- Questo topic ha 12 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni, 7 mesi fa da
samiel.
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6 Febbraio 2022 alle 15:26 #120833::
Benché in rete vedo alberga molta confusione, poiché si tende a identificare le Small Caps con le Petite Caps,
in effetti si tratta di glifi diversi, con diversi Unicode ranges e attribuiti negli .otf a diversi lookup.
Ora, se per ottenere un testo in SmallCaps ovvero in maiuscoletto basta \textsc{},
non riesco a trovare il comando per ottenerlo in PetiteCaps. O si può fare solo attivando una variante stilistica?
grazie
m
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6 Febbraio 2022 alle 15:42 #120834
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6 Febbraio 2022 alle 16:17 #120835::
Dalle note di newpctext:mall caps are available in all weights and styles, and are offered in two sizes. The default
small caps supplied by TeXGyrePagella are really PETITE CAPS, having xheights approximately
the same x-heights (sometimes smaller) as lowercase letters. Option largesc increases the size
of small caps by 5.33%, approximating the size of Linotype Palatino Small Caps. IMO, this is
a better match in terms of weight and size. For a side by side comparison: PETITE CAPS, SMALL
CAPS. The two sizes of small caps are now implemented in the Opentype fonts as Petite Caps
and Small Caps (pcap and smcp). The option largesc changes the default rendering of \scshape
and \textsc to Small Caps instead of the default Petite Caps.Pertanto si tratta di un’opzione che utilizza Small Caps pari alla x-height (che sarebbero le autentiche PetiteCaps)
oppure la versione ingrandita (che corrisponderebbe alle vere SmallCaps),
non che consente di usare contemporaneamente e distintamente SmallCaps e PetiteCaps.
Ma non si tratta di uno standard .otf / LaTeX
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6 Febbraio 2022 alle 17:45 #120836::
A me non verebe mai in mente di usare dello stesso font due versioni dverse di una data forma, diciamo small caps e petire capital. Quindi non ho nessuna esperienza in merito; quello che dico qui sotto potrebbe essere completamente sbagliato. Ma ci provo.Tuttavia il paragrafo 3 e il paragrafo 4.1.1 della documentazione del pacchetto fontspec dicono diverse cose a questo proposito; in particolare l’esempio 7 nel paragrafo 3 mostra una cosa diversa, ma indica una maniera di pecificare quelle delle dure forme riferirsi mediante il comando addfontfeature. Sembrerebe dunque che lo stesso font che abbia diverse varianti possa essere usato in entrambi i modo ll’interno dello stesso documento. Bisogna crearsi dei comandi appositi per scegliere fra diverse forme, o meglio per usare ocmandi diversi per forme diverse, ma per chi è interessato
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6 Febbraio 2022 alle 18:30 #120837::
Nemmeno io userei sia SmallCaps sia PetiteCaps, ma in ogni caso dovrebbe essere possibile usarle.
E in ogni caso io parto ancor apiù basso, perché non so some attivare le PetiteCaps anche da sole.
Nell’esempio 7 che tu citi trovo SmallCapsFeatures={⟨features⟩}, ma non qualcosa che sembri riferirsi esplicitamente alla PetiteCaps.
Farò qualche esperimento “per tentativi ed errori”, poi riferiscograzie
m
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6 Febbraio 2022 alle 21:03 #120838::
Ho tentato questo:
`\documentclass{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage[italian]{babel}
\babelfont{rm}[Numbers={Proportional,OldStyle}{EB Garamond}\newcommand{%
\newfontfamily{\textpc}[1]{SmallCapsFeatures={Letters=PetiteCaps}{EB Garamond} #1}
}\begin{document}
\textsc{abcde fghijk lmnop qrstu vwxyz}
\textpc{abcde fghijk lmnop qrstu vwxyz}
\end{document}`
ma mi dà errore: ho sbagliato la sintassi 🙁m
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6 Febbraio 2022 alle 21:38 #120839::
La strada è quella, ma la feature non si chiama PetiteCapitale; non ho idea di come si chiami, bisognerebbe vedere l’EBGaramond quali specifiche di varianti accetta con codici di quattro simboli alfanumerici; la cosa è descritta nel file di Enrico Gregorio di tanti anni fa, almeno 15, nel quale introduce gli utenti GuIT a XeLaTeX; insegna dei comandi da terminale che permettono di ottenere qualunque informazione relative a un dato font.
