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in un altro post @scroll86 affermaper quanto riguarda la faccenda PDF/A…
Frequento ingegneria ed è frequente vedere tesi scritte in latex (non cosi frequente come dovrebbe essere; comunque sto vedendo roba scritta in word che fa spavento!), ed essendo ormai attiva da una sessione questa procedura è un problema che qualcuno prima di me ha sicuramente affrontato: alla prossima sessione (Aprile) se becco qualcuno con la tesi scritta in latex mi informo…
La documentazione della procedura di tesi on line indica una tesi in formato PDF/A e dato che già possiedo acrobat 8.0, sono riuscito a trasformare il PDF della tesi triennale in un PDF/A, quando me lo apre mi dice che il file è CONFORME alle specifiche del PDF/A (nella barra azzurra sopra), non che è un vero e proprio PDF/A certificato.
Sul sito consigliano inoltre tutta la famiglia MSoffice OpenOffice LibreOffice, che da quello che ho capito producono solo documenti conformi e non veri e proprio PDF/A certificati, da cui deduco che la semplice conformità e requisito necessario e sufficiente (spero!).Termina scusandosi per lOffTopic, per cui apro un altro filone.
La nostra conversazione era sconfinata sul problema della conformità dei file presunti PDF/A compliant con l’effettiva conformità “certificata”
Sembra da quanto si evince del messaggio riportato sopra che almeno una università richieda agli studenti la tesi (da archiviare per legge) in formato PDF archiviabile secondo le norme ISO 19005 relative a questo problema; PDF/A è la sigla con cui vengono denominati i file PDF conformi ad almeno una delle specifiche di quella norma ISO.
I programmi di composizione del sistema TeX apparentemente sono in grado di produrre file PDF/A compliant.
I programmi Adobe Acrobat Professional sarebbero in grado di convertire i file PDF generici in file conformi a diverse norme ISO per l’archiviabilità. Sono anche in grado di verificarne la conformità e le versioni più recenti sono in grado di emettere anche la certificazione.
Apparentemente l’università suddetta si accontenta anche dei file PDF creati con i word processor delle suite MSOffice, LibreOffice e OpenOffice, che in effetti hanno una voce di un pannello di “esportazione” dei loro file in formato PDF ed è possibile selezionare uno dei formati PDF/A.
Vorrei solo dire che secondo la mia esperienza nessuna di quelle tre suite è in grado di esportare file in un formato PDF/A certificato tale. A suo tempo disponevo anch’io di un Adobe Acrobat Professional 8.1 (nel seguito AAP 8.1), e nessuno dei file presunti PDF/A prodotti da una di quelle suite ha mai passato la verifica di conformità. Questo non vuol dire che non ci riescano mai; suppongo che con file puramente testuali la probabilità che ci riescano sia abbastanza alta, ma i file che io cercavo di trasformare in PDF/A non erano di solo testo.
Dopo non poche fatiche sono riuscito a configurare pdfLaTeX per produrre file che passassero la verifica di AAP 8.1; i problemi maggiori derivavano dalle figure a colori e dai font cmsym* (simboli matematici) che contenevano dei caratteri con larghezza nulla, vietati in PDF/A.
Sono passati due o tre anni; le norme ISO sono cambiate e prevedono certe cose che con la sotto-norma 1.b erano vietate, ed ora sono permesse. Le norme, dunque dovrebbero essere diventate più tolleranti. Nel frattempo ho acquisito AAP XI; i file che prima passavano la verifica con AAP 8.1, non la passano più con AAP XI…:roll: 😡 😯 🙁 Sembrerebbe che ci siano alcuni metadata formati male, ma AAP XI non è in grado di correggerli.
La situazione non è migliorata con le tre suite suddette; nessuno dei file che io abbia prodotto con quelle suite riesce ad essere esportato in un formato certificabile PDF/A da AAP XI (che ora, a differenza di AAP 8.1, è in grado di emettere una certificazione di conformità, non una semplice affermazione a schermo che il file è conforme).
Ora l’università sembra accontentarsi del fatto che aprendo il file con Adobe Reader o con una qualunque versione di Adobe Acrobat sufficientemente recenti quei file sedicenti PDF/A compliant, si veda una riga celeste/azzurra in alto che contiene una frase del tipo: “il file blabla.pdf afferma di essere conforme alle norme PDF/A, e per questo è stato aperto in modo di sola lettura”. Affermazione che va benissimo pur di saperla leggere correttamente: “afferma di essere” non vuol dire “è”. Questo avviene con qualunque programma usato per produrre il file PDF, quindi che il produttore si pdfLaTeX, XeLATeX, LuaLaTeX, Word, Writer o quant’altro, non cambia la frase che appare nella riga azzurra.
Per me va bene che non siano imposto nessun gravame economico sugli studenti che devono produrre le loro tesi in PDF/A vero o presunto. In commercio, oltre ad AAP, ci sono altri software che possono eseguire le conversioni in PDF/A e che pososno eseguirne la verifica; ci sono anche siti in rete che eseguono la verifica ed eventualmente emettono anche la certificazione, ma poi si scopre che i soli file PDF considerati validi come PDF/A sono quelli prodotti con il software commerciale venduto dalla stessa ditta che offre il servizio di verifica, magari a titolo gratuito. Se le università si accontentano, va bene; ma dobbiamo essere certi che se si deve presentare un PDF/A vero è necessaria la certificazione emessa da uno di questi software piuttosto costosi, o da sevizi di analisi, conversione e certificazione svolti a titolo oneroso.
Se si guardano gli articoli scritti per ArsTeXnica nella sezione apposita di questo forum, in merito ai formati PDF/A si scopre che nessun articolo dice che la conversione sia semplice; gli articoli che ho scritto io si riferivano a file PDF verificati con AAP 8.1; nessuno di quegli stessi file oggi passa la verifica con AAP Xi, purtroppo.
Questo messaggio, oltre ad aprire un filone di discussione, rappresenta comunque un monito per coloro che devono presentare documenti in un formato veramente PDF/A compliant e rappresenta un invito per coloro che vogliono cimentarsi con il formato PDF/A per scoprire come fare con i mezzi messi a disposizione con i programmi del sistema TeX
Claudio.
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