Scelta dei glifi, alternate font e relativi codici Unicode

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  • #100000
    samiel
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      Compilando il seguente codice
      `\documentclass[a4paper]{article}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage[greek.polutoniko,italian]{babel}
      \newcommand{\GR}[1]{%
      {\fontfamily{udidot}\selectfont\foreignlanguage{greek}{#1}}%
      }
      \begin{document}
      \GR{j'esis >al'hjeia}
      \end{document}`
      si vede come la prima theta sia aperta e la seconda chiusa. Questo avviene con alcuni font greci
      (Didot, Artemisia), non ha luogo con altri font (cmr, altri font della GFS). Sembra una sorte di legatura
      che in realtà si realizza in tutti i casi tranne quando la theta è la prima lettera della parola.
      Ora, benché abbiamo innumerevoli possibilità di scrivere direttamente in greco sia con pdflatex
      sia con Xelatex, volevo capire una cosa. Posto che il codice Unicode per la theta chiusa è U+03B8
      e quello per la theta aperta è U+03D1, e che la theta in generale si traslittera con la lettera j,
      c’è modo per capire se esiste la possibilità di scegliere un tasto o una combinazione di tasti alternativi
      (ed esempio Ctrl+Shift+…) per avere la traslitterazione diretta e univoca della theta aperta?

      grazie
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      • #100001
        OldClaudio
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          Samiel, la legatura avviene a livello, di font; non a livello di unicode. Con i ofnt unicode puoi scegliere degli alternati con i font LGR non puoi; tranne per la sigma finale; tuttavia la procedura della sigma finale dovrebbe, forse, ripeto FORSE (perché i font codificati dalla GFS non sono completi anche se contengono qualche variante automatica in più), funzionare anche con la theta; si tratta di far credere al glifo che corrisponde alla j di non essere il primo della parola, cioè di nascondergli l’inizio della parola; per questo scopo esiste (dovrebbe esistere, nei miei font esiste) il glifo latino v che nel font greco diventa un carattere minuscolo invisibile di larghezza non nulla,ma infinitesimale che separa l’inzio della parola dalla theta.
          Con i font della GFS potrebbe non funzionare, perché quei font non contengono tutti i caratteri della codifica LGR, e probabilmente perché nel creare i font virtuali, il programma usato da colui che ha predisposto i font non è stato programmato per gestire il carattere in posizione 118 nella codifica LGR.
          Forse esiste un comando primitivo di TeX per designare l’inizio o la fine di una parola o per trascurare quell’inizio o quella fine.

          Mi space se alla GFS hanno fatto le cose senza informarsi a fondo. Io ho comunicato spesso con Tsolomitis, ma probabilmente sono anni che non si occupa più di queste cose.

        • #100002
          samiel
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            In realtà, per avere la theta aperta dovrei far credere al font di essere il primo della parola
            anche se non lo è. E a questo scopo un trucco ingenuo è usare la coppia di graffe:
            `\GR{makro{}jum'ia}`
            Mi chiedevo semplicemente se c’era un qualche glifo della tastiera (quelli che si ottengono
            con Ctrl Shift ecc.) per produrre un simbolo che poi rende il sigma aperto.
            In effetti i GFS hanno comportamenti non sempre coerenti, perché lo “scherzo” della theta
            lo danno il Didot e l’Artemisia, non gli altri…

            m

          • #100003
            OldClaudio
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              No, non c’è, perché con qualunuqe opzione di inputenc, l’opzione greek di babel trasforma i caratteri in ingresso in LICR; in uscita i LICR vengono traformati in caratteri greci; la mappatura input ->LICR -> output usa in pratica tutti gli slot della codifica LGR, che sono circa 245 su 256; gli altri corrispodono a segni strani per i CBfont e a segni mancanti con i Didot e gli Artemisia.

            • #100004
              OldClaudio
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                Samiel, ti ho preparato le tabell dei font CBgreek, originali che corrispondono esattamente alla codifica LGR, e le tabelle dell’Artemisia e del Didot. Puoi ocnfrontare e constatare le differenze: le caselle rosse nei font grmn1000 indicano delgi indirizzi riservati, non sono caselle vuote; negli Artemisia e Didot ci sono molte più caselle vuote, vuote per davvero, e le prime due righe della tabella sono decisamante differenti rispetto a quelle dei grmn1000.

                L’attachment è troppo grande, quindi te lo mando per mail

              • #100005
                samiel
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                  Mille grazie, stasera ci do un’occhiata

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