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OldClaudio.
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7 Marzo 2015 alle 12:40 #100622::
Ho tre persone a me vicine che stanno contemporaneamente facendo la tesi, rispettivamente in filosofia, giurisprudenza e lettere, e per me che avevo sempre e solo avuto a che fare con testi matematici avere scoperto (biblatex e) philosophy-verbose è stata una benedizione.Però ci sono alcune problemini che non sto riuscendo a risolvere…
1) riguardo a varie versioni di una stessa opera: ho inizialmente provato ad usare origyear, aggiungendo nello header quanto segue…
`
\renewbibmacro*{author}{%
\ifboolexpr{%
test \ifuseauthor
and
not test {\ifnameundef{author}}
}%
{\usebibmacro{bbx:dashcheck}%
{\bibnamedash}%
{\printnames{author}%
\iffieldundef{nameaddon}{}%
{\setunit{\addspace}%
\printtext[brackets]{\printfield{nameaddon}}}%
\iffieldundef{origyear}{%
}{%
\setunit*{\addspace}%
\printtext[parens]{\printorigdate}%
}%
\setunit{\addcomma\space}%
\usebibmacro{bbx:savehash}}%
\usebibmacro{authorstrg}}%
{\global\undef\bbx@lasthash}}%
`ma non è ottimale perché l’anno originale la letterata lo vorrebbe dopo il titolo, non dopo l’autore (e provare a sovrascrivere alcune macro legate a “title” non mi ha portato da nessuna parte). Allora mi sono studiato il sistema di citazione “related” ad un’altra… ma a ad esempio se uso
@book{Pirandellomattia,
title = {Il fu Mattia Pascal},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1904},
related = {Pirandellomattianuov},
relatedstring = {Ed. cartacea di riferimento:},
}@book{Pirandellomattianuov,
year = {1995},
author = {Pirandello, Luigi},
publisher = {Mondadori},
editor = {{Giovanni Croci} e {Corrado Simioni}},
}… a quel punto invece di “A cura di” e poi gli editor, compare un “Giovanni Croci e Corrado Simioni, cur. Mondadori” che a me sembra un po’ poco comprensibile (sembra quasi che il curatore sia Mondadori!)
2) domanda più per “cultura generale”: ho scoperto l’opzione di biblatex “citereset=chapter”, molto comoda… ma per caso esiste qualcosa di più granulare? Es. “citereset se la precedente citazione di questa opera è più di 5 pagine fa”? O soprattutto: “citereset per quel che riguarda gli ivi ma non per quel che riguarda gli opcit”?
3) C’è modo di dire “se un’altra opera dello stesso autore è già stata citata, riporta solo il cognome dell’autore, omettendo il nome, quando si cita altre sue opere”?
Grazie mille (innanzitutto per lo stile)!
Pietro
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AutoreRisposte
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7 Marzo 2015 alle 14:12 #100623::
PietroBattiston” post=100324Ho tre persone a me vicine che stanno contemporaneamente facendo la tesi, rispettivamente in filosofia, giurisprudenza e lettere, e per me che avevo sempre e solo avuto a che fare con testi matematici avere scoperto (biblatex e) philosophy-verbose è stata una benedizione.
