- Questo topic ha 6 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 18 anni fa da .
-
Topic
-
Ciao a tutti,
anche se vi leggo spesso, questo è il mio primo post e perciò colgo l’occasione per salutarvi e ringraziarvi dei consigli che già implicitamente mi avete dato 😀 .Come curiosità vi dico che sto scrivendo la mia tesi di laurea con il bellissimo ClassicThesis (e mi trovo davvero bene) e tornando all’oggetto di questo post, il mio problema è il seguente:
essendo una tesi tecnica (ingegneria informatica), mi trovo spesso di fronte a termini per lo più inglesi. Alcuni di essi sono semplicemente dei prestiti (p.e. “standard”, “computer”) entrati di diritto nel lessico italiano (e che quindi non mi danno problemi), altri sono legati a strumenti e tecnologie di cui esiste la possibilità di traduzione solo teorica, dato che nella letteratura tecnica questi termini sono sempre e solo in inglese (p.e. “time-sharing”, “multiplexer”, “weak-keeper”, “frame”, ecc).
In previsione di ciò, ho cominciato ad etichettare ciascun termine “tecnico”, e ora mi trovo a dover scegliere in che modo presentare al lettore tali termini.
In un primo momento, ero propenso ad usare \emph sempre, ma il risultato è troppo pesante in quanto tali prestiti sono molto frequenti.
L’ideale per me sarebbe quello di usare p.e. \emph la prima volta che si usa il termine all’interno di un capitolo o sezione, e un carattere “normale” le volte successive.
Ovviamente posso fare tutto “a manina”, ma sarei curioso di sapere come automatizzare il tutto o come avreste approcciato il problema se foste stati nella mia situazione.Sono aperto a qualsiasi tipo di commento 🙂
Ciao a tutti
Giovanni
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.