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OldClaudio.
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CreatoreTopic
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11 Febbraio 2016 alle 13:45 #105035::
Salve a tutti,
nel mio terzo capitolo della tesi (modello TesiClassica) ho necessità di presentare svariate tabelle con tanti tanti numeri, interi e decimali.Leggendo l’arte mi sono fatto un’idea di cosa si possa e non si possa fare, ma il risultato che ottengo per una tabella di prova è veramente brutto.. Brutto perchè i numeri mi sembrano illegibili e non sono certo a livello di quelli che vedo in articoli scientifici dove invece sono chiari.

Il codice che utilizzo per questa tabella è:
`\begin{minipage}{\linewidth}
\captionof{table}{Istanze DIMACS considerate e relativo MCC target} \label{tab:target}
\label{tab:target}
\centering
\sisetup{detect-weight=true,detect-inline-weight=math,group-minimum-digits=2}
\begin{tabular}{l|cS[table-format=5.0]clS[table-format=6.0]S[table-format=5.0]}
\toprule
Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} & & Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} \\\toprule
c-fat200-1 & \bfseries 81 & 9 & & p\_hat1000-2 & 31174 & \\
c-fat200-2 & \bfseries 306 & 17 & & p\_hat1000-3 & 53259 &\\
c-fat200-5 & \bfseries 1892 & 43 & & p\_hat1500-1 & \bfseries 6018 &\\
…………………….
\bottomrule
\end{tabular}
\end{minipage}`Questo il mio preambolo:
`
\documentclass[11pt,% % corpo del font principale
a4paper,% % carta A4
% twoside,openright,% % fronte-retro
oneside,openany,% % solo fronte
titlepage,% % frontespizio
headinclude,footinclude,% % testatina e piede di pagina
BCOR5mm,% % rilegatura di 5 mm
cleardoublepage=empty,% % pagine vuote senza testatina e piede di pagina
%tablecaptionabove,% % didascalie in cima alle tabelle
]{scrreprt} % classe report di KOMA-Script;\usepackage[T1]{fontenc} % codifica dei font:
% NOTA BENE! richiede una distribuzione *completa* di LaTeX,
% per esempio TeXLive o MiKTeX *complete*\usepackage[utf8]{inputenc} % codifica di input; anche [latin1] va bene
% NOTA BENE! va accordata con le preferenze dell'editor\usepackage[english,italian]{babel} % per scrivere in italiano e in inglese;
% l'ultima lingua (l'italiano) risulta predefinita\usepackage[suftesi]{frontespizio} % frontespizo
% per includerlo nel documento bisogna:
% 1. compilare una prima volta Tesi.tex;
% 2. compilare a parte Tesi-frn.tex, generato dalla compilazione precedente;
% 3. compilare ancora Tesi.tex.\usepackage{indentfirst} % rientra il primo capoverso di ogni sezione
\usepackage{graphicx} % immagini
\usepackage{listings} % codici
\usepackage{epigraph} % epigrafi
\newenvironment{myparastyle}{\setlength{\parindent}{1em}}{}
\renewcommand{\textflush}{myparastyle}\usepackage{algorithm,setspace} %pseudocodice
\usepackage[noend]{algpseudocode}\usepackage[font=small]{quoting} % citazioni
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm,mathtools} % matematica
\usepackage[italian]{varioref} % riferimenti completi della pagina
\usepackage{mparhack,relsize} % finezze tipografiche
\usepackage{tabularx} % tabelle di larghezza prefissata
\usepackage{etoolbox,siunitx}
\robustify\bfseries
\sisetup{output-decimal-marker={,},detect-weight=true,detect-inline-weight=math}\usepackage{csquotes}
\usepackage[style=authoryear,maxcitenames=2,hyperref,backref,natbib,backend=biber]{biblatex}
% eccellente pacchetto per la bibliografia;
% produce uno stile di citazione autore-anno;
% lo stile “numeric-comp” produce riferimenti numerici;
% NOTA BENE! bisogna che il proprio editor sia configurato per biber\addbibresource{Bibliografia.bib} % database di biblatex
\usepackage{subfig} % sottofigure, sottotabelle
\usepackage{lipsum} % testo fittizio
\usepackage{eurosym} % simbolo dell'euro
\usepackage[eulerchapternumbers,% % numeri dei capitoli nel font Euler
subfig,% % se si usa il pacchetto subfig
beramono,% % Bera Mono come font a spaziatura fissa
eulermath,% % AMS Euler come font per la matematica
pdfspacing,% % migliora il riempimento di riga
listings,% % codici
% parts,% % da decommentare in un documento diviso in parti
]{classicthesis} % stile ClassicThesis\usepackage{arsclassica} % modifica alcuni aspetti di ClassicThesis
\usepackage{bookmark} % segnalibri
\input{impostazioni-tesi} % file con le impostazioni personali
`Come posso migliorarne la resa? Mi sembrano così “tondi” e “curvi” rispetto ai numeri standard cui sono abituato..
Grazie a tutti!
P.S: vi chiedo di non far caso alla linea verticale! L’ho provata soltanto per vedere come si realizzasse ma non ho alcuna intenzione di farne uso! 😀
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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11 Febbraio 2016 alle 14:32 #105036::
Definisci sette colonne con i seguenti descrittori che scrivo spaziati per distinguerli meglio: ci scrivo sotto le intestazioni[tt] l| c S[table-format=5.0] c l S[table-format=6.0] S[table-format=5.0] [/tt]
[tt] Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} & & Istanza & {T\_MCC} & {T\_Clique} [/tt]Vedi che la prima colonna intestata [tt]T\_MCC[/tt] è composta in una colonna descritta da [tt]c[/tt]
mentre la sesta colonna con la stessa intestazione è composta in una colonna descritta da [tt]S[table-format=5.0][/tt]Nella prima delle due colonne coinvolte ci sono le cifre minuscole, nella secondo ci sono le cifre maiuscole.
