- Questo topic ha 11 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 19 anni, 2 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
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CreatoreTopic
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20 Giugno 2007 alle 10:16 #15404::
Mi appresto a scrivere un documento nel quale molte volte dovrò includere nomi di codici che ho scritto, o nomi di classi, o di librerie. Su alcune pagine questi nomi saranno molto frequenti. Fino ad ora ho sempre usato \texttt per distinguere questi nomi. Considerando che già faccio uso del grassetto per i vettori (cosa che non posso evitare perché molto spesso passo dalla notazione vettoriale a quella indiciale, per la quale non uso il grassetto), indicare i codici con la “macchina da scrivere” non mi soddisfa molto, perché in alcune pagine mi sembra abbastanza violenta.Mi chiedo quale sia la vostra opinione in proposito.
Grazie
Daniele
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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20 Giugno 2007 alle 12:03 #15405::
Mi appresto a scrivere un documento nel quale molte volte dovrò includere nomi di codici che ho scritto, o nomi di classi, o di librerie. Su alcune pagine questi nomi saranno molto frequenti. Fino ad ora ho sempre usato \texttt per distinguere questi nomi. Considerando che già faccio uso del grassetto per i vettori (cosa che non posso evitare perché molto spesso passo dalla notazione vettoriale a quella indiciale, per la quale non uso il grassetto), indicare i codici con la “macchina da scrivere” non mi soddisfa molto, perché in alcune pagine mi sembra abbastanza violenta.
Mi chiedo quale sia la vostra opinione in proposito.
Se \texttt non ti piace, potresti usare \textsf.
Altrimenti, una soluzione potrebbe usare un font a spaziatura fissa meno “pesante” di quello della famiglia Computer Modern (che a me comunque non dispace).
ClassicThesis, per esempio, usa come font monospaced il Beramono, che è molto elegante. Ovviamente, in questo caso, faresti meglio a passare del tutto a ClassicThesis: innestare un font in uno schema progettato diversamente rischia di creare una sgradevole chimera.
Ciao,
L.
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20 Giugno 2007 alle 12:08 #15406
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20 Giugno 2007 alle 13:17 #15407::
Io tanto per cominciare mi definirei un comando del tipo
`\newcommand\codice[1]{\texttt{#1}}`
in modo da poter cambiare l’aspetto di tutto il documento modificando una sola riga. Come alternativa al texttt puoi provare textsf.Direi ancora meglio:
`\newcommand{\codice}[2][]{\texttt{#2}}`
A che scopo un argomento opzionale senza usarlo? Intanto, come il comando di Lapo, è provvisorio. Se hai parole chiave di tipo diverso, puoi usare argomenti opzionali opportuni per distinguerle:
`\codice[n]{pippo} \codice[f]{funzione}`
Ho associato n a un nome, f a una funzione. Magari poi li scrivi tutti allo stesso modo, però così hai la possibilità di scegliere un diverso formato per ciascun oggetto.Diciamo che vuoi stampare i nomi in verde e le funzioni in rosso, usando il carattere senza grazie? (È orribile, lo so, ma solo per fare l’esempio.) Modifichi la definizione così:
`\newcommand{\codicerosso}{\textcolor{red}}
\newcommand{\codiceverde}{\textcolor{green}}
\newcommand{\codice}[2][!]{%
\if#1a\let\scelta\codiceverde\else
\if#1f\let\scelta\codicerosso\fi\fi
\textsf{\scelta{#2}}}`
Le variazioni sul tema sono infinite.Ciao
Enrico
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20 Giugno 2007 alle 13:40 #15408::
Grazie Lorenzo, Lapo ed Enrico per le risposte.Finora avevo definito un comando del tutto analogo a quello suggerito da Lapo, e mai avrei pensato alle diavolerie di Enrico (delle quali farò buon uso).
Avrei dovuto menzionare che uso \texttt perché era risultato vincitore in una competizione con \textsf: a quest’ultimo, che avevo già provato in precedenza, preferisco lo stile “macchina da scrivere”.
