Problema legature

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  • #67390
    LuglioM26
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      Salve a tutti,

      forse è un tema già trattato e chiedo scusa in anticipo, ma ho il problema come da oggetto. Per ovviare alle famose legature “fi”, “fl” e via dicendo so che:

      1) LaTeX provvede automaticamente a ciò

      2) i font dovrebbero essere predisposti avendo già dei caratteri appositi

      3) si può procedere manualmente inserendo {} sia per parole semplici che composte

      Ora la 1) e 2) non (mi) funzionano mentre la 3) bisognerebbe prima di tutto sapere quali e quante sono queste famose legature e quindi procedere di conseguenza ma non credo sia la strada migliore tranne, forse, che per le parole composte.

      Uso sia MiKTeX 2.9+TeXStudio che TeXLive 2011+TeXMaker con codifica sia latin1 che utf8 ed un preambolo semplice come:

      \documentclass[a4paper,12pt]{article}

      \usepackage[thinlines,thicklines]{easybmat}
      \usepackage{etex}

      \usepackage[latin1 o utf8]{inputenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage{graphicx}
      \usepackage{amsmath,amssymb}

      \begin{document}

      \end{document}

      Grazie come sempre

      Stefano

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      • #67391
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        LuglioM26″ post=66389Salve a tutti,

        forse è un tema già trattato e chiedo scusa in anticipo, ma ho il problema come da oggetto. Per ovviare alle famose legature “fi”, “fl” e via dicendo so che:

        1) LaTeX provvede automaticamente a ciò

        2) i font dovrebbero essere predisposti avendo già dei caratteri appositi

        3) si può procedere manualmente inserendo {} sia per parole semplici che composte

        Ora la 1) e 2) non (mi) funzionano mentre la 3) bisognerebbe prima di tutto sapere quali e quante sono queste famose legature e quindi procedere di conseguenza ma non credo sia la strada migliore tranne, forse, che per le parole composte.

        Uso sia MiKTeX 2.9+TeXStudio che TeXLive 2011+TeXMaker con codifica sia latin1 che utf8 ed un preambolo semplice come:

        \documentclass[a4paper,12pt]{article}

        \usepackage[thinlines,thicklines]{easybmat}
        \usepackage{etex}

        \usepackage[latin1 o utf8]{inputenc}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{amsmath,amssymb}

        \begin{document}

        \end{document}

        Grazie come sempre

        Stefano

        Sì, LaTeX provvede automaticamente a mettere le legature, a patto che il font che usi le preveda: non tutti, infatti, hanno i glifi con le legature.

        Le legature più frequenti sono: fi, ffi, fl, ffl e ff. Ce ne sono altre, come ct e st, ma qui si sconfina nelle legature storiche.

        Potresti scrivere un documento con XeLaTeX, che rende semplice usare le legature con comandi del tipo:

        `\setmainfont[Ligatures={TeX,Historic}]{Linux Libertine O}`

        per esempio. Ti consiglio di leggere il documento Introduzione a XeLaTeX di Enrico, scaricabile dalla sezione Documentazione qui sopra.

        Altrimenti, da’ un occhio alla documentazione di alcuni bei font. Per esempio, se con LaTeX usi il font Kp (texdoc kpfonts), trovi anche le indicazioni per ottenere le legature normali e storiche.

        Per quanto riguarda le parole composte, forse è necessaria una mbox:

        `shelf\mbox{}ful`

        Ciao
        Tommaso

      • #67392
        OldClaudio
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          Il tuo problema è non eseguire le legature? o è quello di eseguirle/

          pdfLaTeX con la maggioranza dei font che usa, esegue le legature in automatico; per quei pochi font dove non esegue le legature è perché il font ha la forma della f poco sporgente a destra.

          Con XeLaTeX hai maggior libertà di manovra; leggi la guida che ti ha segnalato Tommaso.

          Se invece vuoi disabilitare le legature in alcune parole ti pbaste inserire un gruppo vuoto fra le lettere che non vuoi legare tipo shelf{}ful, non hai bisogno di una scatola, anche se, bene inteso, la scatola non fa nessun danno.

        • #67393
          LuglioM26
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            Ciao! Ringrazio sia Tommaso che OldClaudio.

            Le legature le voglio si inserire ma che siano corrette naturalmente. Darò uno sguardo alla guida consigliata. Nel frattempo ho trovato questa soluziona che consiglia di inserire:

            1) funziona
            \usepackage{microtype}
            \DisableLigatures{encoding = *, family = *}

            2) (sembra) non funzionare
            \usepackage[resetfonts]{cmap}

            La 1) se ho ben capito comporta anche non solo quali altri cambiamenti estetici. Se provo a risolvere inserendo i vari {} sembra funzionare per ff, fl, fi, ma non per suffisso! Se invece uso la 1) sembra che tutto vada bene. Qual è l’errore?

            Saluti

            Stefano

          • #67394
            OldClaudio
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              Non ci sono errori, se non nella comunicazione.

              Mi spiego: dici testualmente “Le legature le voglio si inserire ma che siano corrette naturalmente”, poi però cerci soluzioni per NON isnerirle, non eseguirle;
              se usi {} interrompi l’adiacenza di due lettere legabili, quindi non inserisci i caratteri legati, che si chiamano appunto legature “”la legatura ff” la legatura “fi”, eccetera. Se usi \disableLigaturas{…}, specificando la codifica e la famiglia del font nel quale vuoi eliminare le legature, “disable} vuol dire di “disabilitare”, cioè di disabilitare la possibilità di legare i caratteri usando le legature.

