Numerazione manuale di una tabella

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    Salve.
    Anzitutto un sentito grazie agli utenti di questa piattaforma: negli anni ho sempre trovato risposte esaustive a tutti i miei problemi avuti con LaTeX.

    Da due mesi circa sto scrivendo la mia tesi magistrale, ed avrei bisogno di un piccolo aiuto in merito ad un problema la cui risposta non trovo: nel documento devo riportare una tabella piuttosto larga (formata da frequenze assolute e percentuali di riga). Essendo troppo larga, mi è stato consigliato di formare due tabelle: la prima con le frequenze assolute, la seconda con le percentuali di riga. Fin qui nessun problema.
    Mi è stato detto, però, di numerare le tabelle in maniera diversa rispetto a quanto fatto dal compilatore: quella con frequenze assolute come “3.4a”, mentre la seconda come “3.4b”. Ma non riesco a farlo: ho consultato qualche guida online, ho anche cercato domande simili su queso forum, ma nulla.

    Sapreste darmi una mano?
    Grazie

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    • #118100
      OldClaudio
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        Benvenuto nel forum.

        Quello che ti è stato detto di fare non è tipograficamente corretto, anche se ha una sua razionalità.

        a) Quello che ti posso suggerire, è di usare il pacchetto subfloat o caption+subcaption; non sono sicuro che funzionino con due distinti ambienti table. Ma tentar non nuoce.

        b)Io avei risolto il problema in modo diverso, usando il pacchetto longtable; ritardando l’inizio della tabella ad una nuova pagina. Distinguerei la seconda metà con una didascalia che oltre a contenere la dicitura continua (o un’espressione simile, ma l’ambiente longtable consente di usare il comando \caption* dove oltre alla parola in corsivo, ti permette di esplitare una didascalia diversa.

        c) Terza soluzione: usa il pacchetto float e definisci un nuovo float il cui contatore sia subordinato a quello delle figure normali e che usi, appunto una numerazione letterale; leggi attentamente al documentazione sia di longatable sia di float, rispettivamente dando da terminale i comandi texdoc longfigure e texdoc float non guaterebbe nemmeno leggere quella di afterpage, il pacchetto che on il suo argomento ti permette di rimandare la composizione di quell’argomento subito dopo aver spedito fuori (nel file di uscita) la pagina corrente.

        Quale sia più efficace dei tre metodi, non sapei dirlo; sicuramente il terzo, più complesso degli altri due, ti da maggiori possibilità di successo; ma non te lo posso garantire con nessuno dei tre, a meno di non disporre di un esempio minimo compilabile col quale fare esperimenti.

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