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6 Febbraio 2022 alle 21:58 #120840::
Ah, che stupido! Mi ero perso in un bicchier d’acqua. Ecco la soluzione, senza dover inventare comandi complicati:
`\documentclass{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage[italian]{babel}
\babelfont{rm}[Numbers={Proportional,OldStyle}]{EB Garamond}
%\DeclareFontSeriesDefault[rm]{bf}{b}
\newrobustcmd\lin[1]{{\addfontfeature{Numbers=Lining}#1}}
\newrobustcmd\textpc[1]{{\addfontfeature{Letters=PetiteCaps}#1}}\begin{document}
\textsc{abcde fghijk lmnop qrstu vwxyz}
\textpc{abcde fghijk lmnop qrstu vwxyz}
\end{document}`
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7 Febbraio 2022 alle 7:02 #120841
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7 Febbraio 2022 alle 9:30 #120842::
In realtà le prove le ho fatte su un font a cui sto lavorando,
e l’esperimento riesce sia con xelatex sia con lualatex:[attachment=2686]Schermatadel2022-02-0711-26-57.png[/attachment]
Proverò a vedere che cosa c’è di diverso nei lookup dello EB Garamond…
m
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7 Febbraio 2022 alle 17:50 #120843::
Allora: ho fatto, ma solo parzialmente, chiarezza su StackExchange.
Preciso che la cosa vale per il mio sistema, dove ho EB Garamond installato di default con Texlive
(e si tratta della vecchia versione 01.00), ma dove senza pensarci avevo installato anche
la ben più recente versione (1.1 rev 1,00101) in /usr/local/share/fonts/.
Per togliermi ogni dubbio:- ho cancellato la cache di /var/cache/fontconfig/
- ho cancellato ~/.texlive2021
- ho rigenerato la cache con fc-cache -sfv
Xelatex compila in ogni caso con la versione di Texlive:
infatti il file di log (compilazione effettuata con l’opzione \XeTeXtracingfonts=1):
`Requested font “EB Garamond/OT:script=latn;language=dflt;” at 10.00002pt
-> /usr/local/texlive/2021/texmf-dist/fonts/opentype/public/ebgaramond/EBGaram
ond-Regular.otf`
Lo stesso codice, compilato con Luatex, ricorre invece a:
` avail lists: 1:1,2:56,3:12,4:1,5:23,6:6,7:194,9:26,11:20
`
Ora il file di esempio compila correttamente, con le PetiteCapital, con entrambi i compilatori.
Ciò che continuo a non capire è perché i due compilatori ricorrono, di assenza di indicazioni,
a file presenti in directory diverse…
Osservo infatti che, a cache rigenerata e senza ~/.texlive2021. Xelatex parte subito e compila,
mentre Lualatex appunto si crea dapprima (con qualche secondo di lavoro) la sua cache
in ~/.texlive2021 e solo dopo avvia la compilazione del file .tex.
Sarebbe interessante sapere dove risiede l’indicazione dei PATH che i due compilatori seguono
per gestire i fontm
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8 Febbraio 2022 alle 17:27 #120844::
Ottima analisi e la spiegazione è convincente; solo che XeLaTeX e LuaLaTeX talvolta usano comandi diversi.
Mi viene in mente il pacchetto imakeidx; Per un o’ ha funzionato correttamente con entrambi i programmi, poi a un certo punto ha smesso di funzionare con LuaLaTeX; Enrico ha aggiunto il codice necessari e quel pacchetto ha ripreso a funzionare regolarmente.
Se si legge la documentazione di fontspec si trovano anche lì delle cose adatte per XeLaTeX ed altre che funzionano apposta per LuaLaTeX.
Non è immediato il passaggio dell’uno all’altro compilatore; LuaLaTeX ha senz’altro delle funzionalità più estese, ma quando bisogna entrare nei meandri del linguaggio Lua le cose, per me diventano veramente difficili. Per carità, non è che LaTeX3 sia più facile ma mi da la sensazione che sia più nella tradizione del programma TeX.
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8 Febbraio 2022 alle 20:12 #120845
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