              Queste funzioni si usano in automatico con \DisableLigatures, sempre e incondizionatamente perché esistono delle lingue dove le legature NON devono essere eseguite, come per esempio il portoghese. Se usi {} disabiliti le legature dove proprio non ci vuole, ma quali sono i suffissi dove la legatura deve essere tolta? almeno in italiano io non ne conosco; in tedesco ci sono molti casi, ma bisogna gestirli a mano mediante il carattere attivo ” che ha funzioni speciali in tedesco di babel, non so se anche con polyglossia, credo di sì. Secondo le norme UNI, le parole composte di suffissi o prefissi e di diversi altri elementi grammaticali, sono da considerarsi parole come tutte le altre, sebbene non sia vietato trattrarle come parole composte in modo da dividerle sul word boundary.

              Non è per caso che usi la stessa parola per “legatura” e “accostamento” (kerning)? Credo di no, ma chiedere non guasta.

              Che cosa vuoi dire con “ma che siano corrette naturalmente”? Se lo guardi da un punto di vista del glifi da legare, i font che ne dispongono lo fanno sempre, a meno che non ne siano impediti con \DisableLigatures o con {}. Se lo guardi da un punto di vista ortografico, devi intervenire a mano per evitare la sostituzione di due lettere legate con la loro legatura (attento alla differenza fra “lettere legate” e “legatura”).

              Altri membri del forum possono aver capito quello che chiedi, io invece, come hai letto, credo di non aver capito.

            • #67395
              LuglioM26
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                In effetti per “legatura” volevo indicare quelle situazioni come ff, fi, ecc. dove queste lettere siano “legate” in modo tale che, ad esempio, il puntino della i non vada a sovrapporsi allla parte destra della f per avere anche graficamente un aspetto ed una lettura migliore. Quindi, invece, le legature sono allora proprio questi casi di sovrapposizione?

                Domanda: è meglio tenere queste legature oppure no?

                Grazie

                Stefano

              • #67396
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                LuglioM26″ post=66412In effetti per “legatura” volevo indicare quelle situazioni come ff, fi, ecc. dove queste lettere siano “legate” in modo tale che, ad esempio, il puntino della i non vada a sovrapporsi allla parte destra della f per avere anche graficamente un aspetto ed una lettura migliore. Quindi, invece, le legature sono allora proprio questi casi di sovrapposizione?

                Domanda: è meglio tenere queste legature oppure no?

                Sì, senza dubbio. Non devi fare assolutamente nulla: TeX inserisce il carattere corretto (cioè la legatura f_i, in termini di nomi di glifi) quando trova “fi” e analogamente per gli altri casi.

                Ciao
                Enrico

              • #67397
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                L’uso delle legature deriva da una consuetudine tipica della scrittura calligrafica, che i primi disegnatori di caratteri cercarono di mimare.
                Nel tempo il numero delle legature utilizzate andò affievolendosi, ed oggi vengono considerate canoniche solo le combinazioni: fi, ff, fl, ffi, ffl.
                Tuttavia nel Novecento, per puri limiti tecnici legati alle macchine Linotype, alcuni celebri creatori di caratteri idearono dei tipi romani che non necessitavano di legature, perché i glifi in questione erano costruiti proprio per non sovrapporsi. Alcune riduzioni digitali sono ancora disponibili. Ecco le più famose:

                Aldus, Melior e Palatino di Hermann Zapf;
                Mendoza di José Mendoza y Almeida;
                Sabon di Jan Tschichold;
                Trajanus di Warren Chappell;
                Trump Mediäval di Georg Trump.

                (Fonte: Bringhurst)

                Solo facendo uso di questi font è possibile eliminare, senza cadere nel cattivo gusto, l’automatismo delle sostituzioni.

                Un saluto…

                Claudio

              • #67398
                OldClaudio
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                  Sì, stavi confondendo il significato di “legare” con il significato di “accostare” Parli del puntino della i sovrapposto alla parte terminale della f, non comportano una sovrapposizione, ma un disegno diverso; lo stesso il diegno della legatura ff o fl comportano una maodifica del disegno, ancora più modificato è il disegno di ffi.

                  Se hai una minmia dimestichezza dei testi precedenti al XIX secolo, ti sarà sembrato strano che scirvessereo f al posto di s; poi, forse, guardando melgio, avrai notato che quella “s lunga” non era fatta come un f , perchè la sbarretta orizzontale non attraversa l’ast come succede con la f. Si era soliti usare la “s lunga” all’inzio e nel mezzo di una parola, a meno che non si trattasse della seconda s di ss, o la s finale; bene il gruppo ss legato ß sopravvive solo in tedesco, ma fino quasi alla fine del ‘700 era usato anche in Italia e nelle altre nazioni occidentali; prendi il brevissimo esempio seguente:
                  `
                  \documentclass{minimal}
                  \usepackage{lmodern}
                  \begin{document}
                  \fontize{50}{60}\itshape
                  ss \ss
                  \end{document}
                  `
                  compila con pdfLaTeX e guarda bene come sono fatti i due gruppi di lettere; la ss legata mostra chiaramente in corsivo la presenza della s lunga a sinistra e della s corta a destra e si vede che per disegnare un solo glifo con le lettere legate, non semplicemente accostate, il disegno sia della s lunga sia di quella corta sono stati modificati per avere un unico tratto che disegni l’intero glifo.

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