- Questo topic ha 13 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 9 mesi fa da
samiel.
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19 Novembre 2018 alle 22:37 #114650
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20 Novembre 2018 alle 10:36 #114651::
samiel” post=115051A titolo di curiosità, è possibile creare un pdf (con XeLaTeX ecc)
in modo che sia impossibile estrarne i font?grazie
mCiao.
Forse è possibile estrarre le informazioni sui font inclusi con una delle librerie interne di LuaTeX.
Non le ho ancora approfondite.
Potresti dirci qualcosa di più su a cosa ti servirebbe?
R.
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20 Novembre 2018 alle 12:06 #114652::
diciamo che la questione ha due facce.A volte potrebbe essermi utile estrarre i font da un pdf
ed esistono programmi più o meno elaborati che lo fanno
oppure anche siti internet. Mi piacerebbe provare,
se possibile, a fare tutto questo con LaTeX
se mi dici, cosa che ignoravo, che potrebbe farsi con LuaLaTeX.
Dei siti Internet che fanno quest’operazione non so l’accuratezza,
per cui vorrei farla da me.In secondo luogo, usando a volte font commerciali
(come quelli di Adobe Font Folio), mi interesserebbe inibire
la possibilità di estrarre i font, ma non so se e come in generale
sia possibile, e quindi se si possa fare direttamente
generando i pdf con LaTeX
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20 Novembre 2018 alle 14:23 #114653::
Non escludo che si possa decomprimere un file pdf per andare ad esplorare la sezione relativa ai font, che, d’altra parte, se è comprensibile credo che non sia direttamente usabile in un file pdf da generare con i programmi del sistema TeX.
Dall’altra ci sono le licenze; ci sono font liberi, ciò con licenze libere che ne consento l’uso per scopi personali (insomma non commerciali); ce ne sono di liberi-liberi, come quelli distribuiti con il sistema TeX le cui componenti sono tutte libere, almeno secondo le licenze solite che vedi usate nelle dichiarazioni dei vari pacchetti. Poi ci sono in font commerciali che bisogna acquistare ed ovviamente, acquistandoli, ne ricevi una licenza d’uso specifica.So che lavori su una macchina Linux; non so come le varie versioni dei sistemi operativi Linux gestiscano i font OpenType. Credo che nei sistemi operativi Linux ogni vola che si installa sul disco un nuovo font, sia necessario aggiornare la cache dei font. So per certo che LuaLaTeX se ne genera una anche sulle macchine non Linux. Tuttavia i dettagli sono delicati e diversi da un SO all’altro.
Nel mio Mac io posso esaminare i vari font che sono stati installati e resi accessibili agli utenti, sia wuelli della cartella di sistema Library/fonts, sia quelli dell’omonima cartella della mia ~/Library/Fonts; con LuaLaTeX li posso usare tutti mediante i soliti comandi messi a disposizione da fontspec. Di ciascuno con una applicazione che si chiama FontBook.app posso esaminare ogni fotn Opentype e sapere anche a quale licenza è soggetto; parto dal presupposto che quelli senza nessuna informazione sula licenza siano liberi.
Per quel che riguarda Adobe Font Folio non ti so dire quale sia la licenza perché non li ho a bordo. Nello stesso tempo forse per la mia incompetenza estetica, mi domando: quando hai a disposizione circa 200 famiglie di font di ogni genere, serve davvero un’ulteriore famiglia? Non è una domanda retorica; me la faccio per davvero; ho installato diverse versioni di Garamond liberi per seguire i thread relativi a questi font; ma li guardo e i miei occhi sono così inesperti che difficilmente riesco a rilevarne le differenze. Ho installato dei font con caratteri esotici, come quelli arabi o quelli coreani e giapponesi; l’ho fatto per soddisfare una mia curiosità, ma non comporrò mai niente con quei font perché non conosco quelle lingue e il mio elaboratore non viene usato da nessun altro, nemmeno da mia nuora giapponese.