Qualunque sia lo stile delle cifre che vuoi ottenere (io in una tabella userei solo cifre maiuscole ma la scelta è tua) devi descrivere le colonne nello stesso modo; se per caso tu volessi usare solo cifre minuscole, allora è meglio allinearle a destra con il descrittore di colonna [tt]r[/tt]; centrate non stanno bene.
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11 Febbraio 2016 alle 15:35 #105037::
Grazie della risposta! Effettivamente non mi ero accorto di non aver ripristinato le modifiche effettuate per cercare uno stile diverso. Sicuramente riportare la situazione all’omogeneità è la prima cosa che farò! 🙂Quello che però era l’essenza della mia domanda è: le cifre maiuscole è normale che siano così? Il tipo di carattere utilizzato è corretto? Perchè in altri articoli scientifici che ho avuto la possibilità di maneggiare i numeri sono in un font differente probabilmente e la resa mi sembra migliore.
Già che mi trovo, approfitto per porti un ulteriore quesito: come si fa a centrare o allineare a destra dei numeri interi in una colonna di tipo S?
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11 Febbraio 2016 alle 16:11 #105038::
bruceckel” post=105103
Quello che però era l’essenza della mia domanda è: le cifre maiuscole è normale che siano così? Il tipo di carattere utilizzato è corretto? Perchè in altri articoli scientifici che ho avuto la possibilità di maneggiare i numeri sono in un font differente probabilmente e la resa mi sembra migliore.Confondi i numeri minuscoli (usati per i numeri nel testo) da quelli per le formule matematiche!
`Nel 1821 Napoleone dimostrò che~$1821$ non è un numero primo.`
Nella tua tabella ci vogliono i dollari!
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11 Febbraio 2016 alle 21:02 #105039::
Allineare a destra dei numeri in colonne S che però hanno una intestazione più larga potrebbe essere difficile, ma nellacolonan S l’espressioane table-forma=n.0 specifica che i numeri interi sono incolonnati sulla cifra delle unnità, e quidi sono allineati a destra.Ma il fatto che vengano composti con un font diverso da quello testuale dipende dalle features di ClassicThesis+ArsClassica. Non so metterci le mani dentro. Quindi non ti so dire come ottenere le cose che desideri; se usi i dollari, probabilmente ti escono in Euler; non so se è quello che desideri.
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11 Febbraio 2016 alle 21:32 #105040::
lorenzo.pantieri” post=105104
Quello che però era l’essenza della mia domanda è: le cifre maiuscole è normale che siano così? Il tipo di carattere utilizzato è corretto? Perchè in altri articoli scientifici che ho avuto la possibilità di maneggiare i numeri sono in un font differente probabilmente e la resa mi sembra migliore.
Confondi i numeri minuscoli (usati per i numeri nel testo) da quelli per le formule matematiche!
`Nel 1821 Napoleone dimostrò che~$1821$ non è un numero primo.`
Nella tua tabella ci vogliono i dollari!Grazie Lorenzo della risposta. Se nella tabella metto i dollari, ricevo un errore “Missing $ inserted”. Non vorrei sbagliarmi ma credo dipenda dal fatto che se una colonna è di tipo S, è latex stesso a formattarla in maniera matematica?
Ho provato a cambiare il tipo di una colonna da S ad una semplice c e, inserendo i numeri della colonna c tra $ $, ho ottenuto esattamente lo stesso risultato della colonna S. Il font è comunque quello che vi ho mostrato in precedenza.
OldClaudio” post=105108Allineare a destra dei numeri in colonne S che però hanno una intestazione più larga potrebbe essere difficile, ma nellacolonan S l’espressioane table-forma=n.0 specifica che i numeri interi sono incolonnati sulla cifra delle unnità, e quidi sono allineati a destra.
Ma il fatto che vengano composti con un font diverso da quello testuale dipende dalle features di ClassicThesis+ArsClassica. Non so metterci le mani dentro. Quindi non ti so dire come ottenere le cose che desideri; se usi i dollari, probabilmente ti escono in Euler; non so se è quello che desideri.
La tua risposta sinceramente mi solleva, perchè pensavo di utilizzare una qualche forzatura per l’allineamento. Invece noto che è quella la strada da seguire! 🙂
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12 Febbraio 2016 alle 14:07 #105041::
`\documentclass{scrbook}\usepackage{siunitx}
\usepackage[eulerchapternumbers,beramono,eulermath,pdfspacing,listings]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}\sisetup{output-decimal-marker={,},number-math-rm=\ensuremath,unit-text-rm=\rmfamily}
\begin{document}
Noti la differenza con 3,1415?
\begin{tabular}{cS}
\toprule
Espressione & {Valore} \\
\midrule
$\pi$ & 3.1416 \\
$\pi^{\pi}$ & 36.46 \\
$\pi^{\pi^2}$ & 80662.7 \\
\bottomrule
\end{tabular}\end{document}
`
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12 Febbraio 2016 alle 15:08 #105042
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12 Febbraio 2016 alle 15:15 #105043::
bruceckel” post=105103Quello che però era l’essenza della mia domanda è: le cifre maiuscole è normale che siano così? Il tipo di carattere utilizzato è corretto? Perchè in altri articoli scientifici che ho avuto la possibilità di maneggiare i numeri sono in un font differente probabilmente e la resa mi sembra migliore.
Se usi il modello di tesi di Lorenzo, i numeri in modalità matematica ti vengono esattamente come dici, cioè così.
Responsabile del misfatto è il font matematico Euler, sul quale si è discusso a lungo. È un carattere non convenzionale, molto lontano dagli standard matematici.
