Strano avviso

  • Questo topic ha 3 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni fa da OldClaudio.
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  • #102942
    mcl1962
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      Compilando il codice alla fine del messaggio ottengo l’avviso

      Font shape `U/esvect/m/n’ in size <5.5> not available(Font) size <5> substituted

      alla riga 21. Non capisco perché l’avviso riguardi esvect (pacchetto per gestire le frecce dei vettori) dato che non lo uso nella porzione di codice mostrata. Quello che ho scoperto è che la cosa è legata al piè di pagina (se tolgo \footnote non ci sono avvisi). Qualcuno sa p.f. darmi una spiegazione di questo comportamento? Uso TeXLive 2015 su Linux.

      Grazie e ciao.

      Claudio

      `
      \documentclass[12pt,a4paper]{article}

      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage[full]{textcomp}
      \usepackage{amsmath,amssymb}
      \usepackage[largesc]{newpxtext}
      \usepackage{superiors}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[varqu,varl]{inconsolata}
      \usepackage[bigdelims,vvarbb]{newpxmath}
      \useosf
      \linespread{1.05}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage{microtype}

      \usepackage{amsmath}
      \usepackage{amssymb}
      \usepackage[f]{esvect}

      \begin{document}
      Nota a piè di pagina.\footnote{I piani cartesiani $[xy]$ e $[yz]$ \ldots}
      \end{document}
      `

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      • #102943
        OldClaudio
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          Il messaggio è del tutto innocuo.
          Detto questo devi sapere che i font invocati da esvect sono font bitmapped generati con METAFONT su richiesta del programma che li usa. I font bitmapped non sono scalabili. se anche fossero vettoriali, il loro file esvect.fd non ne prevede altro che un insieme finoto di corpi, che sono poi quelli generabili con METAFONT.
          È vero che tu non li usi, ma quando si scrivono note, il richiamo viene messo in modo matematico; Il programma pdfLaTeX quando entra in modo matematico controlla di disporre di tutti i font che potrebbero essere usati in tutti i copri necessari. Tu usi i newpxtex e i newpxmath, che sono font vettoriali scalabili “a piacere”: quindi evidentemente i pacchetti che gestiscono questi font prevedono per il corpo 12 (il tuo corpo normale) il corpo degli esponenti degli esponenti (gli esponenti di secondo ordine) il copro di 5.5pt che con quei font si può ottenere senza problemi perché sono vettoriali. pdfLaTeX richiede quindi il corpo dei vettori pari a 5.5pt, ma il font dei vettori non è scalabile, quindi scegli il copro più vicino.
          Correttamente, però, ne avvisa l’utente. Ecco quindi il tuo avviso.

          Detto fra noi non vedo la necessità di avere i vettori in vari corpi nello scrivere una relazione matematica. In modo picture con il pacchetto pict2e, o con gli altri programmi di disegni del sistema TeX i vettori sono davvero dei vettori e sono disegnati in modo vettoriale (scusa il bisticcio di parole). In matematica, almeno quella che ho usato io, non vedo la necessità di vettori con punte di freccia “artistiche” (l’autore di esvect le chiama “beautiful”).

          Tenendo conto che ogni programma di composizione del sistema TeX può usare in matematica solo 16 “famiglie” o “math groups” (ogni famiglia o gruppo matematico contiene tre font quello per il textstyle, quello per lo scriptstyle e quello per lo scriptscriptsize), usare un font matematico non indispensabile come quello dei vettori con le belle punte, potrebbe voler dire non poterne usare un altro indispensabile. I ci sono arrivato a ricevere il messaggio che non poteva allocare un diciasettesimo font:sad: Non è na eventualità così remota. Usando la collezione dei font newpx questo fatto potrebbe succedere facilmente; leggi la documentazione con texdoc newpx al paragrafo 6. — vedi che newpxmath impegna 12 famiglie numerate da 0 a 11.