Però ci sono alcune problemini che non sto riuscendo a risolvere…
1) riguardo a varie versioni di una stessa opera: ho inizialmente provato ad usare origyear, aggiungendo nello header quanto segue…
`
\renewbibmacro*{author}{%
\ifboolexpr{%
test \ifuseauthor
and
not test {\ifnameundef{author}}
}%
{\usebibmacro{bbx:dashcheck}%
{\bibnamedash}%
{\printnames{author}%
\iffieldundef{nameaddon}{}%
{\setunit{\addspace}%
\printtext[brackets]{\printfield{nameaddon}}}%
\iffieldundef{origyear}{%
}{%
\setunit*{\addspace}%
\printtext[parens]{\printorigdate}%
}%
\setunit{\addcomma\space}%
\usebibmacro{bbx:savehash}}%
\usebibmacro{authorstrg}}%
{\global\undef\bbx@lasthash}}%
`ma non è ottimale perché l’anno originale la letterata lo vorrebbe dopo il titolo, non dopo l’autore (e provare a sovrascrivere alcune macro legate a “title” non mi ha portato da nessuna parte). Allora mi sono studiato il sistema di citazione “related” ad un’altra… ma a ad esempio se uso
@book{Pirandellomattia,
title = {Il fu Mattia Pascal},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1904},
related = {Pirandellomattianuov},
relatedstring = {Ed. cartacea di riferimento:},
}@book{Pirandellomattianuov,
year = {1995},
author = {Pirandello, Luigi},
publisher = {Mondadori},
editor = {{Giovanni Croci} e {Corrado Simioni}},
}… a quel punto invece di “A cura di” e poi gli editor, compare un “Giovanni Croci e Corrado Simioni, cur. Mondadori” che a me sembra un po’ poco comprensibile (sembra quasi che il curatore sia Mondadori!)
Con il sistema related ogni voce deve essere completa, come se fosse autonoma. Mi pare strano che tu ottenga quel risultato. Servirebbe un esempio minimo compilabile completo di bibliografia essenziale all’interno dell’ambiente filecontents. Trovi esempi sul forum.
PietroBattiston” post=100324
2) domanda più per “cultura generale”: ho scoperto l’opzione di biblatex “citereset=chapter”, molto comoda… ma per caso esiste qualcosa di più granulare? Es. “citereset se la precedente citazione di questa opera è più di 5 pagine fa”? O soprattutto: “citereset per quel che riguarda gli ivi ma non per quel che riguarda gli opcit”?
Non capisco perfettamente. In ogni caso, potresti cercare ibidtracker e opcittracker nella doc di biblatex.
PietroBattiston” post=100324
3) C’è modo di dire “se un’altra opera dello stesso autore è già stata citata, riporta solo il cognome dell’autore, omettendo il nome, quando si cita altre sue opere”?Sì, il modo c’è. Mi sembra di aver fornito la soluzione qualche mese fa a @samiel. Naturalmente stai parlando della prima citazione, perché le successive non dovrebbero in ogni caso riportare il nome.
Considerazione parzialmente OT
La bibliografia è uno strumento che ha come unico scopo quello di indicare in maniera chiara e distinta (il filosofo capirà), e al di là di ogni ragionevole dubbio (qui capirà anche il giurista) la fonte che si cita o a cui si fa riferimento. Tutto il resto appartiene alla vasta classe delle questioni di lana caprina. Biblatex, di default, permette di costruire bibliografie che fanno quello che devono fare. Se filosofi, giuristi e letterati pensano che la bibliografia sia il luogo dove sfogare le proprie manie stilistiche, dovrebbero provare, una buona volta, a chiedersi cos’è una bibliografia. Quando ho scritto gli stili philosophy credo di aver messo a disposizione parecchie opzioni, che vanno incontro ai disturbi (sic!) più frequenti in ambito umanistico. Ho quindi deciso di non sviluppare più soluzioni ai vezzi stilistici, sfizi o deliri dei relatori, che sono conviti che lo stile che loro usano sia il migliore (per qualche ragione che, evidentemente, solo loro conoscono).
In futuro risolverò solo bug. Naturalmente non voglio attaccare i tuoi amici, che molto probabilmente non c’entrano nulla. Volevo solo fare una riflessione sulla modalità di approccio al testo in ambito umanistico. Gli scienziati, quelli veri, cioè matematici, fisici, logici, ingegneri, ecc. non si fanno questi problemi. Prova ne è che la maggior parte non usa biblatex, perché la maggior parte ha capito benissimo il significato della bibliografia. Cosa che agli umanisti ancora non è chiara.Nel vostro caso, uno dei problemi potrebbe essere dovuto a un errore in qualche codice, quindi aspetto l’esempio minimo compilabile per capire meglio cosa si può fare.
