Ohm pm-isomath vs. siunitx

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  • #119963
    Francesco
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      Buonasera,
      sto leggendo la guida “Regole e consigli per comporre la matematica delle scienze sperimentali” e usando il pacchetto pm-isomath per provare a scrivere seguendo le varie norme, ma non riesco a risolvere un piccolo problema.
      Premetto che ho letto sia la guida che la documentazione del pacchetto, ma non ne sono venuto a capo.
      Devo assegnare ad una resistenza il valore di 2 \ohm e per questo uso il comando `$R=\SI{2}{\ohm}$` sfruttando il pacchetto siunitx, ma l’omega maiuscola viene mostrata a schermo inclinata invece che in tondo, mentre se non utilizzo il comando di siunitx e quindi `$R=2 \ohm$` la lettera viene stampata correttamente.
      Da come ho capito leggendo la guida il comando \ohm è stato ridefinito nel pacchetto pm-isomath e quindi penso che ci sia una sorta di problema di compatibilità tra siunitx e pm-isomath.
      Come posso risolvere volendo continuare a usare il comando di siunitx, ma anche le lettere greche a norma introdotte da pm-isomath?
      Vi ringrazio anticipatamente.
      Cesko

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      • #119964
        claudio
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          ciao
          di solito problemi come questi si risolvono
          cambiando l’ordine di caricamento
          claudio

        • #119965
          Francesco
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            Ho invertito l’ordine mettendo come primo siunitx, ma il problema persiste.

          • #119966
            OldClaudio
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              @CeskoBara
              , ti ringrazio, perché hai messo in luce una incompatibilità strutturale fra pm-isomath e siunitx. Colpa mia che non uso quasi mai, per non dire assolutamente mai, siunitx; per carità, è un ottimo pacchetto che va benissimo per chi ha poca pratica con le unità di misura e non riesco mai a immedesimarmici quando scrivo e propongo pacchetti. È il feedback come il tuo che permette al software libero e aperto di funzionare correttamente. A giorni nell’aggiornamento di TeX Live il pacchetto pm-isomath sarà corretto e disponibile per l’aggiornamento.
              Grazie ancora

            • #119967
              Francesco
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                Grazie mille @OldClaudio, sono molto contento di contribuire implicitamente per migliorare il software!
                A proposito di unità di misura, esistono alternative “migliori” a siunitx?

              • #119968
                OldClaudio
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                  No, o usi siuntx, o conosci a menadito. unità che vuoi usare; io scrivo di elettronica analogica e le mie unità di misura le conosco benissimo con tutti i loro mutili e sottomultipli, e non usi siunitx

                  pm-isomath dovrebbe essere disponibile per l’aggiornamento entro 24 ore, da quello che mi comunicano i gestori di CTAN.

                • #119969
                  Francesco
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                    Ma non capisco come si possano scrivere senza utilizzare siunitx, LaTeX ha già dei comandi predefiniti per le unità?
                    Oppure si scrive direttamente, per esempio, così:
                    `$R = 20 \, \mathrm{n}\ISOOmega$`
                    per una resistenza di 20 nanoohm?