        • #102944
          mcl1962
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            Ti ringrazio per le spiegazioni chiare.
            Sto scrivendo delle dispense per liceali e preferisco indicare i vettori con una freccia (come faccio quando scrivo alla lavagna) piuttosto che indicarli in grassetto o grassetto corsivo come nei libri universitari. Non ho necessità di usare strane frecce, ma ho notato che la freccia usata dal comando \vec{} (nome del vettore composto da una sola lettera) non è la stessa usata dal comando \overrightarrow{} (nome del vettore composto da due lettere), almeno per quel che riguarda lo spessore, ma mi sembra anche per la punta (vedi codice sotto, il preambolo è lo stesso del mio messaggio precedente). Inoltre con esvect posso usare lo stesso comando \vv{} per indicare vettori che hanno nome composto da uno o più caratteri (è vero però che potrei definirmi una macro…).
            La faccenda del numero massimo di “math groups” caricabili potrebbe in futuro (visto che le dispense le sto scrivendo) rivelarsi effettivamente un problema: se si potesse avere per \overrightarrow{} la stessa freccia di \vec{} allora abbandonerei esvect.

            Ciao.

            Claudio

            `
            \[
            \vv{v} \quad\overrightarrow{v} \quad \vec{v}
            \]
            \[
            \vv{F} \quad\overrightarrow{F} \quad \vec{F}
            \]
            \[
            \quad \vv{AB} \quad \overrightarrow{AB} \quad \vec{AB}
            \]
            `

          • #102945
            OldClaudio
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              Capisco che cosa intendi sulla qualità delle frecce di \vv, di \vec e \overrightarrow. Se stai scrivendo delle dispense per studenti liceali probabilmente la tua scelta di notare i vettori con le frecce; potrebbe essere adeguato; peccato che le norme ISO-uni prescrivano per i vettori il corsivo matematico nero. Ora non saprei dirti se “stai violando la legge”.
              Le norme ISO-UNi hanno il valore di legge per la matematica usata nei testi che si riferiscono alle scienze che usano grandezze misurabili con le unità di misura prescritte dal Sistema Internazionale. In sostanza si applicano alla matematica usata in fisica, in chimica, nella tecnologia, in architettura, persino in biologia; per semplicità le chiamerò “scienze applicate”. Stranamente non si applicano alla matematica pura, come se la matematica pura non avesse applicazioni alle scienze applicate. Tuttavia i matematici puri considerano quelle norme con fastidio e non le seguono. Le norme specificano caratteri particolari per ciascuna entità matematica e in particolare evitano il più possibile i segni diacritici (come sono le frecce dei vettori) sui simboli matematici; usano il corsivo, il tondo e il carattere lineare senza grazie, come caratteri da usare solo per determinati oggetti, il corsivo solo per determinati altri, il lineare solo per rarissimi casi di un terzo tipo; poi le norme ammettono in casi molto specifici il gotico e l’ebraico; i caratteri latini e quelli greci sono considerati assieme. Il tondo viene usato solo per il nome degli operatori, per le unità di misura, per il segno di differenziale, per i pedici e gli apici che non rappresentano delle variabili e, infine per le unità di misura. Il corsivo chiaro è destinato ai simboli per le grandezze scalari, il corsivo nero per i vettori e per le matrici di vettori; il tondo nero o il black board bold per gli insiemi; e via di questo passo. La motivazione evidente è che gli scritti di scienze applicate vengono letti in tutto mondo anche da persona e non addette alle segrete cose; quindi tutto deve avere un significato specifico. Se io dovessi insegnare al liceo preferire seguire le norma: nesun docente di lice sa che cosa faranno i sui studenti all’università e nella vita, ma tenuto conto che quelli che faranno scienzes applicate sembra essere magore, molto maggiore di quelli che faranno matematica pura, comincierei a seguire la norma finché sono “piccoli”

              Non avevo dubbi che le frecce ottenibili con esvect fossero migliori di quelle di default, altrimenti che senso avrebbe avuto di scrivere un pacchetto e di disegnare dei nuovi font.
              Tra l’altro ho verificato nel file log: i vettori di esvect esistono anche in forma vettoriale e sono preinstallati; è solo il file esvect.fd che risale ai tempi dei tempi e fa riferimento ancora a METAFONT.

              Detto questo, del mio precedente messaggio non trascurare il discorso dei sedici gruppi matematici.

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