che aspettano ancora di essere inseriti nelle pagine; per fare questo azzera tutti i vincoli che impedivano a LaTeX di svuotare le code spontaneamente e mette tutti gli oggetti, eventualmente, in pagine che non contengono testo, ma solo oggetti mobili; la composizione del testo ricomincia all’inizio di una pagina dopo che siano state svuotate le code.
                  4) \cleardoublepage agisce come \clerapage, ma se necessario produce anche una pagina senza testo né oggetti mobili, al fine di riprendere la composizione su una pagina dispari.

                  Come vedi, se ci si limita al risultato finale, la descrizione dei quattro comandi è semplice, ma se si vuole spiegare il perché, si sfora alla grande il limite concesso dal forum alla lunghezza dei messaggi. Per questo è giusto che nell’Arte non si scenda nei dettagli. ma sono sicuro che mettendo assieme quello che nell’Arte è spiegato in diversi punti non adiacenti, si ricavano le stesse informazioni che ho scritto sopra.

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