                  • #119970
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Coi nanoohm non mi ci trovo, magari con i megaohm,ma ci nanofarad, mi trovo più a mio agio.
                      Basta definirsi una macro, del tipo [tt\\newcommand\unit[1]{}\ensuremath{\,\mathrm{#1}}}[/tt] giusto per non dover riscrivere sempre le stesse cose, oppure una macro più complessa che distingua due forma distinte per la matematica e per il testo, dove talvolta bisogna mantenere i neretto, e in rare circostanze anche il corsivo, dopo di che non è dificile con pm-isomanth, scrivere`$C=20\unit{nF}$ e $R=20\unit{M\ohm}$` Insomma, una cosa avere un comando per inserire le unità di misura con uno spazio insecabile in modo che non si possano separare dal loro valore numerico, una cosa è avere un pacchetto molto potente che consente di inserire le unità con i loro nomi, non con i loro simboli, e che fa ogni altro abbellimento del caso scegliendo (malamente) anche le divisioni fra unità indicate con la frazione a linea orizzontale, che le rende facilmente illeggibili.
                      In questi giorni hao rivisto il file sorgente di un manuale scritto da un amico; non gli piace farsi le cose da solo a si affida a pacchetti; bene: prima di emettere al prima pagina deve leggersi tanti di quei pacchetti, che passano almeno 15 secondi; Quei pacchetti,spesso fanno cose bellissime, che però non sono economiche in termini di tempo; il suo manuale richiede 2min15s per la compilazazione, quando, sempre sul mio calcolatore, la Guida GuIT, di circa 820 pagine, tante formule, tanti disegni, una ventina di foto, compila i 35s. Il trucco? non c’è nessun trucco se non quello di scriversi da soli le macro che servono. Non è sempre facile, ma secondo me ne vale la pena; in fondo LaTeX è asincrono, ma a me capitano tanti errori di digitazione sulla tastiera, quindi compilo spesso per non trascinarmi dietro errori da scoprire quando sono state prodotte centinai di pagine. D’accordo; oggi rimettendo a posto le mie cose latexiane, ho trovato un dischetto da 2,5pollici dove c’era la prima versione funzionante di un pacchetto, che ora viene distribuito su CTAN, ma che ho continuamente aggiornato e di cui ho esteso moltissimo le funzionalità; non me lo ricordavo più, ma era del 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, 32 anni fa… Ho sempre usato pochissimi pacchetti, scrivendomene molti (all’occorrenza anche classi) per mio uso e consumo, personalizzati al tipo specifico di documento da scrivere; riduzione dei tempi decisamente efficace. Non sto dicendo di imitarmi; sto semplicemente scrivendo che cosa succede ad usare molti o pochi pacchetti.
                      Siunitx è fatto molto bene, ma per i miei documenti e la mia conoscenza di quel che scrivo è quasi sprecato.

                    • #119971
                      robitex
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                        Ciao.
                        Confermo l’arrivo proprio stamani dell’aggiornamento del pacchetto pm-isomath.
                        Per riceverlo, con TeX Live 2021 dare il comando:
                        `$ tlmgr update –all`
                        Alla prossima.
                        R.

                      • #119972
                        Francesco
                        Partecipante
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                          Grazie, ora mi è chiaro, è un discorso di “buona” scrittura del codice che rende il tutto più pulito ed efficiente.
                          Effettivamente i nanoohm hanno poco senso, il prof di elettrotecnica me la farebbe pagare cara per un’affermazione del genere!

                        • #119973
                          Francesco
                          Partecipante
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                            Grazie dell’informazione, colgo l’occasione per chiedere se devo prima aggiornare a TeX Live 2021 dalla versione 2020 o posso mantenere quest’ultima e aggiornare solo il pacchetto?

                          • #119974
                            robitex
                            Amministratore del forum
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                              CeskoBara” post=120473Grazie dell’informazione, colgo l’occasione per chiedere se devo prima aggiornare a TeX Live 2021 dalla versione 2020 o posso mantenere quest’ultima e aggiornare solo il pacchetto?

                              Puoi installare la TeX Live 2021 in poco tempo se fai dell’altro mentre scarichi i dati.
                              Ti consiglio la procedura netinstall.
                              Quando la TeX Live avrà completato il processo puoi impostarla come distribuzione attiva lasciando la 2020 come “scorta”. Dopo qualche giorno se non ricevi errori effetto di modifiche nei pacchetti, puoi cancellare la 2020.
                              Insomma, è buona regola lavorare con la TL latest.
                              R.

                            • #119975
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Puoi sempre aggiornare a mano; tlmgr funziona solo sull’ultima versione.
                                Tuttavia nessuno ti vieta di scaricare il pacchetto pm-isomath.zio da CTAN, e di installartelo a mano; di solito non spiego l’installazione perché parto dal presupposto che ogni utente di LaTeX lavori con una versione aggiornata e completa del sistema TeX, come viene sempre raccomandato qui nel forum. ma è talmente semplice, che si capisce subito che cosa fare una volta decompressoilfile .zip.

