Note a margine

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  • #53948
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    Sto scrivendo la mia tesi di dottorato con la bellissima classe Classic Thesis, di cui sono veramente entusiasta.
    Trovo che le note a margine siano utilissime in fase di stesura per annotarsi dei commenti,
    ma in una stesura definitiva, sarei curiosa di sapere quando/come andrebbero usate.
    Sulla guida del GuIT ho letto:

    Le note marginali vengono usate spesso negli scritti letterari, specialmente se si tratta di note brevi e frequenti; è raro incontrare note marginali in scritti tecnici.

    Essendo la mia una tesi scientifica, è meglio non utilizzarle? O qualcuno mi sa fare un esempio di un loro corretto utilizzo all’interno di un testo scientifico?
    Grazie molte!

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    • #53949
      OldClaudio
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        Lorenzo e Tommaso, scivendo l’Arte, hanno usato un’abbondanza di note marginali e sono sicuro che ti direbbero di sì, che le note marginali ci stanno benissimo in una tesi scientifica.

        Io onestamente, dopo 50 anni all’università, ma in una facoltà tecnologica, non ne ho mai viste.

        Il mio parere è che le note marginali stanno benissimo con lo stile dalla ClassicThesis, che appunto è stata realizzata, come dice il nome, per le tesi classiche (io l’intendo così: su materie classiche). Poi ClassicThesis può servire anche ad altro, ma io ne sfrutterei gli ampi margini esterni non per le note marginali, bensì per collocare delle figure che sbordino in quei margini, alla grande. Anche per figure non tante grandi da lasciare nel margine. Ci sono pacchetti epr fare questo genere di cose. ma prima di tutto ci andrei piano ad usare composizioni insolite, perché, come dice Bringhurst, il maestro indiscusso di tipografia, l’arte tipografica deve essere discreta, non deve distrarre il lettore; Se la composizione di fa notare, allora è un tipo di composizione mal progettata, ammesso ce sia stata progettata.

        Quindi vacci piano sia con le note marginali, sia con le figure marginali, sia con ogni tipo di composizione “troppo” insolita.

        Il magnifico libro di Bringhurst ha una impaginazione insolita, ma è stato disegnato da un maestro, non da dilettanti come siamo tutti noi; la sua impaginazione è così insolita che non ti distrae ma fa sentire a proprio agio, senza sapere perché. Quella è arte tipografica vera.

      • #53950
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        Grazie, in effetti non è mia intenzione mettermi a fare cose esotiche, non sono abbastanza competente.
        Ma in base alla tua esperienza, vale la pena usare ClassicThesis per scrivere una tesi in matematica? O meglio rimanere nella consueta classe report standard?
        Scusa per le domande, ma essendo una tesi di dottorato, ci terrei a fare le cose per bene, anche dal punto di vista tipografico!

      • #53951
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        Grazie, in effetti non è mia intenzione mettermi a fare cose esotiche, non sono abbastanza competente.
        Ma in base alla tua esperienza, vale la pena usare ClassicThesis per scrivere una tesi in matematica? O meglio rimanere nella consueta classe report standard?
        Scusa per le domande, ma essendo una tesi di dottorato, ci terrei a fare le cose per bene, anche dal punto di vista tipografico!

        Non credo che ci siano grossi limiti tipografici che si impongono al contenuto dell’elaborato. Secondo me un testo di matematica può essere composto su una pagina come classicthesis, e anche con un font umanista, tipo garamond. In alcune situazioni la gabbia ampia è una necessità, ma se non serve, anche una gabbia stretta può andar bene.
        Per questo motivo, azzardo: prova la classe suftesi. La gabbia del testo (e altri particolari) ti ricorderà classicthesis, ma nei titoli è un po’ più sobria. È basata su book, quindi dovrebbe aver meno problemi di incompatibilità.

        Ciao
        Ivan

      • #53952
        lorenzo.pantieri
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          Vi stupirò: se dovessi scrivere una tesi di matematica, userei ClassicThesis senza note a margine e con una riga di testo leggermente aumentata (io consiglio di aggiungere 32 puntia quella predefinita).

          Le note a margine sono bellissime, ma creano problemi di impaginazione verticale non indifferenti, soprattutto se sono lunghe e numerose. Il risultato finale è gradevole, ma la fatica per ottenerlo è grande.

          Quanto alla riga di testo, quella di ClassiThesis è molto stretta: avere un centimetro in più di libertà di manovra è utile e comodo, in una tesi scientifica. Così si riducono i problemi di impaginazione orizzontale del ClassicThesias standard.

          Uno dei più bei documenti che abbia mai visto è una tesi (in informatica) composta per l’appunto così: ArsClassica, niente note a margine, riga di testo leggermente aumentata (non troppo, per non appesantire la pagina).

          Così hai un ottimo risultato estetico, senza doverti sbattere troppo sull’impaginazione.

          Buon lavoro,
          L.

        • #53953
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          Vi ringrazio tantissimo per i suggerimenti e consigli! Sperimenterò le varie opzioni disponibili e vedremo via via che procedo con la scrittura della tesi quale sarà la migliore.
          Grazie ancora!

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