Nozioni essenziali di LaTeX per un matematico.

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  • #103724
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    Buona sera.

    Mi ritrovo, con mia gioia e al contempo preoccupazione, ad organizzare una lezione di un paio di ore per introdurre LaTeX ad un gruppo di persone il cui interesse principale è poterlo utilizzare in ambito matematico. Dunque, le competenze che principalmente si vorrebbero acquisire sono: gestione di formule in linea e in ambiente equation, gli ambienti per i teoremi e le dimostrazioni, basi essenziali di impostazione del documento.

    Non ritenendomi personalmente un esperto nella composizione con LaTeX, mi rivolgo a voi per un consiglio. Quali concetti ritenete siano indispensabili per introdurre una persona a LaTeX e in particolare al suo utilizzo a scopo matematico? Una scaletta preliminare a cui avevo pensato è la seguente, tenendo conto del tempo a disposizione.

    Per la parte introduttiva:

    1. Cos’è LaTeX;
    2. Differenze rispetto ad altri word processor (WYSIWYG contro WYSIWYM);
    3. Pro e contro;

    Per la parte pratica, pensavo di far sporcare le mani ingaggiando attivamente l’audience nella stesura di un documento di base, con progressive aggiunte matematiche:

    1. Scheletro di base, spiegazione di babel/inputenc/fontenc;
    2. Introduzione ad amsmath, prime formule in linea e centrate;
    3. Introduzione ad amsthm, come impostare teoremi e dimostrazioni;
    4. Liste, paragrafi, sezioni, sommario;
    5. Pacchetti amssymb e mathtools;
    6. Strutturare il documento su più file, creare file di definizioni personalizzate;
    7. Fornire spunti per approfondimenti a livello matematico: TikZ, diagram et affini;
    8. Fornire spunti per approfondimenti a livello generale: riferimenti e siti.

    Posso considerare questa una buona traccia o vanno modificate, inserite o aggiunte altre tematiche/risorse?

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    • #103725
      OldClaudio
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        Se riesci a fare tutto in due ore, devi essere molto bravo. Tinei presenta che anche se fai venire il tuo uditorio già con i portaili in mano e con la distribuzione TeXLive già installata, nel momento stesso in cui gli fai fare il documento con le aggiunte progressive ai altre cose matematiche, il tuo tempo diventa pochissimo perché coloro che partecipanoa questi seminari sono più imbranati degli studenti del primo anno; detto con tutta la simpatica che ho sempre avuto epr i miei studenti e per le persone che verranno al tuo corso. Non c’è niente di offensivo in quel che dico. È solo telegrafico, senza giri di parole.

      • #103726
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        Grazie infinite per il consiglio! Una domanda: se invece di adottare l’approccio descritto fornissi un modello iniziale già commentato – contenente gli ambienti matematici e quanto si possa ritenere utile per un matematico – facendo poi “giocare” le persone assistendo con domande e spiegazioni, potrei rimediare alla limitatezza del tempo a disposizione?

        Il fattore su cui vorrei puntare, conscio del fatto che in due ore non si può scoprire che un granello di sabbia in mezzo al deserto, è quello pratico: a mio avviso sporcarsi le mani è l’approccio migliore per entrare a conoscenza dei comandi di base. Per quanto riguarda TeXLive, per chi non arrivasse “pronto” vorrei far utilizzare un servizio come sharelatex.com, puntando poi a dare indicazioni per scaricare e installare la distribuzione TeXLive in chiusura. Si può tenere conto del fatto che sono persone che potrebbero raggiungermi fisicamente precedentemente e successivamente all’incontro.

      • #103727
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        Se può essere d’aiutio la mia esperienza, punterei sul fatto della scrittura della matematica, fare un confronto su come sia facile scrivere una formula in LaTeX rispetto ad un wordprocessor qualunque (con esempio). Questo è ciò che fece la differenza nel mio caso, e mi fece propendere per cestinare il wordprocessor. E poi i riferimenti incrociati, la numerazione dei capitoli e la TOC.

        Ed è carino, secondo me, mostrare la differenza di un documento creato con LaTeX e lo stesso identico documento creato — con un carattere analogo, magari — con un qualsivoglia Word.

        Ma questo sarebbe tutto parte introduttiva e, magari costoso in termini di tempo.

        Per la parte delle migliorie partirei sempre da un testo fatto con un wordprocessor. Gradualmente potranno constatare con mano l’effetto del loro operato e uscire con la convinzione che, sì, LaTeX magari è difficile, ma dà risultati straordinari.