Se vuoi un carattere più normale, leva l’opzione [tt]eulermath[/tt] tra quelle passate a [tt]classicthesis[/tt]. Avrai la matematica in Palatino (anzi, in Pazo, giusto il pacchetto mathpazo).Ciao
Tommaso
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12 Febbraio 2016 alle 15:36 #105044::
Bingo! Grazie mille per l’imbeccata! (E grazie mille a te, Lorenzo, per il template che metti a disposizione di noi poveri tesisti!)L’ideale sarebbe avere un misto: per le formule nel testo non mi dispiace affatto Euler ma per i numeri mi sembra decisamente inguardabile o almeno, Palatino lo batte 1000:1 in chiarezza. Mi sa che adesso chiedo troppo!!
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12 Febbraio 2016 alle 16:02 #105045::
bruceckel” post=105119
L’ideale sarebbe avere un misto:Per carità, no 😥
bruceckel” post=105119
per le formule nel testo non mi dispiace affatto Euler ma per i numeri mi sembra decisamente inguardabile o almeno, Palatino lo batte 1000:1 in chiarezza.E il Latin Modern batte 1000:1 il Palatino, se i stratta di composizione matematica.
bruceckel” post=105119
Mi sa che adesso chiedo troppo!!Sì 😉
La voglia di adornare è naturale, ma se pensiamo di scatenarla nelle pagine del testo dobbiamo invece capire che va considerata una tentazione cui si deve resistere. (S. Morison)
Ciao
Ivan
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12 Febbraio 2016 alle 16:16 #105046::
Questo è il libro a cui sto lavorando in questi giorni, in puro stile ArsClassica:http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quinta.pdf
Ed ecco lo stesso lavoro togliendo le opzioni “eulermath” ed “eulerchapternumbers” dalla chiamata a ClassicThesis:
http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quinta2.pdf
Più chiaro? Per me, no. Per il resto, trovo che le formule siano bruttine (il glifo della “y” è uno sgorbio!) e anonime, ma i gusti sono gusti: se ti piace di più così, liberissimo! 😉
ivan” post=105120
La voglia di adornare è naturale, ma se pensiamo di scatenarla nelle pagine del testo dobbiamo invece capire che va considerata una tentazione cui si deve resistere. (S. Morison)Confrontando i due documenti, non me la sentirei di dire che quello con ArsClassica sia più “adornato” o “barocco”. Direi che è solo più bello!
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12 Febbraio 2016 alle 16:22 #105047::
Effettivamente è per questo che sarebbe bello avere un font che racchiuda il meglio, ovviamente normalizzato 😀 No, vi prego, non lapidatemi all’istante.Quindi facendo una ricapitolazione: se elimino le chiamate ad eulermath avrò i numeri scritti in Palatino. E se volessi giudicare la resa del Latin Modern? Cosa dovrei settare?
Non credo sia sufficiente il “\usepackage{lmodern}” nel preambolo…
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12 Febbraio 2016 alle 16:31 #105048::
bruceckel” post=105122
Quindi facendo una ricapitolazione: se elimino le chiamate ad eulermath avrò i numeri scritti in Palatino. E se volessi giudicare la resa del Latin Modern? Cosa dovrei settare?Abbandona “Tesi classica” e passa a “Tesi moderna”: il look è adatto a documenti di hard science (non lo trovo adatto a un documento umanistico) ed è un po’ anonimo, ma il documento verrà composto in maniera impeccabile.
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12 Febbraio 2016 alle 16:45 #105049::

Alcune riflessioni.
1. I documenti non sono molto diversi: assurdo scatenare guerre di religione per differenze tutto sommato così piccole.
2. Il “2” del primo documento è proprio bruttino; idem la “y”.
3. Non mi pare che la seconda formula sia meno leggibile della prima; idem i numeri.
http://www.lorenzopantieri.net/Scritti_files/FunzioniDistribuzioni.pdf
Questo è un documento con matematica più avanzata (negli ultimi paragrafi): per me si legge benissimo!
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12 Febbraio 2016 alle 17:47 #105050::
Ti do la mia opinione personale, da lettore più che da “scrittore” di latex, dato che al momento non sono all’altezza di considerarmi tale.Sinceramente vedendo le immagini che hai messo a confronto, sono d’accordo con te che le differenze non siano abissali e tutto sommato la versione a destra sia anche più “gioiosa” della corrispettiva austera sinistra. E, sinceramente, le trovo leggibili allo stesso modo.
Quello che, però, può fare la differenza in un caso come il mio ad esempio, dove mi trovo tabelle intere di numeri, numeri, numeri e ancora numeri, è la visione d’insieme e il colpo d’occhio che si ha. E in quel caso, A MIO PARERE, la seconda versione risulta molto meno leggibile della prima! Mi appare più confusionario e ho più difficoltà a mettere a fuoco i numeri. Ma ripeto, è la mia opinione e sinceramente questo problema l’ho sollevato adesso che sono arrivato al punto di dover riportare i risultati, perchè finora Euler mi aveva soddisfatto in pieno. Con la tabella pensavo a qualcosa di diverso.
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12 Febbraio 2016 alle 17:54 #105051::
Ad esempio:

Trovo che la seconda sia molto più leggibile della prima e se la immagino con i caratteri Euler credo che non sarebbe molto “carina” da vedere. Ma è soggettivo.