                                Ciò non toglie che ti raccomanderei di installare la versione 2021 e di aggiornarla ora; LaTeX sta attraversando un periodo di grande evoluzione; anche se da un lato il LaTeX Projec Team cura con attenzione il rollback (usare (parti di) versioni precedenti, per chi ha bisogno di certe precedenti modalità di esecuzione) questo non avviene con la stessa regolarità per i pacchetti: io aggiorno quelli che ho messo su CTAN almeno una volta all’anno, ma ti assicuro è un impegno piuttosto gravoso.

                                Ora per esempio sto pensando di modificare un grosso pacchetto per fare terminare come per un errore fatale se si prova ad usarlo con una data del formato precedente a quella che ho usato io per creare il pacchetto; forse dovrei fare così con tutti i pacchetti; infatti non capisco chi vuole ostinatamente restare affezionato a software d’epoca (oggi si direbbe “vintage”) rinunciando deliberatamente a funzionalità migliori. Capisco che se uno ne ha bisogno per terminare un lavoro in corso, ma finito il lavoro deve/dovrebbe aggiornare subito.
                                Io non mi sono mai pentito di avere aggiornato il sistema TeX; mi sono pentito di aver aggiornato il sistema operativo, che mi ha reso inservibili alcuni programmi che avevo acquistato e pagato in moneta sonante; non capisco questa filosofia; ma almeno il sistema TeX non va all’indiero e non costa nulla.

                                Talvolta l’aggiornamento del proprio software diventa problematica, specialmente se qualche pacchetto scritto da altri ti cambia le carte in tavola; mi è successo con il modulo per il greco filologico, dove molte delle macro per le funzionalità filologiche sono crollate miseramente, senza preavviso. Per fortuna non sono un filologo ellenista, quindi non ho avuto problemi, so non un mucchio di segnalazioni del fato dai filologi che usano il mio pacchetto in giro per il mondo; ho avuto una settimana di fuoco per aggiornare il mio pacchetto, ma alla fine ce l’ho fatta,
                                Scusami se ti annoio con queste storie personali, ma servono per illustrare la necessità di mantenersi aggiornati, non solo singolarmente, ma come comunità di utenti del sistema TeX.

                              • #119976
                                Francesco
                                Partecipante
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                                  Vi ringrazio entrambi, procederò ad aggiornare la distribuzione e in caso di problemi mi faccio vivo!

                                  @OldClaudio
                                  le storie sono invece molto interessanti, anzi sarei curioso di sapere un po’ della storia di TeX e LaTeX in Italia!

                                • #119977
                                  OldClaudio
                                  Partecipante
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                                    La storia richiederebbe sempre degli storici in possesso dei documenti o prove di quel che è successo.

                                    Io ricordo a grosse linee quello che è successo nel mio ateneo, se non altro perché mi sono dato da fare per LaTeX fin dall’inizio, quando qualcosa è giunto fra noi, grazie a un collega del dipartimento che aveva fatto un anno sabbatico in California, tornò con una fotocopia del manuale di TeX78, che non era nemmeno il TeX ufficiale, ma la versione sperimentale su cui Knuth stava ancora lavorando. Non esistevano ancora versioni per PC, non esisteva ancora LaTeX; non esisteva ancora il formato PDF. Riuscimmo a convincere l’amministrazione centrale ad acquistare una versione per un mainframe Digital 360 (mainframe che è stato rinnovato ancora un paio di volte, puoi smantellato alla fine degli anni ’90. Sono riuscito a conservare un nastro magnetico, che però oggi è sostanzialmente un ricordo non più usabile, perché non rovo più centri dove abbiano ancora lettori per nastri).

                                    I PC entrarono nell’ateneo nel 1984 e costavano una schioppettata; ricordo che il mio primo PC mi costò 8 milioni di lire, che al cambio iniziale/ufficiale dell’euro sarebbe stato circa 4000 €. Riuscii ad averlo nel 1985. Il primo sistema TeX, contenente anche LaTeX, si chiamava TeXas e stava su due dischetti da 2 pollici e mezzo, sostanzialmente 2 megabyte; per confronto oggi il MacTeX compresso (TeX Live con qualche programmino specifico per il Mac) occupa circa 3.5 gigabyte.

