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Dipende dai template, se hanno o non hanno vincoli di licenza; spezzo basta citare nel retroforntespizio il nome del template usato, il nome del suo autore, e la licenza che ha imposto.
Tuttavia io non mi fiderei dei template che si trovano in rete, se non quelli che vengono distribuiti da CTAN con le distribuzioni TeXLive (per tutte le piattaforme) e MacTeX (solo per Mac). Spesso sono vecchi, non documentati, fragili, nel senso che andavano bene per chi li ha scritti, ma appena ci metti le mani dentro (ammesso che la licenza lo consenta; di solito si può copiare il template, cambiargli il nome snza togliere la dichiarazione di copyright del suo primo autore, ma aggiungendo il proprio per le modifiche fatte) iltutto si sfascia e non fa più nulla dando luogo ad segnalazionidi errore incomprensibili.
Secondo me, non vale la pena di ricorrere a template precostituiti; qualche buona idea la contengono ma caso mai ci si ispira a quelle poche buone idee; invece si caricano un certo numero di pacchetti: geometri, per modificare la geometria della pagina,fancyhdr per modificare testatine e piedini; alcuni altri pacchetti per configurare indici, elenchi di figure e tabele, caption3 per modificare le inestazioni delle sezioni di ogni livello.
Oppure si scelgono classi configurabili; cito: suftesi.cls che non serve solo per comporre tesi ed è una classe molto curata e molto configurabile già di suo; memoir.cls è il massimo della configurabilità e se non si configura niente funziona come book.cls, ma contiene di suo le funzionalità di una trentina di pacchetti; la sua documentazione è sterminata, ma è navigabile molto peno mediante due tipi di indici generali e un ottimo indice analitico, per cui si procede abbastanza velocemente nel trovare le istruzioni d’uso per configurare questo o quel dettaglio.
Prima di mettere le mani sulla forma visuale di un libro, tecnico o umanistico non fa differenza, cerca di documentarti bene studiando un poco di tipografia; per non andare tanto lontano ti suggerisco il manualetto di memoir che leggi aprendo un terminale e leggendo quello che ottieni dando il comando texdoc memdesign. Sono solo circa 140 pagine dove il tipografo Peter Wilsono spiega la tipografia elementare con considerazioni storiche e molte indicazioni utilissime.