Ciao
Ivan
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8 Marzo 2015 alle 10:32 #100624::
Grazie mille per le risposte, incluso il parziale OT: posso capire perfettamente che dopo avere studiato un sistema migliore possibile sia frustrante la trecentesima richiesta di modifica.Se posso dare il mio parere non richiesto: nonostante LaTeX sia nato come un sistema in cui puoi scrivere, perlomeno in prima approssimazione, pensando solo al contenuto (e “tutto il resto è magia”), siti come questo forum, o come tex.stackexchange.com/, mostrano che la sua forza non è proprio che tutto funziona al primo colpo proprio come vuoi, ma piuttosto che in un modo o nell’altro le cose si ottengono, perché il sistema è flessibile (anche se talvolta delicato). Io vedo la bibliografia semplicemente come un caso particolare di questo discorso. Se ho una necessità specifica, non mi aspetto che esista lo stile con esattamente le opzioni che cerco, ma sono disposto a spenderci un po’ di tempo per trovare la soluzione – provando e googlando. E di necessità particolari ne ho avute tante anche o in passato, solo che le possibilità aumentano esponenzialmente passando da uno stile author-year ad uno stile verbose. E se poi non trovo esattamente quel che voglio, ad esempio perché Ivan non può passare la sua vita a rispondere sul forum… è la vita, e mi accontenterò.
In questo senso, personalmente apprezzerei, piuttosto che quarantamila opzioni, un paio di pagine di documentazione sul come personalizzare (su “come funziona la magia”, insomma, pur considerando che non tutti diventano Mago Merlino).
Ciò detto: scusami per la vaghezza della mia domanda 1: idealmente, vorremmo una citazione che appaia come
Luigi Pirandello. Il fu Mattia Pascal (1904). A cura di Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
Mi sembra di capire che con il passaggio da “origyear” a “related” questo non sia più possibile. Con il codice che ho postato (e a cui mancavano tre graffe chiuse alla fine, sorry!), ottengo
Luigi Pirandello (1904). Il fu Mattia Pascal. A cura di Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
Potremmo anche accontentarci di
Luigi Pirandello. Il fu Mattia Pascal. 1904. Ed. cartacea di riferimento: a cura di Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
ma se invece come suggerisci tu entrambe le entries sono complete, ottengo:
Pirandello, Luigi, Il fu Mattia Pascal, 1904. Ed. cartacea di riferimento: Il fu Mattia Pascal, ed. by Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
Ecco l’esempio completo:
`
\documentclass{article}\usepackage[style=philosophy-verbose]{biblatex}
\usepackage{filecontents}\begin{filecontents}{\jobname.bib}
@book{Pirandellomattia,
title = {Il fu Mattia Pascal},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1904},
related = {Pirandellomattianuovo},
relatedstring = {ed. cartacea di riferimento:},
}@book{Pirandellomattianuovo,
title = {Il fu Mattia Pascal},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1995},
publisher = {Mondadori},
keywords = {sito},
editor = {{Giovanni Croci} e {Corrado Simioni}},
keywords = {nascondi}
}
\end{filecontents}\addbibresource{\jobname.bib}
\nocite{*}
\begin{document}
\printbibliography[notkeyword=nascondi, title={Altre fonti}]
\end{document}
`Ovviamente ripetere due volte il titolo non ha senso, per cui ho provato a rimuoverlo dalla seconda entry, e… in effetti otteniamo qualcosa di molto simile all’obiettivo:
Pirandello, Luigi, Il fu Mattia Pascal, 1904; ed. cartacea di riferimento: a cura di Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
( L’errore che avevo fatto era stato rimuovere anche l’autore – ma se non ho capito male il tuo consiglio di fare tutte le entries complete come se fossero indipendenti ha questo inconveniente che il titolo viene ripetuto)
Rimane il fatto che se si potesse avere il primo anno tra parentesi sarebbe perfetto… sostituire “year = {1904},” con “year = {(1904)},” ovviamente mantiene una virgola di troppo, mentre la patch che ho trovato suggerita nel caso di altri stili verbose non funziona con philosophy-verbose.