Avrei voluto proporti un confronto professionale come il tuo ma non so perchè queste due tabelle che nel mio documento sono scritte consecutivamente, sebbene in ambienti diversi, adesso mi appaiono in “automatico” con due font diversi.. Non ci sto capendo più niente 😀 😀
P.S: ci sarebbe qualche “trucchetto” per spostare la tabella un pò più a sinistra (è in modalità landscape)? Questo è il suo codice:
`
\newcounter{z}
\def\z{\stepcounter{z}[[[[[\thez]]]]]}\makeatletter
\def\fudge#1#2{%
\addtolength\textheight{#1}%
\@colroom\textheight
\vsize\textheight
\@colht\textheight
\def\LS@rot{%
\setbox\@outputbox\vbox{\hbox{\kern-#2\rotatebox{90}{\box\@outputbox}}}}%
\clearpage}\begin{landscape}
\fudge{3.8cm}{1.5cm}
\begin{longtable}{llcccccccccccc}
\caption{Un esempio di tabella ripartita su più pagine.}
\label{tab:longtable} \\
\toprule
\multirow{2}*{Istanza} & & \multicolumn{3}{c}{R-ILS no prop} & \multicolumn{3}{c}{D-ILS no prop} & \multicolumn{3}{c}{R-ILS prop} & \multicolumn{3}{c}{D-ILS prop}\\
\cmidrule(lr){3-5} \cmidrule(lr){6-8} \cmidrule(lr){9-11} \cmidrule(lr){12-14}
& & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best
\\\endfirsthead
% intestazione normale
\multicolumn{7}{l}{\footnotesize\itshape\tablename~\thetable:
continua dalla pagina precedente} \\
\toprule
\multirow{2}*{Istanza} & & \multicolumn{3}{c}{R-ILS no prop} & \multicolumn{3}{c}{D-ILS no prop} & \multicolumn{3}{c}{R-ILS prop} & \multicolumn{3}{c}{D-ILS prop}\\
\cmidrule(lr){3-5} \cmidrule(lr){6-8} \cmidrule(lr){9-11} \cmidrule(lr){12-14}
& & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best & MCC & time\_avg & best
\\
\midrule
\endhead% piede normale
\midrule
\multicolumn{14}{r}{\footnotesize\itshape\tablename~\thetable:
continua nella prossima pagina} \\
\endfoot% piede finale
\bottomrule
\multicolumn{14}{r}{\footnotesize\itshape\tablename~\thetable:
si conclude dalla pagina precedente} \\
\endlastfoot
`
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12 Febbraio 2016 alle 18:44 #105052
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13 Febbraio 2016 alle 18:08 #105053::
Quindi facendo una ricapitolazione: se elimino le chiamate ad eulermath avrò i numeri scritti in Palatino. E se volessi giudicare la resa del Latin Modern? Cosa dovrei settare?
Teniamo presente che stai usando ClassicThesis+Arsclassica, che come hai visto recentemente ah dato luogo ad interessanti confronti di idee.
Ora quei pacchetti sono un po’ del tipo prendere o lasciare.
Io proverei a fare una cosa del genere (nota che te lo dico, ma non ho fatto prove in merito, quindi il tutto potrebbe non funzionare).
nel preambolo, dopo aver invocato ClassicThesis e ArsClassica, invocherei il pacchetto newpxtext; con questa impostazione, forse vien svincolato tutto quello che ha a che fare con mathpazo e il font di default per la matematica dovrebbe essere il Latin Modern; ho dei forti dubbi che funzioni. Tuttavia questo approccio permetterebbe di caricare anche newpxmath:`\usepackage{newpxtext,newpxmath}` In questo modo avresti sostituito tutti i font di ClassicThesis e ArsClassica, compreso il font sanserif che da Iwona diventerebbe Helvetica; Iwona mi pare migliore perché, pur essendo senza grazie, almeno non sembra disegnato con una penna RapidoGraf (di quando si disegnava con il tecnigrafo e quella penna per tracciare le linee a china di spessore rigorosamente costante). Se vuoi ripristinare l’Iwona dovrebbe bastarti aggiungere ancora `\renewcommand{\sfdefault}{iwona}`Ecco quindi che i font matematici (con grazie, a differenze degli Euler che sono senza grazie) hanno la giusta inclinazione per le lettere e le cifre delle tabelle dovrebbero essere le cifre matematiche che a parte la spaziatura costante (sono i font lining+tabular) hanno lo stesso disegno dei font testuali.
Ripeto, ti ho scritto quanto sopra a naso, non ho collaudato niente; ma finche si tratta di page design sono disponibile ad usare pacchetti del tipo prendere-o-lasciare; ma quando si tratta di font voglio essere libero di scegliere i miei preferiti; vedi infatti che a parte i font matematici, per i quali da ingegnere mi sento vincolato alle norme ISO, fra i miei preferiti ci sono i Palatino e gli Iwona, gli stessi che piacciono a Lorenzo,
Ma trovo ottime anche altre collezioni come gli Utopia armonizzati con i font sans e mono, oltre che con quelli matematici che si ottengono con il pacchetto fourier; oppure i kpfonts, che offrono una buona approssimazione dei Palladio, insieme alle giuste accoppiate di sans, mono, e matematici.
Oppure ancora, tout-court, I Latin Modern, specialmente se caricati con il pacchetto cfr-lm, che estende i Latin Modern anche ad altre famiglie e che consente scelte di forme per le cifre (per esempio minuscole nel testo e maiuscole/tabular nelle tabelle oltre che maiuscole matematiche) che il pacchetto usuale lmodern non permette di usare.
Volendo Mathdesign permette di scegliere anche i Charter e i Garamond con i giusti abbinamenti con la matematica.
Quindi vedi l’importanza di non definire i font nelle classi (tranne quelle standard come book, report, ecc. perché quelle devono essere tutto fare e rappresentano gli standard con cui confrontarsi).
Lorenzo afferma che le sue tabelle con gli Euler al posto dei normali font matematici con grazie gli piacciono di più. Liberissimo, ovviamente; sui gusti di carattere estetico non si discute, come non si discute su quelli di carattere culinario o di carattere letterario, ma anch’io come te trovo le tabelle di numeri disegnati con quel poco di grazie che è lecito usare con quei glifi siano più leggibili che non con caratteri assolutamente privi di grazie; ma si tratta di gusti. Cambiare forma allele cifre testuali rispetto a quelle matematiche non mi sembra una cosa tipograficamente corretta, ma è solo un’opinione personale.
