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OldClaudio.
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11 Maggio 2019 alle 10:35 #115717::
Buongiorno a tutti,
nonostante varie ricerche non ho trovato la soluzione al mio problema.
Sto scrivendo la mia tesi in A4 con la classe MastersDoctoralThesis.Per mantenere una coerenza di simboli in tutto il testo, includerò una tabella riassuntiva.
Perché la tabella sia sempre sottomano, vorrei stamparla su un foglio A3 piegato in due, in modo che aprendolo la tabella resti sempre in vista.
E comunque, sapete se questa “doppia pagina piegata” ha un nome?
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11 Maggio 2019 alle 13:38 #115718::
Benvenuto nel forum.La pagina A3 piegata in modo che si abbiano due facciate A4 affacciate e consultabili senza sfogliare in inglese si chiamano spread; in italiano ho visto solo la lucuzione nominale “due pagine affacciate”.
Comunque suppongo che tu non voglia davvero tampare un fogli A3, da piegare da inserire nella tua tesi (in formato A4) come fosse un inserto.
Suppongo invece che tu voglia inserire una lista di simboli che occupa due pagine A4, e vorresti che nella tesi la prima delle due pagina venga stampata su una pagina pari e la seconda sulla pagina dispari immediatamente successiva.
Ti suggerisco questa cosa un po’ complicata, ma tutto sommato semplice:
1) nel preambolo carica il pacchetto afterpage
2) nel preambolo inserisci questo codice`\makeatletter
\newcommand\supaginapari[1]{%
\afterpage{%
\ifodd\value{page}\expandafter\@firstoftwo
\else\expandafter\@secondoftwo
\fi{\ComponiSuPaginaPari{#1}}{#1}%
}\makeatother
}`Visto che sei nuovo non ti spaventare; il codice è relativamente semplice, ma contiene trucchetti per rendere i comando sufficientemente affidabile.
1) Il pacchetto afterpage definisce il comando \afterpage che accetta un argomento; questo comando immette il suo argomento nel flusso di dati che il programma di composizione deve elaborare solo quando detto programma ha completato una intera pagina e l’ha accodata al file di uscita.Questo è semplice da capire e il nome del comando è sufficientemente autoesplicativo; alcuni esempi d’uso di questo comando mi pare che siano descritti nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX o in LaTeX-pedia entrambe scaricabili dall sezione Documentazione di questo forum.
2) La macro è racchiusa fra \makeatletter e \makeatother perché contiene del macro che usnao nomi formati da lettere vere e proprie e dal segno @; quei due comandi servono il primo per dire al programma di composizione che @ è da trattare come na lettera e il seocndo per ripristinalo a alla categoria degli altri segni.
3) La macro \ComponiSuPaginPari accetta un argomento e si usa semplicemente così`\ComponiSuPaginaPari{}` 4) la definizione della macro è quasi autoesplicativa comincia con un test che controlla se il valore del numero di pagina è dispari; a seconda del tes che sia vero o falso esegue \@firstoftwo oppure \@secondoftwo entrambi preceduti dal comando di fine test(\else se è vero e \fi se il test è falso) ciascuno preceduto dal comando misterioso \expandafter; questo seguito da due macro esegue prima la seocnda e poi la prima; quiandi nel nosto caso prima termina il test e poi esegue la macro giusta.
5) chiusa questa definizione ci sono due argomenti; sono quelli da scegliere con \@firstoftwo o \@secondoftwo, due comandi del nucleo di LaTeX (ecco perché sono “protetti” dal segno @) che fanno esattamente quello che dice il ro nome.
6) Concludendo: se la pagina è dispari l’argomento corrispondente aviene rimesso in coda ad un’alta istanza della stessa macro, altrimenti la pagina è pari e quel codice vien eseguito. Questa macro è quasi affidabile; il quasi vuo dire che 9 vole su 10 (forse anche più spesso) essa viene eseguita come ci si aspetta; invece talvolta fa pasticci; questi avvengono quando \afterpage con il suo argomento interferiscono con la routine di uscita senza tenere conto (ed è quasi impossibile tenerne conto) ci sono altri comandi che eseguono la routine di uscita: tutti i comandi di sezionamento, i comandi per mettere in posizione gli oggetti flottanti e alcuni altri. La cura per questi malfunzionamenti è semplice basta tagliare quel codice e incollarlo qualche capoverso dopo.
Tuttavia io uso quella macro da tempo e i malfunzionamenti sono piuttosto rari e sono costretto a ricorrere alla “cura” piuttosto raramente, ma sono sempre riuscito a spostare quel codice lungo il flusso del file sorgente .tex con pochissimi tentativi.
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14 Maggio 2019 alle 7:30 #115719::
Buongiorno OldClaudio,
innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso la macro che terrò come asso nella manica e di cui sto già approfondendo la sintassi (mica così banale).Quando hai scritto “inserto” ho capito dove non sono stato chiaro: anche se la tabella ci sta in un foglio A4, volevo stamparlo sul lato destro di un foglio A3 orientato orizzontalmente e rilegato sul lato (corto) sinistro, piegato in due alla fine della tesi. In questo modo aprendo il foglio la tabella resta sempre visibile sfogliando le altre pagine, ma comunque attaccata alla rilegatura.
Potrà sembrare un po’ un capriccio, ma ho davvero tanti simboli e la notazione (con l’uso di corsivo, grassetto e cappelletti per distinguere tra variabili scalari o vettoriali a valori reali o complessi, funzioni a valori scalari o vettoriali, reali o complessi 🙄 ) ha richiesto una notazione molto rigorosa (prima di tutti a me, per capirmi 😕 ).
Il povero lettore ha davanti un’ardua lettura, quindi vorrei agevolarlo quanto più possibile.
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14 Maggio 2019 alle 19:35 #115720::
B´’, allora la tua soluzione è quella di preprare separatamente quell’unica pagina in un file pdf in formato A4, poi crei un altro piccolo file che invoca pdfpages e con quello metti al pagina A4 sulla pagina A3 in landscape e a destra, come haii ora spiegato bene.
Ovviamente devi leggere la documentazione di pdfpages (texdoc pdfpages); vedrai che non è difficile, amche se è un po’ delicato.
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