                                    Il sistema TeX montato sul mainframe funzionava solo per scrivere in inglese; chiesi ed ottenni il permesso di accedere con credenziali avanzate al mainframe e creai una versione itlatex per scrivere in italiano, creando anche la cesura per l’italiano; un ricercatore dello CSELT (laboratorio di ricerca elettrotelefonica della SIP, poi diventata Telecom e oggi forse inglobata in TIM , o viceversa) aveva già predisposto una serie di pattern per l’italiano, ma il loro funzionamento si limitava ad eliminare punti di cesura fra consonante e vocale, quindi, comunque bisognava intervenire a mano per eseguire le necessarie correzioni di cesura). Poi il mio ateneo dovette stilare un accordo bilaterale bilingue scritto in italiano e in catalano; fu così che fui trascinato (volentieri) nella creazione di file con pattern di sillabazione almeno per le lingue romanze; inutile dire che con il sistema di allora, con i font di allora senza codifica Unicode e nemmeno la codifica T1, la cesura per il francese mi richiese lacrime e sangue con tutti gli accenti che compaiono in quella lingua. A tutt’oggi ho creato file di cesura per una quindicina di lingue, anche non figlie del latino; poi finalmente con il TUG meeting del 1991 sono state gettate le basi per la codifica T1 e per LaTeX2e, quindi le cose sono fortemente migliorate a partire dal 1994/5.
                                    Sono stato sufficientemente incosciente da pubblicare con Hoepli la prima guida su LaTeX in italiano; conteneva un mucchio di errori concettuali, ma nonostante ciò ha contribuito alla diffusione di LaTeX.
                                    Negli anni ’90 fu fondata a Milano una prima approssimazione del gruppo GuIT, credo che si chiamasse Gilda Guild. Questo gruppo provvide la traduzione in italiano della guida introduttiva a LaTeX, The not so short introduction to LaTeX2e, apparsa nel 2000. Nel 2020 un gruppo del GuIT ha aggiornato questa guida, temo, poco conosciuta, ma disponibile con texdoc it-lshort con qualunque installazione del sistema TeX.

                                    All’inizio del 2000, mi pare nel 2004, è nato il gruppo GuIT; io mi sono iscritto nel 2005.

                                    Nel frattempo LaTeX si era esteso moltissimo specialmente in ambito accademico nei settori tecnico-scientifici; gli umanisti sembrano resistere a queste novità, ma anche nel loro ambito, LaTeX è piuttosto diffuso. Il mio pacchetto teubner è stato scritto per loro e viene usato; la cesura epr il Latino che ho prodotto e curato fin dal 1990, è ora i mano ai francesi e tedeschi, sia pure con il mio supporto, perché i Latinisti di quei paesi hanno bisogno di sistemi di cesura che si adattino di più alla grammatica e meno alla tipografia, in quanto questi sistemi si possono usare nel comporre i testo degli inni sacri, specialmente del canto gregoriano, che io non conosco.

                                    So per certo che LaTeX si usa in Italia anche nei campi commerciale, economico, medico, legale, biblico; @robitex ne è un grande utente, tramite la versione LaTeX gestita mediante LuaTeX (LuaLaTeX) per produrre i documenti tecnici relativi alla sua professione in stretto contatto con gli enti pubblici.

                                    il nostro @egreg9, è un altro grande utente, espertissimo di TeX, LaTeX, LaTeX3, e fa parte del LaTeX Project Team. È stato anche candidato a far parte del Board of Directors del TUG (internazionale). Scrive spesso su ArsTeXnica, la rivista semestrale del GuIT, e da qualche anno ci educa ai “misteri” di LaTeX3. Alcuni membri del GuIT svolgono attività professionale nel campo editoriale, occupandosi di creare classi o comunque soluzioni personalizzate per la loro clientela, specialmente case editrici che NON pubblicano romanzi (non perché sia impossibile, ma perché le esigenze del “romanzo” sono tipograficamente minime), ma libri “scientifici”, in qualunque scienza, che va dalla storia, alla teologia, dalla matematica medievale, all’informatica.
                                    Non voglio essere trionfalista, ma credo di poter affermare che LaTeX in Italia è ben consolidato

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