Vorrei ancora, visto che ci sono, aggiungere una piccola nota in merito agli Euler; Zapf li ha disegnati per un testi di matematica la cui parte testuale è scritta con i Concrete Computer Modern fonts. Usati assieme, in un libro solo di matematica stanno abbastanza bene, sebbene la mancanza di inclinazioni in alcuni passaggi di matematica in linea con il testo mi hanno date qualche problemino di lettura; aggiungo anche che il libro è scritto in inglese dove le uniche parole di una sola lettera sono: I che non si può confondere con altre lettere minuscole matematiche o testuali; e “a”, articolo indeterminativo. In italiano parole di una sola lettera impegnano tutte le vocali tranne la u; ecco quindi che fra la miriade di simboli matematici l’italiano è più vulnerabile dell’inglese, quindi trovo importante che le quattro vocali incriminate siano ben distinte rispetto ai corrispondenti simboli matematici. Il contesto dovrebbe eliminare ogni ambiguità? Non ne sono sicuro, e non sempre ci si può affidare al contesto.
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14 Febbraio 2016 alle 5:11 #105054
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14 Febbraio 2016 alle 6:25 #105055::
lorenzo.pantieri” post=105154
`\usepackage{newpxtext,newpxmath}`
Per curiosità ho provato, il risultato lascia molto a desiderare, soprattutto per quello che riguarda i limiti…
Quelli sono i migliori pacchetti per il Palatino in circolazione.
Più che altro, nel tuo esempio hai usato i numeri minuscoli…
Ciao
Tommaso
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14 Febbraio 2016 alle 7:08 #105056
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14 Febbraio 2016 alle 7:18 #105057
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14 Febbraio 2016 alle 8:30 #105058::
Prova questo file:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[11pt]{scrreprt}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{arsclassica}
\usepackage[theoremfont,largesc,tighter]{newpxtext}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[varqu,varl]{inconsolata}
\usepackage{amsmath,amsthm}
\usepackage[bigdelims,vvarbb]{newpxmath}% option vvarbb gives you stix blackboard bold
\useosf
\useproportional
\linespread{1.05}\begin{document}
\setcounter{chapter}{2}
\chapter{Lorem}
Nel titolo del capitolo il numero è sempre preso da arsclassica imponendo le cifre minuscole e i comandi \verb|\useosf| e \verb|\useproportional| non hanno effetto. I numeri minuscoli per i titoli non vanno molto bene\dots\section{Ipsum}
Lo stesso avviene per i numeri degli altri comandi di sezionamento.Ecco i numeri 01234567890 nel testo e nella matematica in linea $0123456789$.
Ed ecco i numeri nella matematica in display:
\[0123456789\]
\end{document}`Come dice il testo l’unica cosa che a me non piace sono i numeri dei capitoli e delle sezioni, ma questa è una scelta di arsclassica+ClassicThesis.
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14 Febbraio 2016 alle 8:30 #105059::
illinguista1972″ post=105157
Non basta, come vedi. Quei font richiedono impostazioni particolari per regolarne il comportamento. 🙂Lal mia era semplice curiosità. Sono molto scettico che basti aggiungere la chiamata a un pacchetto che modifica in profondità il look della pagina (cambiando i font, per esempio) per avere un risultato tipograficamente valido. Ripeto: ClassicThesis è lunga 700 righe, ArsClassica 300. Dubito che basti aggiungere una riga per avere qualcosa di buono… 😉
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14 Febbraio 2016 alle 8:40 #105060::
P.S. Ho provato il codice di Claudio sul mio libro, ma niente! In più compaiono degli stranissimi integrali sparsi per la pagina…
In ogni caso, rinnovo il mio consiglio. Se al nostro amico non vanno i numeri di ArsClassica, gli consiglio di passare a Tesi Moderna: i Latin Modern sono impeccabili.
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14 Febbraio 2016 alle 9:39 #105061::
lorenzo.pantieri” post=105160
Non basta, come vedi. Quei font richiedono impostazioni particolari per regolarne il comportamento. 🙂
Lal mia era semplice curiosità. Sono molto scettico che basti aggiungere la chiamata a un pacchetto che modifica in profondità il look della pagina (cambiando i font, per esempio) per avere un risultato tipograficamente valido. Ripeto: ClassicThesis è lunga 700 righe, ArsClassica 300. Dubito che basti aggiungere una riga per avere qualcosa di buono… 😉
Lo stile ClassicThesis è stato costruito intorno a Euler?
Ciao
Tommaso
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14 Febbraio 2016 alle 11:01 #105062::
Certamente valido il consiglio di passare a TesiModerna, ma…Il tuo ultimo esempio mostra che certe definizioni che hai eseguito per comporre le tue dispense rivoluzionano tutto quanto. Infatti l’EMC di prima, composto con arscalssica (che di suo carica ClassicThesis se non è già stato caricato) modificato per avere i limiti diventa:`\documentclass[11pt]{scrreprt}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{arsclassica}
\usepackage[theoremfont,largesc,tighter]{newpxtext}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[varqu,varl]{inconsolata}
\usepackage{amsmath,amsthm}
\usepackage[bigdelims,vvarbb]{newpxmath}% option vvarbb gives you stix blackboard bold
\useosf
\useproportional
\linespread{1.05}\begin{document}
\setcounter{chapter}{2}
\chapter{Lorem}
Nel titolo del capitolo il numero è sempre preso da arsclassica imponendo le cifre minuscole e i comandi \verb|\useosf| e \verb|\useproportional| non hanno effetto. I numeri minuscoli per i titoli non vanno molto bene\dots\section{Ipsum}
Lo stesso avviene per i numeri degli altri comandi di sezionamento.Ecco i numeri 01234567890 nel testo e nella matematica in linea $0123456789$.
