Perizie e altri documenti “formali”

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  • #108468
    Luca
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      Salve a tutti.

      Sto per laurearmi e nel frattempo ho iniziato a dare una mano come “apprendista” nello studio professionale di famiglia in cui lavorerò come titolare dopo la laurea e l’esame di abilitazione.
      Dopo la fantastica esperienza di scrittura della tesi (e non solo) con LaTeX ho deciso di utilizzarlo in sostituzione di LibreOffice per i documenti “legali” che produciamo nella nostra attività, quali dichiarazioni, perizie e comunicazioni ai vari uffici pubblici:

      1. per le perizie ho utilizzato la classe article usando le macro \section per i vari punti in cui esse sono divise, \date e \author vuoti e \maketitle per l’intestazione. In chiusura ho utilizzato `\par
        \vspace{0.8cm}
        \noindent Città_a_caso, lì \today \hfill Il Tecnico`
      2. per le comunicazioni agli uffici (lettere di trasmissione) ho utilizzato la classe letteracdp che è perfetta;
      3. per le dichiarazioni sono tentato di usare la classe article al pari delle perizie, ma non ne ho ancora redatta alcuna e quindi è solo un’ipotesi.

      Per tutte e tre le occorrenze ho usato il codice seguente per mettere in risalto lo “scopo” del documento, un po’ come si fa nelle sentenze e nei documenti rilasciati dagli uffici pubblici: `\begin{center}
      {\LARGE \textbf{REDIGE}}
      \end{center}`
      Non mi pare ci siano altre casistiche di documentazione da noi redatta in formato “libero”.

      Ho commesso degli errori? Avete suggerimenti per rendere il tutto più giusto, elegante e flessibile?
      Grazie mille.

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      • #108469
        OldClaudio
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          Cerca fra gli articoli di Roberto Giacomelli su ArsTeXnica (nella sezione ArsTeXnica di questo sito; sono disponiili per i non soci tutti i numeri delal rivista con almeno un anno di “età”, per i soc, sempre tutti i numeri, fino all’ultimo pubblicato, attualmente quello di ottobre 2016). Lui è un professionista e redige una verità di documenti per gli enti pubblici; ha sviluppato diversi metodi per integrare LaTeX con altro software, e per mettere insieme le ralzioni che da professionista deve fare. Pò darsi che la suo attività sia diversa dalla tua, ma penso che puoi trarre ispirazione da quello che ha reso pubblico.
          Ti metto in guardai su un punto; una volta che hai fatto una relazione non duplicarla cambiandole il nome e poi usandola come template per un’altra relazione; è facilissimo lasciare nella nuova relazione tracce della precedente (nomi, indirizzi, misure, eccetera, quindi ci metti di più a verificare l’assenza di tali tracce, che non a usare un template più scarno e contenente solo i dati non sensibili.

        • #108470
          Luca
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            Grazie mille, domani non mancherò di approfondire tramite quelle letture. E grazie per il consiglio 😉

          • #108471
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            Da libero professionista: il consiglio di OldClaudio (il suo ultimo periodo) è sacrosanto!
            Devi però produrre documenti (e lavori) ripetitivi.
            Altrimenti finisci per avere una moltitudine di templates e a quel punto resta cumunque più complesso gestire tutto.
            Io generalmente un mio modello con i pacchetti minimi indispensabili e poi aggiungo man mano quello che mi serve quando mi serve.
            E un archivio dove annoto i vari trucchi che scopro ogni volta.

            Personalmente:

            – parto sempre dalla classe _memoir_ che è molto versatile.
            – compilo XeLaTeX

          • #108472
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            ah… per i preventivi le parcellazioni nei disciplinari o per le tabelle in cui servono calcoli dai un’occhiata al pacchetto CalcTab. Anch’esso descritto nella rivista.

            Nota a margine:
            se si potesse eliminare l’alternanza delle righe colorate… 😉

          • #108473
            robitex
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              frix” post=109948ah… per i preventivi le parcellazioni nei disciplinari o per le tabelle in cui servono calcoli dai un’occhiata al pacchetto CalcTab. Anch’esso descritto nella rivista.

              Nota a margine:
              se si potesse eliminare l’alternanza delle righe colorate… 😉

              E ora esageri proprio!
              Le righe colorate sono fondamentali per non perdere l’allineamento ottico autocosciente e monopersonalizzante!
              Detto questo, : –)=) , qualcuno è interessato a migliorare calctab?

              Non sono riuscito a proseguire lo sviluppo anche se solo questo è un utile esperienza.
              Mi posi degli obiettivi troppo ambiziosi: creare una metatabella, ovvero un meccanismo con cui l’utente avrebbe potuto crearsi la propria tabella di calcolo.
              Le tabelle calctab e xcalctab avrebbero poi dovuto essere reimplementate banalmente come applicazione del meccanismo generale.

              In questo, ci stava anche la definizione di uno stile, righe colorate o meno, font, numerazioni automatiche eccetera.

              In termini pratici si sta parlando di un vero e proprio linguaggio DSL.
              Il “premio” è che l’utente può crearsi la tabella che risponde esattamente alla struttura dei dati del proprio problema.
              Una funzionalità simile a un potente foglio di calcolo unito alla potenza tipografica.

              Forse con LuaTeX, oggi questo è diventato possibile.
              R.

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