Simbolo del connettivo implicazione

  • Creatore
    Topic
  • #107785
    Up
    0
    Down
    ::


    Salve a tutti,
    mi sono imbattuto in un altro dubbio, simile al precedente. Sull’Arte, nella tabella dei simboli logici per produrre il simbolo di implicazione, viene suggerito il comando \implies. Il problema è che, a differenza degli altri connettivi, prima e dopo il simbolo LaTeX mette più spazio.
    Mi domando quindi:
    1) È il caso di inserire prima e dopo il comando due spazi sottili negativi, in modo da avere la stessa spaziatura dei comandi \neg, \land e \lor?
    2) Oppure forse è meglio usare il comando \Longrightarrow che lascia la giusta spaziatura?
    3) Mica per caso il motivo del maggiore spazio sta nel fatto che il simbolo prodotto da \implies è pensato per rappresentare la deduzione logica e non il connettivo di implicazione?
    4) Infine: forse è meglio una freccia corta per rappresentare l’implicazione?

    Intanto vi ringrazio anticipatamente.

    Alessandro

Visualizzazione 2 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #107786
      claudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        sei fuori posto
        claudio

      • #107787
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Ti pare che il tuo quesito abbia qualcosa a che fare col titolo della sezione in cui l’hai inserito: “Perché registrarsi?”?
          Questo genere di errori provocano l’esclusione dal forum. Fallo ancora una volta e chiederò all’amministratore di cancellarti.
          Uomo avvisato mezzo salvato.

          Rispondendo alla tua domanda: gli spazi attorno agli operatori sono di diverso tipo a seocnda del significato che il simbolo ha; per esempio un simbolo di relazione, come p.es. =, ha certi spazi a seconda di cosa lo precede e di che cosa lo segue; gli operatori binari, come per es. $\times$, hanno spazi diversi. se \implies ha gli spazi come operatore binario, devi usare comandi avanzato per far credere a LaTeX che sia un operatore di relazione. Quindi visto che TeX (e suo figlio LaTeX) nasce per iniziativa di un matematico, sono propenso a credere che lui sapesse di che cosa parlava. Amsmathe con i suoi simboli è creato e curato dall’American Mathematical Society, di cui sono disposto a fidarmi ad occhi chiusi.
          Perciò la soluzione migliore è lasciare le cose come stanno. Se non vuoi fare così, la guida fntguide.pdf ti dice come fare per imbrogliare LaTeX con o senza il pacchetto amsmath.
          Per leggere quella guida apri un terminale o prompt dei comandi, scrivici dentro texdoc fntguide, premi il tasto “invio” e leggi.

        • #107788
          Up
          0
          Down
          ::

          Campagnolo” post=107911[…]
          Mi domando quindi:
          1) È il caso di inserire prima e dopo il comando due spazi sottili negativi, in modo da avere la stessa spaziatura dei comandi \neg, \land e \lor?
          2) Oppure forse è meglio usare il comando \Longrightarrow che lascia la giusta spaziatura?
          3) Mica per caso il motivo del maggiore spazio sta nel fatto che il simbolo prodotto da \implies è pensato per rappresentare la deduzione logica e non il connettivo di implicazione?
          4) Infine: forse è meglio una freccia corta per rappresentare l’implicazione?
          […]

          È vera la 3). Ma capisco cosa vuoi tu: a te serve l’implicazione come connettivo logico da mettere sullo stesso piano degli altri connettivi logici binari del calcolo proposizionale. Approvo con convinzione! 🙂 Il seguente esempio ti mostra una possibile soluzione:
          `
          % My standard header for TeX.SX answers:
          \documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
          % declare the paper format.

          \usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
          % End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.

          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage{amsmath} % … lo carico di default

          \DeclareRobustCommand*{\limplies}{\mathbin{\rightarrow}}
          \DeclareRobustCommand*{\lequival}{\mathbin{\leftrightarrow}}

          % \newcommand*{\ShowLists}{%
          % \begingroup
          % \showboxbreadth = 1000
          % \showboxdepth = 10
          % \tracingonline = 1
          % \showlists
          % \endgroup
          % }

          \begin{document}

          Una tautologia: \( (p\limplies q)\lequival\bigl((\lnot p)\lor q\bigr)
          % \ShowLists
          \).

          Confronto con le frecce “relazionali'':
          \begin{align*}
          &(p\limplies q)\lequival\bigl((\lnot p)\lor q\bigr) \\
          &(p\rightarrow q)\leftrightarrow\bigl((\lnot p)\lor q\bigr)
          \end{align*}
          Come si vede, ci vuole un buon occhio per accorgersi della differenza,
          soprattutto se le formule non sono incolonnate!

          \end{document}
          `
          Se sai leggere i messaggi diagnostici di TeX, decommenta le parti relative al comando [tt]\ShowLists[/tt]: potrai controllare che la classe dei vari simboli è quella voluta.

          Modifica: Dimenticavo di aggiungere che, invece, la 2) non è vera: anche [tt]\Longrightarrow[/tt] è un simbolo di relazione ([tt]\mathrel[/tt]). A parte questo: cosa diavolo c’entra una freccia “a banda”, e pure di lunghezza doppia, con la rappresentazione dei connettivi del calcolo proposizionale? 😉

          Ciao.


          Gustavo

      Visualizzazione 2 filoni di risposte
      • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

      Go to top