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Cari amici,Prima dell’inevitabile pausa natalizia (sperando che non sia già troppo tardi e che molti di voi leggano queste poche righe prima del 6 gennaio 2005) vorrei cogliere l’occasione data dal fatto che avrete sicuramente più tempo libero del solito per chiedervi un piccolo favore: rivolgendomi principalmente a coloro i quali usano LaTeX con font Type1 commerciali (regolarmente acquistati o meno, a me francamente non importa molto), vorrei proporvi di aiutarmi ad estendere l’insieme di font usabili dal pacchetto GuIT.
Prima di continuare, a scanso di equivoci, tengo a precisare che:
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non si tratta di una subdola manovra per procurarmi in modo fraudolento alcun font Type1 (quindi non pensate di inviarmi i font con la postilla “Arrangiati”);
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gradirei che il processo si svolgesse pubblicamente tramite questo forum (un gruppo di persone ragionano e vedono meglio di due);
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eventuali contributi di qualunque natura al pacchetto, anche non aventi nulla a che fare con l’argomento di questo messaggio, sono sempre ben accetti, anche e soprattutto via canali privati.
Tornando all’argomento iniziale: attualmente il pacchetto permette l’uso del Computer Modern Roman e dei font Type1 standard presenti in tutte le stampanti Postscript; partendo dal documento che riporto alla fine di questo messaggio, anche se non si possidono conoscenze “esoteriche”, dovrebbe essere possibile identificare i valori numerici che permettono la composizione del logo di GuIT con il font prescelto.
I quattro valori numerici in questione rappresentano, nell’ordine:
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lo scartamento orizzontale della u;
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lo scartamento verticale della u;
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lo scartamento orizzontale della i;
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lo scartamento orizzontale della t.
I principi alla base dell’aspetto del logo di GuIT sono abbastanza semplici: la u dovrebbe sovrapporsi completamente alle grazie della g mentre i e t dovrebbero essere “avvicinate” tra loro ed anche ad u.
Per semplificare il tutto, prendiamo come esempio una delle “varianti” di Garamond commercializzata dalla Adobe: il nome “generico” della famiglia è pgm, quindi se già lo utilizzate con successo nei vostri documenti, dovrebbe bastare scrivere
`\@gen@guit@fntcmd{pgm}{}{}{}{}`
e scegliere arbitrariamente gli ultimi quattro parametri, magari partendo da quelli proposti nel documento riportato alla fine (che non hanno assolutamente nulla a che fare con quelli reali necessari per il Garamond dell’esempio); per visualizzare il risultato basterebbe poi aggiungere
`\mostra{pgm}`
nel corpo del documento e produrre un PDF da osservare con cura “zoommando” sui dettagli (soprattutto la sovrapposizione di g ed u, che non è sempre possibile senza “sbavature”). Ovviamente, al primo tentativo i valori numerici sarebbero errati in molti punti, quindi si dovrebbe modificarli un po’ e ricompilare il documento (quante volte? Fino ad ottenere un risultato più che accettabile).Bando alle ciance, ecco il documento da cui partire:
`\documentclass{article}
\usepackage{guit}% Esempi tratti da guit.sty per Palatino e Charter.
\makeatletter
\@gen@guit@fntcmd{ppl}{-0.276em}{0.717ex}{-0.125em}{-0.125em}
\@gen@guit@fntcmd{bch}{-0.28em}{0.58ex}{-0.125em}{-0.125em}
\makeatother% Unico argomento: la “famiglia”.
\makeatletter
\newcommand*{\mostra}[1]{%
\begingroup
\noindent #1:\space
\@tfor\dimensione:=\tiny\scriptsize\footnotesize\small\normalsize
\large\Large\LARGE\huge\do{%
\dimensione\guit[#1]~}%
\Huge\guit[#1]\par
\endgroup
}
\makeatother\begin{document}
\mostra{ppl}
\mostra{pnc}\end{document}`
Termino questo messaggio porgendo a tutti i miei più calorosi auguri di Buon Natale (sempre che non sia già stato proibito per legge).
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