Ed ecco i numeri nella matematica in display:
\[0123456789\]
Il limite di
\begin{equation}
y=\frac{x^2-9}{x-3}
\end{equation}
per $x\to3$ vale
\begin{equation}
y(3) = \lim_{x\to 3} \frac{x^2-9}{x-3}= \lim_{x\to3}y'(x)= \lim_{x\to3}2x = 6
\end{equation}\end{document}` e non succede nulla di strano come nel tuo esempio, dove compaiono i segni di integrale al posto dei segni di uguale, e dove mancano diversi altri delimitatori. Stiamo parlando, evidentemente, di lana caprina, perché la domanda iniziale era sì collegata alluso di TesiClassica, quindi di ClassicThesis+Arsclassica, ma sia TesiClassica sia i tuoi main-file e impostazioni-personali.tex per comporre Quinta.pdf aggiungono altre definizioni che non permettono di fare confronti.
Il mio esempio minimo compilabile, pur non essendo esaustivo, dimostra che si possono cambiare i font di un file composto con ArsClassica, senza subire danni gravi, tranne, se vogliamo, i numeri dei capitoli e dei sezionamenti. Il mio esempio non dimostra che questi cambiamenti siano insensibili agli altri cambiamenti fatti con preamboli e impostazioni personali “qualsiasi”. Evidentemente ci vuole ben di più per verificare che cosa succede interagendo con altre impostazioni e altre definizioni. È possibile che quei preamboli insieme a quelle impostazioni personali potrebbero essere sensibili all’ordine di caricamento. Io, però, non ho voglia di andare a fare ulteriori esperimenti.
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14 Febbraio 2016 alle 13:54 #105063::
OldClaudio” post=105163
Stiamo parlando, evidentemente, di lana caprina, perché la domanda iniziale era sì collegata alluso di TesiClassica, quindi di ClassicThesis+Arsclassica […].Per me, questi esperimenti confermano una cosa: ArsClassica è uno stile del tipo “prendere o lasciare”. In un mondo ideale, ArsClassica dovrebbe essere una classe (basata sulle classi standard e scritta benissimo) che imposta l’inter look della pagina, con al massimo un paio di opzioni e che magari produce un messaggio di errore se si cerca di cambiare qualcosa del suo aspetto…
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14 Febbraio 2016 alle 14:05 #105064::
lorenzo.pantieri” post=105165In un mondo ideale, ArsClassica dovrebbe essere una classe (basata sulle classi standard e scritta benissimo) che imposta l’inter look della pagina, con al massimo un paio di opzioni e che magari produce un messaggio di errore se si cerca di cambiare qualcosa del suo aspetto…
Ni, nel senso che concordo sul fatto che ArsClassica dovrebbe essere una classe, ma fare in modo che produca un messaggio di errore ogni volta che si cambia qualcosa del suo aspetto ritengo sia impossibile. Data una qualsiasi classe, c’è sempre il modo di cambiare qualcosa, per esempio caricare nel documento: `\usepackage[margin=0pt]{geometry}` potrebbe creare qualche scompenso 😉
Il punto è che chi scrive la classe lo può fare al meglio, ma non ha il controllo su pacchetti, opzioni e comandi che l’utente finale usa nel suo documento.
Ciao
Claudio
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14 Febbraio 2016 alle 15:19 #105065::
Giusto per curiosità ho voluto confrontare i font per comporre i titoli dei capitoli. Ho preso l’EMC di prima e ho aggiunto alcune ridefinizioni copiate e modificate da ArsClassica; ho definito 5 comandi \chapterNumberXX, con XX diversi ma che con un semplice \let si possono usare per assegnarne uno a \chapterNumber come si vuole, ma nel frattempo li mostro tutti e 5 assieme. Questo nuovo esempio (non più tanto) minimo compilabile mostra che con uno sforzo minimo si può cambiare ogni font, anche basandosi su ArsClassica.
Ecco il codice`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[11pt]{scrreprt}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{arsclassica}
\usepackage[theoremfont,largesc,tighter]{newpxtext}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[varqu,varl]{inconsolata}
\usepackage{amsmath,amsthm}
\usepackage[bigdelims,vvarbb]{newpxmath}% option vvarbb gives you stix blackboard bold
\useosf
\useproportional
\linespread{1.05}% Impostazione per i capitoli e i comandi di sezionamento; comandi ripresi da
% ArsClassica e modificati.% Per il numero del capitolo
\DeclareFixedFont{\chapterNumberRm}{T1}{\rmdefault}{m}{n}{50}
\DeclareFixedFont{\chapterNumberSf}{T1}{\sfdefault}{m}{n}{50}
\DeclareFixedFont{\chapterNumberTt}{T1}{\ttdefault}{m}{n}{50}
\DeclareFixedFont{\chapterNumberLm}{T1}{lmr}{m}{n}{50}
\DeclareFixedFont{\chapterNumberEu}{U}{eur}{m}{n}{50}\let\chapterNumber\chapterNumberRm % viene usato il Palatino eXtended
% Per gli altri comandi di sezionamento
\titleformat{\section}
{\normalfont\Large\sffamily}{\textsc%
{${\thesection}$}}%
{1em}{\spacedlowsmallcaps}
% subsections
\titleformat{\subsection}
{\normalfont\sffamily}{\textsc{%
${\thesubsection}$}}{1em}{\normalsize}
% subsubsections
\titleformat{\subsubsection}
{\normalfont\sffamily\itshape}{\textsc%
{${\thesubsubsection}$}}%
{1em}{\normalsize\itshape}
% paragraphs
\titleformat{\paragraph}[runin]
{\normalfont\normalsize\sffamily}{\textsc%
{${\theparagraph}$}}%
{0pt}{\spacedlowsmallcaps}\begin{document}
\setcounter{chapter}{2}
\chapter{Lorem}
Nel titolo del capitolo il numero è sempre preso da arsclassica imponendo le cifre minuscole e i comandi \verb|\useosf| e \verb|\useproportional| non hanno effetto. I numeri minuscoli per i titoli non vanno molto bene\dotsMa con le impostazioni suddette si ritorna alle cifre maiuscole.
Ecco le dieci cifre ottenute con il font per i numeri dei capitoli: Nell'ordine Euler, Gyre Pagella, Latin Modern, Gyre Hera sans serif, Teletype.
