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Ho cercato in rete e ho trovato solo pacchetti per comporre diversamente gli intervalli di cose numerabili che contengono numeri contigui; pagine, note al piede, e simili.
Ho provato a domandarmi perché non è una cosa analoga per le equazioni; la risposta che mi sono dato è che i numeri delle equazioni non sono “numeri”, ma sono stringhe di caratteri fra cui anche delle cifre. Ora è chiaro che con LaTeX e molto o poco olio di gomito si può fare di tutto, ma l’olio di gomito da consumare per eseguire il parsing delle equazioni mi sembra eccessivo se confrontato con la pochissima fatica in più che occorre per scrivere due comandi \eqref e le proposizioni da … a.
Se le cose da comporre sono : “…le equazioni (3.1), (3.2), (3,3} e (3.4)… (composte con [tt]\eqref{equ:pippo, equ:sempronio, equ:caio, equ:pluto}[/tt]) scrivere semplicemente [tt]da \eqref{equ;pippo} a \eqref{equ:pluto}[/tt] mi sembra anche più economico e semplice, oltre che meno passibile di errori.
Ma ci sarebbe un’altra strada; se le equazioni da citare sono contigue e, magari, anche incolonnate, mi pare che la cosa più semplice sia di usare l’ambiente subequations di amsmath; con questo ambiente si può avere un solo numero per l’intero assimen di formule, e, volendo, si dispone du una sotto numerazione per le singole espressioni.
Cerca subequations nella documentazione di amsmath; vedrai quanto è semplice usarlo.
Se invece le formule con numerazioni contigue non sono raccolte in un unico insieme, allora la prima soluzione che ho indicato all’inizio, mi sembra più conveniente.
D’altra parte Gustavo ti ha già dato un’altra indicazione; leggine la documentazione come Gustavo ti ha indicato.
A me era sfuggita; per fortuna c’è Gustavo che è più attento di me. 🙂