Simbolo Derivata non intera

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    A volte la derivata è indicata con un simbolo molto sintetico, semplicemente dato da una D con un esponente che indica l’ordine di derivazione (Personalmente a me non piace molto).
    Sto scrivendo su derivate di ordine non intero, ad esempio D^1/2; la teoria vuole che il simbolo non sia completo se non specifico l’intervallo del dominio considerato, cosa che tipicamente avviene inserendo due simboli al pedice della D, uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra. Per capirci potrei avere qualcosa del genere:

    …..q
    …D….f(x)
    a….x

    in cui a, x sono pedici, q è un esponente, f(x) ovviamente è la funzione che sto derivando ed i puntini servono solo per mettere la spaziatura su questo forum, di seguito ho l’equivalente scrittura alternativa più esplicita:

    d^q f(x)
    ———-
    d(x-a)^q

    La prima è più sintetica e mi pare sia più adatta per formule lunghe e complesse, della seconda il termine x-a la rende ambigua, ho qiondi creato quindi un mostruoso (nel senso della bellezza del codice) comando per implementarla con le istruzioni:
    `
    \DeclareMathOperator{\D}{D} % Simbolo di derivata con D
    \newcommand{\Dd}[3]
    { \medspace_{\smash{#2}} \negmedspace \D_{#3}^{#1} }
    `
    che onestamente non si può vedere. 😕

    Si usa scrivendo nel testo:
    `$\Dd{\alpha}{a}{x} $`

    Non mi piace troppo, per via della a che:
    – Sta attaccata alla parola precedente (perciò devo aggiungere un \medspace prima);
    – Sta staccata dalla D seguente (perciò ho aggiunto un \negmedspace);
    – Non sta in linea con la x, ma è un po’ più in alto. Ho provato aggiungendo \smesh{a} ma non funziona, e ignoro possibili ulteriori usi di questo comando

    Ho provato anche a vedere il comando \sideset sempre dei pacchetti AMS, ma non funziona. Sono aperto a giudizi e suggerimenti di ogni tipo, sia estetici che pratici che puramente di gusto sulla notazione usata,e anche sulla eccessiva lunghezza di queste spiegazioni per la quale mi scuso :oops:…. Grazie mille, Roberto!

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    • #32412
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      A volte la derivata è indicata con un simbolo molto sintetico, semplicemente dato da una D con un esponente che indica l’ordine di derivazione (Personalmente a me non piace molto).
      Sto scrivendo su derivate di ordine non intero, ad esempio D^1/2; la teoria vuole che il simbolo non sia completo se non specifico l’intervallo del dominio considerato, cosa che tipicamente avviene inserendo due simboli al pedice della D, uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra. Per capirci potrei avere qualcosa del genere:

      …..q
      …D….f(x)
      a….x

      in cui a, x sono pedici, q è un esponente, f(x) ovviamente è la funzione che sto derivando ed i puntini servono solo per mettere la spaziatura su questo forum, di seguito ho l’equivalente scrittura alternativa più esplicita:

      d^q f(x)
      ———-
      d(x-a)^q

      La prima è più sintetica e mi pare sia più adatta per formule lunghe e complesse, della seconda il termine x-a la rende ambigua, ho qiondi creato quindi un mostruoso (nel senso della bellezza del codice) comando per implementarla con le istruzioni:
      `
      \DeclareMathOperator{\D}{D} % Simbolo di derivata con D
      \newcommand{\Dd}[3]
      { \medspace_{\smash{#2}} \negmedspace \D_{#3}^{#1} }
      `
      che onestamente non si può vedere. 😕

      Si usa scrivendo nel testo:
      `$\Dd{\alpha}{a}{x} $`

      Non mi piace troppo, per via della a che:
      – Sta attaccata alla parola precedente (perciò devo aggiungere un \medspace prima);
      – Sta staccata dalla D seguente (perciò ho aggiunto un \negmedspace);
      – Non sta in linea con la x, ma è un po’ più in alto. Ho provato aggiungendo \smesh{a} ma non funziona, e ignoro possibili ulteriori usi di questo comando

      Ho provato anche a vedere il comando \sideset sempre dei pacchetti AMS, ma non funziona. Sono aperto a giudizi e suggerimenti di ogni tipo, sia estetici che pratici che puramente di gusto sulla notazione usata,e anche sulla eccessiva lunghezza di queste spiegazioni per la quale mi scuso :oops:…. Grazie mille, Roberto!

      Effettivamente è un po’ bruttino. 🙂
      `\newcommand{\Dd}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mathrm{D}_{#3}^{#1}\!}}`
      L’esponente vuoto serve proprio a spingere più in basso il pedice; il \! finale serve a
      regolare la spaziatura del seguito, prova con o senza.