Gli Euler e i Teletype hanno una contrattilità nulla dello spazio interparola. I Teletype sono gli stessi usati con la precedente (sorpassata) distribuzione dei \texttt{txfonts} e \texttt{pxfonts}, diversi dai Teletype dei Computer/Latin Modern.
\begin{center}\lineskip=10pt
\makebox[\textwidth]{\color{Gray}\chapterNumberEu 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}
\makebox[\textwidth]{\color{Gray}\chapterNumberRm 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}
\makebox[\textwidth]{\color{Gray}\chapterNumberLm 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}
\makebox[\textwidth]{\color{Gray}\chapterNumberSf 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}
\makebox[\textwidth]{\color{Gray}\chapterNumberTt 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}
\end{center}\section{Ipsum}
Lo stesso avviene per i numeri degli altri comandi di sezionamento. Però vedi sopra.Ecco i numeri 01234567890 nel testo e nella matematica in linea $0123456789$.
Ed ecco i numeri nella matematica in display:
\[0123456789\]
Il limite di
\begin{equation}
y=\frac{x^2-9}{x-3}
\end{equation}
per $x\to3$ vale
\begin{equation}
y(3) = \lim_{x\to 3} \frac{x^2-9}{x-3}= \lim_{x\to3}y'(x)= \lim_{x\to3}2x = 6
\end{equation}\end{document}`
Secondo me ArsClassica dovrebbe essere concepita come classe, sicuramente; ma con moltissime opzioni, né più né meno di suftesi; anche suftesi è del tipo prendere o lasciare, ma le sue opzioni permettono tali e tante combinazioni di formati di pagina, di layout di pagina, di font, di posizione dei vari elementi, persino di tipologia di documenti, compresa una opzione per pubblicare una rivista, che difficilmente si potrebbe trovare di meglio. I suoi disegni di pagina sono fra quelli più usati, con rapporti altezza/larghezza del blocco di stampa specificabili una discreta varietà, anche se lui si bassa su geometry e non sul metodo delle strisce delle classi Koma, che difficilmente un utente vorrebbe cambiare qualcosa, tanto che se un utente non trova fra quelle circa 20000 combinazioni una che fa per lui, allora è pronto per scriversi una classe per conto proprio. ArsClassica riveduta con la miriade di opzioni di cui dicevo, potrebbe essere una alternativa molto valida alla classe suftesi.ArsClassica con il rapporto 2:1 per altezza/larghezza della gabbia di stampa (doppio quadro) ha il vantaggio di avere abbastanza spazio per le note marginali, ottime in un testo umanistico, divertenti in Concrete Mathematics, del solito superflue in un testo tecnico scientifico. Ma questo grande spazio permette l’inserimento di figure o tabelle non troppo grandi nel margine, oltre che in testa o al piede: figure/tabelle larghe quanto \textwidth+\marginparsep+\marginparwidth;questa soluzione spesso è molto utile sia per necessità di larghezza di quello che si vuol mostrare, sia per movimentare la pagina in una maniera gradevole, non invasiva, non distraente, che può attrarre anche gli svogliati allievi una qualunque scuola superiore dei giorni nostri.
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14 Febbraio 2016 alle 15:30 #105066::
Dunque, per come la vedo io stiamo uscendo dal seminato. Come sempre ultimamente, del resto.Vorrei precisare che Euler non è il font matematico di ArsClassica, né quello di ClassicThesis, su cui ArsClassica è modellato.
Il carattere matematico di entrambi gli stili è il Palatino: il pacchetto mathpazo, infatti, è stato scritto per permettere di avere una matematica coerente con il font testuale Palatino, che pure carica. Perché dico questo? Perché Miede ha messo gli Euler come opzione e non come default, e non ha scritto da nessuna parte nella sua documentazione che è obbligatorio usarli. Né lo ha scritto Lorenzo, il quale li raccomanda, ma non ne fa un obbligo. Se Euler fosse stato il carattere matematico di questi due stili, perché gli autori non lo hanno messo come impostazione predefinita, anziché relegarlo tra le opzioni? Perché non lo è, chiaro.
Il fatto che entrambi gli autori, poi, scrivano le formule matematiche in Euler nelle proprie documentazioni, non è sufficiente a dire che Euler è il font matematico di ClassicThesis e di ArsClassica. È solo una preferenza personale. Che Miede abbia scelto Euler come alternativa a Pazo e che Lorenzo abbia scelto la stessa cosa, è una preferenza personale.
Di sicuro c’è una sola cosa, per me: le formule matematiche in Pazo (o in newpxmath, se si usa quello) sono innegabilmente più immerse nel testo e cozzano meno con il contesto. Euler, come ho detto, è un font che è molto lontano dagli standard (preferenza personale: mi piace moltissimo per il numero delle sezioni, ma non per le formule, anche perché è troppo grande) e mima la scrittura umana alla lavagna, che per forza è diritta! Ma la matematica, mi pare, è una scienza fatta di convenzioni, e l’inclinazione delle lettere conta non poco, e per me usare un carattere che fa il verso a un risultato inevitabile come quello del gesso e della lavagna, è una forzatura, un vezzo. Ma tant’è.
Tanto varrebbe non usare mai il corsivo in un testo: alla lavagna, chi scrive inclinato a destra? 🙂
Anche la piramide di vetro che sta nel cortile del Louvre è molto lontana dagli standard, del resto.Detto questo, il nostro amico di partenza non deve ripiegare su TesiModerna, se non gli piacciono gli Euler: basta che levi l’opzione relativa da quelle passate a ClassicThesis. Può sempre mantenere gli Euler per il numero dei capitoli, essendo anche questa un’opzione.