Con questo non voglio dire che si tratti di una operazione inutile, ma non riesco a mettermi nei panni di coloro che cercano di usare font “strani”, “strani” per me, intendo.
Ritengo comunque che la questione delle licenze sia una cosa delicata; io ci faccio molta attenzione, anche perché prima di andare in pensione, sono stato coinvolto dal mio ateneo per esaminare un caso di violazione di copyright; con quella esperienza alle spalle, ti garantisco che, se anche mi fosse venuta, mi sarebbe passata subito la voglia di violare una licenza o un copyright.
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20 Novembre 2018 alle 15:27 #114654::
Capisco la preoccupazione sulle licenze, ma il mio quesito era squisitamente tecnico e non giuridico.
Linux prevede un aggiornamento della cache e identifica le varie caratteristiche degli OpenType
anche con strumenti di analisi da console, ad es otfinfo. Ma questo mi dà informazioni
di un otf già esistente sul calcolatore, non su quelli “embedded” in un pdf
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20 Novembre 2018 alle 17:34 #114655::
Per quanto riguarda l’esigenza di impedire l’estrazione di font commerciali, forse non è del tutto inutile osservare che, nella stragran maggioranza dei casi, pdfTeX include i font nel PDF generato come «embedded subset»; vengono cioè inclusi solo i glifi effettivamente usati nel documento, e non l’intera collezione dei glifi di ciascun font. Come spiega la sezione 6.1 del manuale di pdfTeX, solo i font che nel file [tt]pdftex.map[/tt] hanno il nome del «fontfile» preceduto da [tt]<<[/tt] (anziché da un singolo [tt]<[/tt]) vengono inclusi nel PDF generato come font completo. Quindi, per quel che riguarda pdfTeX, una prima ovvia precauzione è controllare le righe del tuo file [tt]pdftex.map[/tt] relative ai font commerciali che hai acquistato e assicurarsi che l’ultimo campo sia preceduto, appunto, da un singolo [tt]<[/tt]. Ciao. -- Gustavo -
20 Novembre 2018 alle 18:44 #114656
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20 Novembre 2018 alle 21:55 #114657::
Sì, è vero che non esiste un file .map per i font OpenType; ma è vero quello che dice Gustavo, che comunque nel file vengono inclusi solo le informazioni dei glifi effettivamente usati nel file PDF. La cosa è molto logica, visto che i glifi di ciascun font .otf potrebbero essere anche decine di migliaia; non avrebbe senso sovraccaricare la “zavorra” del file PDF con decine di migliaia di glifi che non si usano.
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20 Novembre 2018 alle 22:05 #114658
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29 Novembre 2018 alle 23:52 #114659::
Convertendo i caratteri del font in curve li rendi oggetti grafici vettoriali, ma ne aumenti tantissimo le dimensioni. Puoi convertire i caratteri in curve con ghostscript ,,(dalla 9.15 in poi)`gs -o convertito.pdf -dNoOutputFonts -sDEVICE=pdfwrite file.pdf`
Bada che è facile avvicinarsi al gigabyte per pdf di molte pagineIn passato l’ho fatto qualche volta per evitare problemi in prestampa con la verifica preliminare (preflight) per andare sul sicuro in stampa offset, anche se non strettamente necessario
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30 Novembre 2018 alle 7:03 #114660::
Sì, anch’io l’ho fatto, ma solo per file pdf di una pagina contenente per lo più materiale grafico, con pochissimo testo. in questo modo ho superato alcune difficoltà di compatibilità PDF/A. ma non lo farei mai per un documento con molto testo; trasformare i glifi in disegni vettoriali, con o senza ghostscript, vuol dire sostituire ogni segno in disegno; se ci sono 1000 “a” si inseriscono nel file 1000 disegni, e via di questo passo per tutte le altre lettere.
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1 Dicembre 2018 alle 19:21 #114661
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1 Dicembre 2018 alle 21:54 #114662
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3 Dicembre 2018 alle 16:43 #114663
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