      \sideset serve solo per gli operatori grandi come \sum. Il pacchetto mathtools ha un comando analogo che farebbe al caso tuo, ma non occorre il cannone per così poco. 🙂

      Ciao
      Enrico

    • #32413
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      Effettivamente è un po’ bruttino. 🙂
      `\newcommand{\Dd}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mathrm{D}_{#3}^{#1}\!}}`
      L’esponente vuoto serve proprio a spingere più in basso il pedice; il \! finale serve a
      regolare la spaziatura del seguito, prova con o senza. […]

      Ciao
      Enrico

      Spiegazione chiarissima, codice perfettamente funzionante (come sempre, mi sono solo permesso di aggiungere un \negmedspace prima della D per rendere più uniformi spaziature pedice prima/dopo), rapidità fulminea!! Che altro dire, grazie davvero!! Ancora mi stupisco per le immediate e pertinenti risposte di Enrico che è praticamente onnipresente sul forum (che a questo punto potrebbe quasi chiamarsi: Enrico risponde.. 😉 ), al punto che non volevo iniziare la discussione per non disturbarlo.. Grazie ancora, Roberto

    • #32414
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      … codice perfettamente funzionante (come sempre, mi sono solo permesso di aggiungere un \negmedspace prima della D per rendere più uniformi spaziature pedice prima/dopo),…

      Io non lo farei.

      Ciao
      Enrico

    • #32415
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      Io non lo farei.

      Se mi assicuri che ci sono buone ragioni per non farlo mi fido, purtroppo tendo a pormi il problema e chiedermi perché… Lo spazio negativo lo avevo messo per avvicinare il pedice di sinistra alla D; in questo modo lo spazio risultante è analogo allo spazio tra la D ed il pedice di destra. Forse dipende anche dal font usato, nel mio caso, Palatino!

      Grazie per la segnalazione del pacchetto mathtools, per fortuna per ora non dovrebbe servirmi, ma sapere qualcosa in più non fa mai male…

    • #32416
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      Io non lo farei.

      Se mi assicuri che ci sono buone ragioni per non farlo mi fido, purtroppo tendo a pormi il problema e chiedermi perché… Lo spazio negativo lo avevo messo per avvicinare il pedice di sinistra alla D; in questo modo lo spazio risultante è analogo allo spazio tra la D ed il pedice di destra. Forse dipende anche dal font usato, nel mio caso, Palatino!

      Posso concederti al massimo un arretramento di 1mu:
      `\newcommand{\Dd}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mkern-1mu\mathrm{D}_{#3}^{#1}\!}}`
      Con \negmedspace sarebbe più del triplo: decisamente troppo. Anche 2mu è troppo.

      Ciao
      Enrico

    • #32417
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      Posso concederti al massimo un arretramento di 1mu:
      `\newcommand{\Dd}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mkern-1mu\mathrm{D}_{#3}^{#1}\!}}`
      Con \negmedspace sarebbe più del triplo: decisamente troppo. Anche 2mu è troppo.

      Ciao
      Enrico

      Sostituito il codice, questo è l’effetto:

      In alto il mio simbolo, in basso un simbolo che ho trovato. Non mi sembra che la a sia troppo avvicinata alla D!

    • #32418
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      Posso concederti al massimo un arretramento di 1mu:
      `\newcommand{\Dd}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mkern-1mu\mathrm{D}_{#3}^{#1}\!}}`
      Con \negmedspace sarebbe più del triplo: decisamente troppo. Anche 2mu è troppo.

      Ciao
      Enrico

      Sostituito il codice, questo è l’effetto:

      In alto il mio simbolo, in basso un simbolo che ho trovato. Non mi sembra che la a sia troppo avvicinata alla D!

      Vorresti, per favore, mostrare il codice minimo per il tuo esempio?

      Ciao
      Enrico

    • #32419
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      `\documentclass[10pt,a4paper,openright,titlepage,fleqn,%oneside,%
      cleardoublepage=empty,numbers=noenddot,headinclude,twoside,%
      BCOR10mm,captions=tableheading]
      {scrbook}

      % PACCHETTI CARICATI
      \usepackage[ansinew]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[italian,english]{babel}
      \usepackage{amsmath,amssymb,amsfonts,amsthm}
      % definizione dello stile
      \usepackage{classicthesis-ldpkg}
      \usepackage[eulerchapternumbers,subfig,beramono,pdfspacing]{classicthesis}
      \usepackage[italian]{arsclassica}

      % Personalizzazione comandi
      \DeclareMathOperator{\D}{D} % Simbolo di derivata con D
      \newcommand{\Df}[3]{\mathop{^{}_{#2}\mkern-1mu\D_{#3}^{#1}\!}}

      % Documento
      \begin{document}
      \selectlanguage{italian}
      \mainmatter
      \chapter{capitolo di esempio}
      \begin{equation}
      \Df{\alpha}{a}{t}
      \end{equation}

      \end{document}
      `
      Spero sia sufficientemente minimo…

    • #32420
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      Oops… Ho capito da solo, la D la devo fare con \mathrm{D} e non con \D altrimenti cambia la spaziatura!!! Chiedo scusa, problema risolto, grazie ancora per l’aiuto!!!

    • #32421
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      Oops… Ho capito da solo, la D la devo fare con \mathrm{D} e non con \D altrimenti cambia la spaziatura!!! Chiedo scusa, problema risolto, grazie ancora per l’aiuto!!!

      Stavo appunto virtualmente tirandoti le orecchie. 🙂

      Ciao
      Enrico

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