Package utili da importare

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  • #101584
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    Salve a tutti. Sto aggiornando la guida dell’università riguardo LaTeX. E’ giusto ora il momento di aggiornare i pacchetti che devono essere importati nel file .tex per qualsiasi documenti (relazione o tesi che sia).

    Allo stato attuale ho raccolto i seguenti:
    `
    \documentclass[11pt,a4paper,oneside]{book}

    \usepackage[T1]{fontenc} % imposta la codifica dei font
    \usepackage[utf8]{inputenc} % lettere accentate da tastiera
    \usepackage[italian]{babel} % per scrivere in italiano

    \usepackage{layaureo} % imposta i margini di pagina
    \usepackage{epigraph} % inserisce aforisma
    \usepackage{graphicx} % immagini con vari formati
    \usepackage{subfig} % figure vicine
    \usepackage{array} % inserimento array
    \usepackage{tabularx} % inserimento tabelle
    \usepackage{booktabs} % miglioramento tabelle

    \usepackage[usenames,dvipsnames]{xcolor} % vari tipi di colore per il testo
    \usepackage[colorlinks=true,urlcolor=blue,citecolor=ForestGreen,linkcolor=blue]{hyperref}

    \usepackage{enumitem}

    \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm} % pacchetti simboli matematici

    \graphicspath{ {./immagini/} } % percorso delle immagini varie

    `

    Vanno bene? Sono recenti?
    E inoltre, ci sono altri pacchetti che magari possono risultare utili, ma che ho omesso? Anche solo sapere quali.

    Grazie :mrgreen:

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    • #101585
      OldClaudio
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        Avresti le risposte a quasi tutte le tue domandi se avessi letto al documentazione di quai pacchetti; se l’avessi letta sapresti che array non serve per inserire array e tabularx non serve per immettere tabelle.

        epigraph in una tesi non serve a niente; se proprio uno ci tiene se lo carichi da solo.

        Ci sono altri pacchetti che si potrebbero caricare, ma la raccomandazione è sempre quella di caricarne il meno possibile in modo da minimizzare i conflitti.

        Inoltre il 99% delle volte hyperref deve essere caricato per ultimo.

        Se uno ha bisogno di un graphicspath che se ne scelga da solo il nome, non imporgli la sottocartella ./immagini/
        E se il tesista volesse tenere le sue foto, i suoi disegni, eccetera, in diverse e distinte altre cartelle? Lascia che faccia da solo: non imporgli questo genere di cose.

      • #101586
        robitex
        Amministratore del forum
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          Ciao.
          Io di solito uso la logica al contrario: carico i pacchetti solo quando essi sono effettivamente necessari.
          Si comincia a scrivere il documento e poi a un certo punto è necessario inserire qualche tipo particolare di oggetto, così magari si risolve utilizzando un pacchetto specifico e quindi inserendolo nel preambolo.
          Così non solo la compilazione è più veloce e “pulita” ma si controllano eventuali conflitti TeXnici tra pacchetti e se ne valutano più correttamente le funzionalità.

          A questa regola ne affianco però un’altra, quella che dice che le cose ripetitive sono noiose e vanno evitate.
          Secondo questa seconda ( 🙂 ) regola, conviene in un template caricare i pacchetti che saranno molto probabilmente utili per comporre il documento.
          Per esempio il pacchetto graphicx o eurosym o siunitx.
          In pratica nelle mie classi documento carico i pacchetti che con ottima probabilità saranno utili perché tra lettere e relazioni tecniche scrivo chissà forse più di 100 documenti all’anno.

          In un template di tesi invece la seconda regola si applica diversamente.
          Il documento è in pratica una solo — che evolve nel tempo — quindi non l’utente non deve caricare pacchetti in modo ripetitivo tuttavia l’equilibrio si sposta per diventare il bilanciamento tra la conoscenza su LaTeX dell’utente e la praticità del suo lavoro.
          In altre parole la domanda è: meglio lasciare al laureando l’onere di ricercare il pacchetto specifico che gli necessita oppure no?
          Qual è il minimo di conoscenze TeXniche che lo studente deve apprendere anche in vista del futuro?
          La risposta può essere trovata solamente con l’esperienza.

          Come GuIT abbiamo più volte provato a realizzare dei template di tesi per facilitare gli studenti ma non essendo semplice non ci siamo riusciti.
          Quello che abbiamo dato sono delle guide specifiche come quella di Agostino De Marco apparsa sul numero 18 di ArsTeXnica.
          L’esperienza del GuIT va quindi a favore dello studente attivo che realizza da se la tesi anche dal lato TeX.
          Tuttavia non abbiamo rinunciato e forse nel futuro ci sarà un nuovo punto di equilibrio basato sulla collaborazione diretta tra università, studenti e GuIT.
          Qualche nuova idea c’é… 😀
          R.

        • #101587
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          grazie delle risposte 🙂
          cercherò di seguire queste semplici regole 😀

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