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Dunque, in mancnza di un EMC compilabile che ripsoduca il tuo esito, ho provato a creare io un esempio minimo compilabile “bifronte”; nel senso che ci sono due righe \documentclass: una è commentata; lavora quella che non è commentata. Ecco il mio EMC`%\documentclass[12pt,a4paper,oneside]{report}
\documentclass[12pt,a4paper,twoside]{report}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{#1}{}}
\fancyhf{}
\fancyhead[RE,RO]{\textbf{\thepage}}
\fancyhead[LE,LO]{\nouppercase{\leftmark}}
\fancypagestyle{plain}{
\fancyhf{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0pt}}
\usepackage{showframe,mwe}
\begin{document}
\chapter{Capitolo unico}
\begin{blindtext}
\begin{itemize}
\item Primo item
\item Secondo item
\end{itemize}
\includegraphics[width=0.5\textwidth]{example-image-a}
\end{blindtext}
\end{document}`Vediamo dunque le variani rispeto al tuo codice.
a) ho tolto l’opzione openright, perché con oneside è priva di senso e viene ingorata, mentre con twoside è l’impostazione di default.
b) ho usato i pacchetti showframe e mwe; il primo serve per evidenziare con gli opportuni rettangoli lo specchio di stampa, compresa la testatina e il piedino, giusto per vedere se lo scritto e le figure vengono composti dove si suppone che siano. il pacchetto mwe serve non solo per generare testo di riempimento, ma anche per mettere a disposizione figure di riempimento.
Dunque se fai girare due volte questo EMC, una volta così com’è, e una volta spostando il segno di commento dall’attuale \documentclass all’altro \documenclas, passi dalla composizione two side a quella oneside; si vede chiaramante la differenza, grazie a alle corpici della varie parti della pagina; ti suggerisco di stampare entrambe le pagine. Se le sovrapponi vedi chiarissimanante che con l’impostazione oneside lo specchio di stama è al centro della pagina e il retangolo che segna lo spazio per le note a margine è dif=dotto a una strisciolina probabilmente non utile per nessuan nota marginale, essendo troppo stretta. Nella stampa dell’esempio twoside il rettangolo delle note marignali è decisamante più ampio e quel tipo di note ha abbastanza spazio per essere composto decentemente.
Perché succede queso “fenomeno”? non è assolutamente un fenomeno strano, è voluto; nella stampa twoside il margine interno è solitamente molto minore del margine esterno; con alcune classi standard, fra cui report, esso è circa la metà di quello esterno; nelle classi della collezione KomaScript è esattamente la metà; con l’uso del pacchetto geometry, le dimensioni dei due margini di default stanno nel rapporto 2:3.
Puoi giustamente domandarti: perché?
Questo è il tormentone dei marigni; i wordprocessor di solitoli mantengono unguali e impostare le differenze fra one oppure two side non è banale. Con latex, invece, basta specificare l’opportuan opzione nell’istruzione \documentclass. Ma, appunto, perché di default LaTeX, almeno con le classi standard, mantien i margini diversi quando si compone twoside?
È molto semplice; comporre une side si usa solo epr distribuire su carta i documenti pinzati, oppure forati per metterli in raccoglitori; i punti di cucitura o i fori per gli anelli occupano spazio nel marigne di sinistra quindi gli specchi di stampa sono spostati adeguatamente verso l’esterno.
Invece stampando su entrambi i lati del foglio di carta, si suppone che il documento venga stampato su carta per essere distribuito in mdo da consentire di aprire il “fascicolo” in modo da mostrare simultaneamente due facciate affacciate; quella di sinistra, una pagina numerata con un numero pari, e quella destra, numerata con un numero dispari, se gli specchi di stampa delle pagine pari e dispari fossero stamapte con i margini ughuali a destra e a sinistra, in mezzo alla due facciate affacciate ci sarebbe troppo spazio bianco; quindi la tipografi, l’arte tipograafica, richiede di rendere questo spazio bianco in mezzo alal due pagine un poco inferiore.
Anticamente si usava il metodo delle nove strisce; cioè si divideva lo spazio della pagina rificlata in nove strisce sia verticalmente sia orizzontalmente’ in ciascuna delle due direzioni, si lasciava una striscia per il margine interno o superiore; due strisce per il margine esterno o inferirore e le sei strisce restanti per la griglia di stampa; così Gutenberg creò il primo liboro a stamap, la sua famosa bibbia; così è stato fatto foni ai tempi del gradne tipografo italiano Bodoni; poi nell’800 le cose cominciarono a cambiare, e ora si usano criteri anche diversi, con strisce di larghezze diverse, tali da non poter dire quanto siano destinate al margine interno o superiore, e quante a quello esterno o inferiore.
L’arte della tipografia evolve quanto evolve il genere umano, le lingue che si parlano, le scale di valori della vita in generale.
Ma finché usi LaTeX sai che puoi fare di tutto, ma che se scegli le impostazioni di default per il disegno della pagina, stai sempre nel solco della tipografia tradizionale.
Scusami semi sono dilungato. Nonostante io abbia preso sputnodal mio EMC bifronte, e ti abbia spiegato come mai i marigini sono diversi, non sono riuscito a spegati eprché le tue due pagine impostate con le due opposte opzioni siano così diverse nella spaziatura verticale. Quindi se tu stesso invii un esempio minimo compilabile che produca l’effetto strano che ottieni, nè io né @letteracpd siamo in gradi di dirti di più.