ivan” post=100326
3) C’è modo di dire “se un’altra opera dello stesso autore è già stata citata, riporta solo il cognome dell’autore, omettendo il nome, quando si cita altre sue opere”?
Sì, il modo c’è. Mi sembra di aver fornito la soluzione qualche mese fa a @samiel. Naturalmente stai parlando della prima citazione, perché le successive non dovrebbero in ogni caso riportare il nome.
Ehm… ho cercato, ma senza successo, anche a causa di un piccolo bug. Cercherò ancora…
Comunque sì, sto parlando della prima citazione della seconda/terza/… opera di un dato autore. Vorrei che il nome comparisse come nella seconda/terza/… citazione di una data opera (quando non ci sia di mezzo un “ivi” o “ibidem”, ovvamente).
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9 Marzo 2015 alle 18:03 #100625::
Per chiunque capitasse qui con problemi simili:1): non ho proprio risolto ma ci sono andato vicino con il seguente codice:
`
\newbibmacro*{publisher+location+date}{%
\printlist{location}%
\iflistundef{publisher}
{\setunit*{\addcomma\space}}%
{\setunit*{\addcolon\space}}%
\printlist{publisher}%
\setunit*{\addcomma\space}%
\usebibmacro{date}%
\newunit}\renewbibmacro*{date}{\iffieldundef{year}{}{\setunit{}\addspace\parentext{\printdate}}}
`Così vanno tra parentesi tutti gli anni, anche quelli delle entries related, che non è quel che desideravo. Immagino ci debba essere uno switch tipo \ifrelated, ma nella doc di biblatex non l’ho trovato.
2) dalla doc di biblatex mi sembra di capire che per fare resettare i tracker ad ogni pagina una via sia l’opzione “pagetracker”
3) di questa soluzione mi vergogno parecchio… ma il risultato desiderato l’ho ottenuto togliendo semplicemente il cognome dalle entry di un autore che non siano la prima opera citata, aggiungendo una keyword che le nasconda nella bibliografia finale, e creando poi per ognuna un’altra entry mai citata ma con il cognome.
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9 Marzo 2015 alle 22:33 #100626::
PietroBattiston” post=100349
Ciò detto: scusami per la vaghezza della mia domanda 1: idealmente, vorremmo una citazione che appaia comeLuigi Pirandello. Il fu Mattia Pascal (1904). A cura di Giovanni Croci e Corrado Simioni, Mondadori, 1995.
La soluzione più semplice, anche se brutta sul piano TeXnico, è questa:
`
\documentclass{article}\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[style=philosophy-verbose]{biblatex}\begin{filecontents}{\jobname.bib}
@book{Pirandellomattianuovo,
title = {Il fu Mattia Pascal \emph{(1995)}},
shorttitle = {Il fu Mattia Pascal},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1995},
publisher = {Mondadori},
editor = {Giovanni Croci and Corrado Simioni},
}
\end{filecontents}\addbibresource{\jobname.bib}
\begin{document}
\cite{Pirandellomattianuovo}
\printbibliography[notkeyword=nascondi, title={Altre fonti}]
\end{document}`
(Nota il campo editor, formattato correttamente).