        Tutto questo parte dall’esperienza da studente, però. Magari mi sbaglio, perché non ho mai insegnato: per quello l’autorevole parere di OldClaudio è sicuramente più adeguato.

      • #103728
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        Mi piace la tua idea, nonostante la ritenga difficile da implementare per l’effettivamente poco tempo a disposizione. Avevo già in mente di inserire nella presentazione alcuni esempi di “orrori” matematici prodotti con Word e trovati in Rete, forse produrne uno dal vivo potrebbe suscitare molto più sgomento e condurre l’audience dalla “mia” parte. Tuttavia, produrre un’intera conversione…devo prendermi il tempo per pensarci. Magari potrei proporre la conversione di una mezza paginetta contenente un solo teorema con relativa (e breve) dimostrazione.

        Ti ringrazio per il suggerimento!

      • #103729
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        Secondo me basta produrre una formula con word al momento e poi avere di scorta una pagina con un teorema e poco testo (o anche due, una così e una solo testo e poi usi lipsum) per far vedere che non c’è paragone.

      • #103730
        OldClaudio
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          Quello che ha scritto iIlFuria.AWT è oro colato. Bisogna toccare con mano che non c’è storia con i vari Word processor; ma, attenzione ora l’equation editor di MS Word è molto migliorato; l’equation editor di Writer (Open/LibreOffice) usa LaTeX (se è installato); per le macchine Mac esiste un LaTeXit.app che se il sistema TeX è installato produce dei risultati ottimi che possono venire direttamante incolalti in una file doc/docx. Quindi non è l’eauzioncina che gli devi insegnare a scrivere, ma dei sistemi di equazioni differenziali alle deviate parzioli per far lo toccare con amno la differenza.
          Non solo, ma superato il primo scoglio psicologico di non vedere in tempo reale quello che stai componendo, la maggiora facilità per scrivere qualunque cosa, matematico o letterario, le liste, i riferimenti incrociati, le numerazioni automatiche, le bibliografie, eccetera, tutto fatto in automatico senza bisogno di preoccuparsi di ocme scrivo questo, come scrivo quello, ma quello là l’avevo scritto in corsivo, come mai ora è diverso? e via di questo passo; poi c’è la conservazione storica di quel che si è fatto; i fili di puro testo si conserveranno all’infinito, e finché esiste un compilatore pdflatex o xelatex o lualatex, il documento potrà venire riprodotto tale e quale a distanza di anni. Giusto al GuIT meeting che si è svolo ieri un prof. di linguistica ha raccontato di aver ricomposto identico un libro di cui aveva (giustamente) conservato i file sorgente ed è venuto anche meglio dell’originale, perché 20 anni fa non aveva potuto usare i font vettoriali, mentre ora erano disponibili.

          Insomma LaTeX sarà difficile, ma non poi tanto per dei matematici che possono gestire capendo quel che fanno i problemi di logica alla base della matematica che sembrerebbero affermare che la matematica che conosciamo non è corretta 😯 , ma ha un baco di fondo a livello assiomatico; per noi, poveri utenti della matematica, la cosa è del tutto incomprensibile. 😕

        • #103731
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          Ringrazio OldClaudio per le parole gentili. E rilancio: indipendentemente dalla composizione matematica, il tema dell’indice e dei riferimenti incrociati è sicuramente un punto su cui insistere e con facilità. La numerazione automatica, la possibilità di spostare tutto e di non dover cambiare altro nel testo (perché si mantengono i riferimenti) penso sia una cosa da far vedere OBBLIGATORIAMENTE!

        • #103732
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          Una mia idea era mostrare, per far capire la differenza in termini di opportunità, la facilità con cui in LaTeX è possibile impostare un diagramma commutativo rispetto alla perdita di tempo e qualità del prodotto non irrilevante che si avrebbe con un generico word processor. Mi sembra ottimo anche l’esempio da te proposto, lo inserirò senza dubbio.
          Avrei voluto inserire in una possibile bibliografia l’articolo di ArsTeXnica di Ottobre 2014 relativo alla scrittura della tesi di laurea, visto che la prevalenza di chi assisterà sarà composta da studenti di laurea triennale. Tuttavia, noto che non è ancora stata rimossa la restrizione agli abbonati. Pazienza. 🙂

          P.s.: ho assistito all’intervento, è stata una perla non indifferente che mi ha spinto a scrivere della longevità di un documento redatto in LaTeX rispetto all’obsolescenza del sistema Word nella mia presentazione. Ero uno dei pochi ragazzi presenti.

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