Storie di numeri

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  • #122512
    lorenzo.pantieri
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      Buongiorno a tutti,

      ho appena pubblicato sul mio sito un nuovo libro di matematica: Storie di numeri.

      Il libro raccoglie racconti, problemi e curiosità pensati per chi vuole esplorare il mondo dei numeri.

      Tutte le informazioni le trovate qui:
      http://www.lorenzopantieri.net/Libri.html

      E qui potete scaricare direttamente il PDF:
      https://www.lorenzopantieri.net/Libri_files/Storie.pdf

      Per l’impaginazione ho usato un layout ibrido: la classe Legrand Orange Book con i font di suftesi e le note a margine di ClassicThesis.

      I vostri commenti sono benvenuti.

      Scusatemi per l’OT.

      Lorenzo Pantieri

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      • #122513
        OldClaudio
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          Ho ringraziato Lorenzo, ma non basta.

          Lorenzo ha composto un bellissimo testo; bello per quel che vi ha scritto, e bello per come l’ha composto.
          Per gli utenti di LaTeX è un esempio di come fare le cose belle, colorate, piene di immagini ben fatte, con la matematica ben composta, anche se per la parte fisica non segue le norme ISO; ma certa fisica non si capisce bene se sia una matematica legata a misure o a ipotesi di cose sub-nucleari dove la formula impera e il significato per i poveretti come me che vivono con i piedi per terra e non fanno i voli pindarici necessari nella fisica delle cose incerte.
          Consiglio a tutti di scaricare il file e di leggerselo; si imparano un mucchio di cose e si gode della bellezza della composizione. Questo è un esempio che contraddice il detto di un famoso book designer (di cui non ricordo il nome) che dice che “se un testo è attraente a prima vista è mal composto”. 😮

        • #122514
          lorenzo.pantieri
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            Caro Claudio, grazie per le tue parole e per l’aiuto che mi hai dato durante la stesura del libro.

            Quando ho violato le norme ISO, l’ho fatto per chiarezza didattica. Per esempio, nel paragrafo sulla velocità della luce osservo che Rømer notò come le eclissi di Io ritardassero di 20 minuti quando la Terra era più lontana da Giove, e stimò c come il rapporto fra il diametro dell’orbita terrestre e il ritardo osservato:
            \[
            c =
            \frac{300\,000\,000\,\text{km}}{20~\text{minuti}} \approx
            250\,000\,\text{km/s}
            \]
            Trovo che la scrittura precedente sia più chiara di:
            \[
            c = \frac{3,00 \times 10^{11}~\mathrm{m}}{1200~\mathrm{s}} \approx 2,50 \times 10^8~\mathrm{m/s}
            \]
            Se mi indichi dove posso migliorare la scrittura, sarò felice di farlo.

          • #122515
            OldClaudio
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              Secondo queste norme le costanti matematiche vanno scritte in tondo; lo stesso vale per il differenziale d.

              Quindi e è il numero di Eulero ed e è il valore assoluto della carica elettrica dell’elettrone. Altro esempio: i è l’unità immaginaria, mentre i è l’intensità di corrente; j è il simbolo alternativo dove si usa spesso il simbolo della corrente e j è il simbolo della densità di corrente elettrica.

              Difficile da fare, ma π è la costante matematica pi greco, mentre π è l’angolo piatto, e la versione diritta senza grazie e nera è il pione (particella fisica).

              In generale non bisogna scrivere i valori numerici delle misure con un numero esagerato di cifre; gli zeri dopo la virgola sono significativi, mentre siunitx li cancella; il significato è che l’ultima cifra significativa indica un’incertezza pari a una unità dello stesso peso; quindi scrivere 2000 m è diverso che scrivere 2,0 km: nel primo caso l’incertezza è di un metro, mentre nel secondo caso è di un decimo di chilometro; in entrambi i casi più o meno la metà: ±0,5 m nel primo caso, nel secondo ±50 m.

              Queste norme sono riassunte meglio nella guida tematica “Comporre matematica” nella solita sezione Documentazione di questo forum

            • #122516
              lorenzo.pantieri
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                OldClaudio” post=123092Secondo queste norme le costanti matematiche vanno scritte in tondo; lo stesso vale per il differenziale d.
                Quindi e è il numero di Eulero ed e è il valore assoluto della carica elettrica dell’elettrone. Altro esempio: i è l’unità immaginaria, mentre i è l’intensità di corrente; j è il simbolo alternativo dove si usa spesso il simbolo della corrente e j è il simbolo della densità di corrente elettrica.

                Difficile da fare, ma π è la costante matematica pi greco, mentre π è l’angolo piatto, e la versione diritta senza grazie e nera è il pione (particella fisica).

                La mia formazione di matematico mi condiziona: a differenza dei fisici e degli ingegneri, infatti, i matematici tendono a non seguire queste norme.

                Detto ciò, la questione che poni è importante: a breve rimetterò mano al documento per verificare l’effetto concreto.

                Mi consola pensare che si tratta di una finezza: in un libro divulgativo, difficilmente qualcuno noterà la differenza fra una c in tondo o in corsivo, soprattutto se la scelta è mantenuta con coerenza lungo tutto il testo.

                Lascio questo punto in sospeso.

                Grazie ancora.

              • #122517
                lorenzo.pantieri
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                  Carissimi,

                  ho deciso di riorganizzare le mie Storie di numeri. La prima versione, piuttosto impegnativa, superava le 600 pagine. Ora ne propongo una più compatta, di circa 250 pagine in “formato Bringhurst”. In questo modo prende forma una piccola trilogia:

                  • Matepedia: l’opera completa;
                  • Storie di numeri: la versione intermedia, più maneggevole;
                  • Sette pezzi facili: l’estratto introduttivo.

                  https://www.lorenzopantieri.net/Libri.html

                  Le tre opere sono organizzate come una matrioska: Sette pezzi facili è contenuto in Storie di numeri, che a sua volta fa parte di Matepedia. È lo stesso modello che avevo adottato per l’Arte: un’opera enciclopedica (LaTeXpedia), una guida più accessibile (l’Arte) e un estratto essenziale (LaTeX per l’impaziente).

                  Anche i layout seguono questa logica:

                  • Matepedia: formato A4, classe Legrand Orange Book, font di suftesi;
                  • Storie di numeri: stile ClassicThesis e formato Bringhurst, per dare slancio alla pagina;
                  • Sette pezzi facili: la classe standard article, essenziale e diretta.

                  Spero che questa nuova veste vi piaccia.

                  Lorenzo

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