Un’altra soluzione, corretta sul piano TeXnico, è con questo record:
`
@book{Pirandellomattianuovo,
title = {Il fu Mattia Pascal},
library = {Ed. orig. 1904},
author = {Pirandello, Luigi},
year = {1995},
publisher = {Mondadori},
editor = {Giovanni Croci and Corrado Simioni},
`Ciao
Ivan
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10 Marzo 2015 alle 6:27 #100627::
ivan” post=100326Gli scienziati, quelli veri, cioè matematici, fisici, logici, ingegneri, ecc. non si fanno questi problemi. Prova ne è che la maggior parte non usa biblatex, perché la maggior parte ha capito benissimo il significato della bibliografia. Cosa che agli umanisti ancora non è chiara.
Attento Ivan: molto spesso le categorie che hai elencato non usano biblatex semplicemente perché 1) bibtex funziona benissimo, 2) non sanno cosa sia biblatex, 3) sanno cosa sia biblatex, ma non vedono nessun beneficio nel cambiare (e si può andare avanti) 😉 Lo prova il fatto che quando devono fare una tesi per la semplice operazione di dividere fonti online e non, si vanno ad impelagare con pacchetti strani: appena gli si fa notare che con biblatex è un’operazione banale, ti buttano le braccia al collo (in senso figurato ovviamente).
Ciao
Claudio
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10 Marzo 2015 alle 8:19 #100628::
Claudio (@cfiandra) può darsi che qualcuno appartenente alle categorie indicate da Ivan ti abbia buttato metaforicamente le braccia al collo, ma erano persone che non sapevano usare correttamente gli stili disponibili per bibtex e non sapevano categorizzare correttamente i riferimenti.Ivan non me ne voglia se dico che sono perfettamente d’accordo con lui sul fatto di sapere che cosa sia e a che cosa serva una bibliografia, ma sebbene Iva abbia fatto un lavoro incredibile con biblatex e i suoi stili e si faccia in quattro qui sul forum per assistere gli umanisti con esigenze “particolari”, devo ammettere che io non ho mai usato spontaneamente biblatex. Lo uso quando collaboro con altri ma, tanto per citarne una, negli ulti 10 giorni ho dovuto cancellare la cache di biber due volte. Invece, non ho mai incontrato nessun problema con bibtex.
Allora, la conclusione è che biblatex è uno strumento straordinario, gli stili che o accompagnano sono portentosi; biber forse è in grado di fare faville di acrobazia informatica, ma sono difficili da usare, specialmente se si pretende di soddisfare esigenze particolari. Non è che sia più facile creare o modificare i file di stile bibliografico che usa bibtex, no, anzi, probabilmente è più difficile. Ma almeno bibtex e i suoi stile obbligano a pensare con più attenzione alle bibliografie e si impara ad usare con maggiore agilità il campo Note. In fondo biblatex esiste da meno di una decina d’anni; che cosa si faceva prima? Non ditemi che prima gli umanisti non usavano LaTeX, perché non è vero; io negli anni ’90 ho collaborato con Cristina Thiele, che è stata anche un presidente del TUG e che era/è una umanista nel campo della linguistica, se ricordo bene.
Dunque che cosa facevano gli umanisti prima che esistesse biblatex? Forse si accontentavano? Forse. Ma oggi, esistendo biblatex, forse, pretendono di soddisfare i loro “capricci” compositivi anche perché non leggono mai le norme internazionali e nazionali; esiste una norma sulle bibliografie redatta dall’Ente di Unificazione Italiano (UNI) che non è altro che la traduzione della corrispondente norma ISO. Non vi sono prescrizioni sui font da usare o sui tipi di virgolette, o come mettere le date; dovrebbe bastare il buon senso; ma dicono esattamente che cosa deve contenere un riferimento bibliografico. Sono parecchie pagine e non si possono riportare qui; ma ci sono e andrebbero seguite.
Venendo alla sitografia, essa dovrebbe essere proibita per legge. I siti internet son troppo evanescenti per poterli fornire come riferimenti a chicchessia. In ogni caso esiste sempre il campo Note, se proprio la notizia a cui si fa riferimento non si trova altro che in rete.
Sono andato OT, non è vero?