Per quel che riguarda ClassicThesis, qualche tempo fa mi ero interessato al pacchetto per la sua notevole resa estetica. Le difficoltà incontrate da Lorenzo per scrivere il suo libro, però, mi avevano alquanto scoraggiato. Prevedo che il mio testo sarà pieno di formule piuttosto lunghe, e l’esigua estensione orizzontale della griglia proposta da ClassicThesis (che pure lo rende così gradevole) potrebbe essere d’intralcio. Inoltre, come ho detto nel mio post, faccio uso del grassetto (bandito in ClassicThesis, come riportato nella documentazione).
Se, a come ho capito, anche voi non vedete molte altre vie d’uscita, mi rassegnerò a \texttt, o proverò a vedere che succede con ClassicThesis per i primi capitoli.
Grazie come al solito
Daniele
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20 Giugno 2007 alle 15:44 #15409::
Per quel che riguarda ClassicThesis, qualche tempo fa mi ero interessato al pacchetto per la sua notevole resa estetica. Le difficoltà incontrate da Lorenzo per scrivere il suo libro, però, mi avevano alquanto scoraggiato. Prevedo che il mio testo sarà pieno di formule piuttosto lunghe, e l’esigua estensione orizzontale della griglia proposta da ClassicThesis (che pure lo rende così gradevole) potrebbe essere d’intralcio. Inoltre, come ho detto nel mio post, faccio uso del grassetto (bandito in ClassicThesis, come riportato nella documentazione).
Ehi, aspetta! Lo stile ClassicThesis non presenta difficoltà diverse da una classe standard. Mi sono divertito a ottimizzarne e personalizzarne diversi aspetti, facendo un lavoro minuzioso di cesellatura che per un utente “normale” non è assolutamente indispensabile!
E poi, ora ClassicThesis è stato migliorato, e puoi contare sui diversi topic del forum, tutti risolti -grazie alla classe di Enrico e degli altri membri dello Staff.
La griglia di ClassicThesis è piccola, è vero, ma questo non è un problema. Avevo redatto il mio libro con le impostazioni “standard” (classe book, margini impostati da layaureo, 11pt) e quando l’ho portato a ClassicThesis (che usa caratteri, leggibilissimi, di 10pt) ho dovuto modificare solo un paio di formule.
Per quanto riguarda il neretto: puoi usarlo lo stesso (violando consapevolmente la regola) o usare un altro modo (corsivo o maiuscoletto) per evidenziare quei simboli.
Ciao,
L.
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21 Giugno 2007 alle 0:14 #15410
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21 Giugno 2007 alle 7:45 #15411::
Inoltre, come ho detto nel mio post, faccio uso del grassetto (bandito in ClassicThesis, come riportato nella documentazione).
Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao
Enrico
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21 Giugno 2007 alle 9:08 #15412::
Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao Enrico, sto leggendo un bel libro sulla teoria di Galois (“Teoria del campi”, Feltrinelli). Il libro (che trovo ben impagninato) non usa il grassetto per il testo, ma fa tutto con il corsivo. Tutto a parte alcuni simboli matematici, che vengono resi in neretto. Trovo che il risultato sia assolutamente gradevole. Credo che Daniele possa stare tranquillo!
Ciao,
L.
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21 Giugno 2007 alle 9:33 #15413::
La mia opinione a riguardo è che scrivere tutto in corsivo è molto gradevole, e, in genere, lo preferirei. Non tutti, però, se lo possono permettere: ci sono casi in cui fa comodo che l’oggetto “vettore” o “matrice” si distinguano a colpo d’occhio.Secondo me semantica e tipografia devono integrarsi nel documento, e possono esistere diverse soluzioni che vanno usate in diversi contesti.
Detto questo, sto lavorando su ClassicThesis…
Ciao
Daniele
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21 Giugno 2007 alle 9:40 #15414::
Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao Enrico, sto leggendo un bel libro sulla teoria di Galois (“Teoria del campi”, Feltrinelli). Il libro (che trovo ben impagninato) non usa il grassetto per il testo, ma fa tutto con il corsivo. Tutto a parte alcuni simboli matematici, che vengono resi in neretto. Trovo che il risultato sia assolutamente gradevole. Credo che Daniele possa stare tranquillo!
La Feltrinelli curava moltissimo gli aspetti tipografici, anche se trovo discutibili certe scelte nelle formule matematiche: i segni meno sono decisamente sbagliati, per esempio.
Ciao
Enrico
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21 Giugno 2007 alle 9:46 #15415
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