Da cui discende una sola cosa a casa mia: dato che per avere gli Euler basta scrivere [tt]eulermath[/tt] e che per non averli basta levarlo; visto che entrambi i font, dato che sono opzioni di uno stesso stile, permettono di avere risultati tipografici ottimali (perché previsti entrambi dallo stesso autore), allora vale proprio quello di cui si parlava prima: basta una sola parola (non un’intera riga!) per ottenere risultati tipografici ottimali, indipendentemente dalle 700 righe di ClassicThesis e dalle 300 di ArsClassica.
Concludo dicendo che suftesi è lunga 2719 righe, e che basta scrivere [tt]greekfont=bodoni[/tt] per caricare un pacchetto che modifica in profondità il look della pagina e ottenere un risultato tipografico ottimale.
Ciao
Tommaso
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14 Febbraio 2016 alle 16:25 #105067::
illinguista1972″ post=105174
Né lo ha scritto Lorenzo, il quale li raccomanda, ma non ne fa un obbligo. Se Euler fosse stato il carattere matematico di questi due stili, perché gli autori non lo hanno messo come impostazione predefinita, anziché relegarlo tra le opzioni? Perché non lo è, chiaro. Il fatto che entrambi gli autori, poi, scrivano le formule matematiche in Euler nelle proprie documentazioni, non è sufficiente a dire che Euler è il font matematico di ClassicThesis e di ArsClassica. È solo una preferenza personale.Nel mio caso, me ne sono probabilmente dimenticato. Ho dato per scontato che l’utente finale caricasse classicthesis con “eulermath” (e anche “beramono” e “eulerchapternumbers”, se è per quello). Quando troverò il tempo di aggiornare il pacchetto, potrei scrivere:
`\RequirePackage[eulerchapternumbers,beramono,eulermath]{classicthesis}`
Quando ho scritto quel pacchetto pensavo che le cose sarebbero cambiate rapidamente: pensavo che presto sarebbe stato un semplice modulo della classe di Enrico… 😉illinguista1972″ post=105174
Ma la matematica, mi pare, è una scienza fatta di convenzioni, e l’inclinazione delle lettere conta non poco […].Contano eccome. Ma in un documento di matematica pura (se non si devono basta mettersi d’accordo.
In ogni caso, il nostro amico ha diverse opzioni, se non gli piacciono gli Euler: usare ClassicThesis e/o ArsClassica senza l’opzione “eulermath” (ma io lo sconsiglio), oppure valutare altre classi.
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14 Febbraio 2016 alle 18:32 #105068::
Ariciao a tutti 🙂
Sono contento ma allo stesso tempo mi sento responsabile di aver acceso questa discussione ma, credo e spero, possa essere d’aiuto a tanti altri tesisti come me in futuro. E quindi vi ringrazio innanzitutto a nome mio, poi magari qualcuno col pensiero si accoderà 😀Ho letto le vostre risposte con molto interesse e mi hanno preso moltissimo, anche se ammetto che non padroneggio tutti i punti che avete toccato: non vedo l’ora di finire questa tesi e avere del tempo libero da dedicare ad imparare latex come si deve e non a vivere di piccoli espedienti per risolvere i problemi che una tesi inevitabilmente comporta.
A questo punto, credo che finirò di scrivere la tesi completamente, soltanto a quel punto farò le varie prove sui font (Tesi Moderna, sinceramente mi piace meno e l’ho scartata come possibilità: come è stato detto la trovo giustamente anonima) prima della revisione finale. Quello che testerò, se ho ben compreso tutto, sono queste possibilità:
1) Usare gli eulermath, così come sono già impostati
2) Commentare l’utilizzo di eulermath per usare i mathpazo
3) Utilizzare \usepackage{newpxtext,newpxmath}Una domanda sulla 3) ce l’avrei: seguendo la procedura, anche con il riutilizzo degli iwona, perderei i numeri delle sezioni e i titoli delle sezioni scritti in Euler?
Purtroppo data l’incombente scadenza della consegna della tesi non ho il tempo materiale di applicarmi su altre classi. La segno nella to-do list dei compiti delle vacanze 😀
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14 Febbraio 2016 alle 21:14 #105069::
Guarda l’ultimo esempio minimo compilabile che ho inviato in uno dei miei ultimi messaggi. L’ì ci sono tutti i comandi necessari per usare i newtx, gli iwona e i numeri delle sezioni in un font lineare che si accorda bene con il maiuscoletto dei titoli.Per vedere il risultato (fatto con la classe srcreprt e ArsClassica che a sua volta carica ClassicThesis, non l’ho fatto direttamente con TesiClassica) ti basta copiare l’esempio minimo (seleziona + copia) e incollarlo in file tex nuovo col nome di tuo gradimento, compilarlo e vedere il risultato. Tinei presente che il preambolo di TesiClassica, il template che stai usando contiene le righe seguenti`\usepackage[eulerchapternumbers,% % numeri dei capitoli nel font Euler
subfig,% % se si usa il pacchetto subfig
beramono,% % Bera Mono come font a spaziatura fissa
eulermath,% % AMS Euler come font per la matematica
pdfspacing,% % migliora il riempimento di riga
listings,% % codici
% parts,% % da decommentare in un documento diviso in parti
]{classicthesis} % stile ClassicThesis`quindi, come vedi eulerchapternumbers e euler math ci sono già e sono quelli che ti danno problemi. Io cancellerei tutta quella chiamata a ClassicThesis, chiamarei solo ArsClassica seguita poi dalle poche righe del preambolo del mio esempio minimo.
Conservi il layout della pagina, procedi con i font neapxtext e newpxmath; sei siucor di usare le cifre amiuscole in matematica e quelle miniscole nel testo; se non hai immesso nele tue impostazioni personali cose strane, non dovresti avere problemi; se propiro ci tieno agli eule per i numeri dei titoli specifica solo alla classe (non ad ArsClassica) l’opzione eulerchapternumbers e togli ogni mia ridefinizione del comando \chapterNubers. Io non lo farei, anche se gli Euler sono decorativi, ma la scelta è tua.
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