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10 Marzo 2015 alle 10:01 #100629::
OldClaudio” post=100389Venendo alla sitografia, essa dovrebbe essere proibita per legge. I siti internet son troppo evanescenti per poterli fornire come riferimenti a chicchessia. In ogni caso esiste sempre il campo Note, se proprio la notizia a cui si fa riferimento non si trova altro che in rete.
A volte non si può fare a meno di avere quei tipi di riferimenti. Per esempio citando tutti i progetti europei che si occupano di “x”, è molto facile indirizzare al sito piuttosto che essere costretti a scegliere una pubblicazione specifica, nel caso non ci sia un articolo apposito sul progetto.
Facevo l’esempio della sitografia perché è quello più esemplificativo. Mi è capitato di dare una mano in una tesi di dottorato, dove il collega voleva distinguere in due sezioni diverse le sue pubblicazioni rispetto a tutte le altre. Anche in questo caso usare biblatex ha i suoi vantaggi: non che non si possa fare con multibib, per esempio, ma ci si mette di più.
Ciao
Claudio
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10 Marzo 2015 alle 19:16 #100630::
cfiandra” post=100387
Gli scienziati, quelli veri, cioè matematici, fisici, logici, ingegneri, ecc. non si fanno questi problemi. Prova ne è che la maggior parte non usa biblatex, perché la maggior parte ha capito benissimo il significato della bibliografia. Cosa che agli umanisti ancora non è chiara.
Attento Ivan: molto spesso le categorie che hai elencato non usano biblatex semplicemente perché 1) bibtex funziona benissimo, 2) non sanno cosa sia biblatex, 3) sanno cosa sia biblatex, ma non vedono nessun beneficio nel cambiare (e si può andare avanti) 😉
Lo so. Ma la ragione che ho indicato ne è, a mio modesto parere, alla base. 1) bibtex funziona benissimo per le esigenze degli scienziati, di conseguenza basta loro e non si informano su altri strumenti, ergo 2) oppure 3). Perché a loro basta bibtex e agli umanisti no? Perché per gli scienziati la bibliografia è uno strumento; per gli umanisti, spesso, un fine. La differenza sta tutta qui. Gli umanisti hanno già il testo normale per sbrodolarsi addosso. Se questo non basta c’è anche il cosiddetto “saggio bibliografico”, pensato proprio allo scopo: un pippone denso denso di pagine e pagine pieno di specifiche del tipo:
“Pinco Palla, Storia di Italia, pubblicato originariamente in Mario Mango, Storie d’Europa, con introduzione di Guido Renga e Martina Laschiava et al. ivi ibidem cit. e, perché no?, cfr. supra. Edizione inglese con testo a fronte a cura di Bruce Lee, con inserti in pelle e swarovski. L’opera è apparsa anche nella collana I grandi classici della cucina italiana, Fabbri Editore, con introduzione di Roberto Da Crema (detto Il Baffo)… ecc. ecc.”
A parte l’ironia, il saggio bibliografico è fondamentale in alcune discipline tipo la storia. Ma la bibliografia dovrebbe rimanere puramente strumentale. Questa cosa agli umanisti proprio non va giù. Devono creare continuamente problemi a loro stessi, ai loro studenti e, cosa ancor più grave, al sottoscritto, che si ostina ad assecondare i loro disturbi. Disturbi che conosco molto bene, visto che, ahimè, appartengo allo stesso reparto.Ciao
Ivan
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10 Marzo 2015 alle 19:49 #100631::
Ivan, se ti può consolare i problemi che mi sono trovato davanti in questi giorni non si sono affatto limitati alla bibliografia 😉Di certo ho notato un’attenzione all’aspetto estetico dell’elaborato a cui non sono abituato, ma non mi sento francamente di condannarla. Sarà perché tendo ad essere perfezionista anche io, ma mi sembra davvero che il risultato sia più piacevole alla lettura di come era prima dei miei piccoli interventi (incluso il tuo suggerimento per l’anno – grazie mille).
