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Tutti noi abbiamo avuto un inizio con LaTeX, e abbiamo fatto un monte di errori, anche concettuali.
È bella la tua idea di scrivere un libro di poesie, ma non è la cosa più semplice da fare, quindi è logico che cominciando con questo progetto si facciano delle cose che non c’entrano niente,o siano dei veri “non sense”.
Ma veniamo al punto, o meglio ai punti.
1) TeXstudio non ha nulla a che vedere con LaTeX; non confondere l’editor, con il programma di composizione che probabilmente, immagino, sia per te il programma pdfLaTeX; TeXstudio è uno fra un pio di centinaia di editor che possono servire a scrivere dei file sorgente da dare in pasto a pdfLaTeX; infatti TeXstudio ha delle icone e delle vodi di menu che servono per compiere questa operazione, ciò di inviare il file sorgente a pdfLaTeX (o anche ad uno degli altri programmi di composizione del sistema TeX) per riprendere poi il controllo mostrandoti, se tutto è andato bene, in un’altra finestra, accanto a quella di editing, il file composto in formato PDF.
2) il file sorgente che hai mostrato nel tuo allegato è scritto in linguaggio LaTeX; LaTeX è solo un linguaggio di mark-up; non è il programma di composizione; fra i diversi programmi che sanno interpretare questo linguaggio c’è latex.exe, pdflatex.exe, xelatex.exe, lualatex.exe (li ho scritti alla Windows, per mettere in luce con l’estensione .exe, che si tratta di programmi); latex.exe non si usa quasi più, perché il suo formato di uscita è il formato DVI, che non può essere usato altro che per essere trasformato in un altro formato, sia PostScipt (estensione .ps), o Portable Document Format (estensione .pdf); pdlatex produce direttamente il file composto in formato PDF, ma è vincolato a font di top Type 1, che vanno benissimo ma sono in un certo senso limitati per i basso numero di segni che contengono (solo 256). xelatex.exe e lualatex.exe gestiscono anche i font OpenType, onguno dei quali potrebbe anche contenere alcune centinaia di migliai di segni in diversi alfabeti e con diverse proprietà; xelatex.exe è forse più diffuso di lualatex.exe, ma ha alcune limitazioni che lulatex.exe non ha. Tutto ciò è riassunto in pochissime parole, ma dovrebbe aiutarti a capire la complessità del sistema TeX, e che confonderlo con TeXstudio diventa un errore non solo di terminologia
3) Il preambolo del tuo documento/libro di poesie, non contiene cose strane; forse il pacchetto verse non ti serve a niente, perché non mi sembra che aggiunga cose essenziali al normale ambiente verse del nucleo di LaTeX; lo usi per poter disporre di \poemtitle, immagino. Piuttosto non vedo una scelta dei font con cui comporre il tuo testo di poesie; i font disponibili così senza specificarne nessuno, sono i Computer Modern, validi si e no solo per scrivere in inglese, che è l’unica lingua occidentale a non far uso di accenti o altri diacritici; sicome specifichi la codifica T1 per i font da usare, i font che in effetti userai sono i CM-super. Forse sarebbe meglio usare i Latin Modern (\usepackage{lmodern}) ma per un testo di poesie potresti probabilmente usare font più classici; molti utenti del froum sono affezionati a una delle diverse varietà di Garamond, ma ce ne sono diversi altri. Potere usare font a piacimento implica di disporre di una installazione del sistema TeX completa e aggiornata; se hai installato MikTeX è possibile che la tua installazione sia quella basic e non quella completa; non solo, ma ptrebbe non essere aggiornata; se hai installato TeX Live è probabile che tu abbia installato una versione completa, ma se è aggiornata dipende da te se e quando usi il TeX Live Manger (tlmgr.exe); sapere se stai lavorando su una macchina WIndows, o sun un mac o su una delle tante versioni di Linux sarebbe utile per darti i debiti consigli. Se sei su Linux è possibile che tu abbia installato una versione emessa dal consorzio Debian; ma non è detto che l’abbia installata competa, meno che mai aggiornata. Sarebbe utile saperlo.
4) Nel corpo del tuo file sorgente non noto cose strane, tranne quella stranissima di scrivere la dedica dentro un ambiente verbatim; perché? dentro l’ambente verbatim il testo viene composto con caratteri da macchina da scrivere, adatti per scrivere il codice per linguaggi di programmazione, certamente non per una dedica. Anche qui ci vorrebbe un font più aggraziato; persino il normale corsivo {\itshape dedica} va meglio del carattere “teletype”.
5) La soluzione di usare \pagebreak, o meglio \newpage, o \clearpage è quella che ti avrei suggerito, ma benissimo: l’hai trovata da solo/a.
Scusami la lunghezza del messaggio