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Nebula.
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CreatoreTopic
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3 Ottobre 2009 alle 23:54 #37727::
sto usando la classe beamer, e non ho capito cosa succede quando compilo.ho una diapositiva con \tableofcontents ed una sezione dal titolo {Stima dell’errore in \(H^1\)}.
se compilo in questa maniera compare l’errore “bad math environment delimiter”.se compilo senza l’indice non ho errori ma solo l’avviso “token not allowed in a PDF string (PDFDocEncoding): removing `superscript’ on input line 613”
(la linea 613 è quella col titolo della sezione).se rimetto l’indice e, nel titolo della sezione, sostituisco $…$ a \(…\), di nuovo niente errore ma avviso “token…”.
cosa succede?
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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4 Ottobre 2009 alle 8:59 #37728
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4 Ottobre 2009 alle 9:21 #37729
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4 Ottobre 2009 alle 9:34 #37730
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4 Ottobre 2009 alle 10:36 #37731::
Il comando è \texorpdfstring (nel messaggio di minnolina si è infiltrata una “t”). Accetta due argomenti, devi specificare nel primo la stringa che vuoi visualizzare nella pagina, nel secondo la stringa che vuoi che appaia nei bookmarks pdf.Proabilmente ci sono altri accorgimenti, ma ti consiglio di consultare il manuale di hyperref.
Giacomo
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4 Ottobre 2009 alle 12:07 #37732
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4 Ottobre 2009 alle 13:42 #37733::
sto usando la classe beamer, e non ho capito cosa succede quando compilo.
ho una diapositiva con \tableofcontents ed una sezione dal titolo {Stima dell’errore in \(H^1\)}.
se compilo in questa maniera compare l’errore “bad math environment delimiter”.se compilo senza l’indice non ho errori ma solo l’avviso “token not allowed in a PDF string (PDFDocEncoding): removing `superscript’ on input line 613”
(la linea 613 è quella col titolo della sezione).se rimetto l’indice e, nel titolo della sezione, sostituisco $…$ a \(…\), di nuovo niente errore ma avviso “token…”.
cosa succede?
Ci sono due problemi che si sovrappongono. Primo: i comandi \( e \) sono fragili, quindi vanno usati nei titoli di sezione solo preceduti da \protect. Più precisamente vanno protetti se usati nell’argomento mobile dei titoli di sezione: se è presente l’argomento opzionale quello è l’argomento mobile, altrimenti è l’argomento obbligatorio. Nei titoli di sezione è più conveniente usare $…$ che non è fragile.
Tuttavia, e qui c’è il secondo problema, se si usa hyperref per produrre anche la tabella di navigazione (i bookmark, per intendersi), le formule non vanno proprio; a dire il vero ciò che capita è solo un avviso e un titolo nel bookmark che non rispecchia del tutto quello “reale”. Ma, siccome i bookmark sono solo un ausilio per spostarsi rapidamente nel PDF, poco male.
L’avviso si può curare con \texorpdfstring. Nel tuo caso, puoi scrivere
`\section{Stima dell'errore in \texorpdfstring{$H^1$}{H\textsuperscript{1}}}`
se proprio vuoi che il bookmark sia il più vicino possibile al titolo reale; ma \texorpdfstring{$H^1$}{H1} è forse sufficiente.Ciao
Enrico
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4 Ottobre 2009 alle 16:06 #37734::
Ci sono due problemi che si sovrappongono. Primo: i comandi \( e \) sono fragili, quindi vanno usati nei titoli di sezione solo preceduti da \protect. Più precisamente vanno protetti se usati nell’argomento mobile dei titoli di sezione: se è presente l’argomento opzionale quello è l’argomento mobile, altrimenti è l’argomento obbligatorio. Nei titoli di sezione è più conveniente usare $…$ che non è fragile.
Tuttavia, e qui c’è il secondo problema, se si usa hyperref per produrre anche la tabella di navigazione (i bookmark, per intendersi), le formule non vanno proprio; a dire il vero ciò che capita è solo un avviso e un titolo nel bookmark che non rispecchia del tutto quello “reale”. Ma, siccome i bookmark sono solo un ausilio per spostarsi rapidamente nel PDF, poco male.
L’avviso si può curare con \texorpdfstring. Nel tuo caso, puoi scrivere
`\section{Stima dell'errore in \texorpdfstring{$H^1$}{H\textsuperscript{1}}}`
se proprio vuoi che il bookmark sia il più vicino possibile al titolo reale; ma \texorpdfstring{$H^1$}{H1} è forse sufficiente.Ciao
Enricogli avvisi sono passati da 3 a 28 nel primo caso, a 1 nel secondo.
mi sembra che il dvi sia comunque identico, quindi penso che mi terrò gli avvisi.non ho però chiaro cosa intendi con “fragili”. non ricordo in che post mi era stato suggerito di usare \(,\[,.. al posto dei $ per motivi che andavano al di là delle mie competenze.
posso farmi un’infarinatura da qualche parte?
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4 Ottobre 2009 alle 16:20 #37735::
non ho però chiaro cosa intendi con “fragili”. non ricordo in che post mi era stato suggerito di usare \(,\[,.. al posto dei $ per motivi che andavano al di là delle mie competenze.
posso farmi un’infarinatura da qualche parte?Alcuni comandi di LaTeX sono detti “fragili” perché hanno un comportamento imprevedibile se compaiono in alcuni contesti. I posti tipici dove fare attenzione sono i titoli di sezione (di qualsiasi livello, anche i capitoli) e le didascalie. L’argomento dei comandi \caption, \chapter, \section e compagnia (quello opzionale, se c’è, altrimenti quello obbligatorio) è infatti usato non solo per comporre la didascalia o il titolo, ma va anche scritto nei file ausiliari per compilare gli indici. La scrittura nel file ausiliario può produrre effetti indesiderati, ma anche l’uso nelle testatine degli stessi argomenti.
Ci sono pochi comandi fragili, ormai, ma ancora qualcuno rimane. Ci si accorge della loro presenza perché si presentano misteriosi errori durante la lettura dei file ausiliari (.aux, .toc, .lof o .lot) oppure al momento di produrre una testatina (l’errore in questo caso contiene quasi certamente la stringa
Tipico comando fragile è \(; anche \begin è fragile. La soluzione al problema consiste nel precedere ciascun comando fragile con \protect:
PROTECTED0
ma in questo caso, come già osservato, è più comodo usare $…$.Perché preferire \(…\) a $…$? Perché si ha una migliore gestione degli errori, tutto qui; al principio può essere utile, poi si fa l’abitudine alla scrittura più comoda.
Diversissimo è il caso di \[…\]. Qualsiasi cosa dicano certe guide, $$…$$ non è un sostituto di \[…\]. Anzi, se trovi una guida che lo dice, buttala: non ti potrà insegnare nulla.
Ciao
Enrico
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4 Ottobre 2009 alle 18:03 #37736::
Diversissimo è il caso di \[…\]. Qualsiasi cosa dicano certe guide, $$…$$ non è un sostituto di \[…\]. Anzi, se trovi una guida che lo dice, buttala: non ti potrà insegnare nulla.
Ciao
Enricosperando che nessuno se la prenda per l’off topic…
e la differenza qual è? qualcosa che si nota quando si compila il documento?
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