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10 Marzo 2015 alle 20:33 #100632::
Chiedo scusa se la discussione ha preso una piega che non volevo scatenare.
Non voglio offendere nessuno e vorrei spiegarmi.La bibliografia è uno strumento e l’esempio satirico presentato da Ivan rappresenta la quintessenza ci ciò che intendo per uno strumento usato male.
Secondo me la bibliografi deve contenere il minimo indispensabile che soddisfi le prescrizioni delle norme ISO-UNI. Tutto il resto sono fronzoli che dovrebbero essere evitati.Persino nell’esempio di PietroBattiston c’è qualcosa di troppo, anche se non è così esageratamente barocco come è volutamente l’esempio satirico di Ivan. Voi citare il testo di Pirandello o la sua edizione critica? Vuoi citare entrambi. Ecco che se vuoi citare il testo originale di Pirandello, cita solo quello e al massimo nel campo Note inserisci i riferimenti all’edizione critica, ma li scrivi come ti pare, oppure citi nel campo Note il riferimento all’altra voce che contiene il riferimento completo all’edizione critica. Non le metti assieme nella stessa citazione. In questo modo avresti due citazioni legate ma che possono sussistere in modo indipendente, formando quello che io considero l’uso corretto dello strumento.
Naturalmente posso sbagliarmi, ma certamente fare due riferimenti distinti nella bibliografia non la rende illeggibile come nell’esempio satirico di Ivan. 🙂
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11 Marzo 2015 alle 8:47 #100633::
OldClaudio” post=100411
Persino nell’esempio di PietroBattiston c’è qualcosa di troppo, anche se non è così esageratamente barocco come è volutamente l’esempio satirico di Ivan. Voi citare il testo di Pirandello o la sua edizione critica? Vuoi citare entrambi.Sì, è legittimo e necessario (deve esserci l’anno di prima pubblicazione, e deve esserci l’edizione a cui si riferiscono le pagine).
OldClaudio” post=100411
Ecco che se vuoi citare il testo originale di Pirandello, cita solo quello e al massimo nel campo Note inserisci i riferimenti all’edizione critica, ma li scrivi come ti pare, oppure citi nel campo Note il riferimento all’altra voce che contiene il riferimento completo all’edizione critica. Non le metti assieme nella stessa citazione. In questo modo avresti due citazioni legate ma che possono sussistere in modo indipendente, formando quello che io considero l’uso corretto dello strumento.Io non sto affatto facendo un discorso di quali siano gli strumenti giusti – ma credo neanche Ivan. Su quello ho solo da imparare. Stavamo discutendo la brama di avere un risultato finale identico a quello che si immagina, e magari in certi casi astruso. Se poi mi dici “nel campo Note inserisci i riferimenti all’edizione critica, ma li scrivi come ti pare”, mi sta benissimo, basta che alla fine io sia effettivamente in grado di scriverli come mi pare (OK, e che ciò non significhi “fai tutta la bibliografia a mano”).
(poi il sistema dei “related” lo trovaro molto elegante eh… ma vivrei tranquillamente anche senza: altro discorso è essere limitati sul risultato finale)
(che poi, facile sparlare dei letterati… ma voi li avete mai conosciuti i matematici che quando hanno più parentesi tonde annidate le scalano manualmente in modo che le più esterne siano più grandi?! Forse la differenza è chi ha fatto almeno un corso di programmazione nella vita queste cose cerca di risolversele da solo…)
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11 Marzo 2015 alle 12:56 #100634::
Pietro, non sto sparlando dei letterati e non ho critiche da fare ai matematici; ognuno nel suo campo fa come sono le sue tradizioni, ma…Le norme internazionali servono per capirsi al di là degli steccati eretti ai confini delle varie discipline. Le norme tendono a semplificare, talvolta troppo, ma sono generalmente utili.
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