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@claudio,
che cosa vuoi dire con “lasciamo perdere l’e-book”? Qualunque cosa destinata ad essere letta a schermo e che non sia una pagina web è un e-book.
Il formato PDF è uno dei formati per certi e-book commerciali.
Per esempio le guide di questo sito sono tutte guide che vengono lette prevalentemente a schermo, solo quelle più grandi talvolta vengono stampate e rilegate, anche per le preferenze dei singoli lettori, alcuni dei quali desiderano avere una hardcopy su cui possono mettere e togliere le loro sottolineature, note a margine, e simili con la buona vecchia matita.
Prendi la guida GuIT per esempio. Viene distribuita sia un un unico PDF di quasi 800 pagine, e in tre tomi di circa 300 pagine ciascuno, perché possa essere stampato e rilegato in volumetti maneggevoli. Per ovvi motivi di “rappresentanza”, cioè per mostrare come viene con la classe standard book, è composta con la classe book. Inizialmente era composta su carta A4, ora lo è su carta B5, sia per i tre tomi rilegabili, sia il file intero perché sembra che la lettura a schermo sia più agevole.
La guide tematiche sono composte in formato B5 per lo stesso motivo, ma la classe con cui vengono composte consente anche il formato A5 e altri formati.
Forse la domanda giusta potrebbe essere questa: “quale formato è più adatto per leggere un file PDF a schermo?” La risposta dunque è semplice, nel senso che è un’altra domanda: “quale schermo? di quale dispositivo?” Perché leggere un documento su uno schermo da 25 pollici è certamante diverso da leggerlo su uno schermo di 7 pollici (un tablet non microscopico, ma nemmeno grande).
Stabilito per quale schermo fare il documento, le risposte alle altre domande vengono da sole; sostanzialmente si tratta di definire i margini, perché lo specchio di stampa non differisce molto da quello di un libro di carta, tutt’al più ci si può domandare se usare la “navigazione” ipertestuale, oppure se ignorare questa funzionalità che per i libri di carta non ha senso (io propendo per la navigazione ipertestuale, anche se richiede qualche attenzione in più). I margini quando si legge a schermo hanno funzionalità diverse dai margini per un libro di carta; non servono più per appoggiarci le dita e non si parla nemmeno di spread (le due pagine affacciate) perché basta visualizzare una pagina alla volta sfruttando al meglio gli schermi piccoli. Ma per schermi grandi non metterei margini troppo piccoli. Prendi per esempio la guida per le classi KomaScript; aprila con texdoc scrguien. Contiene alcune buone idee per la lettura a schermo; per esempio, niente margine superiore, con la testatina su sfondo giallo direttamente al bordo della schermata; contiene anche delle pessime soluzioni: per esempio, Niente margine destro e niente margine inferiore; non si capisce a cosa serva il grande margine a sinistra; composto su “carta” letterpaper, che non va bene né per lo schermo né per stampare. Ecco, secondo me quello è un ottimo esempio di che cosa non fare per un documento da leggere a schermo.
Secondo me per uno schermo da 10 pollici, per esempio, si può prendere in considerazione un margine di 10mm ai quattro lati, con la gabbia bene centrata (da cui i margini sinistro e destro uguali) in modo che la lettura non sia fastidiosa passando da una pagina all’altra come succede con i PDF da stampare che hanno i margini sinistro e destro diversi per l’esigenza estetica di avere i margini interni dello spread equivalenti a ciascuno dei margini esterni.
Ti può essere utile la lettura della guida tematica sul disegno della pagina; anche se vi è data preponderanza ai pdf da stampare, ci sono però le linee guida per il disegno della pagina e del motivo per il quale le cose si fanno in un certo modo.